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l'altro blog di melamela
Aggiornato: 22 min 52 sec fa

Chi vive in Calabria/Chi ha scarsa memoria - Viaggio a Sud

Mar, 05/21/2013 - 20:54
Chi vive in Calabria/Chi ha scarsa memoria - Viaggio a Sud by Mauro F. Minervino
My rating: 4 of 5 stars

Chi meglio di un indigeno antropologo può presentarti la Calabria? I brani che Minervino raccoglie in questo ebook hanno come protagonisti viaggiatori del passato che si sono innamorati di questa Regione, calabresi illustri e meno illustri, non calabresi che sputano sentenze, racconti autobiografici. Sempre tentano di dare risposte alla decadenza culturale e ambientale che ha stravolto, nel tempo recente, quelle che erano le bellezze naturali, artistiche e paesaggistiche e, soprattutto, le abitudini sociali sconvolte dal consumismo e dalla speculazione che fagocita ogni rispetto per gli uomini e per le cose. Riesce l'autore a darci delle risposte soddisfacenti alle cause di tale degrado? No. Non è solo la 'ndrangheta. E se non ci riesce lui figuriamoci noi, che della Calabria riusciamo a farci un'idea solo dai media. Possiamo solo paragonare quello che è avvenuto anche qui al Nord negli ultimi 30-40 anni e per la Regione del Sud immaginare l'intensità centuplicata.
Traspare dai reportage una profonda nostalgia e un'impotenza, che a volte prende anche il viaggiatore vacanziero di fronte alle discrasie comportamentali, come ad esempio, le diverse attenzioni tra la cosa pubblica e la cosa privata.
Forse ho dipinto con tinte un po' troppo scure e, invece, la lettura è gradevole, scorrevole, le storie sono belle perché vere. Ci appartengono.
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Sveltine

Mer, 05/15/2013 - 18:35
Sveltine by Inachis Io
My rating: 4 of 5 stars

Ce ne sono quattro da meno di 15', quattro da 10', quattro da meno di 5', quattro da meno di 3' e quattro da meno di 1'. Sono racconti erotici che Inachis Io titola "Sveltine" proprio perché scandite dal tempo scenico, anche se la lettura richiede qualche minuto in più, proprio perché l'autore dipana con abilità stilistica le situazioni ora crude, ora più romantiche, a volte poetice, ma mai volgari di incontri amorosi in svariati contesti.
Avevo già apprezzato la raccolta 5 sensi +1; il racconto che mi è piaciuto di più di questa è iSex, un po' sci-fi, ma, forse, non troppo.
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Tanto Tantra

Dom, 05/12/2013 - 15:43
Tanto Tantra by Mauro Sandrini
My rating: 5 of 5 stars

Sorprendente. Mauro mi chiede di leggere questo ebook e mai più mi sarei aspettata che, oltre ad essere un bravo saggista -avevo letto ed apprezzato il suo Elogio degli ebook- sapesse scrivere un romanzo così gradevole, fatto di flussi di coscienza alla romagnola. Profondo, spesso divertente, ma con azzeccata introspezione psicologica; sì, perché si parla di una dipendenza, quella sessuale, facile da soddisfare ma che, nel tempo, porta all'inibizione e all'annichilirsi di ogni emozione. Il termine tantra nel titolo richiama la pratica yoga al quale noi occidentali diamo erroneamente valenza quantitativa. E' invece per il protagonista un percorso per accedere alla sacralità della sessualità, quasi risalendo dei chakra ideali, che nel libro sono i capitoli titolati: body, hearth, mind, soul e energy.
Più in generale un'analisi del non senso delle azioni dettate dai giochi di potere, dal conformismo che spinge al ribasso la stima di sè e dall'inutilità di pratiche terapeutiche se non veicolate dall'umanità e dall'affetto.
Trama avvincente, ben scritto. Bravo Mauro!
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Consigli a un giovane scrittore

Dom, 05/05/2013 - 10:15

Consigli a un giovane scrittore by Vincenzo Cerami
My rating: 4 of 5 stars
Il titolo non dà merito a questo manuale indirizzato a "giovani" -18-25 anni?- "scrittori" -ma anche per lettori e spettatori-; forse si intendeva chi approccia alla scrittura? Sarebbe limitativo. Sta di fatto che lo consiglio per tutte le età a prescindere che si scriva o meno. Infatti, è una carrellata sulle diverse tecniche scrittorie nei diversi campi artistici dove la caratteristica espressiva di ciascuno condiziona, negli spazi e nei tempi, il modo di scrivere i testi. Così l'autore affronta le tecniche del romanzo, del racconto, dei testi teatrali, del cinema, della radio e della televisione, svelando le tecniche della fiction, della sceneggiatura, della drammaturgia e, per finire, della comicità alla quale dedica il capitolo finale.
L'approccio, pur essendo manualistico, è narrato con esempi concreti frutto dell'esperienza dell'autore, con rimandi ad opere letterarie e visuali note, dalle quali si può partire per imparare a leggere con occhio più attento e, nel mio caso, con un tantino di competenza critica in più con indicatori oggettivi, oltre il semplice giudizio estetico generale.
Riporto questa citazione sulla quale riflettere che mi sembra possa sintetizzare la finalità di chi scrive:
Il vero si può riprodurre solo con il falso
(Ma chi ancora non ha fatto da sè la stessa considerazione?)
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Waiting for 2016 #7

Mer, 05/01/2013 - 10:13

Il gusto del peccato

Ven, 04/26/2013 - 21:34

Il gusto del peccato by Simon M. Lahan
My rating: 5 of 5 stars
Il titolo del libro sembrerebbe orientare ad un romanzo che tratti di trasgressione e, invece, è un saggio molto ben documentato su come i sette peccati capitali non rechino sempre danni a sè e agli altri. Questi sono, nell'elenco definito nel VII secolo da Gregorio Magno e secondo l'ordine di gravità: lussuria, gola, avarizia, accidia, ira, invidia e superbia, classifica stilata per il buon comportamento dei monaci e del clero. L'autore ne analizza ciascuno, riportando test psicologi e diagnosi di imaging per verificare se i comportamenti che mostrano questi atteggiamenti mentali, siano sempre e solo negativi. La risposta per tutti quanti è che, ciò che viene classificato come peccato presente in dosi accettabili, è invece spesso uno stimolo al miglioramento delle proprie capacità cognitive ed emozionali.
Personalmente ho trovato molto interessante la trattazione dell'accidia a cui le ultime scoperte di neuroscienza, attribuiscono un potere di intensificazione, durante il riposo, di alcune attività neurali fondamentali che condizionano positivamente il nostro stato di coscienza e di presunta razionalità. Altra è la superbia con le sue sottocategorie, dove si impara a prestare attenzione a messaggi del corpo e del look che possono inconsciamente condizionare il giudizio sugli altri. Ma tutte sono altrettanto interessanti.
Il messaggio finale è quello di tolleranza ed accettazione di piccoli peccati perché sono elementi di diversificazione personale e sociale che ci rendono unici.
Lettura caldamente consigliata.

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Nemesi

Gio, 04/18/2013 - 13:17
Nemesi by Philip Roth
My rating: 5 of 5 stars

Primo romanzo che leggo di Roth. L'argomento è un'epidemia di poliomielite che si diffonde tra i ragazzini che frequentano un campo estivo, nel 1944, quando ancora non esisteva il vaccino. Protagonista è un insegnante di Educazione Fisica che rappresenta salute, dinamicità, attenzione educativa, ma le cui vicende personali, anche legate agli eventi contingenti, saranno segnate in maniera indelebile.
Il tema concettuale del libro è, però, il rapporto con il Dio ebreo il cui ruolo è messo in discussione, fino a rappresentarlo come diabolico e lontano dalla pur minima compassione verso ciò che sta accadendo al suo popolo, agisce casualmente senza giustizia o nemesi. A differenza di altre situazioni narrative in cui compare il tema della colpa, e mi riferisco in particolare al cinema di Woody Allen, dove quella è riassorbita e neutralizzata dagli alibi che di volta in volta scagionano i colpevoli, l'indifferenza divina percepita dal protagonista gli ricade addosso come un macigno ed egli si accolla tutta la responsabilità di ciò che accade a sè e agli altri.
Roth scrive e descrive con impareggiabile fluidità e capacità psicologica introspettiva la personalità in evoluzione del personaggio, con passaggi alterni, dall'infanzia dura alla morbidezza della scoperta dell'amore, fino alla chiusura coriacea del seguito.
Flash: leggendo il libro mi sono tornati in mente i poster affissi nella mia scuola elementare che ritraevano ragazzini/e con tutori alle gambe e in cui si invitava alla vaccinazione contro la poliomielite. Cercavo di evitare di guardarli perché mi suscitavano raccapriccio. Adesso che ho letto questo libro, il cui protagonista faceva il mio stesso lavoro, realizzo che per tanti sopravvissuti a questa malattia così devastante, la vita deve essere stata un vero inferno terreno.
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Guida bionda per influencer

Ven, 04/12/2013 - 19:32

Guida bionda per influencer by Veronica Benini
My rating: 5 of 5 stars
Farò un discorso serissimo. Alla fine di ogni anno scolastico l'addetta di settore ci chiede quanto del nostro tempo abbiamo speso per la formazione e l'aggiornamento. Ecco, questo gioiellino di ebook è proprio quello che mi serviva per farmi un'idea un po' più precisa sul web marketing fatto dai blogger. Il motivo è perché con altri colleghi, il prossimo anno scolastico, gestirò una classe IV di Istituto Economico che sarà "cl@sse 2.0", nella cui progettualità ho fatto rientrare anche queste forme di pubblicità di prodotti e servizi con i nuovi strumenti del web.
Nella relazione su queto libro che presenterò, non potrò certo usare il tono scanzonato, ma allo stesso tempo preciso e analitico, della Benini, con frasi del tipo: "insegnerò ai miei studenti a fare le markette", ma spiegherò che queste modalità comunicative non possono più passare inosservate e rimanere allo stato semibrado, così come il ruolo degli influencer, attori fondamentali per migliorare la diffusione della conoscenza di beni e servizi, in tutti i settori commerciali.
Consiglio in ogni caso la lettura a tutti coloro che bazzicano i social network, perché è un modo per capire come decodificare alcuni messaggi pubblicitari, più o meno espliciti, e quindi di riflesso imparare ad usare meglio quegli strumenti, anche a proprio vantaggio.
P.S. Mi è piaciuto anche il riferimento alla chiarezza dei ruoli esplicitato nel libro di eFFe I book blog. Editoria e lavoro culturale che ho letto, del quale condivido le proposte.
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Atlantide. Il Continente perduto. Storia o leggenda?

Dom, 04/07/2013 - 21:31
Atlantide - Il Continente perduto. Storia o leggenda? by Jeremy Feldman
My rating: 2 of 5 stars

Una Domenica pomeriggio quando hai voglia di distrarti un po', o leggi Topolino, oppure scarichi questo ebook sapendo benissimo che il punto di domanda finale nel titolo non ha risposta e probabilmente non l'avrà mai. Così, tanto per passare un'oretta.
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I book blog - Editoria e lavoro culturale

Mer, 04/03/2013 - 21:51

I book blog. Editoria e lavoro culturale by eFFe
My rating: 4 of 5 stars
Letto volentieri questo di eFFe che ho avuto il piacere di conoscere sia online, sia di persona: ragazzo simpatico, festoso e, come si può immaginare, appassionato di libri.
eFFe in queste poche pagine che si leggono di volata, ci racconta un paio di cose, la prima riguarda un discorso sui book blog come si evince dal titolo, la seconda, invece, narra di come ha deciso, dopo un paio di tentativi non riusciti presso editori, di pubblicare questo libro in selfpublishing.
Vado nell'ordine partendo dalla prima parte, in particolare sulla accorata ed un tantino romantica richiesta dell'autore di fare chiarezza sul ruolo che hanno alcuni blogger che propongono recensioni di libri, circa la commistione che hanno con le case editrici e che determina confusione nel ruolo degli stessi: sono dilettanti? Sono professionisti che si prestano gratuitamente? Sono professionisti retribuiti? Queste diverse modalità di porsi in rete può generare nei lettori false aspettative? Vi lascio alla lettura dei punti di un codice deontologico essenziale per rendere più trasparenti questi rapporti che dovrebbero salvaguardare, sia la fiducia di chi frequenta i lit-blog, sia le esigenze di natura commerciale e pubblicistica che le aziende editoriali hanno come obiettivo per il loro business.

Considerazioni personali. Io leggo libri e ne scrivo sul mio blog. Le mie non sono recensioni, ma appunti a caldo, prive di qualsivoglia velleità intellettuale. Non è quello del critico letterario il mio lavoro, faccio altro. Ho frequentato occasionalmente i blog citati, ma non mi trovo a mio agio. Capisco che chi si senta preparato abbia necessità di esprimersi con un linguaggio forbito, curato, preciso, con riferimenti particolari e dettagliati, ma a me non interessa chi mi spiega un libro in questo modo. Preferisco prima leggerlo, dare la mia interpretazione e la mia opinione e poi andare su goodreads e scorrere quello che hanno scritto altri come me che non lo fanno per mestiere, ma per hobby. Inoltre, sono abbastanza selettiva; chi scrive più di venti righe per un testo di duecento pagine, con tutta probabilità si sta parlando addosso, quindi lo escludo. Per questi motivi concordo con eFFe almeno sulla chiarezza dei ruoli, con tutta la tolleranza possibile perché su un blog ciascuno può scrivere ciò che vuole secondo le proprie necessità.
La seconda parte mi accomuna all'autore per alcuni sentimenti che ho provato nella pubblicazione del mio ebook, con una cronicità inversa, nel senso che l'avevo già pronto per il selfpublishing in perfetto DIY, ma mi è venuta voglia di proporlo ad un editore che l'ha accettato e pubblicato. Ero incuriosita da quali potessero essere le prassi editoriali e, siccome quello di scrivere un libro non è per me un'abitudine, mi sono detta: o adesso o mai più. 
Anch'io ho incontrato alcune rigidità alle quali mi sono in parte adeguata, in parte no. Quella che mi ha infastidito di più, come per eFFe, è stato proprio sfoderare, mostrare potere, anziché negoziare con il dialogo. Poi tutto è andato bene comunque, ma l'attrito si poteva evitare.

Tornando all'esperienza raccontata da eFFe, sembra che si sia convertito definitivamente al selpublishing che descrive come un momento di forte collaborazione tra competenze diverse e, a questo proposito, elenca brevemente i passaggi che si devono seguire per questa modalità di pubblicazione. Chi volesse provare si accomodi, può trovare gente disponibile a costi del tutto abbordabili.
P.S. Sono andata un po' oltre la mia lunghezza standard e in effetti mi sono parlata un po' addosso. Me ne scuso ;)
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Waiting for 2016 #6

Mer, 04/03/2013 - 15:37

Il mistero della percezione del tempo

Mar, 04/02/2013 - 08:17

Il mistero della percezione del tempo by Claudia Hammond
My rating: 3 of 5 stars
Bilancio in pareggio per questo libro che oscilla tra giudizi negativi e positivi.
I primi riguardano la forma: è troppo lungo, le stesse cose potevano esser dette in meno spazio, meno ripetizioni. Dal momento che l'autrice porta dei casi "clinici", sarebbe stato opportuno che fossero stati analizzati globalmente esplicitando tutte le condizioni di distorsione del tempo che il soggetto di esempio subiva in quel particolare contesto. I continui richiami e rimandi hanno reso la narrazione a volte prolissa e quindi noiosa.
Di positivo c'è il contenuto che si basa sulla stretta correlazione tra la percezione soggettiva del tempo, l'emozione e la memoria, con l'apprezzabile tentativo di dare giustificazione scientifica di natura organica -studi di neuroscienze sui meccanismi di controllo dello scorrere del tempo da parte del S.N.- e psicologica con ricerche fatte su campioni di individui messi nelle condizioni di percepire un'accelerazione o un rallentamento del tempo in riferimento ad avvenimenti passati o proiezioni sul proprio futuro.
Solo nel capitolo finale fatto di una sintesi di otto punti, l'autrice dà indicazioni concrete su come gestire meglio la percezione del tempo, non tanto per un discorso di mera efficienza, quanto per una consapevolezza di come alcune attività o situazioni determinino distorsioni temporali. La Hammond propone alcuni semplici esercizi, accorgimenti e consigli per un riequilibrio tra le intro ed esterocezioni e immagini del proprio passato, presente e futuro.
Sparsi nel testo ci sono alcuni riferimenti al senso del tempo dei bambini normodotati e con problemi, interessanti in campo educativo.
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Tecnologie per la didattica 1- Lavagna Interattiva Multimediale

Mar, 03/19/2013 - 17:43

Tecnologie per la didattica 1 - Lavagna Interattiva Multimediale by Leonardo Tosi
My rating: 3 of 5 stars
Come la lettura che ho fatto di un testo della stessa serie curata da Massimo Faggioli, anche questa presenta un impianto teorico che mi trova sostanzialmente d'accordo, che ruota intorno ai concetti fondamentali all'introduzione di dispositivi elettronici nella didattica.
Di peculiare per la LIM ci sono alcune informazioni metodologiche che riflettono quelle proposte dal piano nazionale voluto dal MIUR, che condivido solo in parte, in quanto propone di approcciare alla formazione dei docenti con una metodologia che ricalchi quella classica, introducendo quelle nozioni tecniche sufficienti per riuscire a fare le operazioni elementari con la lavagna interattiva e quindi usarla.
Il rischio è proprio quello di fermarsi lì, cioè ripetere alla LIM ciò che si eseguiva con mezzi meno sofisticati e non introdurre un cambiamento paradigmatico con una didattica più innovativa, facendo le stesse cose di prima con il doppio di fatica. E per la LIM, più che con altri dispositivi, quel rischio è grande. La tecnologia bisogna soprattutto viverla ed acquisire competenze specifiche alle quali non ci si può sottrarre se si vuol capire quel mondo. Infatti, personalmente sono per un approccio che da subito consenta di mettere a sistema la LIM con altri dispositivi e con la rete ed i suoi strumenti, perché si deve avere già da subito la percezione che l'interazione è cosa ben diversa dal sottolineare una parola con l'evidenziatore giallo. E di questo Tosi ne è ben consapevole.
Non so se le poche ore di formazione, spesso con docenti totalmente digiuni se non addirittura perplessi verso le tecnologie, siano sufficienti a cambiare la mentalità. Sta di fatto che preferisco mettere con una adeguata gradualità, ma altrettanta fermezza, tutto sul piatto e prospettare una visione globale delle opportunità connettive degli strumenti, non ultimi i tablet e più in genere i dispositivi mobile di cui mi sto occupando attualmente.
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Nativi Digitali

Gio, 03/14/2013 - 11:10
Nativi digitali by Paolo Ferri
My rating: 4 of 5 stars

Manuale interessantissimo che dipana in parte il dibattito sul termine "nativi digitali", a cui sono seguite, spesso, una serie di nuove definizioni che tentano di inquadrare i giovani che sono nati negli anni con presenza diffusa di dispositivi elettronici, connessi o meno alla rete. L'autore si sofferma in particolare sulla distinzione tra immigranti, nativi puri e spuri, e propone un'attenta, se pur sintetica analisi comportamentale con i nuovi media, con particolare attenzione alle modalità di apprendimento delle nuovissime generazioni e il suo possibile trasferimento nella didattica. Il testo è quindi un utile prontuario da rivedere con frequenza, sia in fase di progettazione, sia di attuazione didattiche che tengano conto delle peculiarità generazionali, così diverse da quelle precedenti, alle quali gli "immigranti digitali" di buona volontà dovrebbero in qualche modo abituarsi e automatizzare.
P.S. Ho avuto notizia dell'uscita di questo libro due anni fa. Purtroppo si trovava solo in formato cartaceo. Non mi spiego questo ritardo nell'edizione digitale, tanto più che questo genere di argomenti è seguito da "immigranti" ampiamente, se non esclusivamente abituati come la sottoscritta, alla lettura in ebook. Ora, non capisco in questo caso le esigenze editoriali. Un libro è fatto per essere letto o è fatto per essere venduto? Fa comodo all'editore che se ne parli, come sto facendo in questo contesto, o no? Secondo me, c'è qualcosa che non quadra nella strategia di marketing dove normalmente si cerca di dare il prodotto al target che lo cerca. E' così lapalissiano!
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Storia e pedagogia nei media

Mar, 03/12/2013 - 14:52

Storia e pedagogia nei media by Roberto Maragliano
My rating: 5 of 5 stars
Sono stata incuriosita dal titolo di cui i due autori danno nell'introduzione ampia giustificazione, ad indicare come la didattica sia condizionata dai media in uso nei vari periodi storici. Questo ebook dà una visione complessiva delle modificazioni antropologiche, culturali individuali e sociali determinate dall'introduzione delle cosiddette cornici comunicative, passando successivamente dall'oralità, alla scrittura, alla stampa, all'audiovisione fino alla rete. Quest'analisi non si limita a definirne i paradigmi, ma ne considera le sovrapposizioni e le integrazioni che ogni volta rendono il quadro sempre più complesso e multiforme, favorendo processi comunicativi sempre più ampi e diffusi, ma anche causando nodi di criticità.
Le diverse cornici hanno determinato, nel tempo, metodologie didattiche specifiche dove gli strumenti stessi sono diventati via via la fonte autorevole sui quali basare l'intervento pedagogico. Purtroppo, nonostante l'ampia diffusione mondiale della cornice audiovisiva e, ultima, quella della rete, la scuola non è ancora riuscita ad integrare quanto di informale e di connettivo scaturisce prepotentemente da questi media, divaricando ancora di più la forbice tra ciò che sta dentro la scuola e ciò che sta fuori. Ed è proprio nell'ultimo capitolo che Maragliano e Pireddu, con un'attenta sintesi che attinge dalle teorie ormai condivise da chi studia il fenomeno, invitano ad aprirsi alla conoscenza dei processi individuali, collettivi e connettivi che avvengono con l'utilizzo di questi media.
Personalmente concordo con tutto quanto e ritrovo nei loro discorsi pensieri che anch'io ho espresso quasi con le stesse parole, a dimostrazione che c'è ormai un sentire comune, una definizione piuttosto chiara anche se ancora aperta sull'argomento della didattica che sta venendo avanti e che necessariamente dovrà sostituire quella che si basa, in prevalenza, sulla cornice del medium stampa. In caso contrario lo scollamento tra la scuola e il reale sarà frustrante per operatori ed utenza, nonché fallimentare.
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Manuale per viaggiatori solitari

Mer, 03/06/2013 - 14:25

Manuale per viaggiatori solitari by Virginia Fiume
My rating: 4 of 5 stars
Titolo accattivante per chi, come me, pensa che il vero viaggio sia quello fatto da soli, un po' per avventura, un po' per sfida, ma soprattutto per non dover dipendere dalle scelte di altri che, nel bene o nel male, lo condizionano.
Per la Fiume partire da soli non significa soffrire di solitudine, bensì assaporare con più disposizione, autonomia di giudizio il posto che si visita e la gente che lo abita. Come darle torto?
Certo un viaggio in solitudine va preparato con attenzione ed accorgimenti per evitare brutte esperienze. Il libro, quindi, aiuta con un elenco di link a blog o servizi per il viaggiatore solo, distinguendo quelli validi da quelli meno attendibili, da tenere sotto osservazione prima della partenza e durante il soggiorno, facendo sia tesoro delle esperienze che hanno fatto altri, sia offrendo un elenco di applicativi per dispositivi mobile dedicati alle esigenze del turista.
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Singing Cosenza

Mar, 03/05/2013 - 17:00



Per farla breve. Scendo a Roma, prima tratta del viaggio per Lamezia Terme. Imbarco al gate B17. Diciassette, penso...? Cazzate! Cosa vuoi che succeda. Non sarà mica come per Flight e comincio a canticchiare il famoso ritornello di uno dei pezzi della colonna sonora:
           Feelin' alright, oh oh            Not feelin' too good myself, uh oh            ...
Salgo sul secondo aereo, posto F perché mi piace stare vicino al finestrino. La prima ora di volo tranquilla. Leggo dal mio kindle e butto l'occhio sul mare, leggermente increspato.
Poi a un certo punto...ma chi ha spento la luce? No. E' fuori che improvvisamente è buio, ma buio nero, pesto.
Primo vuoto d'aria, secondo, raffiche che fanno andare l'aereo dove vuole il vento, non dove vuole il pilota, che tace! 
Facce un po' preoccupate, silenzio tombale e giù di botte e sbandate. Mi guardo intorno e vedo  espressioni serie, qualcuno vomita -lo si capisce dall'odore perché lo fa in ossequioso silenzio, come se fosse già davanti a San Pietro-. 
Leggera tachicardia, respirazione yoga, canto ossessivamente "Devi stare molto calmo", devi stare molto calmo, devi stare molto calmo, devi...
Finalmente dopo un tempo indeterminato, ma lunghissimo, si sente che l'aereo riprende quota: "ci fanno atterrare altrove". Infatti, nella foto che vedi qui sopra, la montagna innevata sullo sfondo è l'Etna!
In una sala dell'aeroporto di Catania in sosta forzata, seduta per terra vicino ad una presa di corrente per ricaricare l'iPhone, mi sono letta un racconto erotico -avevo bisogno di qualcosa di forte- vicino a Giovanni Allevi e Giovanni Belfiori che ancora non conoscevo.
Sono miracolosamente arrivata a Cosenza verso le otto di sera.  Ciccio Rigoli e Peppe Liberti mi scarrozzano per andare a cena in compagnia con i ragazzi di Biblon e da quel momento ho cominciato a ridere, che è un po' come cantare, fino alla sera successiva.
Dimenticavo. La domenica mattina ho presentato il mio ebook all'ebookcamp, ma non chiedetemi cos'ho detto, non ricordo. Avevo il pilota automatico inserito.

Waiting for 2016 #5

Ven, 03/01/2013 - 08:50
Sveglia, sveglia!
 

What's true love?

Gio, 02/28/2013 - 14:06


Da una conversazione su facebook (cit. me):
"Purtroppo sui libri non riesco ad avere atteggiamento diverso dallo stretto possesso. Dalla pila sul comodino al kindle pieno sbombato. Li voglio leggere e rileggere quando mi pare, come mi pare, finché mi pare. Massima libertà (liber). 
Tra i libri e me è un incontro carnale, passionale, possessivo ed esclusivo, di vero amore."

Fisica quantistica della vita quotidiana: 101 microromanzi

Mer, 02/27/2013 - 17:05

Fisica quantistica della vita quotidiana: 101 microromanzi by Piergiorgio Paterlini
My rating: 5 of 5 stars
L'ambiguità che ti trattiene fino all'ultimo.
Non necessariamente il salto quantico è verso un orbitale ad energia superiore, spesso cede verso stati di maggior quiete, ma in ogni caso, ciascun pezzo ti impone una sola esclamazione. GULP!
Ci sono due letture dei microromanzi: la prima dove 90 volte su 101 non si sa dove andare a parare, ma si cerca di catturare l'inafferrabile che poi arriva, implacabile; la seconda dove si gusta la costruzione con il dettaglio chiave appoggiato, lì, in una riga.
Alcuni racconti hanno come oggetto lo sport. Li leggerò di sicuro ai miei studenti.
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