Il mio BYOD

Il mio BYOD (Bring Your Own Device) è per me più che una scelta, una necessità. Insegno Scienze Motorie in un edificio distante dalla scuola, senza connessione Internet. Ma questa non è l’unica ragione. Ritengo che un dispositivo debba essere personale dal momento che, da subito, si rivela come un prolungamento della propria memoria e della memoria di sè nel mondo. E’ una protesi embeddata nel proprio corpo-mente. Ne indossereste mai una di un’altra persona?

Così ai miei studenti lascio usare i loro dispositivi che generalmente sono smartphone sui quali trovano le loro cose e quelle che io faccio avere loro come attività con le apps. Il mio mac è sempre acceso, spesso connesso con chiavetta; mentre alcuni fanno sport, altri in pausa, scrivono controllano, guardano cercano. Mi sembra che questo sia il modo più naturale, più efficiente e, a me pare, anche efficace di utilizzare le tecnologie. Successivamente a casa usano anche il proprio PC. Generalizzando, l’esperienza mi dice che ha più senso puntare alla connessione Internet nelle scuole, piuttosto che sull’acquisto di dispositivi, LIM comprese, che spesso rimangono sottoutilizzati o addirittura inutilizzati.

E tu, cosa ne pensi?