Scuola: integrare Google Drive e WordPress

iisgluosi.com – Home page

In breve: come condividere la scrittura dei contenuti del sito scolastico utilizzando un servizio cloud

Premessa

Le comunicazioni in ambito scolastico hanno caratteristiche particolari rispetto a quelle erogate da altri enti pubblici.
La più vistosa tra le tante è quella di informare tempestivamente con contenuti ricorsivi, ovvero quelli che per ragioni organizzative si ripetono ogni anno scolastico, con le variazioni determinate dal calendario generale o da altre variabili contingenti.

Per fare alcuni esempi si pensi a:

  • calendario dei corsi di recupero estivi (Luglio, Agosto)
  • calendario degli esami di superamento del debito (Settembre)
  • calendario degli scrutini (Settembre)
  • calendario degli impegni collegiali dei docenti (da Settembre a Giugno)
  • calendario della attività extracurricolari (da Settembre a Giugno)
  • progettazione dei Dipartimenti Disciplinari (Ottobre)
  • progettazione dei Consigli di Classe (Novembre)
  • elenco dei progetti approvati dal Collegio dei Docenti (Novembre)
  • Documenti del 15 Maggio per l’Esame di Stato (Maggio)
  • elenco libri di testo in adozione (Giugno)
  • altro…

Gli attori che intervengono sono: il Dirigente, i Collaboratori del dirigente, i Coordinatori di dipartimento, di classe, i Docenti, il personale amministrativo, ecc.
Non tutte queste figure hanno l’autorizzazione ad editare direttamente sul sito scolastico. Si tratta, infatti, di persone che hanno poca dimestichezza con la gestione complessa di un sito web.

Ecco allora come bypassare l’aggiornamento dei contenuti per ogni a.s. e facilitare l’editing e la pubblicazione delle informazioni alle persone che sono impegnate nella produzioni dei suddetti contenuti.
Ti mostro come ho proceduto io.

Il sito scolastico: WordPress

Parto dalla visualizzazione finale sul sito in modo da chiarire subito l’esito comunicativo atteso.
L’esempio che porto è quello concreto del mio Istituto che utilizza la piattaforma wp; nulla toglie che si utilizzi qualsiasi altro strumento di pubblicazione istituzionale. I procedimenti sono simili.

Questo il link al sito del “Luosi” di Mirandola

Distinguiamo in tale strumento i contenuti permanenti o semi-permanenti (Pagine), barra dei menu (vedi immagine sopra), dal flusso cronologico delle news o altri oggetti della home page.
E’ con le pagine, infatti, che andremo a creare voci di menu, principali e secondarie, nel nostro caso specifico rivolte alle diverse utenze.
Una stessa pagina potrà essere contenuta in menu diversi perché di più ampio interesse. Dai un’occhiata per avere un’idea della distribuzione delle informazioni.

Successivamente riprenderò questo strumento per le procedure di pubblicazione dei contenuti creati con Drive.

Scrittura collaborativa in Drive

Situazione iniziale

Il nostro Istituto ha una tradizione collaborativa per la costruzione dei contenuti di programmazione derivati da esperienze dal progetto qualità certificato. Il tutto, però, si svolgeva con uno scambio di file tra i diversi attori, che creava non poca difficoltà sotto l’aspetto dell’efficienza delle procedure tecniche. Soprattutto, questo comportava una perdita notevole di tempo durante le riunioni collegiali, un passaggio di documentazione dove il responsabile doveva sollecitare i ritardatari, fare copie cartacee per poi ricopiarle in digitale, ecc. Insomma, un disagio diffuso che con l’avvento del cloud poteva essere superato.

Lo scorso anno scolastico, quale Animatore Digitale della scuola, ho proposto di passare ad una collaborazione più stringente ed immediata, utilizzando gli applicativi di Drive, adducendo anche il miglioramento delle competenze digitali del personale, partendo, non tanto da corsi specifici, quanto alla soluzione di uno o più problemi comunicativi conosciuti.

Perché usare Google Drive?

G.D. offre l’applicativo di editor di testo Documenti. Questo strumento ha il grande vantaggio di assomigliare ad altri editor, come ad esempio Word di Microsoft, quindi non richiedeva, ai più, un approccio di scrittura diverso da quella conosciuta: stesso layout, stessi pulsanti, stessa modalità WYSIWYG.
L’impatto su questo strumento in genere non è traumatizzante, come ad esempio, avventurarsi nell’editor di un sito web.

L’altra caratteristica è quella di permettere la scrittura collaborativa, di cui conosci sicuramente le caratteristiche e i diversi permessi di editor o visualizzazione.

Per l’occasione si è creato un nuovo account Google da utilizzare esclusivamente come repository dei contenuti pubblicati sul web.

Ora, porto come esempio metodologico abbastanza massiccio, per quantità e qualità, quello della pubblicazione dei documenti del 15 Maggio per l’Esame di Stato.

  1. Sulla base del modello utilizzato negli anni precedenti, ho creato uno schema “documento 15 Maggio” su un Doc con i contenuti comuni a tutte le 9 classi quinte.
  2. Ne ho fatto 9 copie rinominandole e inserendo in copertina e intestazione di pagina i riferimenti di quella specifica classe. Ho creato 9 cartelle, una per ogni classe con dentro i relativi file.
  3. Ho condiviso in scrittura questi file con l’addetta all’amministrazione che ha inserito i dati di competenza (storici, ecc.), dando una scadenza temporale per la compilazione. Poi ho tolto la condivisione.
  4. Al termine di questa prima fase, ho allora condiviso in scrittura il file con il Coordinatore di ciascuna classe che ha compilato la parte generale su indicazioni del Consiglio.
  5. Ho creato un altro schema file dove inserire i contenuti svolti. Anche qui ho fatto tante copie quante sono le materie per ogni classe, per le 9 classi ed ho condiviso in scrittura il/i file con i docenti di ciascuna materia, dentro la cartella della classe su drive. (Questa prima volta ho aggiornato ciascuna intestazione, nome del docente materia). I docenti sono stati autorizzati a fare copia e incolla da altri formati (in genere da Word). Ho provveduto successivamente ad omogeneizzare i layout.
  6. Alla scadenza temporale per la compilazione ho tolto tutte le condivisioni con i docenti ed ho provveduto alla pubblicazione sul sito. Di seguito la procedura.

La pagina di WordPress

Ciascuna cartella di Google Drive genera un link di condivisione in visualizzazione.

E’ bastato editare i testi titolo delle classi e fare i collegamenti ipertestuali per rimandare l’utenza ai contenuti specifici per la classe di interesse, suddivisi in:

  • un documento generale di presentazione
  • i documenti dei contenuti svolti in ogni disciplina, così come li vedi dal link che ti ho postato sopra.

Vantaggi

  • I documenti del 15 Maggio sono stati pubblicati i primi giorni di Giugno, prima ancora che fossero nominante le commissioni; gli studenti avevano già i programmi a disposizione per il ripasso;
  • I coordinatori delle classi quinte avevano i documenti già “digitalmente” assemblati senza dover re-impaginare, omogeneizzare il fascicolo. Hanno solo aggiunto a parte la documentazione riservata.
  • Siccome ad ogni link sul sito corrisponde un documento su Drive, di fatto i docenti hanno pubblicato sul sito della scuola (probabilmente senza rendersene pienamente conto). La consapevolezza si consoliderà in un prossimo futuro quando saranno chiamati a procedere nello stesso modo per la pubblicazione di altri contenuti riguardanti il proprio lavoro.
  • Facilità e tempestività nel correggere gli errori o aggiornamenti senza dover digitare file offline o produrre pdf e ricaricarli sul sito.
  • Sempre perché ad un link corrisponde un documento su Drive, alla fine del prossimo a.s., non sarà necessario creare nuovi file, nuovi collegamenti, basterà aggiornare quelli esistenti (o aggiungerne in copia se necessario), condividendo successivamente ai nuovi docenti interessati quelli di competenza.
    Questo, a mio avviso, è il vantaggio più evidente dell’informatizzazione avanzata di questi strumenti.

Altri esempi

Piano annuale delle attività messo a punto l’a.s. precedente, già aggiornata e corredata di un Google Calendar. (Dirigenza)

Elenco dei libri di testo  con elenchi generati dal portale Spaggiari sul quale la Segreteria aveva inserito i dati, esportazione in drive, conversione in file Docs e pubblicazione. (Amministrativi)

Calendario extracurricolare sul quale sono aggiornate le attività in oggetto. (Dirigenza, Amministrativi)

Progettazione dei consigli di Classe ancora si trova nella vecchia versione che è in fase di review, così come quella di progettazione dei dipartimenti. (Docenti)

Ed altri a cui stiamo lavorando…

Reading and Writing al tempo del digitale

In breve: la presentazione del gruppo del laboratorio “Reading and Writing al tempo del digitale”

Orgogliosa di mostrare quello che hanno prodotto i dodici studenti del Liceo “Giovanni Pico” di Mirandola nell’omonimo laboratorio.

Scarica l’ebook “What if…

Randomizzazione per peer review

In breve: come estrarre a sorte con Google Fogli, cinque peer per la review di un compito

Premessa

Nel testo “Innovazione didattica. Subito!“, relativamente alla valutazione dei compiti, invito a procedere come nei MOOC ad una peer review. Questo vuol dire che, un compito eseguito da uno studente, deve essere revisionato da almeno cinque compagni, assegnando un punteggio secondo una certa scala di valutazione.
Per evitare la discrezionalità nella scelta dei compagni da valutare, ho messo a punto un Foglio di calcolo su Google Drive in cui, inserendo l’elenco dei propri studenti, si ottiene una tabella con cinque nomi casuali tratti dall’elenco, corrispondenti ai compagni che dovranno revisionare il compito di quello specifico studente.

Il foglio di calcolo

Random_01

Apri questo foglio con il link sopra. Ti consiglio di aggiungerlo al tuo Drive per poterlo elaborare, farne copie, ecc.
Nel dettaglio le funzioni in tabella:

  • Colonna A: elenco degli studenti (sostituisci con il tuo elenco)
  • Colonne B, D, F, H, J: è inserita dalla riga 3 la funzione =CASUALE() che assegna dei numeri casuali da 0 a 1, quelli che vedi in grigio chiaro. Questa funzione è stata copiata per trascinamento in verticale in tutte le celle di interesse. 
  • Colonne C, E, G, I, K: sono inserite le funzioni di assegnazione che, ad esempio, per la cella C3 è  =INDICE(A$3:A$31;RANGO($B3;$B$3:$B$31)) dove, nella prima parte della formula il riferimento va al primo nome in elenco (A3), nella seconda parte, alla cella che contiene il numero casuale (B3). Anche in questo caso la funzione è stata copiata per trascinamento in tutta la colonna. Per le colonne successive, E, G, I, K,  i riferimenti sono alle celle dei numeri casuali corrispondenti, quindi cambia il riferimento nella seconda parte della formula. 

Di fatto, ciò che devi fare, è solo inserire l’elenco dei tuoi studenti.

Procedimento

Una volta inserito l’elenco degli studenti (eventualmente togliere o aggiungere righe in base al numero), si ottiene una distribuzione casuale dei nominativi, cinque per ogni studente come vedi nell’immagine sopra.
A questo punto si fa una copia della tabella e la si incolla sotto all’originale nella modalità “incolla solo valori” come riportato nell’immagine seguente:

tabella_2

in modo che si possa stampare  e distribuire alla classe.

Attenzione! Può essere che uno studente trovi nella riga corrispondente due volte lo stesso peer reviewer. Individuare allora manualmente i doppioni e redistribuire scambiando i peer. Di solito sono poche unità.

Fare ebook a scuola

In breve: slide della presentazione al corso “Editore al tempo del digitale” Bologna, 5 Marzo 2017

PON – Ambienti per la didattica digitale

In breve: slide di supporto alle lezioni per DS, AD, Team digitale – PON 2017 – Modena, Ferrara 

  • 3b: Ambienti per la didattica digitale integrata e per la collaborazione
  • 3d: processi didattici per l’integrazione degli ambienti digitali per la didattica e l’uso di dispositivi digitali a scuola

Innovazione didattica. Subito!

Innovazione didattica subito

In breve: un manuale per applicare innovazioni didattiche con l’utilizzo di Google Documenti.

Questo manuale si propone attivare una didattica innovativa usando principalmente lo strumento Google Documenti. La metodologia è rivolta soprattutto a quei docenti che approcciano alla didattica con le nuove tecnologie come principianti o neoassunti e che già conoscono un editor di testo. L’applicativo, abbastanza semplice, permette di porre attenzione all’innovazione metodologica, invece di concentrarsi troppo sulle procedure tecniche di strumenti più complessi.

E’ noto che l’uso degli strumenti del web, da soli, non rappresentano l’innovazione didattica. Quest’ultima è e sarà frutto di scelte che rompono con modalità superate, nel tentativo di fare proposte che coinvolgano e che motivino attraverso il piacere dell’apprendimento in forma attiva. Il breve lavoro editoriale si pone di dare una delle soluzioni possibili per perseguire un obiettivo concreto.

La proposta didattica è completa, ma si può assorbire gradualmente, in quanto propone attività che coinvolgono la collaborazione, il costruttivismo e il connettivismo, così come suggeriscono le teorie che vogliono un apprendimento più partecipativo ed efficace.

Trovi l’ebook in tutti gli store.

La strega: tra realtà e leggenda – ebook

Un altro ebook prodotto dagli studenti e studentesse della 1° e 2° B del Liceo Linguistico “Giovanni Pico” Mirandola. A.S. 2015-16.

A cura delle Prof.sse Marina Marchi, Emanuela Zibordi e la partecipazione della scrittrice Barbara Baraldi.

La strega tra realtà e leggenda

La strega: tra realtà e leggenda (.epub)

La strega: tra realtà e leggenda (.mobi)

Scrittura: sostanza o forma?

complessità linguaggio

link immagine

In breve: una modesta riflessione sull’uso della parola scritta

   Nell’ultima tornata di corsi di formazione ai colleghi, dove ho trattato quasi sempre di costruzioni di ebook, sono stata combattuta se prospettare loro uno strumento pressoché automatico o fare un percorso più complesso per capire meglio i passaggi di come un testo scritto diventi digitale, seguendo una successione di procedure standardizzate. A parte un caso dove i tempi erano ristretti, ho optato per la seconda ipotesi, conscia che sarebbe stata la via più difficile, ma anche quella che permetteva di avere consapevolezza del processo. Infatti, strada facendo, sono emerse delle difficoltà, le stesse che riscontro a scuola quando i miei studenti scrivono insieme un libro.

   La più lampante, quella di cui voglio parlare qui, è che alla parola si vuole dare spesso un significato che non le appartiene se non nel contesto dell’apparenza, del look tipico del marketing. Non me ne voglia nessuno, ma siamo un po’ lontani dall’espressione dell’avanguardia futurista.

zang tumb tuum

Il primo libro d’artista: Zang Tumb Tuuum

   Mi spiego. Il primo step nella scrittura collaborativa è quello di scrivere parole. Addirittura, con lo strumento che prediligo per questa operazione, Google Documenti, non bisogna assolutamente formattare il testo, ma scrivere pensando solo a pigiare i tasti, mettere la punteggiatura, rispettare gli spazi, con il contenuto ed il ritmo dei propri pensieri.
A volte, invece, sia gli studenti, sia gli adulti, tendono a dare enfasi formale aumentando l’ampiezza del carattere, il colore, usando i tasti B, I, S, e varie giustificazioni, insomma, mettendo mano a ciò che non è necessario secondo un impulso a rendere slogan la parola che già da sé esprime bene ciò che si vuol dire. Un’operazione di ridondanza, a mio avviso superflua.
Non parliamo poi dei copia-incolla maldestramente celati degli studenti, delle immagini prese senza considerare la licenza di distribuzione. Vabbè!

Metti dentro al libro cose tue!

Questo è uno SLOGAN 🙂

   Ritornando al tema, la considerazione che faccio è questa: ogni media ha un proprio linguaggio e propri canali percettivi. Perché si vuole a tutti i costi attribuire alla scrittura ciò che non le appartiene? Se nel libro vogliamo fare un’operazione di persuasione, si lavori sulla copertina; lo stretto contenuto parla da sé.

   Mi viene in mente la battuta di Daniele Luttazzi in quel dialogo un po’ snob in cui una persona chiede all’amico: “Hai letto Ossi di seppia?” E l’altro risponde: “No, ma ho visto il film!”
Ti chiedo, ci andresti al cinema a vedere un film dove per due ore uno recita Montale?
Da un film, da un quadro, da un concerto mi aspetto percezioni specifiche, emozioni peculiari, da un libro anche e se l’autore mi interrompe continuamente con il look, a meno di una sporadica specifica esigenza, io chiudo il libro e cambio autore.

[Tutto ciò detto da una che non sa scrivere, non sa suonare, non sa dipingere, non sa fare film, ma ha una buona disposizione a riconoscere le cose belle]

PNSD – Formazione team – Ebook #3

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In breve: procedure di costruzione di un ebook in formato ePub partendo dalla scrittura collaborativa. Fase 3.

Perfezionamento dell’ebook

L’ebook nel formato .epub ottenuto nella Fase 2 ha bisogno di alcuni accorgimenti. Ci viene in aiuto Sigil sul quale carichiamo il nostro .epub.

Nel momento in cui lo carichiamo può essere che Sigil ci chieda se vogliamo che siano corretti alcuni errori. Rispondiamo SÍ.

Spostare l’indice

W2eP ha creato un indice che si posizione in fondo all’ebook. Lo possiamo spostare all’inizio prendendo con il cursore il file TOC.XHTML e inserirlo dove desideriamo. Possiamo eventualmente buttare questo file e crearne uno con questo sw. Si va in Strumenti—>Tavola dei Contenuti (TOC)—>Genera Tavola dei Contenuti (TOC) in HTML. Anche questo file può essere spostate nel punto desiderato del libro.

Validazione dell’ePub

In alto a destra nel menu c’è un’icona a forma di spunta verde: Convalida EPUB con FlightCrew. Cliccare e aspettare il responso: se è tutto OK il libro è validato per essere pubblicato, in caso contrario sono indicate le righe che determinano gli errori, ma di solito, se si sono rispettate le indicazioni che ho dato in precedenza non ci dovrebbero essere problemi.

Conversione in .mobi

Amazon e il sistema kindle usano epub particolari chiamati .mobi. Per convertire un epub in .mobi si usa lo strumento Calibre. Anche questo strumento non è difficile da utilizzare. Una volta impostata la conversione basta aprire sulla destra la cartella Percorso: fai clic per aprire per trovare il diversi formati di file.

Distribuzione

I file degli ebook così ottenuto possono essere inviati per email, caricati in Drive o Dropbox per il download, allegati a post del sito della scuola, ecc. per essere letti su fissi e mobile con i diversi applicativi di lettura.

Conclusioni

Questi tre brevi post danno un’indicazione procedurale senza entrare nel dettaglio delle descrizioni di ciascuno strumento. Ciascuno di quelli che sono stati usati: Google Drive, Open Office, Writer2epub, Sigil, Calibre hanno tutorial in testo o video. In ogni caso tutti sono stati utilizzati con funzioni semplici.

Buon lavoro!

***

Post precedenti:

PNSD – Formazione team – Ebook #1

PNSD – Formazione team – Ebook #2

PNSD – Formazione team – Ebook #2

ebook_3

In breve: procedure di costruzione di un ebook in formato ePub partendo dalla scrittura collaborativa. Fase 2.

Completamento del libro

Il documento così completato nella Fase 1 deve essere scaricato com file .odt (Open Office). A questo punto si lavora off line sul proprio PC.

1 – Inserimento immagini

Scaricare tutte le immagini dalla cartella condivisa su drive ed inserirle nel documento .odt, posizionandole sopra la didascalia.

2 – Cancellazione a aggiunta di pagine accessorie

  • Cancellare le pagine con le istruzioni, i commenti e tutto ciò che non farà parte dell’ebook.
  • Inserire pagine accessorie delimitate da Interruzione di pagina, come:
    • Frontespizio
    • Colophon
    • Citazione
    • Introduzione o prefazione
    • Bibliografia – Sitografia
    • Ringraziamenti
    • Altro…
  • Taggare le parti gerarchiche del testo così:
    • Titolo con tag Titolo
    • Sottotitolo con tag Sottotitolo
    • Capitolo con h2
    • Paragrafo con h3
    • Ecc. (la struttura gerarchica del testo può essere ampliata al bisogno).
  • Controllare che tra una sezione e l’altra non ci siano spazi inutilizzati. Dall’ultimo carattere di una sezione, cliccando il cursore, si deve passare a quella successiva. No righe bianche!

Conversione in epub

Scaricare Writer2ePub, estensione che si visualizza nella barra del menu di Documento di Open Office.

  • Cliccare sulla prima icona e completare con le informazioni richieste la scheda “Document Metadata“.
  • Cliccare sulla scheda “Document Preferences” e spuntare “Add Index page to the ePub file”.
  • Dare l’OK

Si ottiene un file .epub che in automatico si va a posizionare nella stessa cartella dove sta il precedente formato .odt. A questo punto si visualizza l’ebook con uno di questi reader: Readium, Calibre, iBooks, Google books, ecc. e si controlla se il layout corrisponde alle nostre aspettative. Controllare anche l’indice creato con i tag che abbiamo dato.
Il sistema può segnalare errori (tag aggiuntivi che non corrispondono o altre disfunzioni). Si può allora tornare sul file .odt e ricontrollare che non ci sia sfuggito qualcosa, oppure passare il file .epub su Sigil con il quale possiamo fare alcune operazioni di rifinitura del libro.