Learning how to learn #4

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In breve: la quarta e ultima settimana di MOOC procede con gli argomenti come essere uno studente migliore e regole per uno studio efficace.

Come essere uno studente migliore

Imparare, pianificare e il linguaggio sono le abilità che ci rendono umani. Queste sono a carico della corteccia prefrontale che è anche l’ultima parte a maturare, responsabile, inoltre, dei comportamenti sociali. 

L’apprendimento non avanza linearmente, a volte ci si trova in confusione perché la mente procede verso una ristrutturazione della conoscenza. E qui, il tempo gioca un ruolo fondamentale. Non bisogna scoraggiarsi perché questi sono periodi di frustrazione passeggera.

Creare metafore o analogie

Più queste immagini sono visive, meglio è, non solo nelle discipline umanistiche, ma anche in quelle scientifiche e tecnologiche. A volte è necessario immedesimarsi ed essere l’oggetto stesso dell’immagine o del modello che si vuole rappresentare. Le metafore creano connessioni a strutture mentali già esistenti.

Non è necessario essere geni

Esiste una stretta correlazione tra imparare discipline scientifiche e lo sport. Una corretta ripetizione sviluppa la memoria muscolare, cosicché il tuo corpo sa cosa fare a partire da un semplice pensiero (automatismi, da non confondere con stereotipi). La mente crea schemi di significato e questo avviene se si dà senso a ciò che si apprende.
Avere una memoria procedurale più estesa può essere d’impiccio per l’effetto Einstellung, ovvero, l’idea che hai in mente può inibire processi creativi. Una memoria procedurale più piccola, invece, permette maggiormente la modalità diffusa del pensiero come visto nella prima settimana.
La pratica deliberata su aspetti più complessi può aiutare a creare chunk che rafforzano la mente e utilizzabili successivamente.
La “Sindrome dell’Impostore” è una condizione abbastanza comune e ti fa sentire inadeguato, importante è non arrendersi. Come si diceva in precedenza: la fortuna aiuta gli audaci!

Cambiare il modo di pensare cambia la tua vita

La guaina mielinica, quella che avvolge i nervi, si sviluppa fino all’età di 20 anni ed è quella che permette di controllare l’impulsività. Sviluppare i propri circuiti neurali con il ragionamento, aiuta questo sviluppo.
Inoltre, avere la virtù della perseveranza, “la virtù del meno brillante”, insieme alla flessibilità e alla capacità di riconoscere i propri errori, permette di raggiungere ottimi risultati.
Spesso, personaggi importanti della letteratura o della scienza erano pessimi studenti a scuola. Avvicinarsi ad una materia con l’obiettivo di studiarla in autonomia, permette di seguire un percorso individuale verso la competenza.
Un solo insegnante o un libro è una versione parziale di una realtà a più dimensioni sull’argomento, che è collegato anche ad altre materie affascinanti materie. Assumerti la responsabilità del tuo personale apprendimento è una delle cose più importanti che si possano fare.
Attenzione alle invidie che possono presentarsi quando si ha successo. L’empatia non è sempre positiva, bisogna imparare ad essere distaccati.

Il valore del lavoro di gruppo

L’emisfero destro ci permette di considerare il nostro lavoro in una prospettiva d’insieme, mettere le cose nella giusta prospettiva. Questa parte del cervello funziona come una specie di avvocato del diavolo che mette in dubbio l’equilibrio esistente e pone in evidenza eventuali incoerenze, mentre l’emisfero sinistro prova in tutti i modi a rimanere aggrappato alla situazione esistente. La modalità concentrata dell’emisfero sinistro associa il risultato al desiderio che sia giusto, crea una eccessiva fiducia in se stessi.  Per questo è importante confrontarsi e collaborare con persone altrettanto interessate alla materia.
Amici e colleghi hanno una funzione simile a quella della modalità diffusa perché hanno una prospettiva più ampia, diversa dalla tua, e possono cogliere meglio ciò che ti sfugge.
La modalità dello studio in gruppo è comunque quella di: poche chiacchiere e rispettare la tabella di marcia fino alla fine.

Come affrontare le prove

Sostenere esami è un’attività di apprendimento molto efficace.
Ecco un check list alla quale rispondere prima di affrontare una prova:

  • Hai veramente capito il contenuto?
  • Hai chiesto spiegazioni quando non hai capito?
  • Hai ripassato e controllato gli appunti con i compagni?
  • Hai partecipato attivamente a gruppi di studio?
  • Hai confrontato le tue soluzioni con altri?
  • Hai abbozzato soluzioni ai problemi?
  • Hai dormito a sufficienza la notte precedente gli esami?

Iniziare dai problemi facili o quelli difficili? All’esame è meglio partire da quelli difficili perché richiedono una modalità diffusa. Se ci si blocca si torna a quelli più facili.
Questa tecnica può aiutarti a usare in maniera più efficace il cervello, facendone funzionare simultaneamente le diverse parti su più concetti diversi. Iniziare dal problema difficile e poi passare a quello più facile permette di lavorare un po’ su tutti i problemi dell’esame che devi affrontare ed è una tecnica valida anche per evitare l’Einstellung, cioè il fatto di rimanere bloccati su un metodo sbagliato, poiché permette di considerare il problema da diverse prospettive. L’unica accortezza con questa tecnica è quella di avere autocontrollo e tralasciare un problema quando vedi che sei bloccato da uno o due minuti.

Il corpo rilascia sostanze chimiche quando è sotto stress. Come interpreti la reazione del tuo corpo a queste sostanze fa la differenza. Se si è ansiosi, provare a distrarre il pensiero e concentrarsi sulla respirazione, suggestionandosi con l’idea che la prova ti sproni a fare meglio e non quella che l’esame ti spaventa.

10 regole dello studio efficace

  1. Dopo aver letto il contenuto prova a ricordare quello che c’era scritto
  2. Fai delle prove di memorizzazione: le flash card ti possono aiutare
  3. Frammenta il contenuto e imparane un po’ alla volta
  4. Distanzia le ripetizioni: spaced learning
  5. Alterna modalità diverse di soluzione
  6. Prenditi delle pause dalla modalità focalizzata
  7. Usa analogie e metafore per apprendere i concetti
  8. Concentrati in un luogo dove non hai occasioni di distrazione
  9. Inizia con l’attività meno piacevole “Ingoia il rospo”
  10. Datti delle gratificazioni quando hai raggiunto un obiettivo

[Nota personale: quando studiai neurologia alla fine avevo chiaro nella mia mente come si imparano le attività motorie. Questo corso mi ha dato la certezza che l’apprendimento, nelle sue diverse modalità, non differisce da quanto imparai 40 anni fa. I processi sono gli stessi, la nostra mente lavora all’unisono con il corpo, sono un tutt’uno che continuamente si integra e si parla. Bisogna riprendersela questa fisicità della mente :)]

Articoli precedenti:

Learning how to learn 1

Learning how to learn 2

Learning how to learn 3

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