Ripensare la scuola: l’e-learning al servizio della didattica

di Emanuela Zibordi – IIS Galilei di Ostiglia (MN) da: Porte aperte sul web – Comunicare web a scuola n°2

Emanuela, neofita dell’e-learning, ha intrapreso questa modalità didattica da troppo poco tempo per avere la presunzione di mettersi in cattedra, ma avendone scoperto le straordinarie opportunità didattiche ne suggerisce alcuni usi mostrando come ogni docente può trarne vantaggio. Accanto ai grandi portali dedicati alla formazione a distanza, perché non pensare di fare formazione in modo autonomo anche all’interno delle proprie scuole e delle proprie classi?

  • Perché introdurre l’e-learning a scuola Nelle università e nelle aziende la pratica dell’e-learning è consolidata da tempo e per varie ragioni, non ultima quella di natura economica. La scuola l’ha scoperto da poco ed è stata introdotta in particolare per la formazione dei docenti. Infatti nel 2002 sono partiti i corsi ForTic che utilizzavano la piattaforma per consentire l’interazione on line contestualmente alle lezioni in presenza. Si è trattato di un primo tentativo, a mio avviso non sempre riuscito per l’inadeguata formazione dei docenti tutor, che però ha rotto il ghiaccio ed ha spinto verso una ricerca didattica e metodologica peculiare, perchè fare e-learning non significa affatto trasferire on-line ciò che si fa on-site. L’e-learning ci potrebbe dare molto più di quanto si fa di innovazione nella didattica in presenza, questo per tre ragioni principali che sintetizzo:
    • Il superamento della costrizione spazio temporale rispetto alla scuola reale
    • L’interattività, cioè mettere in comunicazione la comunità di apprendimento
    • L’integrazione e l’utilizzo della rete internet nella didattica come fonte inesauribile di contenuti e conoscenze.

Non dimentichiamo che fare e-learning non significa solo usare la piattaforma che registra gli accessi e la fruizione delle lezioni, ma anche utilizzare l’apprendimento informale che sembra essere, dagli studi più recenti, la fonte alla quale giovani e adulti si riferiscono più spesso per migliorare la propria conoscenza. Basti pensare ai motori di ricerca e alle comunità di pratica come ad esempio quella di “porte aperte sul web”.

  • L’integrazione dell’e-learning nella didattica Nella formazione del ForTic B1 e B2 l’e-learning viene incluso nel modulo “Ambienti di apprendimento” e giustamente viene proposto come integrazione all’attività didattica in presenza. Infatti è impensabile che tale modalità vada a sostituirsi alla scuola reale ma certamente la sua introduzione, farebbe ripensare al modo di fare scuola e le sue pratiche influenzerebbero positivamente anche l’impianto didattico tradizionale. Questo soprattutto per la valenza che si dà ancora oggi ai contenuti di apprendimento a scapito del raggiungimento di obiettivi didattici ed educativi che sono qualitativamente il valore aggiunto dell’apprendimento stesso. Ciò significherebbe riportare il contenuto al suo ruolo originale: quello di strumento e non di finalità del processo di insegnamento/apprendimento.
  • La formazione dei docenti L’e-learning non si improvvisa. Con la disponibilità tecnologica che abbiamo oggi è molto facile installare una piattaforma e caricarla di contenuti. Questa modalità appartiene all’e-learning 1.0 che però ha manifestato, nel giro di pochi anni, tutti i suoi limiti. Oggi si parla di e-learning 2.0 dove si dà maggior importanza all’interazione, secondo le teorie costruttiviste sociali e connettiviste alle quali va assegnata la stessa attenzione programmatica degli obiettivi: le persone interagiscono se hanno qualcosa da comunicare e questi processi vanno stimolati e guidati. Inoltre, come già detto, è indispensabile considerare l’apprendimento informale in vista di un obiettivo di learning to learn. Chi desidera introdurre l’e-learning nella propria didattica è giusto che segua un percorso di formazione specifico. Esempi di didattica scolastica con l’e-learning ce ne sono molti ma ancora pochi quelli che vanno nella direzione sopra citata. E’ bene anche che siano più persone a collaborare ad un progetto di e-learning; sono necessarie molte competenze diversificate, molto tempo a disposizione e una gran voglia di rimettersi in gioco, rovesciare “come un calzino” le proprie convinzioni e adottare modalità comunicative specifiche e multimodali.
  • Limitazioni all’introduzione dell’e-learning Anche se ormai la tecnologia informatica è presente in ogni istituzione, spesso il fattore tecnico è limitante rispetto all’introduzione dell’e-learning. Il nostro paese, escluse le città, non è ancora all’altezza della situazione sotto il profilo delle infrastrutture, penso ad esempio alla banda larga; non tutte le scuole hanno adeguati laboratori informatici e soprattutto non tutti gli studenti posseggono un PC in rete. Fattori limitanti sono anche quelli di natura sociale. Non c’è sempre disponibilità all’innovazione specialmente se questa scombina le prassi consolidate ed introduce meccanismi destabilizzanti nell’ordine costituito.
  • A chi proporre l’e-learning Non credo ci siano limiti di età all’utilizzo dell’e-learning anzi, tutti gli ordini e gradi di scuola potrebbero e dovrebbero essere coinvolti. Penso anche a situazioni di long life learning con adulti o anziani. Alcuni esempi di introduzione dell’e-learning nella scuola potrebbero essere, a mio avviso infiniti. Cito quelli più frequenti ma ciascuno può sbizzarrirsi quanto crede, perché ritengo che veramente non ci siano limiti alla creatività. Come integrazione alla didattica tradizionale:La piattaforma Moodle Gli strumenti per implementare corsi in e-learning ormai sono innumerevoli. Vorrei segnalare la piattaforma Moodle perché è uno strumento completo, open source, gratuito, accessibile. La sua funzione è soprattutto quella di ricreare un VLE (Virtual Learning Environment) di carattere formale, ma i suoi strumenti di interattività permettono anche lo scambio informale della conoscenza. Escludendo l’installazione in locale o in remoto, che comunque è un’operazione abbastanza semplificata, usare Moodle nelle sue funzioni di base è veramente semplice, e già con poche operazioni è possibile implementare un corso. In rete ci sono molte guide on line di facile consultazione, ad esempio, una delle più aggiornate si trova in:
    • I contenuti diventano sempre disponibili, (è bene coinvolgere gli studenti stessi nella costruzione, aggiornamento ed integrazione). Tutto questo allevia la ripetitività liberando energie per la riflessione, interazione, ricerca.
    • Come supporto alle attività di recupero, basti pensare a quanto investe una scuola in corsi I.D.E.I e quanto, purtroppo, investono le famiglie in lezioni private. Già alcuni Istituti Superiori hanno attivato i corsi di recupero on line rendendo più fruibile e meno dispendiosa questa attività, anche in termini di tempo per studenti e docenti.
    • Come erogazione di servizi relativi ad argomenti extracurricolari o multidisciplinari, alcuni esempi possono essere l’orientamento in entrata ed in uscita, l’educazione alla salute, all’ambiente, la patente per il ciclomotore, la prevenzione alla tossicodipendenza, ecc., tutte attività che sono istituzionalmente richieste ma che non hanno ne’ tempi né spazi propri.

http://www.lezionionline.net/corsi/ .

Un altro dei grandi pregi di Moodle è l’estesa comunità mondiale di utenti che offre un costante e gratuito supporto ai neofiti oltre a preoccuparsi di tradurre il software e la documentazione in varie lingue. Attualmente sul sito ufficiale di Moodle ci sono 200 mila utenti registrati provenienti da oltre 175 paesi; anche la comunità italiana è molto attiva e organizza periodicamente delle manifestazioni utili per scambiarsi esperienze di utilizzo del software e per approfondire i temi legati all’e-learning.

  • Progetti europei di e-learning La Comunità Europea è molto attiva e sensibile al problema del Knowledge Management che pone tra gli obiettivi di sviluppo degli Stati Membri. Sono in corso progetti che hanno come scopo la formazione dei docenti (ma non solo) e la creazione di Learning Object per permettere, a quanti producono contenuti per l’e-learning, di scambiarli, modificarli riutilizzarli. Per quest’ultimo obiettivo invito a vedere il proget-to Sloop a cui aderisce anche la comunità italiana:

http://en.wikipedia.org/wiki/SLOOP_Project http://www.sloopproject.eu/

in cui è possibile seguire un corso on line, su piattaforma Moodle, sulla produzione di Free LO. Vorrei per ultimo segnalare un corso on line di formazione sull’e-learning, anch’esso erogato con Moodle che sto seguendo. Il corso, finanziato dalla Commissione Europea, ha una durata di sei settimane. Nel momento in cui scrivo siamo alla quinta settimana e da luglio 2007, saranno disponibili i corsi e i contenuti che potranno essere caricati su qualsiasi piattaforma ad uso di quanti, all’interno della comunità, vorranno fruirne. Sarà mio compito darvene immediata comunicazione appena tutto ciò sarà possibile. Riferimento web per il corso:http://fecone.passionforlearning.eu.

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