Kuhn e i quattro elefanti sulla 500

4 elefanti sulla 500immagine di Arrigo Ceramista su Flickr

Da stamattina mi compare davanti l’immagine che da bambina mi faceva tanto ridere, quella della barzelletta che ci raccontavamo, che chiede: “Sai come fanno a starci quattro elefanti su una 500?“.

Ieri, ascoltando gli interventi del Convegno di Pisa ho ripensato a quanto dice Thomas Kuhn a proposito della struttura delle rivoluzioni scientifiche. Provo a riassumere: abbiamo momenti in cui, per effetto di nuove scoperte, ci si trova di fronte all’enigma se queste possono rientrare nel vecchio paradigma oppure se, in virtù della loro forza destabilizzante e innovativa, possano diventare autonome e determinare una vera e propria rottura con il passato, che si teorizza con una propria epistemologia a cui si deve far riferimento per affrontare i problemi da un punto di vista diverso, con nuove sperimentazioni e nuove pratiche.

In quel convegno il conflitto tra la posizione maggioritaria tradizionale (interventi e applausi) che tenta maldestramente un avvicinamento, e quella innovativa, che invece chiede un cambiamento radicale, era evidente. Io appartengo alla seconda, ben consapevole che l’arretratezza culturale e tecnologica digitale del nostro paese non gioca a mio favore. Ma anche la posizione più adattiva, che vuole far coincidere il vecchio con il nuovo, mi sembra avere i giorni contati, oppure per lo più stiracchiati e gioca le ultime cartucce proprio sul ritardo espresso in precedenza.

Il loro tentativo mi sembra proprio quello di voler far entrare i quattro elefanti nella 500, sapendo benissimo che la risposta alla domanda iniziale, come fanno a starci, è due davanti e due dietro. Ma come ben capisci questa è una risposta da barzelletta, da freddura, un non senso.

In una 500 di elefanti non ce ne sta nemmeno uno, e per quanto tenti di puntellare una zampa da una parte ti esce un orecchio dall’altra; se sei riuscito ad infilare il fondo schiena nei sedili posteriori, ti esce la proboscide davanti. Si perde tempo a sitemare l’insistemabile, mentre fuori tutto scorre nella complessità del presente, in vista del futuro prossimo.

Ecco, questo tentativo estremo di adattamento, non produce niente perché, con il digitale, è cambiato (sta cambiando) il paradigma e, la cultura del digitale, ormai ampiamente diffusa nella società civile, non entra nelle vecchie strutture, nemmeno se ce la spingi con tutta la tua forza.

Di questo bisogna prenderne atto e cominciare a cambiare fin che siamo in tempo (ma siamo ancora in tempo?). Sollecitare la scuola ad uscire dall’impasse, aiutare i docenti a scegliere e non perdere tempo ancora, ancora, ancora su ciò che banalizza il problema: carta vs digitale, carta con il digitale.

Cominciamo a ridimensionare gli elefanti. Dopo tanto ridere, sarebbe ora!

 

2 pensieri riguardo “Kuhn e i quattro elefanti sulla 500”

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