"Facebook per Genitori" anche e soprattutto per Insegnanti

Facebook per GenitoriFacebook per Genitori by Giovanni Boccia Artieri
My rating: 5 of 5 stars

Non solo facebook per genitori ma anche e soprattutto per insegnanti. Mi soffermo infatti sul compito della scuola, luogo che conosco, citata dall'autore come una delle istituzioni che dovrebbe educare all'uso di questi strumenti.

Ecco una tipica situazione vissuta tante volte. Colloquio con i genitori di studenti della classe che coordino di fronte ad un quadro scolastico non proprio brillante: "Professoressa, io più di togliergli il computer non saprei più cosa fare. Allora, mi dice che deve fare i compiti in internet, ma quando vado a vedere se sta studiando, trovo la pagina di facebook aperta."

Così i genitori, ma spesso anche i docenti, scaricano sulle abitudini connettive delle nuove generazioni ogni responsabilità del mancato successo scolastico. Altre e numerose, a mio giudizio, sono le cause della demotivazione allo studio , non ultimo la misconoscenza di queste nuove modalità di apprendimento.
Quella dell'educazione alla rete non è cosa facile, soprattutto a scuola dove sono ancora poche le figure professionali alle quali riferirsi.

La mia esperienza e quella dei colleghi, limitata a tentativi sperimentali, dice che gli adolescenti vivono il web come un loro territorio adibito soprattutto alle prime due delle modalità comportamentali descritte nel saggio:"bazzicare" e "cazzeggiare", mentre, con molta fatica, come in qualsiasi azione educativa, si tenta di soddisfare anche la terza, "darsi da fare e stimarsi".

Spontaneamente su facebook, dove ho contatto con parecchi studenti, non vedo ancora, come afferma con un po' di ottimismo Boccia Artieri, una spontanea capacità di autoproduzione, ma una replica di contenuti preconfezionati usati per esprimere le emozioni e le sensazioni tipiche di questa età, senza esporsi con riflessioni personali.
Sull'argomento giorni fa si stava discutendo di questo nel gruppo "insegnanti", proprio su facebook :)
Il motivo con probabilità sta nella necessità di adottare degli atteggiamenti standard, come ad esempio succede con gli zainetti eastpak -mi sento diverso se sono uguale agli altri-; solo qualcuno particolarmente "sgamato", sufficientemente intraprendente e capace di utilizzare gli strumenti multimediali, osa costruire. Anche le competenze non sono ancora così pandemiche.

Interessante è il discorso sull'identità permanente che si viene a formare nel tempo sui Social Network.
A tale proposito sulla piattaforma elearning della nostra scuola abbiamo postato alcune risorse tra cui questa simpatica animazione di Common Craft Protecting Reputations Online e sono in progetto interventi, anche di esperti, su questo delicato argomento che non può essere ignorato.

Il testo si conclude con un'appendice di 15 consigli pratici, utili nel momento in cui, però, si prova e si sperimenta come adulti lo stare in rete con le sue implicazioni cognitive, emozionali nonché tecniche. Questo concetto è importante perchè essere in rete richiede competenze operative-strategiche e non solo conoscenze teoriche.

Detto questo vorrei concludere consigliando questo libro come stimolo per la riflessione seria e pacata, lontana dalle informazioni strillate dai media tradizionali che, spesso, attribuiscono a notizie isolate una diffusa negatività che non aiuta ad affronatare con la dovuta lucidità il problema.

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