Iscrizioni in moodle: stratagemma

 

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Come ben sai ogni anno scolastico moodle si aggiorna di nuovi studenti e nuove classi ed anche quelle precedenti subiscono variazioni per l’ingresso di quelli nuovi. Noi abbiamo la versione 1.9.

Ora, nella piattaforma si pone il problema per chi deve aggiornare gli elenchi degli iscritti, di trovare subito quelli che vanno depennati dalla lista ed inserire quelli delle classi prime, tutto questo senza troppa perdita di tempo dall’area in cui sono iscritti tutti gli utenti che è generale, in ordine alfabetico, ma che antepone il nome proprio al cognome. Inoltre si devono distinguere i docenti che, nello stesso elenco, non sono differenziati.

Per evitare di scorrere l’elenco degli iscritti per individuare quelli di ciascuna classe, avrei pensato a questo stratagemma di mappatura geografica della scuola:

  • assegno il nome di un continente ai rispettivi cinque anni di corso, es: le classi prime sono l’Europa;
  • assegno ad ogni classe il nome di una nazione, es: 1A = Albania, 1B = Belgio, cercando di rispettare la sezione con la lettera iniziale dello stato. Nella mia scuola ci sono più classi con A, B, C, relativi a i diversi indirizzi. Dovessero esaurirsi cerco la nazione con la lettera successiva. N.B. Dell’Oceania ho cercato i nomi più semplici e corti;
  • su moodle, nella pagina del profilo, faccio precedere il nome proprio dalla Nazione corrispondente alla classe in modo che nella ricerca, inserendo il nome della nazione, mi compaiono contemporaneamente tutti gli studenti di quella classe per  riuscire ad inserirli nella classi virtuali, o depennarli senza doverli cercare in una lista lunghissima;
  • ai docenti faccio precedere al nome proprio, Prof.
Il nome assegnato a ciascuna classe rimane così invariato per i cinque anni di superiori e gli elenchi richiedono solo un aggiornamento individuale.
Nella foglio di calcolo che ti metto in allegato qui sotto poi, basta fare spostamenti di colonna, dove l’ultima, quella delle quinte uscite, si inserisce nella prima e si ricomincia il ciclo cambiando solo le intestazione colorate con il nuovo anno di corso.
Il foglio di calcolo (.ods) libero e aperto, è calibrato con le classi e sezioni della mia scuola, ma puoi adattarlo al tuo contesto.
Scarica il file cliccando qui: classi per moodle 13

Tablet week #3

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Le tablet week sarebbero finite ma l’emergenza scuola, qui al Luosi, è sempre in agguato.

Ieri sera ho “vinto” quattro ore in presenza con gli studenti della 1A e 1B del Professionale “Cattaneo” che non partecipano allo scambio con le scuole di Rovereto (TN) così, stamattina, mi sono inventata questa attività con i tablet per questi ragazzi e ragazze che sono rimasti a casa dalla gita, ma che hanno già frequentato la lezione di approccio a questi strumenti.

Ricordo che i dispositivi hanno le applicazioni di default ed ancora non si è avuto nè il tempo nè lo spazio per aggiornarli ed inserire nuove funzioni, ma poco male, ci siamo arrangiati.

L’obiettivo è stato quello di scoprire nuove opportunità tecniche con i tablet, in forma ludica.

  1. Siamo partiti ripassando le opportunità dell’app Polaris Office, questa volta aprendo la funzione “Diapositiva” dove sono stati invitati ad inserire una slide con titolo nel quale hanno scritto il proprio nome, formattato secondo il proprio gusto estetico. Successivamente hanno aggiunto un’altra slide vuota, in attesa del contenuto da inserire successivamente.
  2. Dopo ripetute raccomandazioni sull’attenzione verso i tablet, soprattutto che non cadessero, siamo andati nel parco di “Villa Tagliata” (vedi foto), che è il ristorante che ospita alcune classi della nostra scuola, a scattare delle fotografie con l’applicativo “Fotocamera“. L’indicazione è stata quella di trovare soggetti che per particolarità della luce, del colore o del soggeto li colpissero e quindi andassero catturati.
  3. Al rientro sono stati invitati a scegliere una tra le proprie immagini scattate e la elaborassero con l’applicativo “Galleria“. Alcuni l’hanno dimensionata, altri hanno aggiunto filtri, altri hanno lavorato sul contrasto. L’hanno poi inserita nella slide vuota e, chi ha voluto, ha potuto scrivere un breve testo.
  4. Ho numerato le 23 immagini così ottenute associandole ad ogni autore e poi ciascun studente ha votato fino a tre immagini dei compagni che sono piaciute di più per la competizione del contest fotografico.
  5. E’ seguita la premiazione dal terzo al primo classificato con applausi e complimenti (per la verità un po’ rumorosi).

Visita inaspettata: durante la lezione e nella fase di elaborazione delle immagini ci ha fatto visita la Dott.ssa Stellacci, capo dipartimento del MIUR, che ha chiesto informazioni sull’attività ed ha augurato buon lavoro agli studenti.

Considerazioni sulla lezione: le immagini che hanno presentato erano veramente gradevoli, sorprendenti per gusto estetico e raffintezza, con soggetti come la cattura di uno spettro di luce fra le foglie, l’elaborazione con colori tipo pop art, particolari del paesaggio che sfuggono ad una vista globale. Se si pensa che questi ragazzi hanno una capacità attentiva all’ascolto che non va oltre i pochi secondi, lascia attoniti la loro sensibilità al bello: maschi, anche abbastanza turbolenti, si sono lasciati incantare da i petali dei fiori. Sono rimasta sbalordita.

Purtroppo incombenze burocratiche hanno interrotto la lezione per cui non sono riuscita a farmi inviare le loro foto. Spero di poterlo fare nel prossimo futuro.

 

 

Tablet week #2

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La seconda settimana di presentazione dei tablet nella nostra scuola, l’IIS “G.Luosi” di Mirandola, ha visto alternarsi le classi prime dell’Istituto.

Le condizioni logistiche sono state cambiate all’ultimo momento in quando nelle tensostrutture la temperatura era troppo bassa, così alcune classi hanno trovato sistemazione negli spogliatoi del palazzetto dello sport, altre migrando al ristorante per avere il wi fi quando il bel tempo della tarda mattinata l’ha permesso. (si veda foto).

La progressione didattica ha ricalcato quella della settimana con le classi terze -leggi qui– con la differenza che al palazzetto non avevamo disponibile la connessione a Internet per entrare in moodle.

Agli studenti più giovani ho proposto una sequenza un po’ più ludica permettendo loro di trovare autonomamente le funzioni multimediali come le immagini e i filmati, audio e giochi. Solo successivamente ho introdotto la scrittura, sempre con Polaris Office e la lettura scaricando, quando è stato possibile, un racconto di genere fantascientifico, “Alta Scuola Per Bambini”, che l’autrice Rosalba Cocco e Barabba Edizioni  ci hanno permesso di distribuire sulla piattaforma d’Istituto.

Dopo aver incontrato circa 400 degli studenti che saranno coinvolti nei progetti didattici con i tablet, posso azzardare un bilancio in termini sia di prerequisiti, sia di interesse verso questi dispositivi:

  1. ancora più degli studenti delle classi terze, quelli delle prime conoscono questi apparecchi o gli smartphone per averli in famiglia, con una percentuale maggiore crescente dal professionale al liceo, anche se al professionale qualcuno, soprattutto i maschi, hanno maggior competenza tanto da farmi domande su questioni tecniche specifiche. Tutti conoscono le modalità multimediali anche se, alla domanda cosa volesse dire contenuto multimediale in tanti, trasversalmente agli indirizzi scolastici, non hanno saputo rispondere. Riflettendo con una collega siamo arrivate a dedurre che per loro un contenuto è un contenuto. Sarebbe forse più indicato parlare di multisensorialità indicando l’organo percettivo della fruizione, più che il medium che lo propone, anche perché quasi tutti i contenuti hanno ormai caratteristica multimodale;
  2. la trasposizione della scrittura dal PC al tablet non ha creato problemi, a parte forse 1-2% che è del tutto fisiologico, anzi, la maggior parte ha affermato che è gradevole e non crea nessun problema. Alla domanda: “riuscireste a prendere appunti a scuola con il tablet?” la risposta è stata, sì. Si pone però il problema di quelle discipline che hanno una simbologia specifica come la matematica o formule scientifiche;
  3. quasi tutti avevano scaricato sui propri PC delle risorse in .pdf ma pochissimi conoscevano gli ebook nel formato .epub ed i loro applicativi di lettura con le opzioni interattive. (C’è da dire che l’app My Library, di default sui nostri tablet, non consente le annotazioni, bisognerà trovarne di più complete). Anche in questo caso la percentuale di gradimento della lettura digitale è stata molto elevata;
  4. l’interazione con la piattaforma moodle è stata possibile solo in poche occasioni per le prime per la mancanza di connessione, ma avremo tempo di vederla successivamente;
  5. in mancanza di wi fi uno studente ha trovato lo stratagemma di inviare via bluetooth verso i cellulari il file scritto con l’editor di Polaris Office. Non ci avevo minimamente pensato;. Altri, stranieri, hanno scritto nella loro lingua, soprattutto in cinese;
  6. tutti erano molto curiosi di conoscere come sarebbero stati integrati i tablet nella didattica facendo domande precise e circostanziate. L’atteggiamento generale è di forte interesse ma si chiedono soprattutto se i docenti saranno in grado di utilizzarli per insegnare le discipline scolastiche. Hanno subito individuato l’anello debole;
Note divertenti: quando ho scattato la foto sopra e l’ho condivisa su instagram alcuni mi hanno chiesto se potevano seguirmi su questo social network e su Facebook, una studentessa addirittura mi ha detto che mi avrebbe voluta come mamma 🙂

Tablet week #1

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La tablet week è la settimana d’inizio anno scolastico che la nostra scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola, dedica quest’anno all’introduzione dei tablet nella propria didattica.

L’idea di questa sperimentazione è venuta in tempi non sospetti pre terremoto e, successivamente proprio a causa di questo drammatico evento, sono stati erogati fondi dagli enti preposti per sopperire alla mancanza immediata di strutture edili danneggiate dal sisma, con i quali la scuola ha acquistato, per il momento, un centinaio di tablet ASUS, modello Trasformer Pad TF 300T.

Il Dirigente, Prof. Giorgio Siena, con alcuni docenti e personale ATA, ha meso a punto già dall’estate scorsa un intervento rivolto alle classi prime e terze dell’Istituto per presentare questi dispositivi alle 20 coinvolte nel progetto, di cui 6 di Liceo Classico e Linguistico, 4 di Istituto Professionale e 10 di Istituto Tecnico Economico.

Sono stata incaricata di tenere una breve lezione ai ragazzi in presenza di un collega, generalmente di materie letterarie, con il quale abbiamo proposto un percorso di approccio alle funzionalità del tablet, coerente con gli obiettivi didattici, integrato agli altri strumenti connettivi di cui dispone la scuola, senza trascurare  le conoscenze sociali e ludiche che gli studenti e le studentesse hanno dei dispositivi mobile.

Dopo aver incontrato 6 delle classi terze mi sento di stilare un breve report della progressione didattica proposta:

  1. Presentazione dello strumento: E’ stato consegnato a tutti il dispositivo con invito ad accenderlo e sboccare la pagina di accesso. Una prima indagine è stata rivolta a quanti avessero già avuto occasione di vedere e toccare un tablet o, in alternativa, uno smartphone. Circa il 50% conosceva bene lo strumento perché la famiglia ne possiede uno, o l’ha visto da amici. Per tutti non c’è stato nessun impaccio particolare, anzi, la prima cosa che hanno fatto autonomamente è stata quella di cambiare l’immagine del desktop pescando dalla galleria. Tutti ci sono riusciti. Quindi è seguita una breve presentazione delle icone di funzionamento e delle apps. Per ragioni di tempo e di spazio (non disponiamo di luoghi idonei), sui tablet consegnati sono presenti solo le apps di default, ma su quello in mia dotazione ho aggiunto anche quelle social come facebook, twitter, skype, ecc. e giochi come Temple Run, mostrando che il dispositivo può essere personalizzato secondo le proprie esigenze,  rassicurandoli anche sulla necessità di avere le apps dei propri social network perché anche un Prof ormai le ha, basta usarle con responsabilità soprattutto in ambito scolastico. Terminologia specifica
  2. Fase della scrittura: all’interno del ristorante che ci ospita non c’è sufficiente intensità per la connessione così, in questa prima fase abbiamo proposto di lavorare su un editor di testo facendo riferimento a quei programmi che gli studenti conoscono, quelli di Office, con il programma Polaris Office costituito da un editor di testo, un foglio di calcolo e un programma di presentazione. Gli studenti sono stati invitati ad aprire un nuovo documento ed iniziare a descrivere in dieci righe la trascorsa Domenica, quindi di provare formattazioni diverse, con font, grandezza carattere ecc., come avrebbero fatto sul PC. Tutti sono riusciti, chi più chi meno con qualche dritta, anche a tavoletta inclinata in modo da migliorare l’ergonomia e digitare meglio sulla tastiera virtuale. Alla fine è stato chiesto se l’operazione è stata agevole o se creava disagio. Quasi tutti, oserei dire più 90% ha detto che si trovava bene che era piacevole scrivere con quel tocco soft sui tasti. I restanti hanno detto che sarebbe stata questione di abitudine ed avrebbero migliorato la digitazione.
  3. Fase della lettura: con i tablet siamo andati in giardino dove è stata possibile la connessione ad Internet con il wi fi del ristorante. Siamo entrati nel sito della scuola e poi sulla piattaforma moodle, dove avevo preventivamente caricato i file .pdf, .epub e .mobi di un racconto tratto dall’ebook “Tremare senza paura” dal titolo “Mangiatori di carogne” di Catia Pieragostini, che gentilmente l’ha reso disponibile agli studenti. Questi sono entrati, hanno scaricato la versione .epub e quindi di nuovo all’interno, hanno aperto l’applicazione My Library che conteneva automaticamente il piccolo ebook. Una volta aperto sono stati invitati a leggerlo appena dopo una rapida carrellata delle funzioni della app come ingrandimento carattere, sottolineatura, lettura vocale, ecc. Alla fine hanno dato una valutazione di gradimento al racconto, simile a quelle del web: da 1 a 5 stelline. Anche in questo caso è stato chiesto come si sono trovati nella lettura a schermo. Quasi tutti hanno detto che è gradevole, tranne qualcuno che ha lamentato il fastidio della luce troppo intensa che comunque può essere regolata nelle impostazioni. Qualcun altro ha espresso preoccupazione per i danni alla vista. Ho spiegato loro che la stanchezza è in parte determinata dalla secchezza del globo oculare perché le palpebre si chiudono meno frequentemente determinando poca lacrimazione e sensazione di fastidio. A questo proposito ho spiegato loro che ci sono dispositivi con tecnologia e-ink che sono meno aggressivi sulla fisiologia dell’occhio ed ho mostrato il mio kindle, altro tipo di tablet, più idoneo a letture prolungate.
  4. Multimedialità: sempre in un’indagine informale ho chiesto loro se conoscevano le prerogative multimediali dell strumento. Prima ancora che finissi mi hanno fatto vedere le foto che si erano scattati. 🙂 Ho fatto accenno ai video sui social network come youtube, audio, immagini. Sapevano già tutto! Riferimenti veloci a quotidiani e riviste online, audiolibri ecc.
Conclusioni. Dalle impressioni espresse su sollecitazione dagli studenti l’esperienza è complessivamente piaciuta. Alla richiesta “Ma ce li lasciate portare a casa?” abbiamo risposto che questo primo intervento ha avuto una funzione promozionale in modo da coinvolgerli direttamente nelle scelte didattiche della scuola, successivamente saranno progettato interventi ad hoc nei diversi Consigli di Classe con la possibilità di dare in comodato d’uso i tablet agli studenti coinvolti. Anche i docenti hanno dato una risposta positiva, a volte entusiasta e l’impressione, sempre in momenti informali, è quella di un interesse e curiosità mai visti prima, né con PC né con le LIM. Credo anch’io che questi dispositivi siano attualmente i più user friendly e spaventino meno coloro che hanno poca dimestichezza con le tecnologie.
Dal punto di vista didattico, di contro, il percorso è più complesso perché mette a prova la capacità di rivedere i paradigmi consolidati. Ma questa è un’altra storia che prevede, oltre ad una formazione tecnica (che sembra essere quella meno ostica), anche una rivisitazione di concetti pedagogici ed educativi.
Alla prossima.

 

Bricks – Siti scolastici e servizi web

bricks

Il link al numero di Settembre 2012 dedicato ai siti scolastici e servizi web:

http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/?page_id=2996

Articoli di Ardizzone, Durighello, Guastavigna, Boniello, Leonardi, Caprotti, Rota, Scimone, Varini, Paganini, Scarrione, Ongaro, Bonaglia.

Moodle Lab – report ebook

moodle labs
moodle labs

“Moodle Lab” è un corso di formazione sull’uso del CMS moodle nella didattica che ho tenuto nell’a.s. 2011-2012 presso la mia scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola – MO.

Qui sotto metto a disposizione per il download una cartella zippata che contiene l’ebook nei formati .pdf.epub e .mobi in cui sono aggregati i report delle lezioni che avevo pubblicato sul vecchio sito.

Per scaricare il file .zip clicca qui di seguito: moodle lab

LIM – report ebook

LIM
LIM

 Un  corso di formazione sull’uso della LIM nella didattica che ho tenuto nell’a.s. 2010-2011 presso le scuole, “Antonio Meucci” di Carpi – MO e “Bassi Burgatti” di Cento FE per il piano nazionale LIM promosso dal MIUR.

Qui sotto metto a disposizione per il download una cartella zippata che contiene l’ebook nei formati .pdf.epub e .mobi in cui sono aggregati i report delle lezioni che avevo pubblicato sul vecchio sito.

Per scaricare il file .zip clicca qui di seguito: LIM

Docenti Web 2.0 – report ebook

docenti web 2.0
docenti web 2.0

“Docenti Web 2.0” è un corso di formazione sull’uso delle tecnologie nella didattica che ho tenuto nell’a.s. 2009-2010 presso la mia scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola – MO.

Qui sotto metto a disposizione per il download una cartella zippata che contiene l’ebook nei formati .pdf, .epub e .mobi in cui sono aggregati i report delle lezioni che avevo pubblicato sul vecchio sito.

Per scaricare il file .zip vai nella pagina “ebook” nel menu della home page.

Open moodle

Riporto l’articolo pubblicato sulla rivista Briks con tema “moodle”.

bricks

Istituto di Istruzione Superiore “Giuseppe Luosi”
Mirandola, Modena

-.Abstract-

L’articolo descrive l’utilizzo del CMS moodle come ambiente didattico virtuale aperto ed interattivo da parte di docenti e studenti di una scuola media superiore, ad integrazione della didattica in presenza e per la formazione in servizio.
Le piattaforme in considerazione sono quella personale e quella dell’Istituto di Istruzione Superiore “Giuseppe Luosi” di Mirandola, Modena, dove si fa riferimento alla metodologia appresa in un corso online frequentato dalla sottoscritta nel 2007:http://fecone.passionforlearning.eu/file.php/3/Course_description_e-Learning_Fundamentals.pdf , patrocinato dalla Commissione Europea e progettato da docenti esperti di formazione a distanza, che sfrutta la flessibilità della piattaforma moodle con i suoi strumenti di erogazione dei contenuti, interazione tra soggetti e valutazione degli apprendimenti, rapportandosi al Costruttivismo ed a  scuole di condivisione della conoscenza come l’Open Education e il Connettivismo.
Per ultimo, le testimonianze di alcuni docenti dell’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola,  Modena,  che faranno il punto sulla sperimentazione nell’uso di moodle nella propria didattica.

—-

Chi di noi docenti si occupa di didattica e nuove tecnologie è continuamente stimolato e consigliato sull’uso di strumenti Web 2.0 che potrebbero aiutarci nel compito di formare ed educare le nuove generazioni. Gli articoli e le discussioni, generalmente in rete, fanno spesso riferimento ai Social Network dei quali anche noi facciamo un uso quotidiano per mantenerci informati e scambiarci opinioni e dei quali siamo consapevoli della valenza e delle opportunità che offrono nella formazione professionale.

In questo turbinio mediatico che frulla e rende l’informazione liquida e sfuggente, qualcuno negli ultimi anni ha additato i CMS (Content Management System) o i  VLE (Virtual Learning Environment) come strumenti non i grado di porsi all’avanguardia nella interazione ed immediatezza, perchè non capaci di aprirsi tanto quanto gli strumenti del Web 2.0, così da essere etichettati come inclusivi ed obsoleti, che ricalcano cioè l’idea di e-learning ed e-teaching di stampo tradizionale, erogativo ed in prevalenza a carattere comportamentista.
Chi lancia accuse di questo tipo non ha tutti i torti. Nella scuola e nell’università si assiste spesso ad una mera trasposizione nelle piattaforme online della didattica sopra citata, per cui non si ravvede all’orizzonte la sperata innovazione se non ad esclusivo appannaggio della tecnologia che ripropone, però, i consueti datati paradigmi.
Siamo pedagogicamente impreparati -le cause sono ataviche- a plasmare gli strumenti, a cercare vie risolutive e fantasiose che si adattino al cambiamento che deve avvenire, comunque, prima come riflessione pedagogica e metodologica.

Per fortuna il web ogni tanto ci dà qualche suggerimento utile e ci mostra, come ho potuto verificare personalmente, come il CMS moodle può essere utilizzato con una modalità molto simile ad una rete sociale, mantenendo i vantaggi che gli sono peculiari, cioè quello di essere un ambiente di apprendimento anche formale, ovvero, che corrisponda ai requisiti di responsabilità educativa verso i soggetti che vi partecipano.

Mi riferisco in particolare ad un corso online che ho frequentato nel 2007 , e-learning Fundamentals, finanziato dalla Commissione Europea (il corso è riservato agli iscritti ma puoi trovare la copia quasi completa e tradotta sul mio moodle personale, aperta agli utenti ospiti. Non mi dilungo nella descrizione, puoi vedere da te come si sviluppa. Il corso originale è stato ricchissimo di interazioni tra i partecipanti).
Ora, il tempo trascorso da quell’esperienza con colleghi di tutta Europa, potrebbe far pensare ad un precoce invecchiamento nella modalità con la quale è il corso è stato proposto. Personalmente credo di no, anzi, tutt’oggi nella mia scuola stiamo mettendo a punto alcune metodologie sperimentali tratte da quell’esperienza che contemplano l’integrazione tra l’attività in presenza e quella a distanza e l’apprendimento informale adattato alle necessità formali che ciascun docente è tenuto a rispettare. Stiamo mettendo a punto un tentativo di aprire la scuola nello spazio e nel tempo a cui, però, dare un luogo di riferimento certo, continuo ma anche protetto.
Puoi vedere direttamente l’ambiente virtuale dell’IIS “G.Luosi”, anche qui con l’accesso come utente ospite.
(N.B. Alcuni corsi non sono attivi, ti invito a visionare quelli citati dai colleghi nelle interviste in fondo a questo articolo).

Vengo allora a descrivere quali sono le caratteristiche specifiche che contraddistinguono il nostro moodle.

Apertura
Come hai visto tutti i corsi, ad esclusione di alcuni dedicati ai docenti, sono aperti, non hanno cioè la chiave di accesso; chiunque può vedere ciò che è postato, leggere i forum e le attività, scaricare le risorse ma, se non iscritto, non può interagire e, soprattutto, non può leggere i profili personali a  tutela della privacy dei minori. Questo comporta che l’iscrizione avvenga manualmente; solo gli amministratori ed i docenti possono inserire gli utenti in piattaforma. E’ una fase laboriosa ma che in buona parte ci tranquillizza rispetto a situazioni indesiderate.
Se scorro il report dei log, noto che la maggior parte degli accessi avviene come “utente ospite” ed i record di accesso in un anno sono stati più di 250.000.
Non sappiamo chi entra e non abbiamo particolare interesse a saperlo; molto probabilmente tanti accedono dal blocco link del sito della scuola: studenti interni ed esterni, genitori, colleghi di altre scuole, curiosi. A noi interessa mostrare che il nostro laboratorio virtuale è aperto, che si svolgono attività di  learning by doing, che la nostra scuola è anche questa.

Il layout dei corsi
A differenza di molti corsi online dove la home page non è altro che un indice delle risorse messe a disposizione, si è invece preferito postare queste ultime direttamente in prima facciata utilizzando la risorsa “etichetta” che, oltre al compito di dare un titolo agli argomenti, è un ottimo editor di testo in cui includere immagini, video, spaziature e delimitazioni. Si trova già tutto lì davanti, rinunciando ad un’apparenza  troppo ordinata e formale.
Un’altra “risorsa” che utilizziamo è “link a file o sito Web” con la quale si allegano file per il download o si rimanda a siti esterni. Per ultimo attiviamo massicciamente i “forum” per l’interazione e l’upload di nuove risorse. Sono proprio questi ultimi sui quali si opera la valutazione, sia quantitativa sia qualitativa, marginalmente anche con “compiti” e “quiz”.
Si esclude, per le ragioni didattiche di cui tratterò dopo, lo standard SCORM perché non è nostra intenzione erogare contenuti soggetti a tracciabilità, al massimo e in qualche caso per lezioni sequenziali, si è preferito il modello “pacchetti IMS” predisposti con eXelearning, così come proposto nel corso “e-learning Fundamentals”.

Modello didattico
I pochi ed essenziali strumenti visti sopra permettono di lavorare focalizzando l’attenzione didattica su percorsi di costruzione della conoscenza, attingendo anche alle risorse presenti in internet utili alla didattica come siti web,  wiki e social network. Nelle classi dove c’è la LIM le attività sono catturate e postate sulla piattaforma a memoria dei percorsi fatti (mappe, esercizi ecc.).
In pratica: la piattaforma non è utilizzata solo per erogare contenuti prima ed operare valutazioni poi,  ma è funzionale alla rielaborazione attraverso l’interazione tra i soggetti, degli argomenti che via via il docente intende proporre come stimolo all’apprendimento.
Per questo motivo non ha senso tracciare nè gli ingressi nè i contenuti, operazioni che non sono sempre significative dell’ avvenuto apprendimento, ma utilizziamo la piattaforma più come un blog collettivo, anche se non organizzato in termini cronologici, si usa infatti la classificazione per argomenti  nella quale i diversi post e risorse didattiche sono a disposizione in modo permanente.
In particolare l e attività proposte agli studenti si esplicitano nel rimaneggiare i contenuti dando loro una forma personalizzata, ricca di opinioni e approfondimenti, scaturiti da una riflessione soggettiva o di gruppo.
In questa fase non si cerca di ottenere il bel prodotto multimediale, come spesso invitano a fare certe agenzie di formazione che sollecitano la costruzione di learning object per il loro riutilizzo, ma a seguire i processi che portano gli studenti a costruirsi percorsi attraverso una forte interazione e condivisione. Se poi il risultato è un oggetto digitale apprezzabile e riutilizzabile, tanto meglio. Ma non è questo lo scopo principale.
Fondamentale è poi l’uso associato dei Social Network (facebook, twitter, youtube, slideshare, goodreads ed altri) sia per reperire risorse didattiche, sia per condividere e pubblicizzare i propri prodotti educativi nel contenuto e nella metodologia, in modo da rendere ulteriormente disponibile ciò che si fa insieme.

I protagonisti
Vorrei a questo punto lasciare la parola ai colleghi che utilizzano moodle secondo questi paradigmi costruttivisti e connettivi perché, ciascuno secondo le caratteristiche disciplinari, riesce ad organizzare la propria attività in maniera personalizzata, contestuale alla classe e alle condizioni ambientali.
Ho posto qualche domanda a:

●   Rosaria Romeo – Italiano e Storia, biennio Istituto Tecnico Economico;

●   Maura Zini – Informatica e Telecomunicazioni,  Istituto Tecnico Economico e Istituto Professionale Servizi Amministrativi

● Walter Loddi – Storia Filosofia, triennio Liceo Linguistico;

● Paola Ruggeri – Francese, quinquennio Istituto Tecnico Economico;

e a me stessa:

● Emanuela Zibordi – Scienze Motorie, quinquennio Istituto Tecnico Economico e Liceo Linguistico.

D: Da quando utilizzi moodle nella didattica delle tue discipline, ritieni che questa piattaforma sia uno strumento che ti faciliti nella realizzazione di proposte didattiche più aperte, interattive e creative?

Romeo: Utilizzo moodle da due anni, è stato uno strumento che mi ha permesso di proporre ai miei studenti attività didattiche più creative ed interattive: utilizzo di video, file audio, forum di discussione hanno reso meno piatte e monotone alcune attività, puntando di più sulle competenze e non solo sui contenuti.

Zini: Utilizzo moode da tre anni, sia con una piattaforma personale www.maurazini.it/moodle ,  sia della scuola. Ritengo questo CMS uno strumento utilissimo perché sufficientemente  elastico e userfriendly da essere tranquillamente utilizzato da tutte le tipologie di miei studenti. Ho preferito da subito tenere aperti i corsi a tutti gli ospiti  e non ho mai avuto nessun tipo di problema.

Loddi: non alto il profilo dell’interattività, ma per carenze bilaterali di tempo (i nostri studenti sono ancora obbligati ad un intenso lavoro domestico, anche esecutivo); molto alto invece quello della rielaborazione ordinata e secondo sistemazioni grafiche loro favorevoli dei contenuti delle discipline.

Ruggeri: la piattaforma facilita enormemente l’interattività e la creatività; gli studenti devono essere però ben informati sulle finalità ed aver chiari gli obiettivi cui si tende.

Zibordi: uso moodle da parecchi anni, sia quello personale, www-emanuelazibordi.it/moodle , sia quello della scuola per corsi tematici rivolti agli studenti e per la formazione dei docenti.  Ritengo sia una piattaforma molto flessibile, infatti negli anni, frequentando corsi online italiani e stranieri, ho potuto constatare come questo strumento possa essere usato in base alle necessità ed alla “filosofia” dei vari docenti: dalla modalità più chiusa con una didattica classica a quella più aperta ad esperienze innovative.

D: Qual è il link del tuo corso? Per cosa si caratterizza come metodologia?

Romeo:
http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=39
http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=38
http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=14

Ho raggruppato le attività per argomenti e per ognuno di essi ho inserito le lezioni svolte in classe, approfondimenti, forum di discussione su temi di attualità ma anche su romanzi letti in classe per insegnare ai ragazzi ad esprimere la propria opinione sostenendola e condividendo anche le opinioni altrui. Di volta in volta cerco di assegnare compiti più creativi e costruttivi inserendo filmati, file audio; inserisco anche tracce di studio utili per preparare verifiche e interrogazioni. Prima di una prova attivo un forum “Sos verifica” che gli studenti utilizzano per un ripasso collaborativo degli argomenti.

Zini: Questi i link alle  aule virtuali attive:

http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=9
http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=24

http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=36

Insegno una disciplina tecnica che propone una lettura della realtà attraverso varie prospettive e modalità: dall’approccio tecnico a quello più empirico ed esperienziale, sollecitando capacità logico-deduttive,  fino a quelle astratte e narrative.
Per questo le modalità di utilizzo della piattaforma è molto vario perché dipende dal tipo di contenuto che propongo. Inoltre, spesso, intervengo con moduli CLIL (Content and Language Integrated Learning)  di insegnamento  in lingua inglese, che stimola ulteriormente l’interazione.
Con la piattaforma moodle  prevedo fondamentalmente tre modalità di interazione che sono il forum, il quiz e i compiti, strumenti simili a quelli a cui sono abituati i nostri studenti ad esempio sul social network Facebook, inoltre l’uso dei wiki esterni, permette la scrittura di parti di codice per template, relazioni o altre risorse.
Per altri ambienti o linguaggi di programmazione si può interfacciare la propria didattica su piattaforma con applicativi creati ad hoc: con exelearning, in flash o direttamente in html.

Loddi: Il link è questo:
http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=7
Si tratta di un’aula virtuale nelle quale gli studenti hanno forum di discussione e nelle
a quale a fine anno si organizzano gli appunti per farne ebook come prodotto del processo di insegnamento/apprendimento da condividere con studenti e colleghi.

Ruggeri: il link dei corsi di francese è questo:
http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=6
Ogni insegnante di francese della scuola può inserire materiale di studio nei vari livelli in cui il corso è articolato e in base alle esigenze della propria didattica.
Ogni livello è suddiviso nelle seguenti categorie: lexique (vocaboli), exercices (grammatica), rattrapage (recupero) , approfondissement, (approfondimento)  activités DELF (certificazione linguistica). All’interno di ogni categoria sono individuabili singoli argomenti affrontati in classe e ripresi in piattaforma con modalità diverse, ad esempio link a siti o documenti cui gli studenti possono accedere e dove possono trovare un’auto-correzione.
C’è anche la possibilità di aprire forum di discussione su determinati argomenti.
Il link del mio corso di francese, destinato alla classe 2.0 che sperimenta la didattica con le TIC, è il seguente:
http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=11
si tratta di un corso impostato su una simulazione globale che ha una scuola virtuale situata in Québec e si articola come segue:
1 Notre école;
2 Le e-book de notre cours
3 Notre ville (Montréal, le quartier Cote des neiges), etc.
Le varie sezioni sono create dagli studenti a mano a mano che gli argomenti vengono svolti in classe su documenti condivisi su Google docs. e poi pubblicate.

Zibordi: gestisco la piattaforma come amministratrice, insieme alla Prof.ssa Zini. I miei ambiti sono da quello strettamente disciplinare a quelli di progetto, segnalo in particolare questi:
http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=5
Questo è il mio spazio disciplinare di Scienze Motorie che utilizzo soprattutto per quelle attività teoriche e/o alternative alla pratica della materia che insegno. Posto video fatti dagli studenti, Google documenti preparati in vista degli Esami di Stato per le classi terminali, attività di lettura e commenti di libri sullo sport.
http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=40
Questo, invece, è riservato ad un progetto di autonomia, Web Lab,  per studenti delle classi prime del Liceo che imparano ad usare gli strumenti del web per l’apprendimento, come wiki, video, social network, ecc. in cui si impara a costruire oggetti digitali multimediali in collaborazione e a commentarli in interazione.
http://www.iisgluosi.com/moodle/course/view.php?id=2
Segnalo tra i tanti nella sezione formazione questo corso tenuto un paio di anni fa ai colleghi della mia scuola, Docenti Web 2.0,  sull’uso delle nuove tecnologie.

Didatticamente utilizzo le modalità descritte in precedenza.

D: Come integri la piattaforma con la LIM e/o il Web?

Romeo: Con la LIM ed il Web posso costruire le lezioni con i miei studenti ed utilizzare cartine geografiche, documenti, pagine di quotidiani, testi di vario genere da analizzare, filmati e inserirle in piattaforma per eventuali approfondimenti e chiarimenti attraverso compiti online ma soprattutto forum di discussione.

Zini: Dovendo insegnare una disciplina tecnica uso frequentemente il laboratorio di informatica e meno la LIM . Quest’ultima avviene attraverso l’utilizzo sinergico della medesima nei progetti didattici  (Si…Cura la Vita) che condivido con alcuni docenti (prof.ssa Romeo e Maietti).

Loddi: prevalentemente con il Web – la LIM sarebbe utile per storia, ma assai impervia per una disciplina iperconcettuale come filosofia ( a meno di non ridurla alle immagini).

Ruggeri: La LIM mi consente di memorizzare ed eventualmente collocare sulla piattaforma le lezioni; il Web mi consente di interagire in classe ed a casa.

Zibordi: uso la LIM per i progetti e prevalentemente per connettermi online agli strumenti del web che uso massicciamente.

D: Come si relazionano gli studenti con questo strumento ed in generale con le nuove tecnologie?

Romeo: Si relazionano molto bene ovviamente vi è sempre il supporto e la supervisione dell’insegnante; obiettivo primario per me è una educazione all’uso delle nuove tecnologie al fine di rendere gli studenti consapevoli dell’uso che fanno di questi strumenti che possono rendere più facili, più costruttive e più creative alcune attività ma che non possono sostituire al 100% tutto ciò che noi percepiamo.

Zini: Molto bene. Gli studenti sono in genere molto ben disposti alle nuove tecnologie. Il problema è a mio avviso che non tutti i ragazzi sono interessati ad approfondire la loro capacità di utilizzo dei nuovi strumenti  ma si accontentano di  saperli gestire alla bene meglio.
La tecnologia offre molti strumenti interessanti che possono a mio avviso rappresentare utili mezzi per avvicinare i ragazzi alla conoscenza ma non sono la panacea a tutto. Occorre sempre introdurli al senso , cioè occorre che imparino a scoprire come in che modo e misura e a che prezzo possono essere davvero utili per loro.
Non possono a mio avviso  sostituire in nessun caso il ruolo del docente che deve sempre far da tramite e anzi è proprio quest’ultimo a decretare un buon o cattivo utilizzo della piattaforma moodle come di qualsiasi altro strumento o mezzo. E’ necessario anche sorreggerli quando si rendono conto che le nuove tecnologie non si sostituiscono a loro e a loro è sempre richiesto un impegno personale che può essere più stimolante ma non meno faticoso.

Loddi: ottimamente, tanto che abbiamo in sostanza scritto un manuale on-line di Filosofia e di Storia; ma un manuale REALE, secondo le scansioni, i tempi e la prospettiva tematica realmente svolta…Non ammassi di carta…

Ruggeri: gli studenti sono perfettamente a loro agio nell’utilizzo delle le nuove tecnologie come strumento. Danno ottimi supporti agli insegnanti, ma non sempre svolgono con puntualità le consegne impartite se queste non sono immediatamente oggetto di valutazione.

Zibordi: la facilità d’uso è inversamente proporzionale all’età. Gli studenti più giovani hanno maggior dimestichezza anche perché hanno già avuto esperienze di utilizzo delle TIC alla scuola media. Gli studenti degli ultimi anni, dopo un primo momento di empasse, imparano però facilmente e ritengono sia più comodo poter lavorare organizzando i propri tempi di intervento e con modalità organizzative autonome.

D: Ritieni che la motivazione nello studio sia migliorata?

Romeo: complessivamente è migliorata, ma la motivazione va alimentata ogni giorno attraverso le nostre esperienze, le nostre idee ed anche attraverso l’incoraggiamento degli insegnanti e la loro approvazione finalizzati a valorizzare gli alunni prima come persone e poi come studenti.

Zini: In diversi casi la tecnologia è un volano alla motivazione allo studio, ma questa va sorretta. Per farlo è necessario che ciascuno scopra un interesse e una motivazione personale , un senso e un fine, occorre cioè sempre lavorare a livello personale con ogni studente.

Loddi: sicuramente migliorato l’ordine degli appunti e la percezione della loro assoluta utilità, non solo in vista delle prove, ma come costruttori essi stessi di concetti.

Ruggeri: la motivazione sicuramente, ma l’applicazione nello studio e nella rielaborazione dei contenuti è un fattore individuale che, a volte, è indipendente dagli strumenti utilizzati.

Zibordi: trovo che la motivazione si autoalimenti nel momento in cui si integra un nuovo apprendimento con esperienze personali, opinioni condivise, creatività e soddisfazione di aver prodotto qualcosa di originale. Direi che questo, con le TIC,  succede spesso.

D: Come hanno accettato le famiglie l’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica?

Romeo: benissimo! Si collegano spesso come utenti ospiti per controllare le attività che svolgono i loro figli. Lo utilizzo anche lo spazio news per comunicare avvisi alle famiglie riguardanti sempre la didattica della classe e i genitori apprezzano molto questa modalità di comunicazione.

Zini: le famiglie, ancor di più degli alunni, accolgono bene gli usi delle nuove tecnologie.

Loddi: non ho dati certi, ma credo bene.

Ruggeri: le famiglie hanno accolto favorevolmente l’utilizzo delle nuove tecnologie, dal loro punto di vista, però, danno tutto per scontato, mentre per noi docenti è uno sforzo notevole quello di cambiare l’approccio alla nuova didattica.

Zibordi: nemmeno io ho dati statistici, ma dai colloqui con i genitori c’è consapevolezza che le nuove tecnologie siano strumenti molto utili alla conoscenza e vedono favorevolmente questa integrazione con le pratiche abituali dei dispositivi che usano i figli, tra cui PC e cellulari.

D: Aggiungi pure considerazioni personali che ritieni utile condividere con i colleghi.

Romeo: Le attività svolte in piattaforma devono essere valutate sia per riconoscere il lavoro svolto dagli studenti sia per incentivare ed alimentare la motivazione di cui parlavamo prima.

Zini: Le nuove tecnologie hanno indubbiamente appeal: sono uno stimolo e un mezzo da conoscere ed usare ma non occorre mai perdere di vista il fine ultimo che è l’apprendimento dei ragazzi. Personalmente spesso mi lascio prendere dalla curiosità dal voler fare di più ma non devo mai dimenticare ciò che faccio , nel modo, nei contenuti, nei tempi devo sempre calibrarmi sui ragazzi e ricordare ogni loro problema e/o stile di apprendimento, i loro tempi e le loro attese.

Ruggeri: l’attività online è accettata nel momento in cui sostituisce completamente a quella tradizionale. Non bisogna fare l’errore di sovraccaricare le modalità e di dare la percezione che gli studenti debbano lavorare il doppio.

Zibordi: più facile proporre la didattica online agli studenti che non con i colleghi, per ovvie ragioni, che non dipendono solo dalla dimestichezza dell’uso dei dispositivi informatici. C’è uno scoglio molto forte che consiste nel superare il concetto che l’apprendimento sia un fattore individuale, che avviene in un ambiente isolato e non disturbato. Per i nostri studenti non è più così: studiano con il cellulare appoggiato di fianco ai libri, con il PC acceso ed aperto alla pagina Facebook. Se riusciremo a far passare le prassi che anche la scuola accetta ed usa questi strumenti comunicativi,  probabilmente daremo una percezione meno schizofrenica delle modalità con le quali si impara normalmente anche fuori dalla scuola.

Conclusioni
Sperimentare significa prendere in considerazione concetti pedagogici e medodologici emergenti ed applicarli al contesto, rilevandone punti di forza e di debolezza, aggiustarli con un processo di feedback per poi affinarne le strategie.
La ricerca che abbiamo messo in campo si scontra quotidianamente con molte difficoltà come l’accesso domestico alla rete da parte degli studenti, la disponibilità di dispositivi quali LIM, PC, laptop, connessioni internet in tutte le aree che, pur presenti nella scuola, non sono ancora così estese come sarebbe invece auspicabile.
La nostra rotta però, è segnata dalla consapevolezza di valorizzare ciò che si ha.
Certo, anche a noi piacerebbe che ciascuno studente avesse un dispositivo personale come un netbook o un iPad, una LIM in ogni classe, ma queste condizioni sono ideali e al miglioramento si arriva se si ha abbastanza esperienza per capire cosa sia meglio, cosa funzioni meglio, qual è il rapporto costi / benefici che permetta di applicare l’innovazione didattica anche con poche risorse.
Il sistema che stiamo mettendo a punto, anche se poco eclatante perché usa un software gratuito come moodle, credo possa  essere interessante come esperienza per l’innovazione a costo irrisorio, ma che ottenga risultati apprezzabili, soddisfacenti sia per docenti sia per gli studenti.
L’esperimento è ancora in corso; stiamo allargando ad altri docenti l’opportunità di utilizzare la piattaforma con una formazione specifica ma che include, inevitabilmente, tutta la problematica dell’utilizzo delle nuove tecnologie, dei nuovi linguaggi e dei nuovi strumenti di comunicazione, non ultimo attivando una didattica per competenze che sappia valorizzare le conoscenze, le abilità specifiche sia individuali sia relazionali nella rete, che si prolunga oltre la fase in presenza ed oltre lo spazio ridotto della classe.

emanuela.zibordi@gmail.com
http://www.emanuelazibordi.it

Ripensare la scuola: l’e-learning al servizio della didattica

di Emanuela Zibordi – IIS Galilei di Ostiglia (MN) da: Porte aperte sul web – Comunicare web a scuola n°2

Emanuela, neofita dell’e-learning, ha intrapreso questa modalità didattica da troppo poco tempo per avere la presunzione di mettersi in cattedra, ma avendone scoperto le straordinarie opportunità didattiche ne suggerisce alcuni usi mostrando come ogni docente può trarne vantaggio. Accanto ai grandi portali dedicati alla formazione a distanza, perché non pensare di fare formazione in modo autonomo anche all’interno delle proprie scuole e delle proprie classi?

  • Perché introdurre l’e-learning a scuola Nelle università e nelle aziende la pratica dell’e-learning è consolidata da tempo e per varie ragioni, non ultima quella di natura economica. La scuola l’ha scoperto da poco ed è stata introdotta in particolare per la formazione dei docenti. Infatti nel 2002 sono partiti i corsi ForTic che utilizzavano la piattaforma per consentire l’interazione on line contestualmente alle lezioni in presenza. Si è trattato di un primo tentativo, a mio avviso non sempre riuscito per l’inadeguata formazione dei docenti tutor, che però ha rotto il ghiaccio ed ha spinto verso una ricerca didattica e metodologica peculiare, perchè fare e-learning non significa affatto trasferire on-line ciò che si fa on-site. L’e-learning ci potrebbe dare molto più di quanto si fa di innovazione nella didattica in presenza, questo per tre ragioni principali che sintetizzo:
    • Il superamento della costrizione spazio temporale rispetto alla scuola reale
    • L’interattività, cioè mettere in comunicazione la comunità di apprendimento
    • L’integrazione e l’utilizzo della rete internet nella didattica come fonte inesauribile di contenuti e conoscenze.

Non dimentichiamo che fare e-learning non significa solo usare la piattaforma che registra gli accessi e la fruizione delle lezioni, ma anche utilizzare l’apprendimento informale che sembra essere, dagli studi più recenti, la fonte alla quale giovani e adulti si riferiscono più spesso per migliorare la propria conoscenza. Basti pensare ai motori di ricerca e alle comunità di pratica come ad esempio quella di “porte aperte sul web”.

  • L’integrazione dell’e-learning nella didattica Nella formazione del ForTic B1 e B2 l’e-learning viene incluso nel modulo “Ambienti di apprendimento” e giustamente viene proposto come integrazione all’attività didattica in presenza. Infatti è impensabile che tale modalità vada a sostituirsi alla scuola reale ma certamente la sua introduzione, farebbe ripensare al modo di fare scuola e le sue pratiche influenzerebbero positivamente anche l’impianto didattico tradizionale. Questo soprattutto per la valenza che si dà ancora oggi ai contenuti di apprendimento a scapito del raggiungimento di obiettivi didattici ed educativi che sono qualitativamente il valore aggiunto dell’apprendimento stesso. Ciò significherebbe riportare il contenuto al suo ruolo originale: quello di strumento e non di finalità del processo di insegnamento/apprendimento.
  • La formazione dei docenti L’e-learning non si improvvisa. Con la disponibilità tecnologica che abbiamo oggi è molto facile installare una piattaforma e caricarla di contenuti. Questa modalità appartiene all’e-learning 1.0 che però ha manifestato, nel giro di pochi anni, tutti i suoi limiti. Oggi si parla di e-learning 2.0 dove si dà maggior importanza all’interazione, secondo le teorie costruttiviste sociali e connettiviste alle quali va assegnata la stessa attenzione programmatica degli obiettivi: le persone interagiscono se hanno qualcosa da comunicare e questi processi vanno stimolati e guidati. Inoltre, come già detto, è indispensabile considerare l’apprendimento informale in vista di un obiettivo di learning to learn. Chi desidera introdurre l’e-learning nella propria didattica è giusto che segua un percorso di formazione specifico. Esempi di didattica scolastica con l’e-learning ce ne sono molti ma ancora pochi quelli che vanno nella direzione sopra citata. E’ bene anche che siano più persone a collaborare ad un progetto di e-learning; sono necessarie molte competenze diversificate, molto tempo a disposizione e una gran voglia di rimettersi in gioco, rovesciare “come un calzino” le proprie convinzioni e adottare modalità comunicative specifiche e multimodali.
  • Limitazioni all’introduzione dell’e-learning Anche se ormai la tecnologia informatica è presente in ogni istituzione, spesso il fattore tecnico è limitante rispetto all’introduzione dell’e-learning. Il nostro paese, escluse le città, non è ancora all’altezza della situazione sotto il profilo delle infrastrutture, penso ad esempio alla banda larga; non tutte le scuole hanno adeguati laboratori informatici e soprattutto non tutti gli studenti posseggono un PC in rete. Fattori limitanti sono anche quelli di natura sociale. Non c’è sempre disponibilità all’innovazione specialmente se questa scombina le prassi consolidate ed introduce meccanismi destabilizzanti nell’ordine costituito.
  • A chi proporre l’e-learning Non credo ci siano limiti di età all’utilizzo dell’e-learning anzi, tutti gli ordini e gradi di scuola potrebbero e dovrebbero essere coinvolti. Penso anche a situazioni di long life learning con adulti o anziani. Alcuni esempi di introduzione dell’e-learning nella scuola potrebbero essere, a mio avviso infiniti. Cito quelli più frequenti ma ciascuno può sbizzarrirsi quanto crede, perché ritengo che veramente non ci siano limiti alla creatività. Come integrazione alla didattica tradizionale:La piattaforma Moodle Gli strumenti per implementare corsi in e-learning ormai sono innumerevoli. Vorrei segnalare la piattaforma Moodle perché è uno strumento completo, open source, gratuito, accessibile. La sua funzione è soprattutto quella di ricreare un VLE (Virtual Learning Environment) di carattere formale, ma i suoi strumenti di interattività permettono anche lo scambio informale della conoscenza. Escludendo l’installazione in locale o in remoto, che comunque è un’operazione abbastanza semplificata, usare Moodle nelle sue funzioni di base è veramente semplice, e già con poche operazioni è possibile implementare un corso. In rete ci sono molte guide on line di facile consultazione, ad esempio, una delle più aggiornate si trova in:
    • I contenuti diventano sempre disponibili, (è bene coinvolgere gli studenti stessi nella costruzione, aggiornamento ed integrazione). Tutto questo allevia la ripetitività liberando energie per la riflessione, interazione, ricerca.
    • Come supporto alle attività di recupero, basti pensare a quanto investe una scuola in corsi I.D.E.I e quanto, purtroppo, investono le famiglie in lezioni private. Già alcuni Istituti Superiori hanno attivato i corsi di recupero on line rendendo più fruibile e meno dispendiosa questa attività, anche in termini di tempo per studenti e docenti.
    • Come erogazione di servizi relativi ad argomenti extracurricolari o multidisciplinari, alcuni esempi possono essere l’orientamento in entrata ed in uscita, l’educazione alla salute, all’ambiente, la patente per il ciclomotore, la prevenzione alla tossicodipendenza, ecc., tutte attività che sono istituzionalmente richieste ma che non hanno ne’ tempi né spazi propri.

http://www.lezionionline.net/corsi/ .

Un altro dei grandi pregi di Moodle è l’estesa comunità mondiale di utenti che offre un costante e gratuito supporto ai neofiti oltre a preoccuparsi di tradurre il software e la documentazione in varie lingue. Attualmente sul sito ufficiale di Moodle ci sono 200 mila utenti registrati provenienti da oltre 175 paesi; anche la comunità italiana è molto attiva e organizza periodicamente delle manifestazioni utili per scambiarsi esperienze di utilizzo del software e per approfondire i temi legati all’e-learning.

  • Progetti europei di e-learning La Comunità Europea è molto attiva e sensibile al problema del Knowledge Management che pone tra gli obiettivi di sviluppo degli Stati Membri. Sono in corso progetti che hanno come scopo la formazione dei docenti (ma non solo) e la creazione di Learning Object per permettere, a quanti producono contenuti per l’e-learning, di scambiarli, modificarli riutilizzarli. Per quest’ultimo obiettivo invito a vedere il proget-to Sloop a cui aderisce anche la comunità italiana:

http://en.wikipedia.org/wiki/SLOOP_Project http://www.sloopproject.eu/

in cui è possibile seguire un corso on line, su piattaforma Moodle, sulla produzione di Free LO. Vorrei per ultimo segnalare un corso on line di formazione sull’e-learning, anch’esso erogato con Moodle che sto seguendo. Il corso, finanziato dalla Commissione Europea, ha una durata di sei settimane. Nel momento in cui scrivo siamo alla quinta settimana e da luglio 2007, saranno disponibili i corsi e i contenuti che potranno essere caricati su qualsiasi piattaforma ad uso di quanti, all’interno della comunità, vorranno fruirne. Sarà mio compito darvene immediata comunicazione appena tutto ciò sarà possibile. Riferimento web per il corso:http://fecone.passionforlearning.eu.