Sport e Scuola: un conflitto da superare

Gregorio Patrinieri

Gregorio Paltrinieri, foto di Fabrizio Fogliani su Flickr

In breve: un mio breve articolo su facebook a tema sport e scuola scatena l’interesse di genitori e docenti.

La citazione

A seguito della vittoria di Gregorio Paltrinieri alle ultime Olimpiadi scrivo,  il giorno 14 Agosto 2016, un breve post su facebook che riporto integralmente:

Quest’anno ero in commissione agli esami nel Liceo frequentato da Gregorio Paltrinieri. Una collega mi raccontava le reazioni di alcuni docenti di fronte alla sua scelta di impegnarsi per il nuoto, del tipo: “…ma cosa vuoi che riesca ad andare alle Olimpiadi!”
A tutti i colleghi che pensano che i propri studenti siano come i dipendenti di una fabbrichetta, che devono fare solo ciò che l’insegnante ritiene che sia giusto secondo un modello quanto meno discutibile, chiedo di essere un po’ più intelligenti, aperti e contenti che qualcuno di quelli trovi soddisfazione di ciò che fa, a cominciare da chi desidera continuare a giocare a calcio nella squadra del paese, a quello che vince un medaglione d’oro. I ragazzi e le ragazze si aiutano a crescere anche così.

Le reazioni non si fanno attendere e, con mia notevole sorpresa, ricevo tantissimi apprezzamenti; sulla mia bacheca (ad oggi, 19/8 sono 2.500 like e più di 500 condivisioni), su quella di Your Edu Action (quasi 33.000 like più di 10.000 condivisioni) con moltissimi commenti e messaggi diretti da parte di colleghi, genitori e studenti, che leggo e a cui rispondo anche solo per presa visione.
Tanti di questi denunciano l’ostilità di alcuni docenti verso la pratica sportiva anche con umiliazioni pubbliche, alcuni genitori e studenti la tengono opportunamente nascosta, altri ancora mentono, comunicando la sospensione dell’attività che, invece, continua tranquillamente. In questo ultimo caso i risultati delle valutazioni scolastiche diventano più benevoli. Come dire che, a mali estremi, estremi rimedi, con buona pace dell’ipocrisia e dell’ottusità educativa.

Sport, dentro e fuori la scuola

La scuola, così come è strutturata nel nostro paese, non dedica molto tempo e soprattutto adeguate infrastrutture all’attività motoria, ad iniziare dalla primaria. Con la “Buona Scuola” si è prevista una massiccia rivalutazione inserendo i professionisti del settore. Non so se questo progetto sia effettivamente partito, ma sarebbe già un passo importante.

La materia Scienze Motorie, anche nei Licei dove insegno, ha una funzione formativa ed educativa, secondariamente sollecita all’agonismo, ma solo come scelta opzionale.
Dalla mia esperienza alcuni scoprono le attività sportive dalle lezioni e poi si appassionano, altri che credono, o sono stati indotti a credere, di essere negati, trovano nella scuola qualche attività che li soddisfa e la perseguono. Altri ancora sono già strutturati e sono iscritti a società sportive, partecipano ad allenamenti e competizioni. Durante le lezioni si lavora tutti insieme, giustamente, perché si impara anche per imitazione, emulazione, condivisione, collaborazione tra pari.

In altre nazioni lo Sport giovanile non è demandato ad agenzie esterne, ma è l’istituzione educativa centrale che se ne occupa. In Italia non è il MIUR direttamente ad occuparsi dello Sport in età evolutiva, ma sono il CONI e gli enti di promozione sportiva. Questo, a volte, implica che alcuni giovani tesserati siano esclusi perché non sufficientemente competitivi, con rischio di abbandono verso la pratica agonistica per i quali è difficile sostituirla con attività più semplicemente ludiche.
Come si evince, questi enti hanno obiettivi selettivi e non inclusivi come dovrebbe avere invece la scuola nella sua missione educativa e formativa.

Huston, abbiamo un problema

Anzi due:

  • Il primo è quello emerso nei thread del post che ho pubblicato. Ragazzi che praticano a livello agonistico che sono ostacolati dal sistema scolastico rigido e poco attento ai loro bisogni.
  • Il secondo è dato da quelli che vorrebbero praticare per necessità motivazionale, ma vengono esclusi perché non corrispondono ai rispettivi standard competitivi.

Nell’istituzione scolastica ci siamo abituati a progettare percorsi personalizzati per studenti che hanno problematiche diverse, basti pensare ai DSA o ai BES. Queste differenze non intaccano gli obiettivi ed i contenuti, che rimangono quelli comuni al Consiglio di Classe, ma si differenziano solo per un’organizzazione diversa dei tempi, una flessibilità maggiore che permetta a tutti di arrivare a completare il percorso.
Nella mia scuola questo si fa tranquillamente, anche con chi ha impegni agonistici o espressivi della motricità, come ad esempio concorsi di danza.

Per chi, invece, ama praticare attività ma non trova spazi nelle squadre agonistiche, sarebbe necessario un intervento istituzionale maggiore, ciò che la categoria chiede da anni, che si concretizzerebbe in disponibilità di impianti e personale specializzato che segua questi studenti i quali, spesso e sempre di più, hanno anche bisogno di sollecitare le capacità motorie di base che una volta si sviluppavano con il gioco spontaneo, ma che oggi sono sempre più carenti nei nostri ragazzi e ragazze, a volte assorbiti dalla scuola fin dalla primaria con una mole di compiti esagerata, invasiva, che preclude una crescita equilibrata della personalità.

Superare il conflitto

Insegno da 40 anni, prima Educazione Fisica, adesso Scienze Motorie nei Licei. Anch’io ne ho sentite di tutti i colori, da parte di studenti, di genitori, di colleghi. Non pensavo, però, che il problema fosse così diffuso. Pochi sono i docenti illuminati a fronte di una massa che è convinta che la scuola debba essere l’unica agenzia educativa in grado di dare una prospettiva futura agli studenti. Questo vale per tutto ciò che sta al di fuori: musica, volontariato, attività varie, strutturate e non, formali, non formali.
Quella delle attività sportive crea spesso un conflitto più acceso, forse perché evidenzia una concorrenza sbilanciata dove i giovani atleti si spendono in fatica fisica e mentale con una motivazione primaria, endogena, senza cioè aver bisogno di gratificazione dall’esterno, mentre la scuola delle materie di “studio”, punta su quelle secondarie, cioè con i voti e l’agognata promozione. Questi ultimi rappresentano un premio da conquistare, non un’esigenza intrinseca di conoscenza.
Premio e punizione, infatti, sono due parole che aleggiano spesso durante gli scrutini di fine anno.
Imparare, per alcuni docenti, ha senso se è caratterizzato dalla sofferenza, dal sacrificio, mentre queste due condizioni, nello sport, sono accettate come necessarie al raggiungimento degli obiettivi, che sono tangibili, perché si esplicitano con l’acquisizione di competenze e non solo con conoscenze labili sotto il profilo dell’apprendimento autentico. E questo crea attrito e, probabilmente scatena reazioni di chiusura, di sconcertante ottusità.

Dai commenti risentiti di chi ha messo tutti quei like, però, non è bello sentire che la categoria dei docenti venga ricordata come quella che impone per autorità le rinunce ad attività altrettanto educative come lo sport, addirittura apostrofandole come inutili o paradossalmente dannose. Magari si potessero raggiungere gli obiettivi scolastici facendo leva sulle stesse motivazioni!
Ci deve essere equilibrio ed attenzione nel riconoscere le aspirazioni di ciascuno studente, aiutarli a raggiungere i traguardi anche con un’organizzazione più flessibile e una forte motivazione.
In questo, anche le nuove tecnologie ci possono venire in aiuto, come ad esempio la solidarietà in rete che già avviene tra gli studenti, di cui alcuni docenti non hanno nemmeno percezione, o con strategie di gamification per attivare stimolanti learning game.
Queste tecniche stanno entrando nei processi educativi e sarebbe veramente ora che si procedesse ad uno svecchiamento, ad un profondo restyling della scuola, cominciando a stigmatizzare certi atteggiamenti anacronistici, purtroppo, molto diffusi.

P.S. Il giorno 21 Agosto, Eurosport pubblica il mio post:

Sport e scuola: l’esempio da seguire di Gregorio Paltrinieri

Il giorno 23 Agosto, Vita, pubblica questo articolo:

Più sport a scuola, fra promesse e realtà

Per saperne di più:

Corpus sanum in mente sana

Per i pediatri italiani vale ancora il motto “Mens sana in corpore sano”

Esame di Stato – consigli per la tesina

tesina

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In breve: il mio decalogo per fare bella figura presentando l’argomento a scelta durante l’Esame di Stato

Precisiamo: la parola “tesina” è sparita dalla normativa. Secondo l’art.21 del OM 252 2016, il comma 2 recita: “Il colloquio ha inizio con un argomento disciplinare o pluridisciplinare, scelto dal candidato, anche riferito ad attività o esperienze attuate durante l’ultimo anno del corso di studi.” Nella sostanza, l’impianto della prima fase del colloquio rimane pressoché uguale a prima, se non più ampio.

L’anno scorso un collega, Ermanno Ferretti,  ha pubblicato un decalogo , che ti invito a leggere, a cui ne ho aggiunto uno personale che riporto qui sotto:

  1. Inserire una biblio-sitografia dignitosa con almeno un paio di voci autorevoli per ogni argomento proposto;
  2. Se la presentazione ha oggetti multimediali mettere solo l’estratto che interessa. Alla commissione scoccia ascoltare una brano intero o guardare 5′ di film;
  3. Stesso discorso per i testi: non si mettono 10 poesie dello stesso autore, scegliere la più rappresentativa o quella che si vuole commentare, a meno di un percorso monografico;
  4. Nell’intervento in lingua straniera mettere 2 o 3 slide che spieghino il percorso anche a quel commissario che si è fermato all’inglese del liceo o non lo sa proprio;
  5. Alle eventuali domande non rispondere con: “questo il prof non ce l’ha spiegato, non l’ho letto, ecc.”, ma provare a rispondere e collegare, anche con percorsi laterali;
  6. Se si fa riferimento ad un testo o a un film, bisogna quanto meno averlo letto, visto tutto;
  7. Cronometrare a casa l’intervento parlando a velocità normale senza aggredire l’ascoltatore (dopo pochi minuti di questo ritmo la commissione stacca la spina);
  8. Non dire “adesso passo a italiano, storia, scienze ecc., ma indicare il link seguito: mi collego a questo argomento perché…
  9. Non riempire la presentazione di testi, non li legge nessuno. Scrivere l’indispensabile, accompagnato possibilmente da un’immagine esplicativa. Giocare anche sull’ironia;
  10. A me, come presidente, piace constatare che ci sia passione per qualche argomento culturale. Fare la tesina o collegamenti di Scienze Motorie solo se si ha qualcosa di interessante da dire. Mai irritare il presidente 🙂

Foglio di calcolo punteggi Esame di Stato 2016

esami 2016

In breve: foglio di calcolo per presidenti di commissione e commissari all’Esame di Stato 2016, secondo ciclo. 

Anche quest’anno ho aggiornato la griglia per controllare la progressione degli esiti dell’ Esame di Stato conclusivi della secondaria di II grado.

Questo il link al foglio di calcolo nel formato .ods (open office):

maturità 2016 

Se lo vuoi utilizzare sul tuo Google Drive, lo importi e lo apri come “foglio di calcolo”.

Il documento comprende le seguenti schede:

Maturità 2016

La griglia è composta da due classi di 20 studenti, ma può essere adattata alle diverse esigenze aggiungendo nuove righe per classi più numerose. (NB: inserisci le righe nella posizione centrale, non in fondo, così le formule si autoaggiornano).
In questa griglia si inseriscono i dati numerici relativi alle medie, crediti, esiti delle prove, con un riscontro visuale su opzioni bonus e lode.

Tutte le celle sono libere, non bloccate. In testa alle colonne, nelle celle “nota“, trovi un’ulteriore spiegazione dei dati da inserire e dei conteggi progressivi.

Elenco studenti

Griglie che si compilano automaticamente dal foglio precedente che possono servire per svariate funzioni durante lo svolgimento degli esami.

Tesina

Per la raccolta dei titoli dell’argomento a scelta del candidato. Anche qui la compilazione è automatica.

Calcolo colloquio

Questa scheda serve per il calcolo automatico del voto del colloquio se si adotta la suddivisione in:

  • 9  punti: argomento del candidato
  • 18 punti: colloquio multidisciplinare
  • 3  punti: discussione elaborati

ma può essere adattato alle proprie esigenze.

Nel foglio  che utilizzo ci sono anche la scheda commissione, il calendario delle operazioni, i turni di sorveglianza che sono, però, differenti da commissione a commissione e difficilmente riutilizzabili.

Buon esame a tutti/e.

Il testo siamo noi – ebook

In breve: pubblicazione dell’ebook in scrittura collaborativa della classe 1°B del Liceo “Giovanni Pico di Mirandola”, a.s. 2015-16

“Pensare invece di affrontare le nuove modalità di scrittura, partendo dalle conoscenze pregresse di carattere proprio descrittivo, soggettivo e fantasioso, ci è sembrato un metodo condiviso e apprezzato dagli studenti, non imposto dall’alto, ma più appropriato per fare crescere la voglia di scrivere e aprire porte inesplorate.” Marina Marchi

il testo siamo noi

Puoi scaricare l’ebook nei due formati

Il testo siamo noi (.epub)

Il testo siamo noi (.mobi)

Altri ebook prodotti dagli studenti del Liceo Pico

Scrittura: sostanza o forma?

complessità linguaggio

link immagine

In breve: una modesta riflessione sull’uso della parola scritta

   Nell’ultima tornata di corsi di formazione ai colleghi, dove ho trattato quasi sempre di costruzioni di ebook, sono stata combattuta se prospettare loro uno strumento pressoché automatico o fare un percorso più complesso per capire meglio i passaggi di come un testo scritto diventi digitale, seguendo una successione di procedure standardizzate. A parte un caso dove i tempi erano ristretti, ho optato per la seconda ipotesi, conscia che sarebbe stata la via più difficile, ma anche quella che permetteva di avere consapevolezza del processo. Infatti, strada facendo, sono emerse delle difficoltà, le stesse che riscontro a scuola quando i miei studenti scrivono insieme un libro.

   La più lampante, quella di cui voglio parlare qui, è che alla parola si vuole dare spesso un significato che non le appartiene se non nel contesto dell’apparenza, del look tipico del marketing. Non me ne voglia nessuno, ma siamo un po’ lontani dall’espressione dell’avanguardia futurista.

zang tumb tuum

Il primo libro d’artista: Zang Tumb Tuuum

   Mi spiego. Il primo step nella scrittura collaborativa è quello di scrivere parole. Addirittura, con lo strumento che prediligo per questa operazione, Google Documenti, non bisogna assolutamente formattare il testo, ma scrivere pensando solo a pigiare i tasti, mettere la punteggiatura, rispettare gli spazi, con il contenuto ed il ritmo dei propri pensieri.
A volte, invece, sia gli studenti, sia gli adulti, tendono a dare enfasi formale aumentando l’ampiezza del carattere, il colore, usando i tasti B, I, S, e varie giustificazioni, insomma, mettendo mano a ciò che non è necessario secondo un impulso a rendere slogan la parola che già da sé esprime bene ciò che si vuol dire. Un’operazione di ridondanza, a mio avviso superflua.
Non parliamo poi dei copia-incolla maldestramente celati degli studenti, delle immagini prese senza considerare la licenza di distribuzione. Vabbè!

Metti dentro al libro cose tue!

Questo è uno SLOGAN 🙂

   Ritornando al tema, la considerazione che faccio è questa: ogni media ha un proprio linguaggio e propri canali percettivi. Perché si vuole a tutti i costi attribuire alla scrittura ciò che non le appartiene? Se nel libro vogliamo fare un’operazione di persuasione, si lavori sulla copertina; lo stretto contenuto parla da sé.

   Mi viene in mente la battuta di Daniele Luttazzi in quel dialogo un po’ snob in cui una persona chiede all’amico: “Hai letto Ossi di seppia?” E l’altro risponde: “No, ma ho visto il film!”
Ti chiedo, ci andresti al cinema a vedere un film dove per due ore uno recita Montale?
Da un film, da un quadro, da un concerto mi aspetto percezioni specifiche, emozioni peculiari, da un libro anche e se l’autore mi interrompe continuamente con il look, a meno di una sporadica specifica esigenza, io chiudo il libro e cambio autore.

[Tutto ciò detto da una che non sa scrivere, non sa suonare, non sa dipingere, non sa fare film, ma ha una buona disposizione a riconoscere le cose belle]

PNSD – Formazione team – Ebook #3

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In breve: procedure di costruzione di un ebook in formato ePub partendo dalla scrittura collaborativa. Fase 3.

Perfezionamento dell’ebook

L’ebook nel formato .epub ottenuto nella Fase 2 ha bisogno di alcuni accorgimenti. Ci viene in aiuto Sigil sul quale carichiamo il nostro .epub.

Nel momento in cui lo carichiamo può essere che Sigil ci chieda se vogliamo che siano corretti alcuni errori. Rispondiamo SÍ.

Spostare l’indice

W2eP ha creato un indice che si posizione in fondo all’ebook. Lo possiamo spostare all’inizio prendendo con il cursore il file TOC.XHTML e inserirlo dove desideriamo. Possiamo eventualmente buttare questo file e crearne uno con questo sw. Si va in Strumenti—>Tavola dei Contenuti (TOC)—>Genera Tavola dei Contenuti (TOC) in HTML. Anche questo file può essere spostate nel punto desiderato del libro.

Validazione dell’ePub

In alto a destra nel menu c’è un’icona a forma di spunta verde: Convalida EPUB con FlightCrew. Cliccare e aspettare il responso: se è tutto OK il libro è validato per essere pubblicato, in caso contrario sono indicate le righe che determinano gli errori, ma di solito, se si sono rispettate le indicazioni che ho dato in precedenza non ci dovrebbero essere problemi.

Conversione in .mobi

Amazon e il sistema kindle usano epub particolari chiamati .mobi. Per convertire un epub in .mobi si usa lo strumento Calibre. Anche questo strumento non è difficile da utilizzare. Una volta impostata la conversione basta aprire sulla destra la cartella Percorso: fai clic per aprire per trovare il diversi formati di file.

Distribuzione

I file degli ebook così ottenuto possono essere inviati per email, caricati in Drive o Dropbox per il download, allegati a post del sito della scuola, ecc. per essere letti su fissi e mobile con i diversi applicativi di lettura.

Conclusioni

Questi tre brevi post danno un’indicazione procedurale senza entrare nel dettaglio delle descrizioni di ciascuno strumento. Ciascuno di quelli che sono stati usati: Google Drive, Open Office, Writer2epub, Sigil, Calibre hanno tutorial in testo o video. In ogni caso tutti sono stati utilizzati con funzioni semplici.

Buon lavoro!

***

Post precedenti:

PNSD – Formazione team – Ebook #1

PNSD – Formazione team – Ebook #2

PNSD – Formazione team – Ebook #2

ebook_3

In breve: procedure di costruzione di un ebook in formato ePub partendo dalla scrittura collaborativa. Fase 2.

Completamento del libro

Il documento così completato nella Fase 1 deve essere scaricato com file .odt (Open Office). A questo punto si lavora off line sul proprio PC.

1 – Inserimento immagini

Scaricare tutte le immagini dalla cartella condivisa su drive ed inserirle nel documento .odt, posizionandole sopra la didascalia.

2 – Cancellazione a aggiunta di pagine accessorie

  • Cancellare le pagine con le istruzioni, i commenti e tutto ciò che non farà parte dell’ebook.
  • Inserire pagine accessorie delimitate da Interruzione di pagina, come:
    • Frontespizio
    • Colophon
    • Citazione
    • Introduzione o prefazione
    • Bibliografia – Sitografia
    • Ringraziamenti
    • Altro…
  • Taggare le parti gerarchiche del testo così:
    • Titolo con tag Titolo
    • Sottotitolo con tag Sottotitolo
    • Capitolo con h2
    • Paragrafo con h3
    • Ecc. (la struttura gerarchica del testo può essere ampliata al bisogno).
  • Controllare che tra una sezione e l’altra non ci siano spazi inutilizzati. Dall’ultimo carattere di una sezione, cliccando il cursore, si deve passare a quella successiva. No righe bianche!

Conversione in epub

Scaricare Writer2ePub, estensione che si visualizza nella barra del menu di Documento di Open Office.

  • Cliccare sulla prima icona e completare con le informazioni richieste la scheda “Document Metadata“.
  • Cliccare sulla scheda “Document Preferences” e spuntare “Add Index page to the ePub file”.
  • Dare l’OK

Si ottiene un file .epub che in automatico si va a posizionare nella stessa cartella dove sta il precedente formato .odt. A questo punto si visualizza l’ebook con uno di questi reader: Readium, Calibre, iBooks, Google books, ecc. e si controlla se il layout corrisponde alle nostre aspettative. Controllare anche l’indice creato con i tag che abbiamo dato.
Il sistema può segnalare errori (tag aggiuntivi che non corrispondono o altre disfunzioni). Si può allora tornare sul file .odt e ricontrollare che non ci sia sfuggito qualcosa, oppure passare il file .epub su Sigil con il quale possiamo fare alcune operazioni di rifinitura del libro.