Selene Biffi e YAC

di ALESSIA MANFREDI
Brianzola, 25 anni, ha creato "Youth Action for Change" un organismo internazionale gestito da giovani per i giovani che raggiunge persone in 120 paesi. Selene, da un'italiana un'idea vincente Ecco Yac, formazione e dialogo via internet. Ha avuto riconoscimenti dall'Onu, ha parlato al Congresso degli Stati Uniti.
"E' paradossale, ma solo qui in Italia, quasi nessuno se n'è occupato"
 Mettere in contatto i giovani che hanno idee e voglia di fare, creare fra loro un ponte e fornire gratuitamente, online, strumenti e conoscenze per poterle realizzare. E' questa l'anima di "Youth Action for Change", la prima organizzazione a livello mondiale - unica in Italia - per giovani e gestita da giovani, che fa formazione, in rete, in campi diversi: dai diritti umani allo sviluppo sostenibile, dalla partecipazione giovanile ad altro ancora. Il programma globale è offerto interamente via web, con corsi, dialoghi con esperti, campagne specifiche e networking. A idearlo è stata una italiana, Selene Biffi, che per il suo progetto quest'anno è stata premiata dal Consiglio d'Europa con il World Aware Education Award. Oggi la sua creatura raggiunge giovani in 120 diversi paesi, il 95 per cento in via di sviluppo, ha ricevuto riconoscimenti importanti. All'estero se ne parla molto, ma in Italia molto meno. 
"L'idea mi è venuta un paio d'anni fa, quando ho partecipato in rappresentanza dell'Italia all'International Youth Parliament, una riunione che si tiene ogni due, tre anni e che mette insieme centinaia di giovani che lavorano nel sociale" racconta Selene al telefono da casa. Venticinque anni, una laurea alla Bocconi, vive in Brianza con i genitori, anche se è un po' difficile pensare a lei come una "bambocciona".
Viaggia molto, è impegnata nel volontariato da sempre, ma da mamma e papà ha imparato molto. Anche loro a casa ci stanno pochino: sono spesso in India per il loro progetto, una scuola e un ospedale che hanno creato a Varanasi, la città sacra.
Da Mezzago, in provincia di Milano, l'intuizione di Selene ha fatto il giro del mondo, è stata copiata negli Stati Uniti e ha ricevuto riconoscimenti dall'Oxfam e dall'Unicef solo per citarne alcuni. "Eppure la cosa più difficile, paradossalmente, è farla conoscere qui da noi", ammette.
Il progetto YAC è nato toccando con mano le esigenze dei suoi colleghi al parlamento giovanile. "C'erano 350 ragazzi da tutto il mondo con problemi specifici e si cercavano strumenti concreti per insieme risorse. Da qui ho pensato di fare formazione online, perché è il modo migliore: crea un punto in cui tutti possono connettersi, superando fusi orari e barriere pratiche".
"Siamo i primi ad aver pensato a fornire moduli di formazione peer- to-peer, in questo caso da giovani a giovani, dai 15 ai 29 anni" racconta veloce, ed è difficile fermarla quando ti spiega quello che sono riusciti a fare. "Abbiamo 14-15 corsi tenuti da ragazzi, cui si affiancano lecture di adulti, esperti del campo. Dall'economia all'aiuto allo sviluppo, dalla salute pubblica al rispetto per l'ambiente". Il sito conta 1200 membri, in cinque continenti.
La vostra filosofia è che la formazione si debba tradurre in un'azione concreta sul territorio. Funziona?
"I nostri programmi hanno ispirato in Pakistan l'approvazione di una nuova politica giovanile regionale, in Kenya una campagna nazionale sull'Hiv condotta tutta in bicicletta. Nelle Filippine un programma per educare gli attivisti ad utilizzare la videocamera per documentare gli abusi nelle comunità indigene. E operiamo senza budget né supporto finanziario, sul lavoro volontario dei giovani".
Chi ha creduto in voi ?
"Soprattutto noi stessi ma non è stato facile. La prima docente è stata una ragazza dal Perù che ha parlato di sviluppo sostenibile. Poi le cose sono cambiate: si sono aggiunti professionisti dell'Onu, di grandi ong, ex direttori, ex ambasciatori. La Nokia lo scorso anno ci ha premiato con un riconoscimento riservato a 20 imprese sociali giovanili: noi siamo stati gli unici italiani e unici europei a vincerlo nel 2006. Siamo andati a Washington, abbiamo anche parlato al Congresso. Ora facciamo corsi anche per le Nazioni Unite, ma qui bussiamo a molte porte senza ricevere risposta".
Eppure lei ha ricevuto molti riconoscimenti: quest'anno il Consiglio Europeo, ma è stata anche inserita dalle Nazioni Unite fra le giovani donne che ispirano il cambiamento, combattendo per il futuro. E' possibile che da noi non se ne sappia quasi nulla?
"Quest'anno sono stata invitata ad Urbino al forum per le politiche giovanili. Collaboro con l'Aegee, che è il forum studentesco europeo, con la Fao e ho altri impegni, ma non sono molti quelli che si interessano a quello che facciamo qui".
Quali sono i vostri progetti futuri?
"Sono stata eletta e da agosto mi occupo di coordinare il "Major Group on Children and Youth" presso la Commissione Onu per lo sviluppo sostenibile, con l'intento di aumentare la visibilità e partecipazione dei giovani in commissione a cominciare da quest'anno. Sarebbe bello coinvolgere ragazzi italiani perché ci manca una presenza a livello internazionale. E vorrei far crescere ancora il sito, che ora è solo in inglese, per offrire formazione anche in francese e spagnolo. Stiamo poi cercando il modo di avere più visibilità per far vedere che al di là delle grosse ong anche il singolo individuo può far qualcosa per cambiare quello che non va. Siamo stati l'unica organizzazione italiana presente nel World Development Report 2007 della Banca Mondiale. Sarebbe bello se qualcuno se ne accorgesse".

(Rebubblica- giovani e scuola 15 novembre 2007)

Lettera ai politici, chiedendo il tuo aiuto a pubblicare

Gent.ma Selene Biffi, ti sono molto grata per il bene che stai facendo a tutto il mondo, ti chiedo di parlare in pubblico e via internet della mia Associazione Tutela Traumatizzati e Lesionati, che sta cercando di recuperare dall'indigenza quelle persone rimaste invalide da trauma, abbandonate a se stesse,in tutta Italia, ridotte alla massima indigenza, costrette a dover mangiare una volta al giorno alla mensa dei poveri, perchè le lobbi delle Assicurazioni non statali, inpediscono indagini mediche, inpediscono il soccorso di molte persone, per nascondere l'entità del trauma, con conseguenze gravissime per il paziente.
Purtroppo non siamo stati ascoltati ne dal governo di destra, ne dal governo di sinistra.
Ora sto inviando ai politici quanto segue, ma non sarò ascoltata, perchè sono proprio loro che gestiscono quelle Assicurazioni per i loro profitti, violando i diritti umani sulla salute dei traumatizzati e lesionati.
Ringraziandoti ti invio cordiali saluti.
Franca Vico Presidente dell'Associazione Tutela Traumatizzati e Lesionati sito:www.tutelatraumatizzati.it
Via IV Novembre, 21
47900 Rimini

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Lettera ai politici

Oggetto:Basta con le truffe sui traumatizzati, basta coi medici imbavagliati, basta con le Assicurazioni non statali sulla Responsabilità Civile.
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La nostra Associazione Tutela Tutela Traumatizzati e lesionati, chiede ai politici, ed ai sindacati, di liberarci dalle assicurazioni non statali sulla responsabilità civile contro terzi, che non hanno tutelato noi cittadini, ma le tasche dei politici che le gestiscono a proprio vantaggio, infatti le suddette assicurazioni, ci hanno impedito di essere soccorsi al momento del trauma, con conseguenze gravissime, ci hanno impedito di essere riconosciuti invalidi, ci hanno impedito di essere risarciti, (se non con pochi spiccioli riducendoci all'indigenza) vedere le nostre storie, nel sito:www.tutelatraumatizzati.it
Visto che tutti, paghiamo l'INAIL, sia casalinghe che lavoratori, perchè nell'infortunio in itinere, negli incidenti per la strada e per la responsabilità civile verso terzi, siamo stati scaricati alle assicurazioni non statali?
Come possiamo avere fiducia dei politici che gestiscono queste assicurazioni non statali, legalizzandole per i loro sporchi interessi? proprio dove la Sanità in Italia è pubblica? imbavagliando i medici che dovrebbero emettere diagnosi precise sulle invalidità dei traumatizzati e lesionati?
La nostra Associazione (ATTL) chiede una legge per trasformare le assicurazioni, da private a pubbliche, eliminando quelle private,perchè dopo il danno abbiamo ricevuto anche la beffa.
Vedere le nostre drammatiche storie nel sito: www.tutelatraumatizzati.it

Associazione Tutela Traumatizzati e Lesionati.
Via IV Novembre, 21
47900 Rimini

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