PNSD – Formazione team – Ebook #3

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In breve: procedure di costruzione di un ebook in formato ePub partendo dalla scrittura collaborativa. Fase 3.

Perfezionamento dell’ebook

L’ebook nel formato .epub ottenuto nella Fase 2 ha bisogno di alcuni accorgimenti. Ci viene in aiuto Sigil sul quale carichiamo il nostro .epub.

Nel momento in cui lo carichiamo può essere che Sigil ci chieda se vogliamo che siano corretti alcuni errori. Rispondiamo SÍ.

Spostare l’indice

W2eP ha creato un indice che si posizione in fondo all’ebook. Lo possiamo spostare all’inizio prendendo con il cursore il file TOC.XHTML e inserirlo dove desideriamo. Possiamo eventualmente buttare questo file e crearne uno con questo sw. Si va in Strumenti—>Tavola dei Contenuti (TOC)—>Genera Tavola dei Contenuti (TOC) in HTML. Anche questo file può essere spostate nel punto desiderato del libro.

Validazione dell’ePub

In alto a destra nel menu c’è un’icona a forma di spunta verde: Convalida EPUB con FlightCrew. Cliccare e aspettare il responso: se è tutto OK il libro è validato per essere pubblicato, in caso contrario sono indicate le righe che determinano gli errori, ma di solito, se si sono rispettate le indicazioni che ho dato in precedenza non ci dovrebbero essere problemi.

Conversione in .mobi

Amazon e il sistema kindle usano epub particolari chiamati .mobi. Per convertire un epub in .mobi si usa lo strumento Calibre. Anche questo strumento non è difficile da utilizzare. Una volta impostata la conversione basta aprire sulla destra la cartella Percorso: fai clic per aprire per trovare il diversi formati di file.

Distribuzione

I file degli ebook così ottenuto possono essere inviati per email, caricati in Drive o Dropbox per il download, allegati a post del sito della scuola, ecc. per essere letti su fissi e mobile con i diversi applicativi di lettura.

Conclusioni

Questi tre brevi post danno un’indicazione procedurale senza entrare nel dettaglio delle descrizioni di ciascuno strumento. Ciascuno di quelli che sono stati usati: Google Drive, Open Office, Writer2epub, Sigil, Calibre hanno tutorial in testo o video. In ogni caso tutti sono stati utilizzati con funzioni semplici.

Buon lavoro!

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Post precedenti:

PNSD – Formazione team – Ebook #1

PNSD – Formazione team – Ebook #2

PNSD – Formazione team – Ebook #2

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In breve: procedure di costruzione di un ebook in formato ePub partendo dalla scrittura collaborativa. Fase 2.

Completamento del libro

Il documento così completato nella Fase 1 deve essere scaricato com file .odt (Open Office). A questo punto si lavora off line sul proprio PC.

1 – Inserimento immagini

Scaricare tutte le immagini dalla cartella condivisa su drive ed inserirle nel documento .odt, posizionandole sopra la didascalia.

2 – Cancellazione a aggiunta di pagine accessorie

  • Cancellare le pagine con le istruzioni, i commenti e tutto ciò che non farà parte dell’ebook.
  • Inserire pagine accessorie delimitate da Interruzione di pagina, come:
    • Frontespizio
    • Colophon
    • Citazione
    • Introduzione o prefazione
    • Bibliografia – Sitografia
    • Ringraziamenti
    • Altro…
  • Taggare le parti gerarchiche del testo così:
    • Titolo con tag Titolo
    • Sottotitolo con tag Sottotitolo
    • Capitolo con h2
    • Paragrafo con h3
    • Ecc. (la struttura gerarchica del testo può essere ampliata al bisogno).
  • Controllare che tra una sezione e l’altra non ci siano spazi inutilizzati. Dall’ultimo carattere di una sezione, cliccando il cursore, si deve passare a quella successiva. No righe bianche!

Conversione in epub

Scaricare Writer2ePub, estensione che si visualizza nella barra del menu di Documento di Open Office.

  • Cliccare sulla prima icona e completare con le informazioni richieste la scheda “Document Metadata“.
  • Cliccare sulla scheda “Document Preferences” e spuntare “Add Index page to the ePub file”.
  • Dare l’OK

Si ottiene un file .epub che in automatico si va a posizionare nella stessa cartella dove sta il precedente formato .odt. A questo punto si visualizza l’ebook con uno di questi reader: Readium, Calibre, iBooks, Google books, ecc. e si controlla se il layout corrisponde alle nostre aspettative. Controllare anche l’indice creato con i tag che abbiamo dato.
Il sistema può segnalare errori (tag aggiuntivi che non corrispondono o altre disfunzioni). Si può allora tornare sul file .odt e ricontrollare che non ci sia sfuggito qualcosa, oppure passare il file .epub su Sigil con il quale possiamo fare alcune operazioni di rifinitura del libro.

PNSD – Formazione team – Ebook #1

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In breve: procedure di costruzione di un ebook in formato ePub partendo dalla scrittura collaborativa. Fase 1.

Link delle presentazioni viste durante gli incontri:
Zibordi_ambienti di apprendimento
Zibordi_autoproduzione dei contenuti didattici
Il documento Piano Nazionale Scuola Digitale (Area a sinistra: Scarica Materiali)

Scrittura collaborativa

1 – Documento

Aprire un nuovo documento su Google Drive. Strutturarlo con informazioni, indicazioni, tutorial, creare uno spazio delimitato da interruzione di pagina con in testa cognome e nome dello studente/collega. Ricordare di:

  • Scrivere direttamente su drive, evitare i copia incolla di testo fatto con altri programmi.
  • Non formattare niente! Solo grassetto quando serve, usare Arial 11 che è di default su Drive.
  • Il file si salva automaticamente.
  • Se vuoi lasciare un commento o un suggerimento, fai così:
    seleziona una parola del testo, inserisci —>commento. Chiunque può rispondere ed intervenire nella discussione.
  • Se due o più persone sono online si può attivare la chat, modalità sincrona di comunicazione (icona di fianco all’immagine delle persone online).
  • Ciascun editor parte con una pagina isolata da un’interruzione (inserisci—>interruzione di pagina), scrivendo, questa pagina scorre come un rotolo di papiro fino a diventare una sezione o un capitolo della lunghezza del contenuto desiderato.

2 – Collegamento ipertestuale (link)

Puoi inserire link scrivendo direttamente l’URL, es: http://www.emanuelazibordi.it , il sistema lo riconosce come collegamento e lo rende attivo (blu),

Prassi migliore: selezionando una parola, es: “emanuela zibordi” , cliccare sul menù inserisci—> link o l’icona a “catenella” e copiare l’URL nel campo che compare nella nuova finestrella. Dare l’OK. Il risultato è questo: Emanuela Zibordi

3 – Gestione immagini

Le immagini non si inseriscono direttamente sul documento drive, si mette solo la didascalia con il nome, l’identificativo dell’immagine che andrà inserita successivamente (vedi qui sotto).

img 1_1_il risotto.jpg 

Le immagini bisogna prepararle a parte e metterle ordinatamente per nome in una cartella condivisa su drive.  Per archiviarle, si prendono dal proprio PC e si trascinano all’interno della cartella. N.B. la didascalia sopra sta ad indicare che in quel punto del documento, ovvero capitolo 1, andrà messa l’immagine 1.

4 – Preparazione immagini

  1. Aprire il programma https://pixlr.com/ cliccare sul blocco: EDITOR
  2. Videata successiva: Opzione: Apri immagine dal computer
  3. Compare l’immagine con alcuni dati
  4. Menu a tendina Immagine —> Dimensione immagine si apre finestra
  5. Tre opzioni per il ridimensionamento: se l’immagine si sviluppa in larghezza, inserire nel campo Larghezza 640 px; l’altezza si proporziona automaticamente. Se l’immagine si sviluppa in altezza, inserire nel campo Altezza 640 px. Se l’immagine è quadrata, inserire 480 px, o in larghezza o in altezza.
  6. Poi File—–> salva (si apre una finestra) Rinominare l’immagine con il numero assegnato al vostro spazio sul documento di drive, es, io sono zibordi è ho lo spazio 1, le mie immagini si chiameranno: 1_1.jpg; 1_2.jpg; ecc. Attenzione che il formato sia .jpg che è il più leggero.
  7. Aprire la cartella di Drive e archiviare.

5 – Gestione oggetti esterni

1 – Gestione video
Non incorporiamo i video nell’ebook (si può, ma appesantirebbero troppo il file), ma facciamo dei collegamenti esterni a Youtube, Vimeo ecc., oppure mettendo il file del video dentro a Drive, video che avrà un proprio URL per creare il collegamento ipertestuale. Per i video si può anche fare un cattura schermo (screenshot) di una videata, salvarla come immagine e inserire il collegamento nella didascalia.

2 – Gestione audio
Puoi inserire allo stesso modo dei file audio (podcast) in Google Drive e usare l’URL per un collegamento ipertestuale al file.

3- Altri elementi

Puoi inserire il link a risorse esterne come un libro digitale
Inserire simboli matematici Inserisci—>Equazioni es Oppure installando il componente aggiuntivo g(math).

Altre simbologie scientifiche o tecniche si possono inserire come immagini. Si scrive su carta, su lavagna, su LIM, su programmi specifici, si fa la foto o lo screen shot e si posta come immagine.

Tabelle: cum grano salis e piccole perché hanno comportamenti strani nei dispositivi (eventualmente disegnarle con altri programmi, salvarle come immagini ed inserirle come abbiamo visto sopra).

Una volta inseriti i testi, i collegamenti, le didascalie si passa alla fase successiva.

PNSD – Formazione team

In breve: Slide di sintesi per i corsi di formazione team “Piano Nazionale Scuola Digitale” rivolta ai Team Digitali di Bologna, Modena, Reggio Emilia

Scrittura collaborativa e costruzione del sapere

Presentazione su scrittura collaborativa e classe rovesciata. Liceo “G.Galilei” Macerata, 30 Novembre 2015.

5 affermazioni da smentire quando si parla di scuola e tecnologie

google toolsGoogle Apps for Education

In breve: pregiudizi su scuola e tecnologie Condividi il Tweet

Accolgo la provocazione di Marco Dominici che invita in un suo articolo di Medium, ad stilare un proprio elenco di pregiudizi correnti riguardo l’uso delle (nuove) tecnologie in classe.
In verità anch’egli si riferisce ad un post in cui un docente americano , in estrema sintesi, fa la stessa operazione, a dimostrazione che a livello planetario e proprio negli USA, paese molto attivo nell’innovazione, ci siano ancora da sbloccare luoghi comuni e che il processo di sdoganamento delle tecnologie nell’educazione vive, là come qua, momenti di strenua resistenza e criticità.

In verità, frequentando in parecchie occasioni corsi online (MOOCs), proprio da quel paese e da altri altrettanto originali nel trovare soluzioni efficaci di insegnamento – apprendimento, il grado di innovazione didattica messo a punto con le nuove tecnologie si sta pian piano diffondendo dalla ricerca all’applicazione, con un processo “osmotico”, sia quantitativo per il numero di proposte di formazione, sia qualitativo per il grado di creatività, quale scintilla per innescare processi di innovazione che la convertono in sistema.

Anche nel nostro paese ci sono esempi che vanno in questa direzione; siamo però ancora un po’ lontani da una diffusione accettabile, sia per il livello di formazione dei docenti, ma soprattutto per una resistenza alla novità, alimentata anche da centri di potere mediatici che puntualizzano spesso ciò che di negativo comporta l’uso delle tecnologie.

Vorrei a questo punti stilare un elenco personale, un po’ ragionato, di alcuni pregiudizi che sento spesso aleggiare tra i colleghi, sia nel mio ambiente scolastico, sia in rete.

  1. Per lo studio la carta è insostituibile. Questa affermazione può essere vera se si ha come riferimento il libro di testo adottato, il cui costo autorizza a credere che sia il non plus ultra per qualità dei contenuti che contiene. In verità questi, ormai, si trovano ovunque, basta saper cercare bene e con metodo. Ascoltare più di una campana, saper analizzare, come saper sintetizzare, sono competenze imprescindibili del XXI secolo. Questo tipo di didattica non ha bisogno di un libro di testo, ma di tracce metodologiche indirizzate soprattutto alla soluzione di problemi con una didattica che costruisce il sapere. I libri non scompaiono ma devono essere, -io li chiamo-, libri veri. Le nuove tecnologie facilitano questo compito, con la rete e l’editoria digitale integrate nelle loro diverse funzioni, lineare e reticolare. Il digitale, inoltre, permette sottolineature, annotazioni, sincronizzazioni che il libro di carta può dare solo in maniera limitata.
  2. L’insegnante deve spiegare, altrimenti che insegnante è? Il ruolo del docente non è più quello di mettersi alla lavagna e parlare per ore mentre la classe assorbe (quando va bene), nozioni con un ritorno di output prestabiliti. L’insegnante rimane comunque colui che facilita i percorsi di apprendimento, accettando vie diverse alla sua realizzazione. Il nostro cervello, oserei dire il nostro corpo, nella realtà è un laboratorio di apprendimento che tenta di dare risposte a problemi reali, anche se astratti, e non un contenitore da riempire. La tecnologia aiuta a distribuire risorse didattiche dalle quali partire e  raccogliere risultati sotto forma di prodotti intellettuali originali.
  3. Non tutti posseggono i dispositivi per accedere alle informazioni. Questo discorso poteva aver senso qualche anno fa quando le scuole spendevano molte risorse per allestire laboratori informatici. Ormai il problema è ampiamente superato dal mobile; il 99% dei nostri studenti possiede uno smartphone e, come ci insegnano i paesi in via di sviluppo, questo è uno strumento con il quale si possono implementare percorsi di apprendimento con le nuove tecnologie con un dispendio relativo, utilizzando ciò che esiste già. Usiamoli.
  4. I genitori vogliono una didattica tradizionale. Può essere vero che ci sia necessità di un sentimento rassicurante rispetto a quanto si è vissuto personalmente: tanti genitori sono soddisfatti se un insegnante spiega bene, pretende gli apprendimenti così come programmato, è severo nelle valutazioni, dà molti compiti. Personalmente ho un’altra percezione: i più bravi insegnanti che ho avuto sono stati quelli che mi hanno saputo ascoltare, che hanno accettato anche altre modalità, che mi hanno fatto lavorare senza impormi contenuti, ma mi hanno lasciato cercare e sviluppare percorsi e progetti. Sono quelli che, purtroppo, conto sulle dita di una mano. Ancora li ringrazio perché, i “contenuti” che “non” mi hanno insegnato, li ho trovati da me e, spesso, sono stata capace di metterli in relazione senza la ferrea divisione alla quale sottoponiamo i nostri studenti con le materie scolastiche assorbite passivamente, a compartimenti stagni. La realtà non è lineare, ma complessa, la rete pure; bisogna imparare a gestire la complessità, il conflitto, il caos, l’imprevisto e trasformare tutto ciò in risorsa, in occasione positiva per l’apprendimento sviluppando il pensiero critico.
  5. Studiare da soli è meglio che in gruppo. La nostra scuola è ancora molto orientata all’apprendimento individuale. Si crede che il lavoro di gruppo sia occasione per potersi imboscare e far lavorare solo i più bravi. Le tecnologie, invece, permettono di integrare l’apprendimento sociale con le interazioni, ma anche di raccogliere le produzioni ed i contributi individuali. Ciò non toglie che ci siano momenti di riflessione personale, ma i nuovi media permettono di avere contatti con i propri compagni e di scambiare informazioni tra pari, anche fuori il proprio ambiente (cosa che già fanno a prescindere dal contesto scolastico). Questo non era possibile, o in minima parte, senza questi strumenti. Ormai tutto il mondo apprende anche così e la scuola, se vuole sopravvivere, non può rimanere ferma al palo.

Scienze Motorie – Appunti delle lezioni

Scienze Motorie - Appunti delle lezioniScienze Motorie – Appunti delle lezioni by Emanuela Zibordi

My rating: 5 of 5 stars

 

 

In breve:

Scienze Motorie - appunti delle lezioni, II edizione: flipped classroom a.s. 2015-16. Condividi il Tweet

Il testo è stato scritto in collaborazione con la classe II A del Liceo Classico “Giovanni Pico” di Mirandola per il progetto “cl@sse 2.0” nell’a.s. 2013-14, secondo la metodologia proposta in Testi Scolastici 2.0

Questa seconda edizione raccoglie gli appunti delle lezioni come percorso operativo per le classi dell’a.s. 2015-16. Sono stati aggiornati e sviluppati alcuni argomenti, tra cui Hata Yoga, che nella prima edizione rimandavano a link esterni. Sono state inoltre adattati i punteggi da assegnare per ogni attività secondo la metodologia valutativa che prevede elementi di gamification.

Nello specifico della didattica verrei introdurre in forma un po’ più sistematica la flipped classroom, utilizzando le varie sezioni per una prima lettura da casa, in modo che ci sia da parte degli studenti una conoscenza preliminare degli argomenti e delle modalità operative proposte durante le lezioni.
Questo dovrebbe permettere di sfruttare meglio il tempo per l’apprendimento ed il gioco
.

Una copia di questo testo sarà a disposizione in scrittura condivisa per apportare nuove integrazioni ed aggiornamenti anche specifici per classi, perché la sua funzione è quella di un ebook flessibile, di contesto, lontano dai modelli dei manuali proposti per le adozioni.

N.B. Gli studenti interessati hanno ricevuto copia gratuita del testo, nei formati .epub e .mobi.

Scienze Motorie

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