Web Marketing – Sport

Il mio BYOD

Il mio BYOD (Bring Your Own Device) è per me più che una scelta, una necessità. Insegno Scienze Motorie in un edificio distante dalla scuola, senza connessione Internet. Ma questa non è l’unica ragione. Ritengo che un dispositivo debba essere personale dal momento che, da subito, si rivela come un prolungamento della propria memoria e della memoria di sè nel mondo. E’ una protesi embeddata nel proprio corpo-mente. Ne indossereste mai una di un’altra persona?

Così ai miei studenti lascio usare i loro dispositivi che generalmente sono smartphone sui quali trovano le loro cose e quelle che io faccio avere loro come attività con le apps. Il mio mac è sempre acceso, spesso connesso con chiavetta; mentre alcuni fanno sport, altri in pausa, scrivono controllano, guardano cercano. Mi sembra che questo sia il modo più naturale, più efficiente e, a me pare, anche efficace di utilizzare le tecnologie. Successivamente a casa usano anche il proprio PC. Generalizzando, l’esperienza mi dice che ha più senso puntare alla connessione Internet nelle scuole, piuttosto che sull’acquisto di dispositivi, LIM comprese, che spesso rimangono sottoutilizzati o addirittura inutilizzati.

Danza Moderna – Due improvvisazioni

Succede che la mia scuola, il Liceo G.Pico di Mirandola annesso all IIS G.Luosi, dopo il terremoto del Maggio 12 non ha ancora tutte le strutture necessarie per la didattica, in particolar modo gli edifici per le lezioni di Scienze Motorie. Mi sono per questo ingegnata con gli studenti a trovare spazi alternativi alla ressa del Palazzetto dello Sport in cui si lavora in tre gruppi alla volta, spesso in spazi non adeguati.

Quest’anno, oltre all’uso della piscina del Centro Nuoto, abbiamo chiesto ospitalità al Pantheon Club che ha a disposizione sale muscolazione e salette per fitness. Così per due classi seconde, ho organizzato due gruppi di lavoro: uno per attività di fitness con le macchine, uno per improvvisazioni di danza moderna di cui di seguito i due video delle brevi combinazioni ideate dalle studentesse e da me guidate in sole tre lezioni:

L’idea didattica è di tipo creativo in quanto si rifà alla combinazione di gesti abituali ripresi dalle modalità espressive e rituali della danza africana che, per niente astratta, non fa altro che riproporre movimenti riferiti alla quotidianità come zappare, seminare, raccogliere i frutti della terra, lavorarli per essere consumati, ecc.

Nella nostra civiltà, sono altri i gesti che andiamo a compiere come, ad esempio, rispondere al cellulare, farsi un tè, asciugarsi i capelli con il phon, studiare, ecc. che, nella elaborazione in forma di danza non sono più riconoscibili perché ampliati, esasperati, ritmati diversamente rispetto alla loro esecuzione originale.

Non è stata introdotta nessuna tecnica particolare, tranne un’attenzione alla tenuta degli arti inferiori nelle posizioni I e II in parallelo e alla respirazione. Nell’esecuzione ho lasciato ampi margini di libertà individuale, nessun ritmo imposto e la musica, aggiunta solo al termine, ha avuto solo lo scopo di accompagnamento all’esecuzione.

L’aquagym secondo me – Calabrie exercises

Sono sempre molto critica sulle “ginnastiche” che vengono proposte nei corsi organizzati, sia nelle palestre, sia nelle piscine. Propongono, infatti, modalità di apprendimento prevalentemente imitativo, poco creativo, in cui l’attenzione di chi apprende è orientata ai “drill” più che agli “skill”. Sono anche dell’opinione che ciascuno possa inventarsi, data qualche nozione elementare di scienze motorie, i propri movimenti che sente di poter eseguire nel pieno rispetto dei segnali che il corpo rimanda e a cui si deve prestare attenzione.

Ecco qualche proposta:

1- Corsican spinning

Tempo fa mi trovavo in Corsica con mia figlia ed insieme buttammo giù in forma spiritosa queste lezioni di Corsican spinning, in cui lei faceva da testimonial. Le trovi sul mio vecchio sito a questo indirizzo (prima o poi, tempo permettendo, le trasferirò qui). Sfoglia le pagine del link qui sotto:

http://www.emanuelazibordi.it/drupal/?q=Corsican+Spinning

corsican spinning_1

Se hai avuto la pazienza di arrivare in fondo, avrai notato che questo esercizio ha una funzione soprattutto aerobica (resistenza cardiocircolatoria); un modo poco invasivo e divertente di mettersi in forma.

nave appoggio

nave appoggio (NA)

Ora, sempre utilizzando l’attrezzo “nave appoggio”, che d’ora in avanti chiamerò NA e che ricordo ha un costo che va dai 2,50 a 5,00 €, ho messo a punto altri giochi da fare in acqua che pratico per migliorare anche resistenza e tonificazione generale per gli altri distretti muscolari. Il tutto senza costrizioni, ma giocando nell’acqua e sollecitando anche funzioni importanti quali la propriocettività, la decontrazione muscolare e anche stimoli coordinativi importanti per il nostro cervello. In ogni modo sono quelli che pratico io quando faccio il bagno in mare. Cercherò di essere semplice nella descrizione portando esempi e link per spiegare meglio le posizioni. Per l’occasione, questi ultimi, li chiamerò Calabrie exercises.

2- La cavalluccia marina

Sei in galleggiamento verticale, braccia avanti che impugnano con le mani la NA. Premendo forte con le braccia verso il basso, spingendo cioè la NA sott’acqua, cerca di appoggiare entrambe le gambe (la gamba è quel segmento che va dal ginocchio alla caviglia) sulla NA flettendole entrambe e arrivando in presa tibiale (la tibia è l’osso principale della gamba). Il movimento assomiglia a quello del volteggio alla cavallina che si faceva durante le ore di educazione fisica dove, dopo il presalto sulla pedana, si arrivava con entrambe le gambe in appoggio sull’attrezzo.

Naturalmente in acqua è difficile mantenere la posizione perché, anche una minima onda, fa perdere l’equilibrio. Ma è proprio lì il divertimento: cercare di rimanere stabili finché si può e poi lasciarsi cadere in acqua con un sonoro splash. Recupera la NA e ricomincia.

Con questi movimenti sono sollecitati soprattutto i muscoli delle braccia e della parete addominale. Meglio ripeterlo almeno una decina di volte per un numero di serie a piacere secondo il proprio grado di resistenza. Rilassati tra una serie e l’altra.

3- Navasana in acqua

navasana

Prendo spunto da questa posizione yoga che tonifica gli addominali con una contrazione isometrica, cioè senza accorciamento muscolare. Procedi così:

Sei coricato supino sull’acqua, infili la NA sotto i muscoli delle gambe (tricipite surale, più comunemente chiamato polpaccio), quindi trovi l’assetto in modo da assumere il più possibile la posizione che vedi nella figura. Chiaro che è difficile stendere completamente l’arto inferiore, ma va bene anche una leggera flessione alle ginocchia, se no si rischia di bere. Le braccia come vedi sono distese e le mani fanno il movimento delle pinne laterali dei pesci, spingendo in fuori e in dentro sul piano orizzontale l’acqua, questo per mantenere l’assetto dato lo spostamento delle onde. E’ importante sentire la tensione della parete addominale che va mantenuta il più possibile, nell’ordine da pochi secondi a circa un minuto. Poi rilassati.

Gli indiani avevano già capito tutto, più di 3000 anni fa!

4- Insegui il Frisby

Impugni in un angolo la NA e la lanci lontano come se fosse un frisby, poi cerchi di raggiungerla a nuoto calcolando lo spostamento che subisce per la corrente e per le onde. Ottimo esercizio per coordinarsi rispetto alle condizioni ambientali esterne. Potrebbe essere utile per tanti altri sport 🙂

Ecco io alterno questi giochi normalmente per un tempo che va dai 20 ai 30 minuti, finché la temperatura dell’acqua lo permette e li trovo molto efficaci e divertenti.

Buona estate!

Ricerca “Giovani e sport” Grafici

pattinaggio

Durante l’a.s. 2005/06 gli studenti/esse delle classi IVA e IVCb hanno predisposto e distribuito un questionario ai giovani di età compresa tra i 13 e i 25 anni per sapere come si pongono in relazione all’attività sportiva e motoria dal punto di vista della pratica attiva, dell’utilizzo dei media e dei consumi. I dati sono stati raccolti in un foglio excel e sono stati elaborati statisticamente. L’attività prevede anche un’azione multidisciplinare con la lingua straniera, inglese, attraverso la lettura di due capitoli di un testo di educazione fisica adottato nelle scuola del Regno Unito, con argomento “Sport and Media” Gli obiettivi del progetto sono:

  • affrontare gli argomenti (pratica, media, consumi) nello sport partendo da dati reali e contestuali alle nostre abitudini culturali;
  • familiarizzare con le TIC utilizzando, per la raccolta ed elaborazione dei dati, l’applicazione del foglio di calcolo ed Internet per ricerche individuali sugli argomenti trattati;
  • orientare gli studenti/esse verso la conoscenza delle professioni legate all’attività motoria e sportiva.

In allegato:

  • il questionario proposto per le interviste;
  • i grafici relativi a ciscuna domanda proposta, organizzati in:
    • dati relativi agli intervistati
    • sezione 1: la pratica sportiva nei giovani
    • sezione 2: i media e sport nei giovani
    • sezione 3: consumi dello sport nei giovani

N.B.quando non specificato diversamente i grafici si riferiscono alla totalità della popolazione intervistata cioè n=328.

distribuzione popolazione_0

eta intervistati_0

provenienza popolazione_0

1.1.1 giovani che praticano sport

1.1.2 sport praticati

1.1.3 iscrizione a s sp

1.1.4 ore attivita  sportiva

1.2.1 pratica motoria

1.2.2 ore attivita  motoria

1.3.1 quale sport vorresti praticare

1.3.2 perche non possibile praticare

2.0.0 segui sport nei media

2.1.1 ore sport in tv

2.1.2 quali sport in tv

2.2.1 segui informazione sp

2.2.2 ore info sportiva

2.3.1 riviste sport

2.3.2 volte quotidiano sp

2.4.1 libri sport

2.5.1 media ore info internet

2.5.2 guardi sport in internet

2.6.1 ore medie radio

3.1.1 acquisti attrezzatura sp

3.1.2 spesa attrezzatura sp

3.2.1 acquisti abbigliamento sp

3.2.2 spesa abbigliamento sp

3.3.1 spesa per pratica sp

3.3.2 spesa per pratica sp

Wall-ten: racket sport

Wall-ten is game that needs a gym with free walls. It consists in a mix between tennis and squash. It’s fun!

Take a look at the videos below:

1 – Goals of the game

The goal of the game is to repulse a tennis ball with tennis rackets in alternate shots betwen two players. The ball must touch the verical and the horizontal areas of the game field. The foul of a player gives the point to the opponent. The winner is whoever reaches 10 points.

01_wallten

2 – Why wall-ten?

I have called the game “wall ten” because it looks like a tennis match but played also with the gym’s walls,  “ten” because it remembers the word tennis and the player who collects “ten” points, wins the match.

02_wallten

3 – The playing field

Well,  the vertical field on the wall is 6 m wide and 4 m high , and the horizontal one is 8 m x 8 m on the ground, (see the picture). Around the last one, leaves about 2 m of free space.

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4 – Equipment

To play wall-ten are nedded  two tennis rackets, one for each player, and two tennis balls, played one at time.

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5 – How to play

One player starts the game hitting the ball wich must touch the vertical area and then bounce on the horizoltal one. Then it’s the turn of the second player and so on, alternating the shots.

The manche finishes  when a player makes a foul. After  the other player starts the game. Remember: just one bounce each time!

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6 – Fouls

  • the ball beats out the vertical or the horizontal area;
  • the ball bounces twice on the horizontal field;
  • block foul: a player prevents to the other to catch the ball. In the case of unintentional foul, restart the ball.

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7 – Score

Every foul gives a point to the opponent. The first player who reaches ten points wins the game. You can play one  set or more, the best between 3 or 5 games, as weell as the tennis game.

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