“I libri di testo servono ancora?” Gino Roncaglia a Librinnovando

librinnovando.it

Sono andata a Milano il giorno 16 per seguire l’intervento che riguardava l’editoria scolastica, in particolar modo quello di Gino Roncaglia che ha proposto un percorso dal titolo “I libri di testo servono ancora?“che puoi seguire sulle slide in Prezi.

Nelle ultime settimane sono state pubblicate anche altre risorse di amici e colleghi che trattano lo stesso argomento, che sembra essere il leitmotiv del momento:

  • Gianni Marconato con “Oltre la metafora libro” in cui si puntualizza come sia necessario ed anche alternativo ai libri di testo, implementare ambienti di apprendimento;
  • Antonio Fini con il suo intervento ad “ABCD 2012” in cui si pongono anche questioni di criticità sull’introduzione degli ebook nella scuola.
Tenderei a parlare dell’intervento di Librinnovando perché l’ho seguito direttamente e in parte riprende temi che anche gli altri due hanno sollevato.
I punti di Roncaglia in questa estrema sintesi -in corsivo il mio commento-:
  • I testi in uso sono funzionali ai docenti e non agli studenti; sui testi si vuole mettere tutto, ma il tutto agli insegnanti non basta mai; per gli studenti è una quantità abnorme, dispersiva dei concetti e dei contenuti.
  • E’ necessario tornare all’essenzialità dei contenuti  ed arricchirli successivamente con percorsi di conoscenza; si deve tornare ai manuali o passare direttamente ai testi, nudi e crudi, tutto il resto sono orpelli masticati da altri, il docente ha il compito di guidare verso conoscenze integrate e personalizzate.
  • L’ebook scolastico deve mantenere una forte struttura narrativa ed organizzare la conoscenza; d’accordissimo, leggere un ebook deve essere un’esperienza accattivante emotivamente, deve raccontare e catturare.
  • Costruire ambienti di apprendimento, aperti e comuni (moodle anche per mobile), con diverse risorse; nella mia scuola moodle è aperto agli ospiti, non ci sono barriere cronologiche e spaziali, l’ambiente è fatto per condividere, discutere e mostrare ciò che si fa.
  • I tablet hanno una funzionalità rivoluzionaria che mette insieme l’antico e il moderno; ho proposto ai miei studenti come approccio all’uso dei tablet la lettura di un ebook e la scrittura. Cosa c’è di più antico? Il resto (audio, video, immagini) lo sanno già fare.
  • La normativa è inadeguata, dovrebbe adattarsi ai cambiamenti e non imporre modalità assurde; che dire?
  • Autorevolezza ed autorialità dei contenuti; Considerazioni di seguito.
Personalmente mi trovo d’accordo con tutte le affermazioni, sull’ultima vorrei aggiungere le mie considerazioni in virtù, anche, di una domanda che gli ho posto ed è questa: “Lei crede che il testo scolastico vada costruito insieme agli studenti?“. La risposta è stata a mio avviso non pertinente, in quanto ha portato come esempio quello delle fanfiction in cui si costruiscono storie alternative, ma di natura immaginaria.
Nella scuola il docente é responsabile, oltre che della didattica in generale, anche del controllo dei contenuti che, di fatto, già tanti propongono con diverse risorse più o meno validate, che integrano e spesso sostituiscono il testo in adozione e non ho ancora notizia  di docenti inquisiti per aver passato contenuti falsi.
E’ questo un nodo della responsabilità che è stata delegata agli autori (peraltro senza conseguenze legali perché anche i revisionsti possono pubblicare ciò che vogliono), che bisogna chiarire e che va a sovrapporsi al concetto di libertà di insegnamento. La mia idea è che, fin tanto che non si riconosce l’autonomia del docente, con le sue scelte e la sua capacità di discriminare ciò che è valido da ciò che non lo è, di passi avanti non se ne fanno.
Non vorrei che l’affermazione di Roncaglia tendesse a salvare capra e cavoli, nel senso di lasciare un margine -ebook snelli e “validati”- alle case editrici che si vedranno sfuggire sotto agli occhi una buona fetta di mercato con il selfpublishing.
Certo è che dal punto di vista tecnico e metodologico sono ancora pochi i docenti che possono mettere in atto quel sistema digitale che permetterebbe la sostituzione della didattica tradizionale con quella costrutivista e connettivista, ma i tempi cominciano ad essere maturi anche per una semplificazione degli strumenti adatti allo scopo.
A presto una mia proposta metodologica.

3 pensieri riguardo ““I libri di testo servono ancora?” Gino Roncaglia a Librinnovando”

  1. Ho letto l’articolo solo adesso, ma la cosa curiosa è che alcune…molte università del mondo (ma sicuramente anche le high schools) stanno già conducendo questa battaglia, adeguandosi alle necessità degli users della nuova era: free data, free information, free education.
    …come al solito, dobbiamo sbirciare nel gigantesco e verdissimo giardino del vicino per scoprire che esiste un testo di storia dell’arte completamente gratuito (http://smarthistory.khanacademy.org/) ed implementabile…chiaramente è in inglese ed è splendido.

E tu, cosa ne pensi?