La lobby del trolley

trolley

 

trolley milanese (made in Indonesia, forse)

Da qualche mese mia sorella si è trasferita a Milano e scende a San Giovanni del Dosso con la famiglia per il weekend. Stamattina eravamo in giro in macchina e mi raccontava fatti di scuola di mia nipote, che frequenta la terza media nella metropoli lombarda.

Andando sul discorso libri di testo a un certo punto mi dice: “Ma sai Mela che quando vado a prenderla davanti a scuola mi sembra di essere all’aeroporto? Ci sono tutti questi ragazzini che si portano una valigia di roba. Escono con i loro trolley che sembra che arrivino da un volo law cost. Chissà che viaggioni si sono fatti!”

Rispondo: “Vuoi vedere che abitando in campagna non mi sono accorta dei comportamenti metropolitani più trendy? Vuoi vedere che la lobby dell’editoria scolastica cartacea, -quella digitale non la considero, tanto non esiste- ha stipulato una joint ventures con aziende produttrici di trolley (forse Indonesiane)? In effetti girare con una carico esterno così importante, “fa figo”, fa credere al mondo intero che dentro le scuole si fa tanta roba, che il travaso dal contenuto del trolley a quello del cranio sia diretto e automatico, così come l’esperienza di un bel viaggio rimane scolpito nella memoria? Il fatto è che noi campagnoli siamo ancora al look dell’eastpak allentato nelle cinghie che scarica tutto il peso dei libri tra L5 e S1, che quando diventi grande ti fa uscire una bella ernia discale. Eh! Vedi come sono più attenti in città? Pensano alla salute dell’apparato locomotore in età evolutiva, mica come noi villani che aspettiamo che l’alternativa sia l’editoria digitale. Ahò, a Milano sono avanti avanti, eh!”

E giù a ridere.

emanuela zibordi

3 pensieri riguardo “La lobby del trolley”

  1. Purtroppo non è solo un vezzo delle grandi città. E aggiungo che dato il peso eccessivo i trolley durano pochi mesi e mi chiedo quanto durerà la schiena di mio figlio che si fa pure 4 rampe di scale a piedi essendo all’ultimo piano di un edificio senza ascensori. I giorni in cui ha 8 ore di lezione sembra un caruso in miniera.

  2. Infatti, credo che non ci siano al momento alternative a meno che i genitori non smettano di acquistare libri quanto meno esagerati rispetto alle possibilità cognitive e fisiche degli studenti. L’articolo è ironico, ma so bene cosa vuol dire preparare cartelle assurde. Se tornassi indietro mi opporrei con tutte le mie forze. 🙂

E tu, cosa ne pensi?