Ciao mama…..

…sono contenta di essere arrivata uno! Questa ben nota frase, da attribuire, credo, ad uno sciatore degli anni ’80, assume per me oggi due significati, il primo, relativo al Prof. Renzi dell’Università La Sapienza di Roma che, al termine della sua relazione tenuta al Moodlemoot 2007 di Reggio Emilia, ha proiettato una diapositiva della pagina di Google che mostrava come alla voce “Moodle” il primo link che compariva in cima alla lista era proprio quello del suo Ateneo. Tornando a casa ho voluto fare la prova con un tag del mio blog, sicura che avrei sfogliato molte pagine prima di trovare un riferimento al mio sito. Tranquillamente apro Gooole e digito “orientamento in uscita”. NOOOOOOO!. Prima, cioè: uno. Secondo: chattando con un amico una sera gli scrissi: “potrei postare qualsiasi banalità sul mio sito che balzerebbe in testa nel page rank”, perché, inserendo in Google i miei metadata, trovo i post in vetta alle classifiche e soprattutto GRATIS. Ora mi sto chiedendo da un po’ di tempo quale sia il segreto di questo web-successo confortato anche da un incremento geometrico di visite al sito e pagine lette. Mi occupo, nella mia scuola, dei border-line, non in senso psichiatrico, ma degli studenti che lasciano l’ambiente “ovattato” della scuola superiore per saltare dentro a quello dell’Università o del mondo del lavoro. La mia è una scuola di campagna (Ostiglia – MN) che ha un’utenza che arriva da un raggio di circa, a dir tanto, venticinque Km, che frequenterà le Università principalmente dell’Emilia, qualcuno a Milano, qualcun altro a Trento o Verona, altri andranno a lavorare. Invece mi ritrovo anche tantissime persone che visitano il blog da tutta Italia; studenti e docenti mi scrivono per avere maggiori informazioni. Faccio notare che non sono esperta di orientamento, non sono esperta di comunicazione, non sono esperta di niente se non (forse) del mio lavoro che è quello di fare l’insegnante di Educazione Fisica. Proprio per questi motivi mi piacerebbe molto che qualcuno, che se ne intenda veramente, mi desse una lettura di questo fenomeno. Premetto che mi è sembrato del tutto logico integrare un blog con una piattaforma e-learning e che questo si chiamasse e-learning 2.0 l’ho scoperto poco tempo fa. Volevo semplicemente dare un servizio permanente ai miei studenti, non pensando minimamente che potesse servire molti altri. La parte formale è delegata alla piattaforma moodle, quella informale al blog ma anche allo scambio di opinioni lungo i corridoi, in palestra, nella vasca idromassaggio della piscina comunale, in giro per open day e fiere dell’orientamento e poi all’informal, veramente informal degli studenti e studentesse che si ritrovano con i compagni più vecchi nelle birrerie il sabato sera. Aggiornare le due piattaforme è come accudire due gemelli eterozigoti, ciascuno ha una propria fisionomia e un proprio carattere ma bisogna che crescano insieme. Ogni tanto l’uno o l’altro cade dal seggiolone e allora bisogna ricorrere a delle cure amorevoli che portano via energie psichiche e fisiche. Però, devo ammettere, che tutto questo alla fine è anche divertente che va al di là di ciò che ci attribuisce la normativa della Pubblica Amministrazione che ci vuole “impiegati medi” con gratificazioni "medie". P.S. 1. Unico metadata che inserirò in questo articolo sarà: “Ciao mama”. Stiamo a vedere cosa succede. P.S. 2. Contenuti auto-prodotti sul Web 2.0?Pochini! http://www.apogeonline.com/webzine/2007/05/17/22/200705172201 Accontentati!

Emanuela Zibordi

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