Tablet week #2

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La seconda settimana di presentazione dei tablet nella nostra scuola, l’IIS “G.Luosi” di Mirandola, ha visto alternarsi le classi prime dell’Istituto.

Le condizioni logistiche sono state cambiate all’ultimo momento in quando nelle tensostrutture la temperatura era troppo bassa, così alcune classi hanno trovato sistemazione negli spogliatoi del palazzetto dello sport, altre migrando al ristorante per avere il wi fi quando il bel tempo della tarda mattinata l’ha permesso. (si veda foto).

La progressione didattica ha ricalcato quella della settimana con le classi terze -leggi qui– con la differenza che al palazzetto non avevamo disponibile la connessione a Internet per entrare in moodle.

Agli studenti più giovani ho proposto una sequenza un po’ più ludica permettendo loro di trovare autonomamente le funzioni multimediali come le immagini e i filmati, audio e giochi. Solo successivamente ho introdotto la scrittura, sempre con Polaris Office e la lettura scaricando, quando è stato possibile, un racconto di genere fantascientifico, “Alta Scuola Per Bambini”, che l’autrice Rosalba Cocco e Barabba Edizioni  ci hanno permesso di distribuire sulla piattaforma d’Istituto.

Dopo aver incontrato circa 400 degli studenti che saranno coinvolti nei progetti didattici con i tablet, posso azzardare un bilancio in termini sia di prerequisiti, sia di interesse verso questi dispositivi:

  1. ancora più degli studenti delle classi terze, quelli delle prime conoscono questi apparecchi o gli smartphone per averli in famiglia, con una percentuale maggiore crescente dal professionale al liceo, anche se al professionale qualcuno, soprattutto i maschi, hanno maggior competenza tanto da farmi domande su questioni tecniche specifiche. Tutti conoscono le modalità multimediali anche se, alla domanda cosa volesse dire contenuto multimediale in tanti, trasversalmente agli indirizzi scolastici, non hanno saputo rispondere. Riflettendo con una collega siamo arrivate a dedurre che per loro un contenuto è un contenuto. Sarebbe forse più indicato parlare di multisensorialità indicando l’organo percettivo della fruizione, più che il medium che lo propone, anche perché quasi tutti i contenuti hanno ormai caratteristica multimodale;
  2. la trasposizione della scrittura dal PC al tablet non ha creato problemi, a parte forse 1-2% che è del tutto fisiologico, anzi, la maggior parte ha affermato che è gradevole e non crea nessun problema. Alla domanda: “riuscireste a prendere appunti a scuola con il tablet?” la risposta è stata, sì. Si pone però il problema di quelle discipline che hanno una simbologia specifica come la matematica o formule scientifiche;
  3. quasi tutti avevano scaricato sui propri PC delle risorse in .pdf ma pochissimi conoscevano gli ebook nel formato .epub ed i loro applicativi di lettura con le opzioni interattive. (C’è da dire che l’app My Library, di default sui nostri tablet, non consente le annotazioni, bisognerà trovarne di più complete). Anche in questo caso la percentuale di gradimento della lettura digitale è stata molto elevata;
  4. l’interazione con la piattaforma moodle è stata possibile solo in poche occasioni per le prime per la mancanza di connessione, ma avremo tempo di vederla successivamente;
  5. in mancanza di wi fi uno studente ha trovato lo stratagemma di inviare via bluetooth verso i cellulari il file scritto con l’editor di Polaris Office. Non ci avevo minimamente pensato;. Altri, stranieri, hanno scritto nella loro lingua, soprattutto in cinese;
  6. tutti erano molto curiosi di conoscere come sarebbero stati integrati i tablet nella didattica facendo domande precise e circostanziate. L’atteggiamento generale è di forte interesse ma si chiedono soprattutto se i docenti saranno in grado di utilizzarli per insegnare le discipline scolastiche. Hanno subito individuato l’anello debole;
Note divertenti: quando ho scattato la foto sopra e l’ho condivisa su instagram alcuni mi hanno chiesto se potevano seguirmi su questo social network e su Facebook, una studentessa addirittura mi ha detto che mi avrebbe voluta come mamma 🙂

E tu, cosa ne pensi?