Siamo in rete – Giornalismo sportivo

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Buona lettura!

Sushi e pizza nach der schule – ebook

Questo è un ebook realizzato con uno scambio tra classi del progetto etwinning. In fondo a questo articolo puoi scaricare il file .zip che contiene le versioni .pdf, .epub e .mobi.

 

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Sushi e pizza nach der schule.epub

Sushi e pizza nach der schule.mobi

Buona lettura!

Tablet weeks #7

Nell’ambito del progetto tablet, alcuni studenti delle classi I del Liceo Pico hanno seguito lezioni di giornalismo in cui sono state realizzate interviste alla popolazione locale, con tema il tempo libero.

Al termine è stato realizzato un ebook nei diversi formati digitali, fruibili da dispositivi fissi e mobile.
Qui di seguito trovi quello più comune, il .pdf, che visualizzi su slideshare.net, il famoso social network di condivisione di documenti e slide, dal quale puoi anche scaricarlo.

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Buona lettura!

Tablet weeks #6

Sempre nell’ambito del progetto tablet, alcuni studenti delle classi II del Liceo Pico hanno seguito lezioni di giornalismo con tema le tecniche della fotografia.

Al termine è stato realizzato un ebook nei diversi formati digitali, fruibili da dispositivi fissi e mobile.
Qui di seguito trovi quello più comune, il .pdf, che visualizzi su slideshare.net, il famoso social network di condivisione di documenti e slide, dal quale puoi anche scaricarlo.

Più sotto in allegato in file .zip, dove trovi anche le versioni .epub e .mobi per smartphone, tablet e e-reader.

.epub per smartphone, tablet, e-reader;
.mobi per formati kindle di amazon.

Procedi con il download del file, spacchetta e carica il file che ti serve sul tuo dispositivo mobile attraverso la posta elettronica o dropbox

Giovani fotoreporter

Buona lettura!

Valutazione 2.0

Dell’appellativo 2.0 ultimamente in molti si stanno riempiendo la bocca, specialmente i politici che non so fino a che punto abbiano percezione del significato che la rivoluzione digitale sul web gli attribuisce.

Sta di fatto che a me, quello vero piace, tanto che ci ho scritto un ebook e sto facendo anche esperimenti in termini di valutazione, ovvero, cerco di coinvolgere gli studenti nel giudizio su ciò che producono a scuola.

Ho iniziato in autunno con esercitazioni di pallavolo proposti da me, che ciascuna coppia doveva riproporre per verificare l’apprendimento di alcuni fondamentali, associati ad esercitazioni di potenziamento organico. Al termine di ciascuna performance, ogni altra coppia doveva attribuire un punteggio da sei a dieci. Il voto finale era la media approssimata dei punteggi di tutti, compreso il mio.

Devo dire che le valutazioni finali non si discostavano troppo dalla mia, con qualche dato anomalo che veniva riassorbito nell’elaborazione statistica.

A questo proposito stamattina leggo questo articolo su Repubblica Scuola che tratta di MOOC e ad un certo punto recita:

Il problema più grosso riguardava i test a risposta aperta: chi avrebbe potuto correggere, gratis, diecimila o centomila compiti? “La soluzione che abbiamo trovato” spiegava la professoressa Koller al Ted di Edinburgo, “è quella di farli correggere agli studenti stessi. E, per quanto sembri ardito, funziona. Da nostri studi, statisticamente, la media delle valutazioni di cinque o più ‘pari’ risulta addirittura più affidabile di quella di un singolo professore, magari stanco o di cattivo umore.

La stessa operazione l’ho riproposta con un’attività creativa dove gli studenti dovevano ideare una coreografia a coppie con gli step. Hanno usato smartphone e tablet con gli auricolari per seguire il brano musicale scelto e non disturbare le altre coppie. Questo che vedi sotto è uno dei video di una delle combinazioni fatte da due studentesse di 14 anni:

 

Le mie indicazioni sui criteri da considerare per la valutazione sono stati:

  • ritmo;
  • coordinazione dei movimenti;
  • ampiezza dei movimenti;
  • sincronia di coppia;
  • originalità della coreografia;
  • quanto mi è piaciuto globalmente.

Anche in questo caso i punteggi finali sono stati in linea con i miei, a dimostrazione che anche a 14 anni si ha la capacità di individuare qualità estetiche ed esecutive relative al movimento umano.

Più in generale, averli coinvolti nel giudizio accresce la loro considerazione come soggetti capaci di dare valutazioni ed ha stimolato la loro attenzione nei confronti di ciò che altri hanno preparato, imparando anche da esperienze diverse.

La coreografia sopra ha ottenuto un punteggio di 9,5. Tu cosa avresti dato?

Educazione Fisica – mappe classe 5B a.s. 2012-13

Tablet weeks #5

indiana jones

Le cinque settimane successive all’esperienza del Tablet weeks #4, mi hanno vista nel gruppo del progetto Archeologia con studenti delle classi I e II  A-B-C del Liceo Classico e Linguistico “G.Pico”.

Anche in questo caso ho proposto la sequenza di procedure per mettere a sistema i tablet con moodle anche con il supporto della LIM in classe. Le due insegnanti presenti si sono attivate per imparare le operazioni fondamentali, ovvero, come inserire risorse ed attivare interazioni con i forum. Agli studenti, invece, è stato chiesto di imparare a prendere appunti con i tablet, di entrare in Internet, in moodle per rispondere ai forum allegando anche diverse risorse, di aprire dei file “presentazione” con Google Drive e, quindi, di essere in grado di elaborare delle slide a gruppo sugli argomenti che proporranno via via le docenti di latino-greco ed inglese. Al termine abbiamo anche visionato alcune apps museali facendo una ricerca incrociata, ovvero, dal motore di Play Store di Google, oppure dai siti dei musei per cercare l’eventuale applicativo per mobile. Ho dato particolare attenzione alle apps integrate tra arte-commercio -gastronomia e tempo libero che danno al turista una serie di servizi globali sul luogo che sta visitando. A margine ho parlato anche di licenze d’uso delle immagini passando dal Copy Right, al Creative Commons fino al Public Domain. Ancora un’occhiata a slideshare per reperire presentazioni già fatte e riutilizzabili o adattabili.

La seconda settimana abbiamo avuto il piacere di avere con noi Camilla Perondi che sta ultimando la specialistica in “Science for the Conservation and Restoration of Cultural Heritage” all’Università di Bologna nella sede di Ravenna, che ha tenuto una lezione su: Archeologia, Scienza e Nuove Tecnologie, di cui di seguito le slide su prezi.

Gli studenti sono stati attentissimi ed hanno posto parecchie domande soprattutto in ordine alle competenze scientifiche, tecnologiche e alle lingue straniere necessarie a svolgere l’attività dell’archeologo, ma soprattutto a quello del tecnico di diagnosi per datazione, autenticazione, documentazione e restauro dei reperti.

Al momento ritengo positiva l’esperienza di partire da un contesto di contenuti specifico, l’Archeologia, per introdurre quegli strumenti che possono aiutare nella ricerca di risorse e nell’interazione, non ultimo nella produzione di presentazioni su ricerche di gruppo. Queste competenze potranno tornare utili per altre iniziative didattiche.

Tablet week #3

tablet_3

Le tablet week sarebbero finite ma l’emergenza scuola, qui al Luosi, è sempre in agguato.

Ieri sera ho “vinto” quattro ore in presenza con gli studenti della 1A e 1B del Professionale “Cattaneo” che non partecipano allo scambio con le scuole di Rovereto (TN) così, stamattina, mi sono inventata questa attività con i tablet per questi ragazzi e ragazze che sono rimasti a casa dalla gita, ma che hanno già frequentato la lezione di approccio a questi strumenti.

Ricordo che i dispositivi hanno le applicazioni di default ed ancora non si è avuto nè il tempo nè lo spazio per aggiornarli ed inserire nuove funzioni, ma poco male, ci siamo arrangiati.

L’obiettivo è stato quello di scoprire nuove opportunità tecniche con i tablet, in forma ludica.

  1. Siamo partiti ripassando le opportunità dell’app Polaris Office, questa volta aprendo la funzione “Diapositiva” dove sono stati invitati ad inserire una slide con titolo nel quale hanno scritto il proprio nome, formattato secondo il proprio gusto estetico. Successivamente hanno aggiunto un’altra slide vuota, in attesa del contenuto da inserire successivamente.
  2. Dopo ripetute raccomandazioni sull’attenzione verso i tablet, soprattutto che non cadessero, siamo andati nel parco di “Villa Tagliata” (vedi foto), che è il ristorante che ospita alcune classi della nostra scuola, a scattare delle fotografie con l’applicativo “Fotocamera“. L’indicazione è stata quella di trovare soggetti che per particolarità della luce, del colore o del soggeto li colpissero e quindi andassero catturati.
  3. Al rientro sono stati invitati a scegliere una tra le proprie immagini scattate e la elaborassero con l’applicativo “Galleria“. Alcuni l’hanno dimensionata, altri hanno aggiunto filtri, altri hanno lavorato sul contrasto. L’hanno poi inserita nella slide vuota e, chi ha voluto, ha potuto scrivere un breve testo.
  4. Ho numerato le 23 immagini così ottenute associandole ad ogni autore e poi ciascun studente ha votato fino a tre immagini dei compagni che sono piaciute di più per la competizione del contest fotografico.
  5. E’ seguita la premiazione dal terzo al primo classificato con applausi e complimenti (per la verità un po’ rumorosi).

Visita inaspettata: durante la lezione e nella fase di elaborazione delle immagini ci ha fatto visita la Dott.ssa Stellacci, capo dipartimento del MIUR, che ha chiesto informazioni sull’attività ed ha augurato buon lavoro agli studenti.

Considerazioni sulla lezione: le immagini che hanno presentato erano veramente gradevoli, sorprendenti per gusto estetico e raffintezza, con soggetti come la cattura di uno spettro di luce fra le foglie, l’elaborazione con colori tipo pop art, particolari del paesaggio che sfuggono ad una vista globale. Se si pensa che questi ragazzi hanno una capacità attentiva all’ascolto che non va oltre i pochi secondi, lascia attoniti la loro sensibilità al bello: maschi, anche abbastanza turbolenti, si sono lasciati incantare da i petali dei fiori. Sono rimasta sbalordita.

Purtroppo incombenze burocratiche hanno interrotto la lezione per cui non sono riuscita a farmi inviare le loro foto. Spero di poterlo fare nel prossimo futuro.

 

 

Tablet week #1

tablet_1

La tablet week è la settimana d’inizio anno scolastico che la nostra scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola, dedica quest’anno all’introduzione dei tablet nella propria didattica.

L’idea di questa sperimentazione è venuta in tempi non sospetti pre terremoto e, successivamente proprio a causa di questo drammatico evento, sono stati erogati fondi dagli enti preposti per sopperire alla mancanza immediata di strutture edili danneggiate dal sisma, con i quali la scuola ha acquistato, per il momento, un centinaio di tablet ASUS, modello Trasformer Pad TF 300T.

Il Dirigente, Prof. Giorgio Siena, con alcuni docenti e personale ATA, ha meso a punto già dall’estate scorsa un intervento rivolto alle classi prime e terze dell’Istituto per presentare questi dispositivi alle 20 coinvolte nel progetto, di cui 6 di Liceo Classico e Linguistico, 4 di Istituto Professionale e 10 di Istituto Tecnico Economico.

Sono stata incaricata di tenere una breve lezione ai ragazzi in presenza di un collega, generalmente di materie letterarie, con il quale abbiamo proposto un percorso di approccio alle funzionalità del tablet, coerente con gli obiettivi didattici, integrato agli altri strumenti connettivi di cui dispone la scuola, senza trascurare  le conoscenze sociali e ludiche che gli studenti e le studentesse hanno dei dispositivi mobile.

Dopo aver incontrato 6 delle classi terze mi sento di stilare un breve report della progressione didattica proposta:

  1. Presentazione dello strumento: E’ stato consegnato a tutti il dispositivo con invito ad accenderlo e sboccare la pagina di accesso. Una prima indagine è stata rivolta a quanti avessero già avuto occasione di vedere e toccare un tablet o, in alternativa, uno smartphone. Circa il 50% conosceva bene lo strumento perché la famiglia ne possiede uno, o l’ha visto da amici. Per tutti non c’è stato nessun impaccio particolare, anzi, la prima cosa che hanno fatto autonomamente è stata quella di cambiare l’immagine del desktop pescando dalla galleria. Tutti ci sono riusciti. Quindi è seguita una breve presentazione delle icone di funzionamento e delle apps. Per ragioni di tempo e di spazio (non disponiamo di luoghi idonei), sui tablet consegnati sono presenti solo le apps di default, ma su quello in mia dotazione ho aggiunto anche quelle social come facebook, twitter, skype, ecc. e giochi come Temple Run, mostrando che il dispositivo può essere personalizzato secondo le proprie esigenze,  rassicurandoli anche sulla necessità di avere le apps dei propri social network perché anche un Prof ormai le ha, basta usarle con responsabilità soprattutto in ambito scolastico. Terminologia specifica
  2. Fase della scrittura: all’interno del ristorante che ci ospita non c’è sufficiente intensità per la connessione così, in questa prima fase abbiamo proposto di lavorare su un editor di testo facendo riferimento a quei programmi che gli studenti conoscono, quelli di Office, con il programma Polaris Office costituito da un editor di testo, un foglio di calcolo e un programma di presentazione. Gli studenti sono stati invitati ad aprire un nuovo documento ed iniziare a descrivere in dieci righe la trascorsa Domenica, quindi di provare formattazioni diverse, con font, grandezza carattere ecc., come avrebbero fatto sul PC. Tutti sono riusciti, chi più chi meno con qualche dritta, anche a tavoletta inclinata in modo da migliorare l’ergonomia e digitare meglio sulla tastiera virtuale. Alla fine è stato chiesto se l’operazione è stata agevole o se creava disagio. Quasi tutti, oserei dire più 90% ha detto che si trovava bene che era piacevole scrivere con quel tocco soft sui tasti. I restanti hanno detto che sarebbe stata questione di abitudine ed avrebbero migliorato la digitazione.
  3. Fase della lettura: con i tablet siamo andati in giardino dove è stata possibile la connessione ad Internet con il wi fi del ristorante. Siamo entrati nel sito della scuola e poi sulla piattaforma moodle, dove avevo preventivamente caricato i file .pdf, .epub e .mobi di un racconto tratto dall’ebook “Tremare senza paura” dal titolo “Mangiatori di carogne” di Catia Pieragostini, che gentilmente l’ha reso disponibile agli studenti. Questi sono entrati, hanno scaricato la versione .epub e quindi di nuovo all’interno, hanno aperto l’applicazione My Library che conteneva automaticamente il piccolo ebook. Una volta aperto sono stati invitati a leggerlo appena dopo una rapida carrellata delle funzioni della app come ingrandimento carattere, sottolineatura, lettura vocale, ecc. Alla fine hanno dato una valutazione di gradimento al racconto, simile a quelle del web: da 1 a 5 stelline. Anche in questo caso è stato chiesto come si sono trovati nella lettura a schermo. Quasi tutti hanno detto che è gradevole, tranne qualcuno che ha lamentato il fastidio della luce troppo intensa che comunque può essere regolata nelle impostazioni. Qualcun altro ha espresso preoccupazione per i danni alla vista. Ho spiegato loro che la stanchezza è in parte determinata dalla secchezza del globo oculare perché le palpebre si chiudono meno frequentemente determinando poca lacrimazione e sensazione di fastidio. A questo proposito ho spiegato loro che ci sono dispositivi con tecnologia e-ink che sono meno aggressivi sulla fisiologia dell’occhio ed ho mostrato il mio kindle, altro tipo di tablet, più idoneo a letture prolungate.
  4. Multimedialità: sempre in un’indagine informale ho chiesto loro se conoscevano le prerogative multimediali dell strumento. Prima ancora che finissi mi hanno fatto vedere le foto che si erano scattati. 🙂 Ho fatto accenno ai video sui social network come youtube, audio, immagini. Sapevano già tutto! Riferimenti veloci a quotidiani e riviste online, audiolibri ecc.
Conclusioni. Dalle impressioni espresse su sollecitazione dagli studenti l’esperienza è complessivamente piaciuta. Alla richiesta “Ma ce li lasciate portare a casa?” abbiamo risposto che questo primo intervento ha avuto una funzione promozionale in modo da coinvolgerli direttamente nelle scelte didattiche della scuola, successivamente saranno progettato interventi ad hoc nei diversi Consigli di Classe con la possibilità di dare in comodato d’uso i tablet agli studenti coinvolti. Anche i docenti hanno dato una risposta positiva, a volte entusiasta e l’impressione, sempre in momenti informali, è quella di un interesse e curiosità mai visti prima, né con PC né con le LIM. Credo anch’io che questi dispositivi siano attualmente i più user friendly e spaventino meno coloro che hanno poca dimestichezza con le tecnologie.
Dal punto di vista didattico, di contro, il percorso è più complesso perché mette a prova la capacità di rivedere i paradigmi consolidati. Ma questa è un’altra storia che prevede, oltre ad una formazione tecnica (che sembra essere quella meno ostica), anche una rivisitazione di concetti pedagogici ed educativi.
Alla prossima.

 

Web Lab – report ebook

archimede

“Web Lab” è un corso di progetto di “autonomia” sull’uso degli strumenti del web 2.0 che ho tenuto ad un gruppo di studenti di I Liceo, indirizzo linguistico e classico. Le lezioni si sono svolte nell’a.s. 2011-2012 presso la mia scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola – MO, sede Liceo “Giovanni Pico”

Qui sotto metto a disposizione per il download una cartella zippata che contiene l’ebook nei formati .pdf.epub e .mobi in cui sono aggregati i report delle lezioni che avevo pubblicato sul vecchio sito.

Per scaricare il file .zip clicca qui di seguito: weblab