PNSD – Formazione team

In breve: Slide di sintesi per i corsi di formazione team “Piano Nazionale Scuola Digitale” rivolta ai Team Digitali di Bologna, Modena, Reggio Emilia

Sharing tools – Erasmusplus

Presentazione fatta in occasione del terzo incontro del progetto Erasmusplus con oggetto
“La risposta della scuola ai problemi giovanili”
Mirandola, MO 10 – 15 Ottobre 2015

Il mistero del Biancastello – ebook

Il mistero del Biancastello

Ebook realizzato in scrittura collaborativa dalla classe I B del Liceo “Giovanni Pico” Mirandola, Modena. Docenti: Marina Marchi, Emanuela Zibordi.

Genere Fantasy.

Scarica Il mistero del Biancastello  nei formati .epub e .mobi (Google Drive)

 

5 affermazioni da smentire quando si parla di scuola e tecnologie

google toolsGoogle Apps for Education

In breve: pregiudizi su scuola e tecnologie Condividi il Tweet

Accolgo la provocazione di Marco Dominici che invita in un suo articolo di Medium, ad stilare un proprio elenco di pregiudizi correnti riguardo l’uso delle (nuove) tecnologie in classe.
In verità anch’egli si riferisce ad un post in cui un docente americano , in estrema sintesi, fa la stessa operazione, a dimostrazione che a livello planetario e proprio negli USA, paese molto attivo nell’innovazione, ci siano ancora da sbloccare luoghi comuni e che il processo di sdoganamento delle tecnologie nell’educazione vive, là come qua, momenti di strenua resistenza e criticità.

In verità, frequentando in parecchie occasioni corsi online (MOOCs), proprio da quel paese e da altri altrettanto originali nel trovare soluzioni efficaci di insegnamento – apprendimento, il grado di innovazione didattica messo a punto con le nuove tecnologie si sta pian piano diffondendo dalla ricerca all’applicazione, con un processo “osmotico”, sia quantitativo per il numero di proposte di formazione, sia qualitativo per il grado di creatività, quale scintilla per innescare processi di innovazione che la convertono in sistema.

Anche nel nostro paese ci sono esempi che vanno in questa direzione; siamo però ancora un po’ lontani da una diffusione accettabile, sia per il livello di formazione dei docenti, ma soprattutto per una resistenza alla novità, alimentata anche da centri di potere mediatici che puntualizzano spesso ciò che di negativo comporta l’uso delle tecnologie.

Vorrei a questo punti stilare un elenco personale, un po’ ragionato, di alcuni pregiudizi che sento spesso aleggiare tra i colleghi, sia nel mio ambiente scolastico, sia in rete.

  1. Per lo studio la carta è insostituibile. Questa affermazione può essere vera se si ha come riferimento il libro di testo adottato, il cui costo autorizza a credere che sia il non plus ultra per qualità dei contenuti che contiene. In verità questi, ormai, si trovano ovunque, basta saper cercare bene e con metodo. Ascoltare più di una campana, saper analizzare, come saper sintetizzare, sono competenze imprescindibili del XXI secolo. Questo tipo di didattica non ha bisogno di un libro di testo, ma di tracce metodologiche indirizzate soprattutto alla soluzione di problemi con una didattica che costruisce il sapere. I libri non scompaiono ma devono essere, -io li chiamo-, libri veri. Le nuove tecnologie facilitano questo compito, con la rete e l’editoria digitale integrate nelle loro diverse funzioni, lineare e reticolare. Il digitale, inoltre, permette sottolineature, annotazioni, sincronizzazioni che il libro di carta può dare solo in maniera limitata.
  2. L’insegnante deve spiegare, altrimenti che insegnante è? Il ruolo del docente non è più quello di mettersi alla lavagna e parlare per ore mentre la classe assorbe (quando va bene), nozioni con un ritorno di output prestabiliti. L’insegnante rimane comunque colui che facilita i percorsi di apprendimento, accettando vie diverse alla sua realizzazione. Il nostro cervello, oserei dire il nostro corpo, nella realtà è un laboratorio di apprendimento che tenta di dare risposte a problemi reali, anche se astratti, e non un contenitore da riempire. La tecnologia aiuta a distribuire risorse didattiche dalle quali partire e  raccogliere risultati sotto forma di prodotti intellettuali originali.
  3. Non tutti posseggono i dispositivi per accedere alle informazioni. Questo discorso poteva aver senso qualche anno fa quando le scuole spendevano molte risorse per allestire laboratori informatici. Ormai il problema è ampiamente superato dal mobile; il 99% dei nostri studenti possiede uno smartphone e, come ci insegnano i paesi in via di sviluppo, questo è uno strumento con il quale si possono implementare percorsi di apprendimento con le nuove tecnologie con un dispendio relativo, utilizzando ciò che esiste già. Usiamoli.
  4. I genitori vogliono una didattica tradizionale. Può essere vero che ci sia necessità di un sentimento rassicurante rispetto a quanto si è vissuto personalmente: tanti genitori sono soddisfatti se un insegnante spiega bene, pretende gli apprendimenti così come programmato, è severo nelle valutazioni, dà molti compiti. Personalmente ho un’altra percezione: i più bravi insegnanti che ho avuto sono stati quelli che mi hanno saputo ascoltare, che hanno accettato anche altre modalità, che mi hanno fatto lavorare senza impormi contenuti, ma mi hanno lasciato cercare e sviluppare percorsi e progetti. Sono quelli che, purtroppo, conto sulle dita di una mano. Ancora li ringrazio perché, i “contenuti” che “non” mi hanno insegnato, li ho trovati da me e, spesso, sono stata capace di metterli in relazione senza la ferrea divisione alla quale sottoponiamo i nostri studenti con le materie scolastiche assorbite passivamente, a compartimenti stagni. La realtà non è lineare, ma complessa, la rete pure; bisogna imparare a gestire la complessità, il conflitto, il caos, l’imprevisto e trasformare tutto ciò in risorsa, in occasione positiva per l’apprendimento sviluppando il pensiero critico.
  5. Studiare da soli è meglio che in gruppo. La nostra scuola è ancora molto orientata all’apprendimento individuale. Si crede che il lavoro di gruppo sia occasione per potersi imboscare e far lavorare solo i più bravi. Le tecnologie, invece, permettono di integrare l’apprendimento sociale con le interazioni, ma anche di raccogliere le produzioni ed i contributi individuali. Ciò non toglie che ci siano momenti di riflessione personale, ma i nuovi media permettono di avere contatti con i propri compagni e di scambiare informazioni tra pari, anche fuori il proprio ambiente (cosa che già fanno a prescindere dal contesto scolastico). Questo non era possibile, o in minima parte, senza questi strumenti. Ormai tutto il mondo apprende anche così e la scuola, se vuole sopravvivere, non può rimanere ferma al palo.

Scienze Motorie – Appunti delle lezioni

Scienze Motorie - Appunti delle lezioniScienze Motorie – Appunti delle lezioni by Emanuela Zibordi

My rating: 5 of 5 stars

 

 

In breve:

Scienze Motorie - appunti delle lezioni, II edizione: flipped classroom a.s. 2015-16. Condividi il Tweet

Il testo è stato scritto in collaborazione con la classe II A del Liceo Classico “Giovanni Pico” di Mirandola per il progetto “cl@sse 2.0” nell’a.s. 2013-14, secondo la metodologia proposta in Testi Scolastici 2.0

Questa seconda edizione raccoglie gli appunti delle lezioni come percorso operativo per le classi dell’a.s. 2015-16. Sono stati aggiornati e sviluppati alcuni argomenti, tra cui Hata Yoga, che nella prima edizione rimandavano a link esterni. Sono state inoltre adattati i punteggi da assegnare per ogni attività secondo la metodologia valutativa che prevede elementi di gamification.

Nello specifico della didattica verrei introdurre in forma un po’ più sistematica la flipped classroom, utilizzando le varie sezioni per una prima lettura da casa, in modo che ci sia da parte degli studenti una conoscenza preliminare degli argomenti e delle modalità operative proposte durante le lezioni.
Questo dovrebbe permettere di sfruttare meglio il tempo per l’apprendimento ed il gioco
.

Una copia di questo testo sarà a disposizione in scrittura condivisa per apportare nuove integrazioni ed aggiornamenti anche specifici per classi, perché la sua funzione è quella di un ebook flessibile, di contesto, lontano dai modelli dei manuali proposti per le adozioni.

N.B. Gli studenti interessati hanno ricevuto copia gratuita del testo, nei formati .epub e .mobi.

Scienze Motorie

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Libri fatti in casa

ebook_1

 img: pagina di ebook creato nel corso

In breve: riflessioni sulla necessità di imparare a fare libri da sé

Sto concludendo l’ultimo dei due corsi PNSD sulla costruzione degli ebook. Insieme ad altri colleghi dell’Emilia Romagna ho formato docenti in grado di costruire libri fatti in casa per le più svariate opportunità didattiche.
Sarà una mia fissa e ammetto che ci sia una componente un po’ maniacale, ma voglio ancora una volta ribadire i motivi del mio interesse per questo genere di oggetti digitali mentre intorno imperversano altre forme comunicative che, forse, hanno più appeal. Io non demordo.
Poi ciascuno, avendo a disposizione la bicicletta, decida se pedalare o meno.

Un libro è un libro

Che sia un romanzo o un saggio, che sia scritto da uno o più autori, un libro custodisce una propria completezza che, a differenza di quelli di carta o in misura molto superiore, può essere continuamente revisionata e accresciuta delle altre modalità comunicative, multimediali e multimodali, caratteristiche del digitale.
Mi viene da fare un’analogia con il gioco del golf dove ci si può esercitare con colpi specifici (strumenti diversi) ma, ad un certo punto bisogna andare in campo e provare a mettere insieme le diverse tecniche richieste dal contesto. Sport di situazione, appunto, dove il risultato è sempre maggiore della somma degli elementi, come un libro.
Si può giocare da soli oppure in compagnia; l’una e l’altra condizione presentano pro e contro, di certo la seconda è più divertente.

Docenti e ebook

Ti faccio una domanda: se tuo figlio, o figlia, frequentasse un istituto alberghiero, ti piacerebbe che i docenti di cucina li formassero aprendo delle buste Findus? Probabilmente no, vorresti che partissero dagli ingredienti base e imparassero a fare da sé sotto la guida di un esperto che conoscesse i trucchi del mestiere e che avesse la pazienza di aspettare il prodotto finale.
Allora perché tuo figlio o tua figlia devono avere testi che non prevedono lo sforzo di costruire il percorso di conoscenza, ma deglutiscono il sapere senza nemmeno chiedersi da dove arriva, dove va cercato?
Siamo sicuri che con i testi adottati stimoliamo il pensiero critico? Siamo sicuri che li motiviamo allo studio?
A quest’ultima domanda potrei anche dare risposta affermativa se la motivazione è quella di ottenere voti (estrinseca), ma questo non ha niente a che vedere con la curiosità e il piacere di apprendere (motivazione intrinseca). Senza considerare, poi, i diversi livelli di efficacia.
I docenti lo sanno bene (se vogliono pensarci), e l’evidenza lampante sta tra gli studenti entusiasti e attivi da una parte e quelli annoiati e passivi, opportunisti dall’altra.
Prova a farti i tuoi libri, non saranno capolavori, ma saranno i tuoi, così come un piatto di tortellini fatti in casa: disuguali, non perfetti ma buoni.

I docenti devono riappropriarsi della propria professionalità (lo so, è un discorso difficile: chi paga?) ma in un futuro prossimo, ormai diventato presente, dove il ruolo di erogatore di contenuti sta pian piano lasciando il posto a sistemi automatici di apprendimento, i migliori saranno quelli che sapranno maneggiare la conoscenza con gli strumenti e i sistemi informatici (informazione automatica), opportunamente supportati da competenze didattiche adeguate.

Metodo

La tecnica costruttiva, di cui parlo ampiamente nei post in questo sito, va di pari passo con l’idea di metodo che mi sono costruita e che divulgo nella speranza, da alcuni condivisa, applicata e migliorata, che costruire insieme un libro sia un’operazione impegnativa, che non può essere liquidata presentando gli strumenti e dire: si fa così. Bisogna:

  • sapere cos’è un ebook, non nel dettaglio estremo, ma tanto da poter riuscire a prendere un .epub – ad esempio un liberliber.it di Pirandello- e metterci le mani, ricostruirlo per/insieme ai propri studenti;
  • costruire ebook collaborativi: azione complessa che necessita di assegnazione di ruoli, regole, schemi, organizzazione, responsabilità, azione, ma anche creatività, espressione, fantasia, estro, talento quando c’è;
  • saper pubblicare un ebook;

Da questi obiettivi nasce la scelta degli strumenti che propongo, che a mio parere corrispondono a queste necessità. Forse non sono i più semplici e i più immediati, ma punto sulla consapevolezza di ciò che si sta facendo; non siamo meri esecutori.

Quello che non è possibile definire, ed è la variabile individuale a questo processo è che, come per tutti gli strumenti che abbiamo imparato ad usare in questi anni, i risultati sono uno diverso dall’altro, relativamente al grado di immaginazione e abilità tecnica che ciascuno sa mettere in campo.

Si parlava di bicicletta?

PNSD – Libri digitali #5

cover ebook RE

 

In breve: report della terza lezione a Reggio Emilia e Modena, Piano Nazionale Scuola Digitale “Libri digitali e contenuti integrativi”

Terzo e ultimo incontro del corso.
Prima di tutto vorrei sottolineare la partecipazione interessata e attiva alle lezioni e alle attività online. L’obiettivo di costruire insieme un ebook è stato raggiunto. Ciascun corsista, infatti, dato il file .odt risultato della scrittura collaborativa, lo ha completato con le immagini ed  ha prodotto una propria copia, caricata nella cartella condivisa su Google Drive.

In un prossimo post pubblicherò i due libri prodotti sia dal corso di Reggio Emilia e da quello di Modena, ancora in svolgimento.

Riassumo ora le ultime operazioni di raffinazione del testo uscito come .epub dalla conversione effettuata con W2E. A questo proposito si è utilizzato il programma Sigil con il quale abbiamo effettuato le seguenti operazioni (le istruzioni più in dettaglio sono sul file condiviso iniziale).

  1. In automatico (lo chiede lo stesso programma in apertura file) la correzione di alcune imperfezioni
  2. Controllo di tutti i file section a cui corrispondono le parti del libro (cover, pagine speciali, capitoli, ecc)
  3. Cancellazione di eventuali file superflui (es: sezioni bianche, indice esportato da W2E)
  4. Creazione dell’indice in HTML e suo spostamento.
  5. Salvataggio del file che si va a sostituire al precedente.

Il programma Sigil, come abbiamo visto velocemente, permette di incorporare i file audio e video nell’ebook secondo lo standard ePub 3. Questa operazione permette di visualizzare queste risorse in modalità offline, ma appesantisce molto il file. Inoltre non tutti i lettori e applicativi permettono la visione o l’ascolto.

A questo punto l’ebook è pronto da leggere sugli applicativi dedicati. Abbiamo utilizzato Readium per PC e Mac, iBooks per dispositivi Apple, Kindle per tutti i dispositivi, ma ce ne sono altri, come Google books o specifici per i mobile.

Pubblicazione dell’ebook

Si sono poi prese in considerazione le opportunità di distribuzione, che sono:

  1. Upload del file .epub in una cartella condivisa su Google Drive. (In alternativa sul sito della scuola o moodle, ecc.)
  2. Pubblicazione in selfpublishing con narcissus.me con le diverse opzioni che questa piattaforma propone.

Ricordo che sempre lo stesso portale offre un servizio di editing dell’ebookBackTypo,  di cui trovo utile anche l’opzione per creare ipertesti, cioè ebook con link interni.

Un’altra alternativa per trasformare velocemente risorse già pronte nel formato .epub è Liber.io, anche abbastanza semplice da utilizzare.

L’ ultima parte della lezione ci ha coinvolto in una discussione sulle opportunità didattiche degli ebook, anche  come sostitutivi dei libri di testo in adozione.

PNSD – Libri digitali #4

open office apps

 

In breve: report della seconda lezione a Reggio Emilia e Modena, Piano Nazionale Scuola Digitale “Libri digitali e contenuti integrativi”

Questa fase è particolarmente complessa, non tanto per l’uso degli strumenti, quanto per la metodologia e l’organizzazione dei contenuti del futuro ebook. (Guarda anche sul doc iniziale ebook condiviso su GD per seguire le procedure – Esercitazione 2).

Usiamo gli applicativi di Open Office per tre funzioni:

  1. Documenti per scaricare il file ebook_pulito da Google Drive:  File—> Scarica come—> Formato OpenDocument (.odt). Lo salviamo in una cartella dedicata all’ebook.
  2. Disegno per dimensionare le immagini secondo la procedura indicata qui: Ebook: dimensione immagini con Disegno di open office
  3. Disegno per creare la copertina dell’ebook a tutta larghezza del foglio di lavoro, che va salvata come cover.jpg

I file delle immagini è opportuno che siano poi caricati nella cartella condivisa di Google Drive in modo che, chi andrà ad inserirle nel file .odt, le possa scaricare da lì e le trovi ben nominate e ben dimensionate con n°capitolo, punto, n° posizione foto, es: img 2.4.jpg, img 2.5.jpg, img 6.3.jpg, ecc.
Caricare sempre su GD anche la copertina che, abbiamo detto, deve avere la dicitura cover.jpg

Una volta inserite le immagini si vanno a taggare i titoli:  del frontespizio (Titolo, sottotitolo), di capitolo (h2 o intestazione 2) paragrafo (h3 o intestazione 3) ed eventualmente tag successivi per parti gerarchicamente inferiori.
Ti ho mostrato come fare, in genere si trovano nella finestra a sinistra dove di default c’è scritto “predefinito“, ma alcuni bisogna cercarli nella finestra a destra “Stili di formattazione”. Per fare questo si clicca su “Extra…” e poi sulle due prime icone: Stili di paragrafo e Stili di carattere. Con un po’ di fortuna si trovano.

Dato il tempo a disposizione abbiamo inserito solo alcune foto e taggato alcuni titoli per poi passare ad esportare il nostro primo ePub. Per fare questo abbiamo usato l’estensione Writer2ePub di cui ho fornito in precedenza l’URL per poter fare il download.

writer 2 epub

Dobbiamo cliccare sull’icona a scelta rapida con la E verde (vedi immagine sopra)  che abbiamo nella barra del menu di Documenti e riempire i campi dei metadata nella finestra che appare (la data si scrive AAAA-MM-GG). Inserire la copertina andandola a prendere nella cartella delle immagini poi, nella scheda Preferences spuntare la casella crea l’indice.
Questo indice non sarà quello definitivo perché lo creeremo con Sigil, ma ad una prima lettura dell’ebook, ci permette di verificare se abbiamo taggato bene tutti i titoli.
Dai l’OK, il file .epub si salva automaticamente nella stessa cartella dell’ .odt originale.

Attività per la prossima lezione:

  1. Carica una tua immagine, ben dimensionata e nominata nella cartella condivisa. Scarica e inserisci le immagini, una per capitolo (ti consiglio di fare prima un po’ di spazio con invii sopra le didascalie).
  2. Tagga i titoli dell’ebook
  3. Esporta in .epub con w2e, ricorda di inserire i metadata
    Puoi vedere il risultato del tuo ebook usando Readium o, per chi ha il Mac, direttamente con iBooks (può darsi che si presenti qualche problemino nel layout, ma vedremo la prossima lezione come risolverlo).

Buon lavoro e alla prossima 🙂

PNSD – Libri digitali #3

ebookRE GD su iPhoneImmagine: come appare il file Documenti di Google Drive su iPhone. Le righe orizzontali corrispondono alle interruzioni di pagina, ovvero alle diverse sezioni.

In breve: formattazione del File Documenti su Google Drive per la costruzione dei libri digitali

Dopo aver predisposto il file in scrittura collaborativa su Google Drive, i corsisti hanno inserito:

  • Il testo della descrizione delle ultime vacanze;
  • le didascalie delle immagini
  • i collegamenti ipertestuali a oggetti esterni (video, doc, audio, siti, ecc.)

Tutto questo è stato eseguito online, da casa. [Sono stati bravissimi]

Il risultato è questo file ebook_pulito , che ho ripulito dal testo di servizio del file precedente, omogeneizzato nella formattazione, con l’aggiunta delle sezioni in testa e coda.
Ricordati di tenere sempre una file in copia di ciascun passaggio.

Ora questo file è pronto per l’esportazione su Open Office. Le operazioni successive saranno materia del prossimo incontro.

A presto 🙂

PNSD – Libri digitali #2

google docs

In breve: report della prima lezione a Reggio Emilia e Modena, Piano Nazionale Scuola Digitale “Libri digitali e contenuti integrativi”

Dopo le presentazioni di rito abbiamo subito affrontato il primo strumento, Documenti di Google Drive  per costruire libri digitali in scrittura cooperativa, detta anche impropriamente collaborativa, puntualizzando le differenze operative dei due termini.
Gli applicativi di GD, oltre che da PC e Mac, sono fruibili anche da dispositivi mobile come smartphone e tablet, basta cercare la app “Google Documenti”, per Apple o Android, (l’icona e quella a sinistra nell’immagine qui sopra).

Ricordo, oltre a quanto scritto in testa al file condiviso in scrittura (Esercitazione 1) al quale siete stati invitati come editor, che è sempre opportuno strutturare il file in sezioni che corrisponderanno ai capitoli o parti assegnate agli studenti o colleghi o, nella scrittura individuale, per strutturare fin da subito il proprio ebook. Può sempre essere aggiornato secondo le necessità.

Una breve descrizione delle licenze di pubblicazione di cui abbiamo parlato, la trovi in fondo a questo post: Scuola Digitale Carpi #5

Attività: per la prossima lezione:

  • scrivi il testo del compito nella tua sezione del file Documenti di GD
  • aggiungi un collegamento ipertestuale a un oggetto esterno (video, testo, audio, sito, blog, ecc.)
  • trova una o due immagini da inserire nell’ebook relative alla tua descrizione e scaricale sul tuo dispositivo
  • installa anche i programmi che ci serviranno successivamente; l’elenco è nel file del programma del corso
  • consigli di lettura: gli ebook che parlano di ebook

Nella cartella condivisa “materiale docente” di GD trovi due documenti:

  1. il programma e calendario del corso (Iniziamo alle ore 15:00)
  2. una breve biblio-sitografia
  3. una mia recente presentazione sugli obiettivi e strumenti per costruire ebook
  4. una presentazione Ebook, Liceo Bertolucci

Buon lavoro e alla prossima 🙂