MOOCs – didattica per competenze

cic coursera

 

In breve: ho appena terminato un MOOC su Coursera e ti vorrei raccontare l’esperienza sulla didattica per competenze.

Innanzi tutto esplicito le motivazioni che mi hanno spinto a frequentare ancora uno di questi corsi massivi organizzati dalle università di tutto il mondo, ma per la maggior parte americane.

La prima riguarda l’interesse per l’argomento che era sulla creatività, il corso infatti, come vedi nell’immagine sopra, si intitolava “Creative, Innovation and Change“. In Italia, agenzie formative che trattino di creatività potrà essere qualche corso universitario, ma si sa, per accedervi bisogna essere iscritti ad un corso di laurea o un master, con le conseguenze che conosci: impegno, soldi, spostamenti ecc. Meglio cercare qualcosa di più snello; in fondo non ho bisogno di altri titoli accademici, mi bastano quelli che ho.

La seconda è stata, invece, la curiosità metodologica perché, da quando ho frequentato i precedenti, Fundamental of e-learning, OER e CCK, volevo constatare come fossero progredite in questi anni l’organizzazione, l’erogazione e l’interazione. E’ proprio di questo, e non dei contenuti del corso, che vorrei parlare.

Iscrizione: facilissima. Basta essere iscritti al portale e scegliere il corso. Personalmente, dopo la prima settimana ho deciso di pagare la quota di 38 $ per avere la Signature Track che mi permette di avere la certificazione finale. Il sistema mi scattava una foto con la webcam, confrontata con quella iniziale, ogni volta che mandavo un esercizio come Adventurer, l’opzione completa del corso, dichiararando di essere stata io a produrre i contenuti.

I contenuti: distribuiti in otto settimane suddivisi in Lectures (generalmente video degli insegnanti con testo a disposizione); Additional Lectures (post di blog o video); Test per la comprensione delle lezioni; Exercise distribuiti fra i tre grandi temi dei tre docenti (era sufficiente farne uno ogni settimana); Project che consisteva nella progettazione creativa seguendo quattro tappe. Interazione: ogni contenuto prodotto dagli studenti doveva essere condiviso, sia sul forum della piattaforma con relative discussioni e “like”, sia sui social media come Twitter, Facebook, LinkedIn, blog, Youtube, slideshare, prezi, ecc.

Corsisti: di preciso non so quanti iscritti ci fossero. La pecca della piattaforma è quella che non ti permette di vedere la lista degli iscritti e quindi di ritrovare le persone con le quali interagisci. E’ tutto molto occasionale. Qualcuno ha creato un gruppo italiano che, però, non è andato oltre i saluti e le buone intenzioni. Troppo diverse le motivazioni e gli interessi. Avrei preferito discutere con qualche collega, che sicuramente c’è stato, ma non l’ho trovato! Di fatto ho interagito con chi capitava. Comunque il numero che conosco è di 270.000 corsisti. Non credo che tutti abbiano seguito con costanza, penso che sia arrivata alla fine sono qualche decina di migliaia, ad essere abbondanti. Questa è una stima che ipotizzo vedendo i post sul forum e sui sn. Pochissimi (relativamente) hanno fatto gli esercizi.

Metodologia: si è basata su una necessità iniziale di fornire conoscenze condivise. Le lezioni dei tre docenti erano mediamente di 5′, ma su quelle poche nozioni, si dovevano sviluppare gli esercizi che erano, a volte totalmente creativi, altre riflessivi. Due dei tre docenti hanno proposto l’acquisto del loro testo, cosa che ho fatto ma che non ancora ho letto integralmente e che venivano proposti in alcune parti o capitoli necessari alla comprensione di concetti fondanti. Personalmente ho optato per la pubblicazione dei miei esercizi sul mio blog, condivisi come esplicitato sopra. Questo mi ha permesso di richiamare con i link le fasi del project e di averli tutti sullo stesso strumento. Se vuoi dare un’occhiata sono 12 post e sono qui:

http://www.emanuelazibordi.it/wp/tag/cicmooc/

Considerazioni: il corso è stato impegnativo. Se posso fare un paragone, come un esame universitario intorno ai 6 CFU. La prima difficoltà è stata quella di cercare di capire come fosse strutturato perché, nonostante venissero esplicitati gli obiettivi, bisognava capire come i tre temi (Creative Diversity, CENTER e Intelligent Fast Failure), potessero integrarsi. La fase di apprendimento dei contenuti delle lezioni è stata veloce: come ho detto, video brevi, pochi testi, qualche riferimento esterno. I docenti sono stati molto attenti ad usare un linguaggio comprensibile al pianeta. La fase successiva, quella di produzione, invece, ha richiesto molto tempo, sia per l’impegno creativo, sia per la scrittura alla quale non sono per niente abituata. Ho usato la lingua inglese come codice comunicativo e credo di esserci riuscita, perché  hanno sempre capito quello che ho postato. Ho avuto scambi interattivi con la docente, Mrs. Jablokow, che mi hanno fatto molto piacere, anche perché nel questionario iniziale veniva chiesto se eravamo a conoscenza che i docenti non sarebbero intervenuti. Le ore settimanali sono state tra le 10 e le 14, quindi l’impegno di 6 CFU per 25 ore, più o meno corrisponde. Naturalmente sono stata molto soddisfatta di ciò che ho imparato, sia nei contenuti, sia nella metodologia, anche se all’inizio di ogni settimana avevo un attimo di disagio per capire come sviluppare le richieste. Ogni esercizio, comunque, era corredato da una traccia. Il problema è stato soprattutto ampliare e analizzare l’idea con simulazioni coerenti e implementarla nella realtà, che avesse senso e fosse realizzabile. Nell’interazione con i corsisti ho visto di tutto: da quelli che creavano oggetti con materiale di scarto a quelli che organizzavano aiuti per i bambini siriani, gente che lavora in ambiti diversissimi e che ha idee innovative, a volte geniali.

Dopo questa esperienza posso dire che i MOOC sono cresciuti. Ricordo infatti il primo che ho frequentato, dove si doveva leggere un libro di 150 pagine la settimana. Ecco, in quest’ultimo si è trovato il giusto equilibrio tra lo studio e lo sviluppo delle competenze che corrisponde alla realizzazione di prodotti intellettuali e digitali e, forse in futuro, con la vera e propria azione concreta.

Attualmente sono iscritta ad altri corsi: Video Games and Learning, già iniziato del quale prendo solo i contenuti e li passo su kindle; Surviving Your Rookie Year of Teaching: 3 Key Ideas & High Leverage Techniques appena iniziato, di cui mi interessa solo una parte e Gamification che inizierà a Gennaio, ma di cui ho già letto il testo del docente.

In breve: gran bel modo di apprendere, per la possibilità di scelta, per la metodologia. Non so fino a che punto si possano sostituire a corsi universitari, in particolare alla laurea di I livello, ma sicuramente potrebbero essere valutati e riconosciuti come corsi successivi o post laurea, funzionali alla specializzazione e all’aggiornamento come Long Life Learning.

3 pensieri riguardo “MOOCs – didattica per competenze”

  1. Grazie per avermi fatto conoscere Coursera! mi sono iscritto ad un paio di corsi in partenza l’anno prossimo. Buon lavoro!

E tu, cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.