ePub e mobi su wordpress

functions

In breve: come permettere a wordpress di caricare file .epub e .mobi

Da tempo avevo necessità di caricare i file degli ebook fatti dai miei studenti. Avevo più volte cercato inutilmente in rete un tutorial, ma l’unico sistema sembrava quello di zippare i file.

Finalmente oggi l’ho trovato e, con un po’ di pazienza e l’aiuto di un amico, Lillo Sciascia, siamo riusciti ad aggiungere i codici nei file.

Ho fatto riferimento a questo articolo di Adriana Napolitano ePub e Mobi su WordPress che spiega come procedere sui due file da editare, che sono:

  1. functions.php dentro la cartella del proprio tema che sta dentro la cartella content
  2. .htaccess

I risultati li vedi qui sotto con un ebook di prova:

giovani fotoreporter.epub

Giovani fotoreporter – AA.VV.mobi

Erasmus+ K2 – il blog

IMG_1800In breve: il blog del gruppo italiano che partecipa ad un progetto Erasmus+ K2

L’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola partecipa con diversi progetti all’Erasmus+. Uno di questi riguarda la definizione di uno spazio curricolare in cui sviluppare l’intervento di:

“La risposta della scuola ai problemi giovanili”

Sono programmati diversi incontri nelle nazioni dei gruppi che partecipano: Italia, Germania, Ungheria e Portogallo. Al momento si è appena concluso il primo incontro a Dobrich in Bulgaria.
Su questo blog si posteranno i lavori del gruppo che si concluderanno a Porto nel 2016.

erasmusplusdobrich

Buongiorno Onorevole

Buna scuola

In breve: la mia risposta alla mail mandatami dall’Onorevole Davide Faraone

Copio l’immagine del logo della campagna “La buona scuola” e mi accorgo che sotto, nel festone color oro, c’è scritto “Facciamo crescere il paese”.

Non entro nel merito dettagliato della proposta a cui ho risposto nel questionario, se non puntualizzando che qualsiasi impegno innovativo ha bisogno di risorse umane, economiche, ma soprattutto di un supporto reale che si esprime con atti di fiducia e di condivisione degli obiettivi.

Da quando è partita la suddetta campagna, i messaggi di buoni propositi, che sono arrivati dalle componenti governative, sono stati falsificati e smentiti da comunicazioni estemporanee fatte indifferentemente da esponenti al top, meno top, da altri che della scuola hanno solo interessi opportunistici. Si continua a tagliare, si continua ad umiliare.

Ricevo come tanti dall’Onorevole Davide Faraone una email di cui mi ha colpito questa frase:

Questo è il nostro compito e la nostra speranza. So che chi lavora come voi 
nella scuola e per la scuola ha vissuto tempi particolarmente pesanti fatti di tagli e spesso di umiliazioni.

Ora si cambia verso!

Ecco, proprio questa mi ha indotto di rispondere all’Onorevole appena arrivato alla segreteria del MIUR. L’ho postata prima su Facebook ed ora la metto qui, in questo spazio un po’ meno liquido, così, per la memoria.

 

Buongiorno onorevole, visto che mi scrivi personalmente, ti rispondo con 
altrettanta confidenza.

Perché non pensi che la proposta economica di valorizzazione dei docenti che fa il tuo governo non sia umiliante? Si toglie a qualcuno per dare ad altri. 
Questo non è "incentivo" e riconoscimento del merito. E' un imbroglio. 
Preoccupatevi, invece, di eliminare le storture e i favoritismi e di far 
diventare questo un paese davvero democratico con una scuola laica, aiutando 
chi lavora, spesso controcorrente rispetto all'andazzo generale.

Quello che dite nella buona scuola è contraddittorio, così come le sparate che poi siete costretti a rimangiarvi perché assurde e offensive della nostra 
professione e spesso anche illecite. Sono trucchetti comunicativi che 
conosciamo e non si discostano da quelli dei precedenti governi. 
Sappiamo anche molto bene perché il presidente Renzi ha scelto come ministro laGiannini, non siamo poi così ingenui.

Per ciò che mi riguarda, indipendentemente da ciò che deciderete, cercherò di 
essere una brava insegnante, al meglio di quello che posso fare nelle 
condizioni in cui lavoro e, da buona italiana DOC, con una buona dose di 
intraprendenza, creatività, impegno e studio. 
Come diceva Gianni Agnelli: la società civile è migliore di coloro che la 
rappresentano. Molto migliore!

Cordiali saluti

Facciamo crescere il paese, si diceva.

La collettività paga profumatamente i vostri uffici stampa. Cominciamo dalla comunicazione un po’ meno schizoide, eh!

Elevazioni matematiche

dubbio

D’oh!

In breve: i miei studenti di I e II Liceo hanno difficoltà ad elaborare un’operazione  aritmetica semplice. Come mai?

Premessa

In questi giorni sto presentando ai miei studenti un esercizio per la valutazione funzionale della forza veloce-elastica in elevazione degli arti inferiori. Si tratta di un esercizio standardizzato molto noto: il test di Sergeant.

Al termine delle prove chiedo di calcolare la differenza (sottrazione o scarto), tra l’altezza raggiunta in elevazione e l’altezza in appoggio. Tale misura dà i cm di elevazione in salto, capacità motoria utile in tante discipline sportive, espressive ed artistiche. A loro chiedo di farmi esempi concreti di attività motorie che prevedono salti, per verificare che abbiano capito cosa andiamo a misurare.
Fin qui tutto bene.

Si va invece in crisi quanto bisogna fare l’operazione a mente. Calcolare infatti cm 230 – 185 diventa un processo cognitivo quasi impossibile. Mi chiedono di usare la calcolatrice sul cellulare.
Io, cattivissima, aspetto con pazienza che ci provino senza, ma vedo gente smarrita. Fortuna che qualche anima pietosa aiuta i compagni in difficoltà a saltarcene fuori, a volte anche con il risultato sbagliato. Faccio io il controllo a mente.
Quando insegnavo allo scientifico facevo calcolare l’elevazione in salto, dato il tempo di volo preso con la pedana di Bosco/Vittori e la costante G. Era una vita fa, ora mi accontento.

Sulla didattica

So bene che la matematica non è l’aritmetica e non ho certo la pretesa che i miei studenti abbiano l’abilità di D.F.Wallace di vedere il mondo espresso in formule e funzioni, ma secondo me, un minimo di abilità di calcolo, con numeri interi, facendo conto su una rappresentazione quantitativa delle cose, su un concetto di sequenza lineare scandita dalla numerazione decimale, quella delle 5 + 5 dita delle mani, mi sembra debba essere acquisito dalla seconda elementare, competenza fondamentale per capire anche concetti più astratti successivi.

Ecco, non vorrei che le difficoltà generali dei nostri studenti, soprattutto in matematica, dipendessero anche dalla mancanza di queste competenze di base. A tale proposito mi viene in mente la maestra di una delle mie figlie che in quarta elementare fece studiare L’Infinito, che si risolse in un’azione puramente mnemonica, difficilissima, perché il nostro cervello non impara ciò di cui non riesce a dare senso.
Se devo fare un’analogia con la disciplina che insegno, sarebbe come se facessi fare esercizi ginnici segmentari e imitativi fine a se stessi. Ma quando mai? Molto meglio giocare: si prendono quattro piccioni con una fava.
In un corso di aggiornamento a docenti della primaria, presentando il possibile utilizzo di foglio di calcolo, suggerii di far misurare gli oggetti di casa e di inserire i dati per calcolare aree e volumi con disegni e grafici. La risposta delle maestre fu che si perde molto tempo e che gli alunni fanno confusione.
Bene, allora proseguiamo con il metodo “Infinito”, però poi non meravigliamoci dei risultati.

Considerazioni:

  • Sono d’accordissimo che l’uso dei dispositivi elettronici ci permetta di accedere alle informazioni, ma ci sono abilità di base imprescindibili per capire la realtà, anche quella virtuale o automatizzata.
  • Sopra facevo riferimento al gioco. Quello della matematica non è il mio campo, ma mi sembra che possa essere un’ottima occasione per sviluppare abilità che vadano oltre il tecnicismo.
  • La didattica orientata all’acquisizione dei contenuti avulsi dalla realtà, fisica e virtuale, non funziona. Diamo senso alle cose che insegniamo e diamo riferimenti se questi non ci sono. E i riferimenti si acquisiscono con tutto il corpo. Anche in età di scuola primaria si possono acquisire concetti astratti (in barba a Piaget), ma questi devono basarsi su qualche cosa, un background, un vissuto, qualcosa perdio!

Scienze Motorie – Appunti delle lezioni

Scienze Motorie - Appunti delle lezioniScienze Motorie – Appunti delle lezioni by Emanuela Zibordi

My rating: 5 of 5 stars

Il testo è stato scritto in collaborazione con la classe II A del Liceo Classico “Giovanni Pico” di Mirandola per il progetto “cl@sse 2.0″ nell’a.s. 2013-14, secondo la metodologia proposta in Testi Scolastici 2.0
Questa prima edizione raccoglie gli appunti delle lezioni come percorso operativo per le classi dell’a.s. 2014-15. L’intento didattico è infatti quello di offrire una traccia programmatica agli studenti e di seguire, sia una metodologia a classe rovesciata, sia una modalità valutativa a punteggio.

Una copia di questo testo sarà a disposizione in scrittura condivisa per apportare nuove integrazioni ed aggiornamenti anche specifici per classi, perché la sua funzione è quella di un ebook, flessibile, lontano dai modelli dei manuali proposti per le adozioni.

N.B. i 148 studenti interessati hanno ricevuto copia gratuita del testo, nei formati .epub e .mobi.

Trovi l’ebook a 0,99 € su:

Amazon

Ultima Books

iTunes

Bookrepublic

Google Play

e su altri ebook store.

Scienze Motorie cover

Cosa ci insegnano i MOOCs – #5 Gamification

duolinguo

In breve: dall’analisi delle modalità didattiche dei MOOCs, ho analizzato i processi di gamification e li ho trasferiti in una progettazione didattica mista,  in presenza e attività online.

Premessa

Ci siamo lasciati all’inizio dell’estate con il post che riguardava le interazioni.
Ora, quest’altro, avrebbe la pretesa di essere conclusivo perché, di tutti gli argomenti di analisi che vi ho proposto, seppur in forma sintetica, questo sulla Gamification implica un’ulteriore integrazione nella progettazione didattica di questo processo abbastanza complesso che, però, rende più stimolante il percorso di apprendimento. Già lo scorso anno scolastico ho sperimentato in una classe terza qualche concetto di gamification in modalità analogica e artigianale e i risultati sono stati sorprendenti. Se vuoi farti un’idea, puoi leggere il post: La gamification “de noantri” – esperimento, dove ho cercato di isolare un elemento, quello dei badge, per stimolare di più la partecipazione al gioco.
Al di là dei risultati numerici valutativi, il livello di coinvolgimento è stato palesemente più alto.

Quello che andrò ad esporre oggi è l’organizzazione di gamification nelle mie classi; riguardano la disciplina Scienze Motorie nella secondaria di II grado, ma può essere estesa a tutte le discipline, adattandola alle esigenze specifiche di programmazione.

Sulla Gamification ho frequentato nei mesi scorsi un corso online su Coursera, abbastanza impegnativo perché il discorso sul “gioco” coinvolge la sfera emozionale, quella cognitiva e, naturalmente, quella che agisce (nel mio caso quella motoria). La complessità sta nel trovare equilibri tra gli oggetti che si inseriscono, che rendano i processi funzionali ed efficaci. Non si tratta solo di introdurre tecniche di game design, ma di integrarle agli gli obiettivi che, nel mio caso, sono didattici.  Ti rimando a letture o corsi specifici per saperne di più sull’argomento.

MOOCs e Gamification

Nell’ultimo anno, come saprai se hai letto i post precedenti, ho frequentato una decina di corsi, un po’ per interesse personale, un po’ per studiarne l’organizzazione didattica. Nello specifico quasi tutti i siti che erogano MOOC hanno al loro interno alcuni elementi di Gamification. Qualche portale carica troppi elementi, come Open2Study, altri ne fanno un uso limitato, mantenendo una caratteristica di corso tradizionale come Coursera; come dire: se hai voglia di studiare la motivazione ce la devi mettere tu. Addirittura il corso di Gmification che ho seguito, non aveva nessun elemento di Gamification.
Un certo equilibrio l’ho trovato in Duolinguo dove sono presenti i tre elementi riconoscibili della gamification: Points, Badges e Leaderboard, però senza eccedere, oltre ad altri elementi quali il conteggio dei giorni consecutivi di accesso alla piattaforma e svolgimento delle unità didattiche.
Certe funzioni le trovo utili, altre meno, ma io sono adulta e in genere motivata allo studio che scelgo spontaneamente.
Diversa è la condizione dei nostri studenti e lo sanno bene i portali come Edmodo e Sophia che hanno attivato al loro interno forme di gamification.

Non ritengo in questo post di essere troppo analitica,  ti basti pensare che l’inserimento di una forma di gamification va ragionata, così come si farebbe per un pianificazione di strategie di marketing.  E allora, per evitare di annoiare con nozioni teoriche, passo subito al pratico descrivendo la mia proposta.

I miei strumenti per la Gamification

Ho cercato in rete. Ho provato alcune piattaforme ed applicativi. Nessuno mi soddisfaceva.
Google Drive, come al solito, mi è venuto in soccorso. La scelta è stata determinata da:

  • autonomia di gestione: non devo ricorrere a strumenti di terzi con login da parte degli studenti se non quello di gmail, che già hanno;
  • flessibilità di design: con le apps di GD costruisco ciò che voglio;
  • integrata con tutti gli altri documenti che utilizzo per la didattica in presenza e online;
  • possibilità di coinvolgere gli studenti nella costruzione;
  • il salvataggio automatico è una manna, il cloud due.

Nel caso specifico ho utilizzato fogli di calcolo aperti in lettura, per la costruzione di un registro un po’ particolare.

Il registro su Google Drive

Il modello del registro lo vedi qui: Punteggi SM – Modello

Sono abituata da sempre ad usare fogli di calcolo per i registri digitali. Quest’anno ho deciso di passare su cloud perché mi permette di trovare i file online, quindi senza doverli trasferire dai diversi dispositivi. Ho preso la palla al balzo per aggiungere fogli ad hoc per la gamification. Guarda come l’ho strutturato:

  • ciascuna classe ha il proprio file condiviso in lettura
  • al momento è costituito da tre fogli:

Foglio punteggi

foglio punteggi

Questo è il foglio nel quale inserisco i punti ottenuti da ciascuno studente relativi alle diverse unità didattiche programmate, che assommano a 100 punti in un anno scolastico.

Per capire questo passaggio ti rimando alla lettura del primo post dal titolo Valutazioni finali, in cui sostengo che quella a somma progressiva dei voti (punti), così come pratica qualche MOOC, potrebbe essere una forma più chiara e trasparente della progettazione didattica ed anche più coinvolgente (la parola più usata nella gamification è infatti: involve). Penso proprio che quella normale, quella che viene adottata a scuola con il calcolo delle medie abbia fatto il suo tempo, che sia riduttiva perché non dà percezione dei punti forti e deboli di ciascuno studente, inoltre ha in sé i limiti che un valore medio esprime, soprattutto se calcolato con poche unità statistiche, in questo caso i voti. -Non parliamo poi dei deliri sui decimali che si vedono agli scrutini-. Anche in questo caso potrei andare avanti con la critica al nostro sistema valutativo, ma per rispetto del tempo del lettore mi fermo qui; in ogni caso quello dei 100 punti è ben conosciuto alla maturità.

Nell’immagine sotto vedi la parte sinistra della tabella:

punteggi sinistra

Come vedi nelle caselle della riga “max punti” sono inseriti in neretto i punteggi massimi assegnati ad ogni attività in base all’importanza e al peso che ha sulla valutazione finale. Sotto, in corrispondenza di nomi fittizi, quelli ottenuti da ciascuno studente. Guardiamo ora a destra:

punteggi destra

Qui ho selezionato in scuro come esempio le attività che non svolgerò con questa classe. I tre finti studenti hanno raggiunto valutazioni finali in centesimi che saranno poi trasformati in decimi sulle pagelle. N.B. I bonus rappresenta i 5 punti che mi riservo di dare a quelli che hanno dimostrato impegno, partecipazione, collaborazione, ecc.

Come dicevo in precedenza gli studenti possono accedere in lettura a questo file e verificare la progressione dei propri apprendimenti. La leaderboard è implicita, quella esplicita non è necessaria, data la funzione educativa stessa della valutazione.

Passiamo ora ai badge

 Foglio badge

foglio badge

Il foglio successivo raccoglie i badge conquistati nelle attività. Di solito li consegno a gruppi che hanno ottenuto buoni risultati o per collaborazioni speciali. Le immagini dei badge che vedi sotto sono neutre. Quelli che uso io, invece, sono stati disegnati a mano libera da una studentessa.

esempio badge

I premi ai vincitori finali saranno diversi dai voti. (Di solito vincono “una giornata da prof”)

Foglio registro

foglio registro

Il foglio è uguale ad una pagina di registro cartaceo nel quale inserire le date, le assenze e annotazioni in chiaro, in quanto anche questo foglio è visibile agli studenti.

Conclusioni

Ho provato con questo post a riassumere brevemente quella che è l’impostazione che voglio dare alla mia organizzazione didattica in ordine al cambiamento delle modalità valutative, più vicine a quella che propongono i MOOC, inserendo qualche elemento di gamification.

Passerò l’anno scolastico a verificarne l’efficacia, conscia che , strada facendo, ci possano essere adattamenti e aggiustamenti. A breve pubblicherò il testo di riferimento a questa organizzazione in formato .epub per i miei studenti, dal titolo “Scienze Motorie“, in modo che ci sia corrispondenza tra le attività proposte e le valutazioni sul foglio di calcolo. Mi riservo di riferire in futuro circa l’efficacia di questa proposta.

Termino qui i miei cinque interventi sui MOOC. Devo dire che tutti mi hanno insegnato qualcosa, soprattutto a immaginare una scuola diversa e più moderna.

I post precedenti:

1- Valutazioni finali

2- Valutare i compiti

3- Le risorse didattiche

4 – Le Interazioni:

Adotta un quadro di Vermeer – Ebook

Questo è l’ultimo ebook realizzato nell’a.s. 2013-14 dagli studenti del Liceo “Giovanni Pico” di Mirandola. Si tratta di scrittura cooperativa, di racconti che si ispirano ai quadri di Vermeer.
Puoi scaricare il file .zip dalla pagina EBOOKS che contiene i formati .pdf, .epub e .mobi.
Buona lettura!