Cosa ci insegnano i MOOCs – #4 Le interazioni

forum coursera

In breve: come si attua l’interazione nei MOOCs per rendere social l’apprendimento. Comparazioni e valutazioni sulle modalità che adottano i diversi portali; trasferibilità nella pratica scolastica.

Dopo aver trattato di valutazioni finali, di valutazione dei compiti e di risorse didattiche, in questo articolo vorrei parlare di interazione, quale caratteristica peculiare dell’apprendimento nei MOOCs che permette lo scambio sociale delle conoscenze, arricchendole delle discussioni dei partecipanti e rendendo l’ambiente vivace ed efficace.

Con le funzioni principali analizzate in precedenza si può organizzare una progettazione abbastanza razionale, sequenziale e funzionale ai percorsi di apprendimento. Le interazioni, invece, data una struttura di base come ad esempio quella che si vede nell’immagine sopra, nei MOOCs sono lasciate alla spontaneità degli interventi dei partecipanti.
Le tipologie di strumenti più utilizzati per far interagire i corsisti sono sostanzialmente due: 1-Forum in piattaforma; 2-Social network.
Entrambe presentano vantaggi e svantaggi e quindi si tratta di capire quale strumenti usare e come sia meglio organizzare l’interazione nell’attività scolastica, sia sfruttando la presenza degli studenti in classe, sia facendoli interagire online.

Meglio fare subito una precisazione: l’interazione richiede tempi adeguati. Se ad esempio si propone un’attività con una risorsa didattica che richiede un’attenzione di 15′, il tempo per l’interazione può essere raddoppiato o addirittura triplicato. Seguire discussioni, organizzare discorsi, rispondere, preparare documenti, infatti, non è tra le attività più semplici perché richiede la rielaborazione individuale o a gruppo dei contenuti. In ogni caso ci sono strategie che possono aiutare e facilitare questo compito che nelle attività scolastiche è spesso un po’ trascurato per la tendenza a considerare valido solo lo studio e la produzione individuale. Proprio i MOOCs ci possono insegnare come introdurre questa funzione di scambio sociale così importante per l’apprendimento costruttivista e connettivista.

L’interazione sui forum

Ogni piattaforma di e-learning ha il proprio strumento “forum”. Dei diversi portali che ho analizzato, questa modalità di interazione asincrona è utilizzata in modo più o meno aperto; mi spiego: Su Coursera, data una struttura di forum base organizzata per lezione settimanale che in teoria si dovrebbe seguire, ciascun corsista può aprire nuovi forum e nuove discussioni. Questo atteggiamento aperto ricalca la strategia che vede nel “caos” comunicativo una risorsa importante per arricchire l’apprendimento. Lascio però immaginare l’ingente numero di thread aperti, spesso difficili da seguire in cui le discussioni si parcellizzano in mille rivoli perché ciascuno, per mettere in evidenza il proprio argomento e per non perdere tempo a cercare titoli affini alle proprie necessità comunicative, apre nuove discussioni anziché seguire quelle già attive. Questo, si sa, è il grosso rischio dei forum.
Altra modalità adottano  iversity (EU), Open2Study (AUS) e Future Learn (GB) dove  forum specifici sono posti come strumento interattivo appena successivo alla lezione, con l’intento di mantenere la discussione all’interno dell’argomento. In particolare l’ultimo che ho elencato pone come titolo della discussione una domanda circostanziata, magari organizzata in più punti, e su quella i partecipanti ragionano e apportano il proprio contributo.

Il vantaggio dei forum aperti sta nella possibilità di trovare discussioni interessanti, creative, anche out of topic. La gente è invogliata a scrivere -qualcuno è anche grafomane- , a inserire oggetti multimedia e link, a proporre proprie esperienze, così da creare vere e proprie chiacchierate a ventaglio. Lo svantaggio è quello di perdersi cose interessanti perché il caso, la fortuna ed anche il tempo a disposizione, non permettono di leggere tutto o di rispondere a tutti. La serendipity fa da padrona, così come succede navigando in Internet.
Il vantaggio dei forum più strutturati sta invece nella focalizzazione specifica dell’argomento in questione, quindi può essere usato anche come elemento di valutazione da inserire nelle voci che ho trattato nei post precedenti. Lo svantaggio consiste nella connettività limitata al solo argomento o sub argomento in questione. Ciò non toglie che si possano aggiungere riferimenti esterni ed ampliare il discorso. Questa modalità permette anche al docente di seguire più agevolmente le discussioni che, nell’altro caso, diventa quasi improponibile.

Bisogna allora trovare un punto di equilibrio tra la massima dispersione e la rigidità espressiva. Fra i due estremi che ho presentato ritengo che la seconda modalità – a me piace molto quella attuata da Future Learn- sia più funzionale per l’apprendimento formale, quindi anche scolastico. Ai miei colleghi che lavorano su piattaforma, infatti, consiglio sempre di aprire discussioni con richieste interattive precise ed eventualmente di sollecitare la ricerca di risorse aggiuntive da condividere. La modalità più aperta, informale, può essere infatti trasferita sui social network.

L’interazione sui social network

Ogni piattaforma, ogni MOOC ha i propri account sui social network. Già dal primo che ho frequentato, quello della Consiglio d’Europa “Fundamental of e-learning”, le discussioni avvenivano sia sul forum del CMS moodle, sia con altri strumenti del web 2.0, lasciando liberi i partecipanti di usare quello più congeniale.
A tutt’oggi i più utilizzati sono Facebook con pagine specifiche, Twitter usando l’hashtag dedicato. LinkedIn aprendo un gruppo del corso. Whatsup sempre creando il gruppo specifico.

  1. Facebook si sa, è molto popolare tra gli studenti. Scegliendo tra le funzioni qui si può lasciare la pagina aperta ai post in scrittura, oppure solo il docente inserisce l’indicazione dell’argomento della discussione e stimola i commenti, a postare prodotti digitali e risorse esterne. Il gruppo può essere chiuso o aperto. Dal mio punto di vista lo si dovrebbe lasciare aperto – chiudere una discussione su un social network mi sembra un controsenso-, ci sono infatti altri strumenti per condividere  con maggior riservatezza le risorse ed interazioni con la classe.
  2. Twitter permette di trovare argomenti correlati, di seguire timeline delle liste, di postare link dei propri prodotti digitali e di farli girare in rete. Twitter, però, non è molto popolare tra i nostri studenti.
  3. LinkedIn è molto utilizzato negli USA e in genere all’estero. Anche questo SN è un po’ lontano dalle necessità interattive dei nostri giovani.
  4. Whatsup è comodo per le comunicazioni di gruppo immediate e le possibili sollecitazioni a completare attività e compiti. Attenzione che non diventi troppo invasivo.

Così come nella filosofia connettivista lascerei ampia libertà di scelta valutando le opportunità di utilizzo dell’uno o dell’altro strumento in base alle abitudini degli studenti o a necessità specifiche. Non mi addentro nel particolare, ma ritengo sia buona cosa un’azione di media education con questi strumenti.

Una delle pratiche interattive in presenza che si consigliano nei MOOCs a tema education è quella dei seminari: “Seminars consist of small numbers of students who engage in discussion of a subject with the aim of gaining a better insight into the topic. Seminars may also require students to prepare a short presentation. (Study skills for international students – futurelearn.com)”. Ecco che allora si ritorna alla necessità della modalità classe rovesciata, come espresso più volte in queste brevi analisi.

Conclusioni

Ho cercato con questo breve post di fare il punto sull’interazione che comunque rimane una delle fasi di maggior complessità, sia nei MOOCs, sia a scuola. Come ho imparato nel miei studi e dalla mia esperienza professionale, l’interazione sugli argomenti scolastici quasi mai avviene spontaneamente, va stimolata ed educata e soprattutto va considerata come fase integrante del processo di apprendimento, quindi anche valutata.

A conclusione dei quattro articoli di “Cosa ci insegnano i MOOCs“, seguirà una post di sintesi operative che ho messo a punto con l’esperienza della mia partecipazione ai MOOCs, da applicare nel mio contesto di insegnamento.

A presto.

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