L’aquagym secondo me – Calabrie exercises

Sono sempre molto critica sulle “ginnastiche” che vengono proposte nei corsi organizzati, sia nelle palestre, sia nelle piscine. Propongono, infatti, modalità di apprendimento prevalentemente imitativo, poco creativo, in cui l’attenzione di chi apprende è orientata ai “drill” più che agli “skill”. Sono anche dell’opinione che ciascuno possa inventarsi, data qualche nozione elementare di scienze motorie, i propri movimenti che sente di poter eseguire nel pieno rispetto dei segnali che il corpo rimanda e a cui si deve prestare attenzione.

Ecco qualche proposta:

1- Corsican spinning

Tempo fa mi trovavo in Corsica con mia figlia ed insieme buttammo giù in forma spiritosa queste lezioni di Corsican spinning, in cui lei faceva da testimonial. Le trovi sul mio vecchio sito a questo indirizzo (prima o poi, tempo permettendo, le trasferirò qui). Sfoglia le pagine del link qui sotto:

http://www.emanuelazibordi.it/drupal/?q=Corsican+Spinning

corsican spinning_1

Se hai avuto la pazienza di arrivare in fondo, avrai notato che questo esercizio ha una funzione soprattutto aerobica (resistenza cardiocircolatoria); un modo poco invasivo e divertente di mettersi in forma.

nave appoggio

nave appoggio (NA)

Ora, sempre utilizzando l’attrezzo “nave appoggio”, che d’ora in avanti chiamerò NA e che ricordo ha un costo che va dai 2,50 a 5,00 €, ho messo a punto altri giochi da fare in acqua che pratico per migliorare anche resistenza e tonificazione generale per gli altri distretti muscolari. Il tutto senza costrizioni, ma giocando nell’acqua e sollecitando anche funzioni importanti quali la propriocettività, la decontrazione muscolare e anche stimoli coordinativi importanti per il nostro cervello. In ogni modo sono quelli che pratico io quando faccio il bagno in mare. Cercherò di essere semplice nella descrizione portando esempi e link per spiegare meglio le posizioni. Per l’occasione, questi ultimi, li chiamerò Calabrie exercises.

2- La cavalluccia marina

Sei in galleggiamento verticale, braccia avanti che impugnano con le mani la NA. Premendo forte con le braccia verso il basso, spingendo cioè la NA sott’acqua, cerca di appoggiare entrambe le gambe (la gamba è quel segmento che va dal ginocchio alla caviglia) sulla NA flettendole entrambe e arrivando in presa tibiale (la tibia è l’osso principale della gamba). Il movimento assomiglia a quello del volteggio alla cavallina che si faceva durante le ore di educazione fisica dove, dopo il presalto sulla pedana, si arrivava con entrambe le gambe in appoggio sull’attrezzo.

Naturalmente in acqua è difficile mantenere la posizione perché, anche una minima onda, fa perdere l’equilibrio. Ma è proprio lì il divertimento: cercare di rimanere stabili finché si può e poi lasciarsi cadere in acqua con un sonoro splash. Recupera la NA e ricomincia.

Con questi movimenti sono sollecitati soprattutto i muscoli delle braccia e della parete addominale. Meglio ripeterlo almeno una decina di volte per un numero di serie a piacere secondo il proprio grado di resistenza. Rilassati tra una serie e l’altra.

3- Navasana in acqua

navasana

Prendo spunto da questa posizione yoga che tonifica gli addominali con una contrazione isometrica, cioè senza accorciamento muscolare. Procedi così:

Sei coricato supino sull’acqua, infili la NA sotto i muscoli delle gambe (tricipite surale, più comunemente chiamato polpaccio), quindi trovi l’assetto in modo da assumere il più possibile la posizione che vedi nella figura. Chiaro che è difficile stendere completamente l’arto inferiore, ma va bene anche una leggera flessione alle ginocchia, se no si rischia di bere. Le braccia come vedi sono distese e le mani fanno il movimento delle pinne laterali dei pesci, spingendo in fuori e in dentro sul piano orizzontale l’acqua, questo per mantenere l’assetto dato lo spostamento delle onde. E’ importante sentire la tensione della parete addominale che va mantenuta il più possibile, nell’ordine da pochi secondi a circa un minuto. Poi rilassati.

Gli indiani avevano già capito tutto, più di 3000 anni fa!

4- Insegui il Frisby

Impugni in un angolo la NA e la lanci lontano come se fosse un frisby, poi cerchi di raggiungerla a nuoto calcolando lo spostamento che subisce per la corrente e per le onde. Ottimo esercizio per coordinarsi rispetto alle condizioni ambientali esterne. Potrebbe essere utile per tanti altri sport 🙂

Ecco io alterno questi giochi normalmente per un tempo che va dai 20 ai 30 minuti, finché la temperatura dell’acqua lo permette e li trovo molto efficaci e divertenti.

Buona estate!

E tu, cosa ne pensi?