Fare ebook a scuola

In breve: slide della presentazione al corso “Editore al tempo del digitale” Bologna, 5 Marzo 2017

PNSD – Formazione team – Ebook #3

ebook_4

In breve: procedure di costruzione di un ebook in formato ePub partendo dalla scrittura collaborativa. Fase 3.

Perfezionamento dell’ebook

L’ebook nel formato .epub ottenuto nella Fase 2 ha bisogno di alcuni accorgimenti. Ci viene in aiuto Sigil sul quale carichiamo il nostro .epub.

Nel momento in cui lo carichiamo può essere che Sigil ci chieda se vogliamo che siano corretti alcuni errori. Rispondiamo SÍ.

Spostare l’indice

W2eP ha creato un indice che si posizione in fondo all’ebook. Lo possiamo spostare all’inizio prendendo con il cursore il file TOC.XHTML e inserirlo dove desideriamo. Possiamo eventualmente buttare questo file e crearne uno con questo sw. Si va in Strumenti—>Tavola dei Contenuti (TOC)—>Genera Tavola dei Contenuti (TOC) in HTML. Anche questo file può essere spostate nel punto desiderato del libro.

Validazione dell’ePub

In alto a destra nel menu c’è un’icona a forma di spunta verde: Convalida EPUB con FlightCrew. Cliccare e aspettare il responso: se è tutto OK il libro è validato per essere pubblicato, in caso contrario sono indicate le righe che determinano gli errori, ma di solito, se si sono rispettate le indicazioni che ho dato in precedenza non ci dovrebbero essere problemi.

Conversione in .mobi

Amazon e il sistema kindle usano epub particolari chiamati .mobi. Per convertire un epub in .mobi si usa lo strumento Calibre. Anche questo strumento non è difficile da utilizzare. Una volta impostata la conversione basta aprire sulla destra la cartella Percorso: fai clic per aprire per trovare il diversi formati di file.

Distribuzione

I file degli ebook così ottenuto possono essere inviati per email, caricati in Drive o Dropbox per il download, allegati a post del sito della scuola, ecc. per essere letti su fissi e mobile con i diversi applicativi di lettura.

Conclusioni

Questi tre brevi post danno un’indicazione procedurale senza entrare nel dettaglio delle descrizioni di ciascuno strumento. Ciascuno di quelli che sono stati usati: Google Drive, Open Office, Writer2epub, Sigil, Calibre hanno tutorial in testo o video. In ogni caso tutti sono stati utilizzati con funzioni semplici.

Buon lavoro!

***

Post precedenti:

PNSD – Formazione team – Ebook #1

PNSD – Formazione team – Ebook #2

PNSD – Formazione team – Ebook #1

ebook_1

In breve: procedure di costruzione di un ebook in formato ePub partendo dalla scrittura collaborativa. Fase 1.

Link delle presentazioni viste durante gli incontri:
Zibordi_ambienti di apprendimento
Zibordi_autoproduzione dei contenuti didattici
Il documento Piano Nazionale Scuola Digitale (Area a sinistra: Scarica Materiali)

Scrittura collaborativa

1 – Documento

Aprire un nuovo documento su Google Drive. Strutturarlo con informazioni, indicazioni, tutorial, creare uno spazio delimitato da interruzione di pagina con in testa cognome e nome dello studente/collega. Ricordare di:

  • Scrivere direttamente su drive, evitare i copia incolla di testo fatto con altri programmi.
  • Non formattare niente! Solo grassetto quando serve, usare Arial 11 che è di default su Drive.
  • Il file si salva automaticamente.
  • Se vuoi lasciare un commento o un suggerimento, fai così:
    seleziona una parola del testo, inserisci —>commento. Chiunque può rispondere ed intervenire nella discussione.
  • Se due o più persone sono online si può attivare la chat, modalità sincrona di comunicazione (icona di fianco all’immagine delle persone online).
  • Ciascun editor parte con una pagina isolata da un’interruzione (inserisci—>interruzione di pagina), scrivendo, questa pagina scorre come un rotolo di papiro fino a diventare una sezione o un capitolo della lunghezza del contenuto desiderato.

2 – Collegamento ipertestuale (link)

Puoi inserire link scrivendo direttamente l’URL, es: http://www.emanuelazibordi.it , il sistema lo riconosce come collegamento e lo rende attivo (blu),

Prassi migliore: selezionando una parola, es: “emanuela zibordi” , cliccare sul menù inserisci—> link o l’icona a “catenella” e copiare l’URL nel campo che compare nella nuova finestrella. Dare l’OK. Il risultato è questo: Emanuela Zibordi

3 – Gestione immagini

Le immagini non si inseriscono direttamente sul documento drive, si mette solo la didascalia con il nome, l’identificativo dell’immagine che andrà inserita successivamente (vedi qui sotto).

img 1_1_il risotto.jpg 

Le immagini bisogna prepararle a parte e metterle ordinatamente per nome in una cartella condivisa su drive.  Per archiviarle, si prendono dal proprio PC e si trascinano all’interno della cartella. N.B. la didascalia sopra sta ad indicare che in quel punto del documento, ovvero capitolo 1, andrà messa l’immagine 1.

4 – Preparazione immagini

  1. Aprire il programma https://pixlr.com/ cliccare sul blocco: EDITOR
  2. Videata successiva: Opzione: Apri immagine dal computer
  3. Compare l’immagine con alcuni dati
  4. Menu a tendina Immagine —> Dimensione immagine si apre finestra
  5. Tre opzioni per il ridimensionamento: se l’immagine si sviluppa in larghezza, inserire nel campo Larghezza 640 px; l’altezza si proporziona automaticamente. Se l’immagine si sviluppa in altezza, inserire nel campo Altezza 640 px. Se l’immagine è quadrata, inserire 480 px, o in larghezza o in altezza.
  6. Poi File—–> salva (si apre una finestra) Rinominare l’immagine con il numero assegnato al vostro spazio sul documento di drive, es, io sono zibordi è ho lo spazio 1, le mie immagini si chiameranno: 1_1.jpg; 1_2.jpg; ecc. Attenzione che il formato sia .jpg che è il più leggero.
  7. Aprire la cartella di Drive e archiviare.

5 – Gestione oggetti esterni

1 – Gestione video
Non incorporiamo i video nell’ebook (si può, ma appesantirebbero troppo il file), ma facciamo dei collegamenti esterni a Youtube, Vimeo ecc., oppure mettendo il file del video dentro a Drive, video che avrà un proprio URL per creare il collegamento ipertestuale. Per i video si può anche fare un cattura schermo (screenshot) di una videata, salvarla come immagine e inserire il collegamento nella didascalia.

2 – Gestione audio
Puoi inserire allo stesso modo dei file audio (podcast) in Google Drive e usare l’URL per un collegamento ipertestuale al file.

3- Altri elementi

Puoi inserire il link a risorse esterne come un libro digitale
Inserire simboli matematici Inserisci—>Equazioni es Oppure installando il componente aggiuntivo g(math).

Altre simbologie scientifiche o tecniche si possono inserire come immagini. Si scrive su carta, su lavagna, su LIM, su programmi specifici, si fa la foto o lo screen shot e si posta come immagine.

Tabelle: cum grano salis e piccole perché hanno comportamenti strani nei dispositivi (eventualmente disegnarle con altri programmi, salvarle come immagini ed inserirle come abbiamo visto sopra).

Una volta inseriti i testi, i collegamenti, le didascalie si passa alla fase successiva.

Sharing tools – Erasmusplus

Presentazione fatta in occasione del terzo incontro del progetto Erasmusplus con oggetto
“La risposta della scuola ai problemi giovanili”
Mirandola, MO 10 – 15 Ottobre 2015

Libri fatti in casa

ebook_1

 img: pagina di ebook creato nel corso

In breve: riflessioni sulla necessità di imparare a fare libri da sé

Sto concludendo l’ultimo dei due corsi PNSD sulla costruzione degli ebook. Insieme ad altri colleghi dell’Emilia Romagna ho formato docenti in grado di costruire libri fatti in casa per le più svariate opportunità didattiche.
Sarà una mia fissa e ammetto che ci sia una componente un po’ maniacale, ma voglio ancora una volta ribadire i motivi del mio interesse per questo genere di oggetti digitali mentre intorno imperversano altre forme comunicative che, forse, hanno più appeal. Io non demordo.
Poi ciascuno, avendo a disposizione la bicicletta, decida se pedalare o meno.

Un libro è un libro

Che sia un romanzo o un saggio, che sia scritto da uno o più autori, un libro custodisce una propria completezza che, a differenza di quelli di carta o in misura molto superiore, può essere continuamente revisionata e accresciuta delle altre modalità comunicative, multimediali e multimodali, caratteristiche del digitale.
Mi viene da fare un’analogia con il gioco del golf dove ci si può esercitare con colpi specifici (strumenti diversi) ma, ad un certo punto bisogna andare in campo e provare a mettere insieme le diverse tecniche richieste dal contesto. Sport di situazione, appunto, dove il risultato è sempre maggiore della somma degli elementi, come un libro.
Si può giocare da soli oppure in compagnia; l’una e l’altra condizione presentano pro e contro, di certo la seconda è più divertente.

Docenti e ebook

Ti faccio una domanda: se tuo figlio, o figlia, frequentasse un istituto alberghiero, ti piacerebbe che i docenti di cucina li formassero aprendo delle buste Findus? Probabilmente no, vorresti che partissero dagli ingredienti base e imparassero a fare da sé sotto la guida di un esperto che conoscesse i trucchi del mestiere e che avesse la pazienza di aspettare il prodotto finale.
Allora perché tuo figlio o tua figlia devono avere testi che non prevedono lo sforzo di costruire il percorso di conoscenza, ma deglutiscono il sapere senza nemmeno chiedersi da dove arriva, dove va cercato?
Siamo sicuri che con i testi adottati stimoliamo il pensiero critico? Siamo sicuri che li motiviamo allo studio?
A quest’ultima domanda potrei anche dare risposta affermativa se la motivazione è quella di ottenere voti (estrinseca), ma questo non ha niente a che vedere con la curiosità e il piacere di apprendere (motivazione intrinseca). Senza considerare, poi, i diversi livelli di efficacia.
I docenti lo sanno bene (se vogliono pensarci), e l’evidenza lampante sta tra gli studenti entusiasti e attivi da una parte e quelli annoiati e passivi, opportunisti dall’altra.
Prova a farti i tuoi libri, non saranno capolavori, ma saranno i tuoi, così come un piatto di tortellini fatti in casa: disuguali, non perfetti ma buoni.

I docenti devono riappropriarsi della propria professionalità (lo so, è un discorso difficile: chi paga?) ma in un futuro prossimo, ormai diventato presente, dove il ruolo di erogatore di contenuti sta pian piano lasciando il posto a sistemi automatici di apprendimento, i migliori saranno quelli che sapranno maneggiare la conoscenza con gli strumenti e i sistemi informatici (informazione automatica), opportunamente supportati da competenze didattiche adeguate.

Metodo

La tecnica costruttiva, di cui parlo ampiamente nei post in questo sito, va di pari passo con l’idea di metodo che mi sono costruita e che divulgo nella speranza, da alcuni condivisa, applicata e migliorata, che costruire insieme un libro sia un’operazione impegnativa, che non può essere liquidata presentando gli strumenti e dire: si fa così. Bisogna:

  • sapere cos’è un ebook, non nel dettaglio estremo, ma tanto da poter riuscire a prendere un .epub – ad esempio un liberliber.it di Pirandello- e metterci le mani, ricostruirlo per/insieme ai propri studenti;
  • costruire ebook collaborativi: azione complessa che necessita di assegnazione di ruoli, regole, schemi, organizzazione, responsabilità, azione, ma anche creatività, espressione, fantasia, estro, talento quando c’è;
  • saper pubblicare un ebook;

Da questi obiettivi nasce la scelta degli strumenti che propongo, che a mio parere corrispondono a queste necessità. Forse non sono i più semplici e i più immediati, ma punto sulla consapevolezza di ciò che si sta facendo; non siamo meri esecutori.

Quello che non è possibile definire, ed è la variabile individuale a questo processo è che, come per tutti gli strumenti che abbiamo imparato ad usare in questi anni, i risultati sono uno diverso dall’altro, relativamente al grado di immaginazione e abilità tecnica che ciascuno sa mettere in campo.

Si parlava di bicicletta?

PNSD – Libri digitali #5

cover ebook RE

 

In breve: report della terza lezione a Reggio Emilia e Modena, Piano Nazionale Scuola Digitale “Libri digitali e contenuti integrativi”

Terzo e ultimo incontro del corso.
Prima di tutto vorrei sottolineare la partecipazione interessata e attiva alle lezioni e alle attività online. L’obiettivo di costruire insieme un ebook è stato raggiunto. Ciascun corsista, infatti, dato il file .odt risultato della scrittura collaborativa, lo ha completato con le immagini ed  ha prodotto una propria copia, caricata nella cartella condivisa su Google Drive.

In un prossimo post pubblicherò i due libri prodotti sia dal corso di Reggio Emilia e da quello di Modena, ancora in svolgimento.

Riassumo ora le ultime operazioni di raffinazione del testo uscito come .epub dalla conversione effettuata con W2E. A questo proposito si è utilizzato il programma Sigil con il quale abbiamo effettuato le seguenti operazioni (le istruzioni più in dettaglio sono sul file condiviso iniziale).

  1. In automatico (lo chiede lo stesso programma in apertura file) la correzione di alcune imperfezioni
  2. Controllo di tutti i file section a cui corrispondono le parti del libro (cover, pagine speciali, capitoli, ecc)
  3. Cancellazione di eventuali file superflui (es: sezioni bianche, indice esportato da W2E)
  4. Creazione dell’indice in HTML e suo spostamento.
  5. Salvataggio del file che si va a sostituire al precedente.

Il programma Sigil, come abbiamo visto velocemente, permette di incorporare i file audio e video nell’ebook secondo lo standard ePub 3. Questa operazione permette di visualizzare queste risorse in modalità offline, ma appesantisce molto il file. Inoltre non tutti i lettori e applicativi permettono la visione o l’ascolto.

A questo punto l’ebook è pronto da leggere sugli applicativi dedicati. Abbiamo utilizzato Readium per PC e Mac, iBooks per dispositivi Apple, Kindle per tutti i dispositivi, ma ce ne sono altri, come Google books o specifici per i mobile.

Pubblicazione dell’ebook

Si sono poi prese in considerazione le opportunità di distribuzione, che sono:

  1. Upload del file .epub in una cartella condivisa su Google Drive. (In alternativa sul sito della scuola o moodle, ecc.)
  2. Pubblicazione in selfpublishing con narcissus.me con le diverse opzioni che questa piattaforma propone.

Ricordo che sempre lo stesso portale offre un servizio di editing dell’ebookBackTypo,  di cui trovo utile anche l’opzione per creare ipertesti, cioè ebook con link interni.

Un’altra alternativa per trasformare velocemente risorse già pronte nel formato .epub è Liber.io, anche abbastanza semplice da utilizzare.

L’ ultima parte della lezione ci ha coinvolto in una discussione sulle opportunità didattiche degli ebook, anche  come sostitutivi dei libri di testo in adozione.

PNSD – Libri digitali #4

open office apps

 

In breve: report della seconda lezione a Reggio Emilia e Modena, Piano Nazionale Scuola Digitale “Libri digitali e contenuti integrativi”

Questa fase è particolarmente complessa, non tanto per l’uso degli strumenti, quanto per la metodologia e l’organizzazione dei contenuti del futuro ebook. (Guarda anche sul doc iniziale ebook condiviso su GD per seguire le procedure – Esercitazione 2).

Usiamo gli applicativi di Open Office per tre funzioni:

  1. Documenti per scaricare il file ebook_pulito da Google Drive:  File—> Scarica come—> Formato OpenDocument (.odt). Lo salviamo in una cartella dedicata all’ebook.
  2. Disegno per dimensionare le immagini secondo la procedura indicata qui: Ebook: dimensione immagini con Disegno di open office
  3. Disegno per creare la copertina dell’ebook a tutta larghezza del foglio di lavoro, che va salvata come cover.jpg

I file delle immagini è opportuno che siano poi caricati nella cartella condivisa di Google Drive in modo che, chi andrà ad inserirle nel file .odt, le possa scaricare da lì e le trovi ben nominate e ben dimensionate con n°capitolo, punto, n° posizione foto, es: img 2.4.jpg, img 2.5.jpg, img 6.3.jpg, ecc.
Caricare sempre su GD anche la copertina che, abbiamo detto, deve avere la dicitura cover.jpg

Una volta inserite le immagini si vanno a taggare i titoli:  del frontespizio (Titolo, sottotitolo), di capitolo (h2 o intestazione 2) paragrafo (h3 o intestazione 3) ed eventualmente tag successivi per parti gerarchicamente inferiori.
Ti ho mostrato come fare, in genere si trovano nella finestra a sinistra dove di default c’è scritto “predefinito“, ma alcuni bisogna cercarli nella finestra a destra “Stili di formattazione”. Per fare questo si clicca su “Extra…” e poi sulle due prime icone: Stili di paragrafo e Stili di carattere. Con un po’ di fortuna si trovano.

Dato il tempo a disposizione abbiamo inserito solo alcune foto e taggato alcuni titoli per poi passare ad esportare il nostro primo ePub. Per fare questo abbiamo usato l’estensione Writer2ePub di cui ho fornito in precedenza l’URL per poter fare il download.

writer 2 epub

Dobbiamo cliccare sull’icona a scelta rapida con la E verde (vedi immagine sopra)  che abbiamo nella barra del menu di Documenti e riempire i campi dei metadata nella finestra che appare (la data si scrive AAAA-MM-GG). Inserire la copertina andandola a prendere nella cartella delle immagini poi, nella scheda Preferences spuntare la casella crea l’indice.
Questo indice non sarà quello definitivo perché lo creeremo con Sigil, ma ad una prima lettura dell’ebook, ci permette di verificare se abbiamo taggato bene tutti i titoli.
Dai l’OK, il file .epub si salva automaticamente nella stessa cartella dell’ .odt originale.

Attività per la prossima lezione:

  1. Carica una tua immagine, ben dimensionata e nominata nella cartella condivisa. Scarica e inserisci le immagini, una per capitolo (ti consiglio di fare prima un po’ di spazio con invii sopra le didascalie).
  2. Tagga i titoli dell’ebook
  3. Esporta in .epub con w2e, ricorda di inserire i metadata
    Puoi vedere il risultato del tuo ebook usando Readium o, per chi ha il Mac, direttamente con iBooks (può darsi che si presenti qualche problemino nel layout, ma vedremo la prossima lezione come risolverlo).

Buon lavoro e alla prossima 🙂

PNSD – Libri digitali #1

corso ebook

 

In breve:  Piano Nazionale Scuola Digitale, due corsi di formazione “Libri digitali e contenuti integrativi” a Modena e Reggio Emilia – Primavera 2015 

Attenzione: in data 11-03-2015 è stato cambiato l’orario degli incontri e la sede del corso di Modena. Più in basso il link per il programma aggiornato.

Sono stata incaricata a tenere due corsi del Piano Nazionale Scuola Digitale per i docenti delle province di Modena e Reggio Emilia sull’argomento “Libri digitali e contenuti integrativi”.

Per maggiori informazioni clicca sul link qui sotto:

Programma e calendario incontri

Iscrizioni: sul portale Istanze Online:

Reggio Emilia, entro il 16/03/2015

Modena, entro il 17/03/2015

pnsd istanze online

Editoria digitale, scuola digitale – Intervista

books scuola

Testi abbandonati dopo il terremoto

In breve: Aurora Santachiara mi intervista sull’editoria digitale e scuola digitale per la sua tesi di Laurea.

Il suo libro spiega come si costruisce un e-text in maniera collaborativa: quali sono le ragioni di questa scelta?
In sintesi la scelta di occuparmi dei libri di testo è riconducibile al ruolo di genitore costretto a spese pressoché inutili e ad un sistema commerciale che ormai ritengo sia obsoleto. Il digitale viene in aiuto con le sue opportunità creative, specialmente quella di coinvolgere gli studenti nella costruzione di percorsi di sapere. Gli strumenti ci sono, sia hardware, sia software. Servono voglia di cambiare, nuove competenze e buona volontà.

La tecnologia e l’uso di internet è spesso vista dagli studenti come un momento di svago, l’unico filo che lega internet e la scuola è l’uso dei motori di ricerca per fare ricerche e l’uso di piattaforme di e-learning, laddove ce ne siano. Qual è stata la reazione degli studenti alla proposta del progetto?
Gli studenti sono immersi nella tecnologia ed hanno l’abitudine a creare contenuti. La scuola deve indirizzare all’utilizzo degli strumenti funzionali all’apprendimento, stimolandoli alla ricerca e all’espressività. L’acquisizione delle competenze informatiche è, sia imparare delle procedure, sia operare delle scelte di contenuto, intellettuali ed estetiche in ambienti di condivisione. Le reazioni sono buone perché si arriva a prodotti, come ad esempio gli ebook, che danno soddisfazione e ripagano della fatica fatta. È un lavoro artigianale e come tale è carico del valore aggiunto della narrazione, dall’azione educativa che consiste nella sollecitazione di processi mentali ad ampio raggio: la creatività, la pazienza esecutiva e il superamento delle difficoltà. Tutte queste sono componenti fondamentali dell’imparare a scuola e gli studenti lo percepiscono positivamente.

Quanto è importante a suo avviso l’acquisizione di una competenza digitale per gli insegnanti?
Nel XXI secolo non possedere competenza digitale significa essere analfabeti. Gli insegnanti, inoltre, dovrebbero guardare oltre il presente e proiettarsi verso il futuro perché gli studenti di oggi avranno un domani probabilmente molto diverso da quello che ha vissuto la generazione precedente. Bisogna dare strumenti per riuscire ad affrontare il mondo reale e non ostentare un modello che non ha più ragione di esistere, pena il fallimento del sistema educativo e di istruzione. Gli stessi docenti devono rendersi conto che sta esplodendo una forte concorrenza, almeno sul piano dei contenuti se non proprio quello della didattica, che viene dal web.
In questo periodo sto valutando i modelli didattici dei MOOCs (Massive Online Open Courses) che hanno già strutture più razionali ed efficaci rispetto alla scuola tradizionale. Io mi sto attrezzando, ma quanti altri lo fanno? C’è in atto nella categoria un conflitto psicologico e intellettuale che punta in direzioni diverse: il primo tende all’innovazione abbandonando vecchi modelli, sperimenta non senza difficoltà per i pochi mezzi a disposizione e senza riconoscimenti; il secondo che vive di nostalgie, che interpreta ogni valorizzazione della categoria come giustificazione a continuare a procedere con una didattica erogativa ed autoritaria. In mezzo ci sono gli scettici, quelli che non si pongono nemmeno il problema. Non vedo una soluzione rapida all’arretratezza digitale dei docenti italiani.

Come vede la scuola italiana tra 10 anni?
Come scrivevo sopra ci sarà una forte concorrenza. La conoscenza, che prima era appannaggio di alcune categorie, adesso con la rete diventa accessibile a tutti. Non è più sufficiente sapere i contenuti disciplinari, bisogna saperli utilizzare come strumenti educativi in maniera più efficace. Fra 10 anni con molta probabilità ci saranno nuovi strumenti, forse anche insegnanti robot che si adattano allo stile di apprendimento di ciascuno studente, forme di simulazione più avanzata, realtà virtuali che metteranno in condizione di provare a fare cose impensabili. Volendo fare previsioni, vedo scuole più attente ai processi di socializzazione e di apprendimento condiviso indispensabili alla crescita equilibrata della personalità, le stesse scuole demanderanno l’apprendimento dei contenuti ad agenzie sul web. Le scuole saranno con probabilità spazi aggregativi con tutor che avranno il compito di facilitare gli studenti a studiare in ambienti interattivi.
Scherzando con un mio collega, un giorno gli ho detto che le uniche materie dove è indispensabile la presenza fisica degli studenti sono Educazione Fisica (oggi si chiama Scienze Motorie) e Filosofia. Un po’ un ritorno alle origini come nell’antica Grecia. Il resto può essere tranquillamente demandato a forme semi o interamente automatizzate. Naturalmente sto parlando di adolescenti, ma anche negli ordini inferiori penso che si arriverà ad avere luoghi di apprendimento che non saranno più come le scuole di oggi.

Cosa propone nel suo libro e quanto sono importanti le pratiche di testi 2.0?
Quello che propongo nel mio testo è una pratica alternativa all’adozione dei libri di testo. C’è la possibilità, chi la vuole sperimentare ora può. La mia esperienza di testi digitali delle case editrici è limitata, non sento dai colleghi né interesse né, per i pochi che li hanno visionati, differenze sostanziali con quelli cartacei. La mia opinione è che sono pressoché inutili, mentre sono per i “libri veri” e risorse costruite in itinere che possono sfociare in un ebook auto-prodotto e auto-pubblicato (reso pubblico).
Gli insegnanti storcono il naso un po’ su tutto ciò che è innovativo, ma è come gridare “al lupo al lupo” per qualsiasi cosa cambi lo status quo, per cui non si capisce quali siano gli argomenti da salvaguardare e quelli da cambiare. Io sono per il cambiamento che dovrebbe iniziare da un’organizzazione didattica diversa che non sia solo quella dettata da contingenze economiche. I tempi non sono di certo favorevoli ma, quello che ci è permesso fare in coerenza con i margini di libertà che ci sono assegnati dagli articoli 9 e 33 della Costituzione, si fa, si prova a fare. Le case editrici facciano pure i loro interessi, ci mancherebbe, personalmente cerco di fare gli interessi dei miei studenti e delle loro famiglie che sono indotti a comprare libri che non usano. Una conferma l’ho avuta agli ultimi esami di Stato: libri con più di 300 pagine per una materia con 60 ore all’anno, di cui solo una trentina utilizzate. Uno spreco inutile di risorse che si possono reperire anche gratuitamente.

Molti sostengono che i libri prodotti potrebbero “soffrire” a livello qualitativo, lei cosa pensa in merito alla qualità dei testi in self-publishing?
 
Chi sostiene che i testi auto-prodotti non siano di qualità non ha capito cos’è un ebook. Si pensa ancora al libro come oggetto fisso, definitivo, gutenberghiano, che quando esce dalla tipografia si può aggiornare solo con gli Errata Corrige. Il digitale è fluido, come si usa dire adesso: liquido. E’ aggiornabile, correggibile, integrabile, facile da fare, facile da pubblicare. Inoltre rappresenta, non tanto l’oggetto libro in sé, ma il processo a livello educativo, il percorso di insegnamento/apprendimento, la documentazione dell’evoluzione didattica. Dobbiamo capire che Ii libro non è più quello di una volta.
Quelli che parlano di validazione hanno in mente un processo industriale non didattico, prodotti di largo consumo, commerciali, standard. Nessuno si chiede se i contenuti che passa un insegnante a scuola siano validi, tra l’altro dopo un titolo di studio riconosciuto, un’abilitazione all’insegnamento, aggiornamenti, ecc. Quello dell’insegnante rimane comunque un lavoro difficile, di leggerezze a scuola se ne fanno continuamente, ne ho fatte anch’io per inesperienza, per ignoranza, a volte per stanchezza; ne vedo tutti i giorni di assurdità, le leggo negli sguardi sconcertati degli studenti, dei loro genitori.
Riguardo ai testi in adozione ce ne sono in circolazione pieni di errori, con orientamenti ideologici diversi, difficili da interpretare e nessuno si scandalizza ed alza barricate. Nella libertà ci stanno anche le schifezze e, aggiungo, a costi elevati. La validità dell’ebook della mia materia che sto per pubblicare, per me, ha lo stesso grado di validità della mia azione nell’insegnamento orale. La differenza è che a scuola mi ascoltano in 200, se pubblico l’ebook sul mio blog in 20.000. E allora, cosa devo temere? Allo stesso modo chi mi valida durante le mie lezioni? Fatevi avanti! Discutiamone, vi aspetto.

Cosa ci insegnano i MOOCs – #3 Le risorse didattiche

moocs risorse didattiche

In breve: aspetti qualitativi e quantitativi delle risorse didattiche nei MOOCs; come migliorare l’efficacia di quelle per scuola.

Ho impiegato qualche settimana a ragionare sulla qualità delle risorse didattiche che sono proposte nei MOOCs facendo un parallelo con quelle che la scuola è solita proporre, perché vedo in entrambi i contesti difetti di efficacia. Proverò di seguito ad elencare ciò che non va nell’uno e nell’altro caso per tentare di trovare punti di mediazione affinché la quantità e qualità delle risorse didattiche tenga alta la motivazione  e non scada nella pedanteria che, come si sa, è controproducente all’apprendimento e causa di un’arresa precoce da parte degli interlocutori. Non affronterò tutte le opportunità mediatiche, ma solo quelle che, a mio avviso, possono incidere su un processo innovativo della didattica.

Video

Nei MOOCs il video corrisponde alla lezione frontale, trasmissiva; è il modo in cui il docente si presenta alla platea e spiega i propri contenuti. Non c’è interazione. Si ascolta, al massimo si stoppa e si fa rewind se è sfuggito qualcosa. Nei MOOCs più sofisticati il docente si aiuta con una white board che compare sullo sfondo per sottolineare, rimarcare un concetto, una frase di sintesi o un’immagine.
Tutto ciò risulta uno scempio alla cinematografia, alle sue opportunità mediatiche specifiche, perché più spesso quei video sono presentazioni camuffate con sequenze più statiche che dinamiche.
In qualche corso si cerca di ovviare alla monotonia presentando lezioni tenute da più docenti in una specie di dibattito sull’argomento, alternando gli interventi e introducendo registri comunicativi un po’ più informali e coinvolgenti. Operazione abbastanza dispendiosa che necessita di una sceneggiatura e di una regia competente.
La lunghezza della ripresa è determinante. Personalmente dopo 5′ di video schiatto e mi metto a fare altro come temperare le matite o fare i disegnini sulla carta. Anticipo questo comportamento insofferente se il docente ha un tono di voce sgradevole o soporifero. E, considera, che io sono motivata all’apprendimento, non me l’ha ordinato il dottore. Immagina i tuoi studenti di fronte ad una lezione video di 20′ o in classe a far finta di ascoltare.
Per fortuna, tanti corsi mettono a disposizione i sottotitoli, più spesso in inglese del cui uso parlerò nel paragrafo successivo.

Il parallelo con la scuola è presto fatto: un insegnante che tiene una lezione più lunga di 10′ senza interagire con gli studenti ha poche probabilità di essere ascoltato. Il mio consiglio è quello di limitare questi interventi in video -nella scuola, frontali- e di riservare questa modalità comunicativa a dei prodotti come dio comanda, magari fatti da appassionati di cinematografia che abbiano anche qualche competenza.
Il video, nell’e-learning ed anche a scuola, servirebbe proprio per mostrare ciò che non è possibile riprodurre il classe: una simulazione, un’applicazione in contesto, una provocazione anche ironica, interazioni dinamiche con l’esterno fatte dagli stessi studenti, dove loro sono i protagonisti e costruttori del prodotto d’apprendimento.

Testi

Come ho detto sopra i video sono spesso corredati da sottotitoli nel formato .txt.
Ora, si possono seguire guardando il video, ma ci vorrebbero due sistemi visivi, oppure si possono copiare e, con un po’ di pazienza, trasformare in ebook come faccio io per leggerli sul kindle e fare sottolineature e annotazioni con la comodità del traduttore incorporato. Direi estremamente meno ansiogeno che captare tutte le parole in lingua straniera, a volte espresse con cadenza e velocità difficili da seguire.

Inciso: non ho ancora capito come mai non ci sia una sufficiente flessibilità, anche negli USA e paesi avanzati, nell’utilizzo degli ebook. Si tende sempre a considerare il formato .epub come esclusivo dei libri, così nella loro accezione classica. Molti docenti di MOOC pubblicano il proprio testo acquistabile sugli store e non pensano che con gli appunti delle lezioni, uno un po’ sgamato riesca a farsi il libro del corso. Io ne ho già fatti alcuni, tutti ben organizzati con tutti i crismi necessari comprese le immagini salienti. Se fossi un docente del corso metterei a disposizione anche l’.epub, non è anche questo un formato per mobile? Mah!

Una volta ottenuto l’epub, me lo leggo in tranquillità perché la lettura ha il vantaggio di adattarsi al mio ritmo, più o meno regolare e lo posso fare ovunque, anche offline.

Procedo quindi con un skimming reading, per evidenziare le cose fondamentali.
Per la precisione: un video di 5’17” corrisponde a 4600 caratteri,  746 parole (una pagina abbondante in A4, in Arial 12), che possono essere ulteriormente sintetizzate. Qualcuno dei docenti si parla un po’ addosso.

Anche a scuola ritengo che questo sia il limite sul quale poter impostare una lezione. Una breve spiegazione di in argomento, focalizzare i concetti principali e procedere con le attività successive di verifica della comprensione, applicazione e rielaborazione, come ho schematizzato nel post sulla valutazione degli apprendimenti. Una procedura simile l’aveva adottata il docente inglese in un corso di didattica che ho seguito qualche anno fa. Ti assicuro che, con poco testo e poche spiegazioni procedurali, si ottengono concentrazione ed attenzione molto più che con una lezione trasmissiva.

Come detto nei post precedenti si può adottare la didattica a classe rovesciata, stando attenti a non sovraccaricare di letture e compiti domestici. Assolutamente da evitare: “leggi il capitolo X sul libro”. Dieci materie, di cui tre-quattro al giorno, comporterebbero un lavoro esagerato al pomeriggio. Meglio sfruttare la mattinata nell’attività in presenza con opportunità interattive dirette e già dotati di un’infarinatura dell’argomento. Il mio motto è: meglio sapere qualcosa di un certo argomento che non saperne niente. A scuola, in tanti, non aprono il libro per settimane, mesi.

Approfondimenti

Ci sono due macro sistemi a cui fare riferimento per reperire risorse aggiuntive:

  1. La rete con link di approfondimento, facendo attenzione a dare una breve descrizione del contenuto. In questo caso non mettere troppe letture aggiuntive, ma selezionerei quella che può aiutare nella comprensione. Lascerei comunque libertà di ricerca agli studenti per condividere le proprie scoperte. Vedremo in seguito nel post sull’interazione.
  2. I libri perché l’apprendimento è fatto anche di struttura lineare, sequenziale, narrativa, complessa, organica, ecc. Ci sono molti testi di approfondimento per tutte le età. Siamo pieni di libri, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.

Conclusioni

Dai MOOC possiamo imparare a dosare le risorse didattiche in modo che siano equilibrate nella quantità ed efficaci per qualità. Come vedi non sono menzionati i libri di testo, questo perché, a mio parere, non sono necessari. Si può obiettare che l’apprendimento parcellizzato con risorse brevi e sintetiche non sia corrispondente al concetto di cultura dominante nella nostra scuola. Dobbiamo pensare, però, più allo sviluppo delle competenze che non all’acquisizione di nozioni e le competenze si sviluppano mettendo sul piatto i contenuti essenziali, idee e progetti con percorsi che sfocino in prodotti originali. Tutto questo processo può diventare il libro di testo di quella classe, di quel contesto educativo, come suggerito nel mio ebook.

Nel prossimo articolo parlerò di interazione.

Buone vacanze!