Introduzione alla filosofia -7- Abbiamo il libero arbitrio?

introduzione alla filosofia

In breve: sintesi della settima lezione del corso “Introduction to Philosophy” Dell’università di Edimburgo, su Coursera  

Introduzione

Cosa ci rende moralmente responsabili? La risposta che la maggior parte delle persone darebbe è che abbiamo il libero arbitrio. Siamo liberi di scegliere ciò che facciamo ed è per questo motivo che possiamo essere giustamente lodati o incolpati. Le nostre azioni dipendono da noi. 
Alcuni filosofi hanno sostenuto che non abbiamo il controllo di ciò che facciamo, che non abbiamo il libero arbitrio.

In questo modulo esamineremo il problema del libero arbitrio e del determinismo. 
Problema: non possiamo dare un senso al libero arbitrio in un universo naturale, perché un universo naturale deve funzionare in modo deterministico. Tutto, compresi noi, deve essere determinato. 
Cos’è il determinismo e perché molti filosofi sono convinti che viviamo in un mondo deterministico e come ciò implichi che non potremmo avere il libero arbitrio, nel senso che normalmente pensiamo di fare. Vedremo quindi varie risposte filosofiche.
Secondo  i filosofi del libertarismo,  abbiamo il libero arbitrio.
Un secondo approccio, quello del  compatibilismo, sostiene che, sebbene non abbiamo il libero arbitrio, non significa che non dovremmo ritenere le persone responsabili delle loro azioni.
I compatibilisti (così chiamati perché pensano che la responsabilità morale sia compatibile con il determinismo), sostengono che possiamo dare senso alla responsabilità morale anche senza il libero arbitrio.
L’ultimo gruppo degli incompatibilisti o deterministi rigidi sostiene che non abbiamo il libero arbitrio e non abbiamo nemmeno una responsabilità morale. 

Cos’è il determinismo

Questo modulo riguarda il libero arbitrio e il determinismo. Il primo che tratteremo è il libertarismo, ovvero il libero arbitrio.
Il secondo è il compatibilismo, che dice che non abbiamo il libero arbitrio. Il terzo è chiamato determinismo rigido, anch’esso dice che non abbiamo il libero arbitrio.
Cominciamo a definire il determinismo. Il determinismo è talvolta chiamato meccanicismo ed è l’idea che tutto ciò che accade è determinato, cioè completamente fissato dalle condizioni fisiche che lo hanno preceduto. Un esempio. Immagina di lanciare un oggetto in una stanza, il modo esatto in cui lo lancio determina il modo esatto in cui atterrerà. Tutto è fissato dalle condizioni fisiche che hanno preceduto il movimento. Quindi, non c’è nulla di casuale, meglio dire che è casuale nel senso che non posso dire dove atterrerà. Quindi, dal mio punto di vista è casuale, ma non è casuale dal punto di vista fisico. 
C’è anche ciò che potremmo chiamare incertezza metafisica che è in qualche modo nella trama dell’universo, una genuina alterità o casualità che c’è nel mondo, che non dipende dalla mia mancanza di conoscenza del mondo. Ciò che i deterministi dicono è che non c’è una vera alterità nel mondo, che il modo in cui le cose stanno per accadere sono determinate da tutto ciò che è accaduto prima.  C’è sempre una spiegazione nel mondo fisico del perché le cose accadono.
È meno facile vedere come si applica alle persone. Esempio:  quando alzo un braccio ho causato quell’azione in una certa direzione,  in questo caso particolare l’ho fatto prendendo una decisione che è la causa della mia azione. La mia decisione è stata causata da molte condizioni, dalle più recenti, ad esempio per segnare un punto, dai più lontani, perché sto spiegando una cosa che fa parte del mio lavoro,  le mie decisioni passate, dal tipo di persona che sono e, il tipo di persona che sono, dipende da cause complicate come  i geni geni, l’ambiente, l’educazione, dalle decisioni dei miei genitori e così via. Queste sono circostanze esterne, al di fuori di me, quindi sono anch’io un essere determinato.
Alla fine, una semplice decisione come sollevare un braccio viene da cose che sono completamente fuori di me e da catene causali che hanno avuto inizio molto, molto tempo fa. Quindi, se sono determinato, se le mie decisioni sono causate da catene causali, non sono libero, non sto prendendo le mie decisioni.
Un paio di chiarimenti.
Potresti aver sentito parlare dell’idea del fato o del fatalismo. Distinguiamo il determinismo dall’idea del fato.
Primo, quando pensiamo al destino, pensiamo a un risultato inevitabile. Per esempio in Macbeth, le streghe dicono che Macbeth sarà ucciso da qualcuno che non è nato da una donna. Ma questo è compatibile con il fatto che sia libero in altri modi, prende le sua decisioni con il suo libero tentativo di evitare il destino.
Quello che dice il determinismo è che ogni micro-dettaglio è fisso, tutto è fisso, tutto è fissato a livello micro, anche la cosa più piccola, perché tutte queste cose fanno parte di una massiccia catena di causa ed effetto, e nulla sfugge a quella catena .
Una seconda differenza tra il destino e il determinismo è che il destino viene solitamente pensato come provocato da un agente cosciente come ad esempio le streghe di Macbeth,  mentre il determinismo è causato solo forze cieche della natura.
L’idea alla base del determinismo è giusta, viviamo in un mondo naturale, un mondo senza nulla di metafisico o magico. È un mondo fisico dove tutto accade su rigide linee causali. Quindi, non c’è un piano dietro al determinismo, è solo che ciò che accadrà avverrà, non c’è alcun significato o decisione consapevole.
Un terzo chiarimento è che il destino sembra essere in grado di accadere in modi diversi. Quindi, potresti essere in grado di evitare di incontrare il tuo destino in un modo, per incontrarlo in un modo diverso, mentre il determinismo è assolutamente fisso: c’è solo un futuro, c’è solo un modo in cui le cose possono andare.

Perché preoccuparsi del determinismo? Perché se quello che facciamo è determinato, allora in un certo senso non siamo liberi, non stiamo prendendo le nostre decisioni. Tutto ciò che accade è ciò che succederà sempre, comprese le cose che decido di fare, compresi gli sforzi che compio, comprese le cose che riteniamo meritevoli.  Quindi idee come lode, biasimo, responsabilità morale sembrano dissolversi. Sembra che non valga più la pena di pensare a queste cose perché siamo solo parte di questa massiccia catena causale. Siamo solo pedine del domino in attesa di essere rovesciati dalla prossimo catena.
Nella prossima sezione vediamo come i filosofi hanno cercato di dare un senso alla responsabilità morale.

Libertarianismo

Parliamo della possibilità che siamo veramente liberi, che ci sentiamo come se fossimo liberi, non come se le mie decisioni fossero causate da qualcosa al di fuori di me stesso. Possiamo quindi aspettare e vedere cosa decideremo di fare, ma non funziona così. Non possiamo aspettare e vedere cosa decideremo di fare, dobbiamo farlo. Abbiamo quella sensazione, quella consapevolezza per cui dobbiamo prendere la decisione, dobbiamo fare qualcosa attivamente e questo è ciò che i deterministi chiamano l’illusione del libero arbitrio. Sperimentiamo qualcosa, ma ovviamente potremmo sbagliarci. Quindi potrebbe essere che ci sentiamo come se fossimo liberi, ma non lo siamo.
Il fatto che ci sentiamo come se fossimo liberi però non è una buona argomentazione sul fatto che siamo realmente liberi. Avremo bisogno di qualcosa di più.
Il determinismo non funziona. Non tutto è determinato, c’è indeterminatezza a livello quantico. Così a volte una particella va in una direzione o nell’altra senza che vi sia alcuna causa. In altre parole, dove va, in un senso o nell’altro, non è spiegato dalla causa.
Prima si è detto che nel determinismo ogni effetto è spiegato dalla causa. Ma se c’è indeterminatezza a livello quantico, allora il determinismo è falso.
Sfortunatamente questa non è una buona soluzione al problema. Quindi, il determinismo non è abbastanza preciso nella descrizione. Per questo a volte i filosofi preferiscono chiamarlo meccanicismo anziché determinismo.
Il nome meccanismo cattura meglio l’idea che, il vero punto non è che tutto è determinato, il vero punto è che tutto è meccanicistico, tutto sta accadendo secondo forze cieche.
Ritorniamo alle nostre decisioni. Se siamo agenti liberi, quello che cerchiamo è l’autonomia, non l’indeterminazione quantistica.
Se alla fine le nostre azioni sono casuali, se si tratta solo di movimenti casuali, pensieri casuali, decisioni casuali, allora non siamo autonomi, non siamo agenti, non stiamo controllando il nostro comportamento nel modo in cui pensiamo di essere quando sentiamo di avere il libero arbitrio.
Quindi la questione dell’indeterminazione quantistica è davvero una falsa pista.
Ecco cosa dicono i filosofi libertari. Sostengono che siamo veramente liberi, che abbiamo davvero il libero arbitrio, che siamo cause al di fuori della catena causale. Dicono che, anche se facciamo le cose nel solito modo, il modo in cui siamo causati, è molto diverso.
I libertari dicono che, un tipo speciale di causalità ha origine nell’agente. Questa idea è stata presentata in un contesto religioso: siamo stati creati da divinità e quella divinità ci ha dato il libero arbitrio, ci ha dato questo speciale tipo di causalità.
Ma i filosofi amano le risposte che danno una spiegazione e questa risposta non fornisce una spiegazione. Non spiega come potrebbe funzionare il libero arbitrio o come è compatibile con il mondo naturale.
Anche i filosofi religiosi evitano di rivolgersi direttamente a una divinità nel difendere il libertarismo.
Il secondo problema è noto come il problema del male. Se una divinità onnisciente e onnipotente ci ha dato il libero arbitrio, allora quella divinità sapeva quello che avremmo fatto e ha il controllo su di esso. E così, alla fine, la divinità è responsabile di tutto ciò che facciamo, comprese le cose cattive, creando un altro problema filosofico. Quindi i libertari, in particolare quelli contemporanei, tendono ad evitare di fare appello alla religione quando sostengono il libertarismo. Invece cercano di dare una spiegazione del modo in cui siamo una causa speciale. Qui sorgono due problemi nel tentativo libertario di spiegare la causalità dell’agente.
Prima di tutto, sarebbe molto difficile riconciliarsi con il mondo naturale. Se facciamo parte del mondo naturale, opereremo come cause dentro ad esso, proprio come qualsiasi altra cosa, e se invece non stiamo operando come cause naturali, allora cosa siamo?  Qualcosa di soprannaturale?
Kant dice che siamo nel mondo naturale e, nella misura in cui siamo esseri fisici, siamo il nostro sé fenomenale, siamo soggetti a causa ed effetto nel modo ordinario. Ma, dice ancora Kant, abbiamo anche io noumenico, che è la parte pensante di noi, la parte che è veramente libera.
Kant dice che quando pensiamo stiamo veramente originando i nostri pensieri. Vengono da noi, non sono determinati. Questa è una metafisica molto ambiziosa. Questo è un modo per dire che ci sono due parti diverse di noi, una parte fisica e una parte non fisica. 
Il secondo problema con il libertarismo è che risulta piuttosto difficile dare un senso all’agire. Ecco come si presenta il problema. Pensa a cosa succede quando agiamo. Quando faccio qualcosa lo faccio per una ragione, quindi le mie azioni non sono casuali, ho delle ragioni. Se diciamo, no, il mio atto ha origine in me e non è determinato, dobbiamo chiederci qual è stata la ragione per cui l’hai fatto? Qual è stato il motivo dell’atto? E, non appena troviamo la ragione, si torna a dire che, dopo tutto, c’è una causa per l’atto. Per esempio il filosofo Robert Kane, dice che, nei momenti in cui le ragioni non sono chiare, siamo capaci di un’azione totalmente libera. Egli chiama queste azioni auto-formanti e queste azioni, dice, non provengono da cause precedenti. Se non provengono da cause precedenti, da dove vengono? Sembra che debbano essere casuali, sembra che la decisione che prendi sia solo una questione di fortuna. E ora torniamo al problema dell’indeterminazione quantistica, che non è quello che volevamo, quello che volevamo era l’autonomia, non volevamo casualità. 
Riassunto. I libertari sostengono che siamo un tipo speciale di causa, che siamo in qualche modo al di fuori della catena causale. I problemi con questo sono, se siamo fuori dalla catena causale, sembra che non facciamo parte del mondo naturale, e se siamo fuori dalla catena causale, è difficile dare un senso all’agire per ragioni.

Compatibilismo

Il prossimo tentativo di risolvere il problema del libero arbitrio e del determinismo è il compatibilismo.
Il compatibilismo è l’idea che, sebbene non abbiamo il libero arbitrio metafisico e siamo determinati, abbiamo comunque una responsabilità morale. 
Hume distingue tra essere liberi e essere costretti.  Dice che non dovremmo contrastare la libertà di essere determinati, dobbiamo contrastare la libertà di essere impediti a fare le cose che vogliamo fare.  Siamo liberi quando possiamo seguire le nostre decisioni, e siamo costretti quando siamo in prigione, o impediti di fare le cose che vogliamo fare. Quindi Hume cambia i termini del dibattito e risolve il problema in questo modo. Ciò che sta realmente dicendo è: “Guarda, non dovremmo pensare al determinismo, il determinismo è solo il caso”. Potrebbe esserci un senso di libertà che è contrario al determinismo, il senso di libertà di poter fare ciò che vogliamo fare.
Questa visione è condivisa con i compatibilisti contemporanei che si basano su questa intuizione.  Ciò che importa è che decidiamo cosa fare, che siamo noi a prendere decisioni sulle nostre azioni. Questa è la cosa che conta davvero. Harry Frankfurt in un articolo molto famoso, Freedom and the Concept of a Person, pubblicato nel 1971, fornisce un esempio di una discussione attuale tra i filosofi. Immagina che un neuroscienziato malvagio abbia trovato un modo per controllare il processo decisionale di Neera, e immagina che Neera stia per votare a un’elezione. Se vota per il candidato A, il neuroscienziato interverrà e assicurerà che scelga di votare per B. Ma se sceglie di votare per conto suo, il neuroscienziato non interverrà. Immaginiamo quindi che Neera decida di votare per B. Prende la decisione da sola, il neuroscienziato non interviene.
Cosa pensiamo della responsabilità di Neera? La maggior parte di noi direbbe che è responsabile. Quella era la sua decisione. Frankfurt dice: “Aha, vedi, non importa che non abbia avuto alternative, non importa che sia l’unica cosa che potrebbe fare”. L’unica cosa che conta in questa situazione è che Neera ha preso la sua decisione. Il punto qui è che, essere consapevoli di poter prendere una decisione, è ciò che ti rende responsabile. Quindi, Frankfurt dice che il determinismo non ha importanza. Forse è vero che non possiamo fare nulla di diverso da quello che facciamo, ma se decidiamo di farlo da soli, questo è sufficiente per renderci responsabili.
Ecco un’altra versione su questo argomento, questa di Peter Strawson. Strawson sottolinea che mentre andiamo in giro per il mondo impegnati in normali relazioni interpersonali, reagiamo alle persone sulla base di ciò che percepiamo essere le loro motivazioni. Noi reagiamo sulla base di ciò che pensiamo sia la loro qualità di volontà, cosa pensiamo che stiano facendo. Stanno cercando di farci del male? Stanno cercando di aiutarci? È sulla base di quei pensieri che li lodiamo o li biasimiamo o li offendiamo o qualunque altra reazione. Il punto di Strawson è che non importa dove sia la loro qualità di volontà, da dove provengono le loro motivazioni e non importa se tali motivazioni sono determinate. Ciò che importa è che pensiamo che le persone abbiano quelle motivazioni e che continuiamo a reagire con loro con ciò che Strawson chiama atteggiamenti reattivi, cose come risentimento e gratitudine. Strawson dice che queste sono una parte essenziale delle nostre relazioni interpersonali e queste domande astratte sul determinismo non contano, ciò che conta è che qualcuno stia davvero ad esempio cercando di farci del male. Strawson lo chiarisce parlando di scuse, sottolineando che, avere una scusa, è non aver fatto ciò che pensiamo di aver fatto, quindi non aver cercato di fare deliberatamente del male. Se diciamo “Scusa, non volevo di farti del male, ero inconsapevole”. “Oh, in tal caso, non ti biasimo”. Quindi Strawson sottolinea che questo tipo di scusa non comprende il caso di determinismo. Non possiamo dire: “Non stavo cercando di farti del male, ero determinato”. Stavi ancora provando a farmi del male, è solo che potresti essere stato determinato a farlo. Ma quel che conta, dice Strawson, è il tentativo di ferire un po’.
Ecco come Strawson sviluppa l’intuizione di Hume. La cosa che conta davvero è la qualità effettiva delle nostre motivazioni, non da dove vengono. 
Strawson, Frankfurt e Hume ci stanno dicendo di concentrarci solo sulle motivazioni, solo sul modo in cui la persona è, ma non è il problema da cui  abbiamo iniziato. All’inizio si voleva sapere se le persone sono libere. Riassumendo ciò che è stato detto finora sul compatibilismo.
I compatibilisti dicono che ci sono caratteristiche nei nostri atti, il modo in cui ci comportiamo, il modo in cui siamo che hanno a che fare con la responsabilità morale, anche se non abbiamo il libero arbitrio metafisico. La preoccupazione è che questa teoria non va abbastanza in profondità. Ci sta offrendo una pallida ombra di ciò che stavamo cercando in relazione al libero arbitrio.

Determinismo rigido

Ecco allora l’ultima categoria di argomenti che danno i filosofi . Alcuni filosofi sono rigidamente deterministi. Sostengono che il determinismo è vero, quindi non abbiamo il libero arbitrio metafisico e non abbiamo responsabilità morale.
Ecco un argomento dato dal figlio di Peter Strawson, Galen Strawson, anch’egli un filosofo. Galen Strawson sostiene che saremmo responsabili dei nostri atti solo se li avessimo scelti liberamente. I nostri atti vengono dal nostro carattere. Quindi, saremmo responsabili solo dei nostri atti se avessimo scelto il nostro personaggio liberamente. Ma ovviamente, non abbiamo scelto il nostro personaggio liberamente.
Come si sottolineava all’inizio, il nostro personaggio proviene dai nostri geni, dal nostro ambiente, dalla nostra educazione e così via, non è stato scelto da noi. Quindi, Galen Strawson dice: “Non siamo liberi”. In un certo senso, il determinista rigido ha ragione. Come detto a proposito del compatibilismo, il compatibilismo devia l’argomento e il determinista rigido lo sta indicando, sta dicendo: “Guarda, stavo cercando il libero arbitrio metafisico, questa è l’unica cosa che accetterò”. Il compatibilista dice: “Scusa, non puoi averlo, quindi ti devi accontentare di questa cosa minore “. I compatibilisti sostengono che dovremmo sopportarlo, ma il determinista rigido insiste  e dice che c’è bisogno del libero arbitrio, non di una mezza soluzione.
La domanda è: cosa dovremmo chiedere? Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere. Peter Strawson sostiene che dovremmo solo pensare ai nostri obiettivi pratici, alla nostra esistenza pratica. Galen Strawson insiste nel no, dovremmo attenerci alla difficile domanda sul libero arbitrio metafisico, ma i deterministi rigidi di solito non chiariscono in che modo intendono essere teorici. E allora perché insistono sul determinismo rigido? Dicono solo che non abbiamo il libero arbitrio. Se si accetta la visione naturalistica del mondo, allora è molto probabile che tu sia d’accordo, sì, il determinismo è vero, quindi non abbiamo il libero arbitrio.
Il determinista rigido non ha fatto progredire il dibattito insistendo su questo punto.

Riassunto

Il problema del determinismo e del libero
Sembra che le cause siano deterministiche. Vale a dire che tutto ciò che è nell’effetto era nella causa, e quindi non c’è spazio per il libero arbitrio, non c’è spazio per cambiare la causa delle cose. Se è così, è difficile dare un senso alla responsabilità morale.
Risposte dei filosofi.
primo è il libertarismo. I libertaristi dicono “No, siamo veramente liberi, abbiamo il libero arbitrio”. I problemi per il libertarismo sono:
1- che è difficile riconciliarsi con una visione naturalistica del mondo. Sembra che sfoci in un dualismo mente-corpo;
2- è difficile dare un senso all’agire per ragioni. Quindi, se ci liberiamo dell’idea delle cause del nostro comportamento, abbiamo escluso l’idea delle ragioni del nostro comportamento, e siamo rimasti con un comportamento casuale.
La seconda risposta che i filosofi danno è il compatibilismo. I compatibilisti dicono: “Sì, il determinismo è vero e non abbiamo libero arbitrio metafisico, ma non importa: il determinismo è compatibile con la responsabilità morale e siamo moralmente responsabili quando l’atto è il nostro atto, quando ciò che facciamo viene dalle nostre motivazioni, dai nostri desideri, dal nostro carattere e non dobbiamo risalire alla catena causale, ecco perché lodiamo e  incolpiamo “. Il problema con il compatibilismo è che sembra troppo superficiale. È in qualche modo evitato la domanda profonda. Sta riflettendo su qualcosa di diverso da quello che abbiamo iniziato a cercare, ed è questo che motiva la terza posizione, il determinismo rigido.
I deterministi rigidi dicono: “La responsabilità morale non è compatibile con il determinismo, avremmo bisogno del libero arbitrio e senza il libero arbitrio, non c’è nulla” e si ritorna alla questione principale sul determinismo e il libero arbitrio. Ci chiediamo allora se il determinismo rigido porti davvero avanti il ​​dibattito o stia semplicemente ripetendo il problema insoluto del determinismo e del libero arbitrio.

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