Reading and Writing al tempo del digitale

In breve: la presentazione del gruppo del laboratorio “Reading and Writing al tempo del digitale”

Orgogliosa di mostrare quello che hanno prodotto i dodici studenti del Liceo “Giovanni Pico” di Mirandola nell’omonimo laboratorio.

Scarica l’ebook “What if…

Randomizzazione per peer review

In breve: come estrarre a sorte con Google Fogli, cinque peer per la review di un compito

Premessa

Nel testo “Innovazione didattica. Subito!“, relativamente alla valutazione dei compiti, invito a procedere come nei MOOC ad una peer review. Questo vuol dire che, un compito eseguito da uno studente, deve essere revisionato da almeno cinque compagni, assegnando un punteggio secondo una certa scala di valutazione.
Per evitare la discrezionalità nella scelta dei compagni da valutare, ho messo a punto un Foglio di calcolo su Google Drive in cui, inserendo l’elenco dei propri studenti, si ottiene una tabella con cinque nomi casuali tratti dall’elenco, corrispondenti ai compagni che dovranno revisionare il compito di quello specifico studente.

Il foglio di calcolo

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Apri questo foglio con il link sopra. Ti consiglio di aggiungerlo al tuo Drive per poterlo elaborare, farne copie, ecc.
Nel dettaglio le funzioni in tabella:

  • Colonna A: elenco degli studenti (sostituisci con il tuo elenco)
  • Colonne B, D, F, H, J: è inserita dalla riga 3 la funzione =CASUALE() che assegna dei numeri casuali da 0 a 1, quelli che vedi in grigio chiaro. Questa funzione è stata copiata per trascinamento in verticale in tutte le celle di interesse. 
  • Colonne C, E, G, I, K: sono inserite le funzioni di assegnazione che, ad esempio, per la cella C3 è  =INDICE(A$3:A$31;RANGO($B3;$B$3:$B$31)) dove, nella prima parte della formula il riferimento va al primo nome in elenco (A3), nella seconda parte, alla cella che contiene il numero casuale (B3). Anche in questo caso la funzione è stata copiata per trascinamento in tutta la colonna. Per le colonne successive, E, G, I, K,  i riferimenti sono alle celle dei numeri casuali corrispondenti, quindi cambia il riferimento nella seconda parte della formula. 

Di fatto, ciò che devi fare, è solo inserire l’elenco dei tuoi studenti.

Procedimento

Una volta inserito l’elenco degli studenti (eventualmente togliere o aggiungere righe in base al numero), si ottiene una distribuzione casuale dei nominativi, cinque per ogni studente come vedi nell’immagine sopra.
A questo punto si fa una copia della tabella e la si incolla sotto all’originale nella modalità “incolla solo valori” come riportato nell’immagine seguente:

tabella_2

in modo che si possa stampare  e distribuire alla classe.

Attenzione! Può essere che uno studente trovi nella riga corrispondente due volte lo stesso peer reviewer. Individuare allora manualmente i doppioni e redistribuire scambiando i peer. Di solito sono poche unità.

Fare ebook a scuola

In breve: slide della presentazione al corso “Editore al tempo del digitale” Bologna, 5 Marzo 2017

PON – Ambienti per la didattica digitale

In breve: slide di supporto alle lezioni per DS, AD, Team digitale – PON 2017 – Modena, Ferrara 

  • 3b: Ambienti per la didattica digitale integrata e per la collaborazione
  • 3d: processi didattici per l’integrazione degli ambienti digitali per la didattica e l’uso di dispositivi digitali a scuola

Innovazione didattica. Subito!

Innovazione didattica subito

In breve: un manuale per applicare innovazioni didattiche con l’utilizzo di Google Documenti.

Questo manuale si propone attivare una didattica innovativa usando principalmente lo strumento Google Documenti. La metodologia è rivolta soprattutto a quei docenti che approcciano alla didattica con le nuove tecnologie come principianti o neoassunti e che già conoscono un editor di testo. L’applicativo, abbastanza semplice, permette di porre attenzione all’innovazione metodologica, invece di concentrarsi troppo sulle procedure tecniche di strumenti più complessi.

E’ noto che l’uso degli strumenti del web, da soli, non rappresentano l’innovazione didattica. Quest’ultima è e sarà frutto di scelte che rompono con modalità superate, nel tentativo di fare proposte che coinvolgano e che motivino attraverso il piacere dell’apprendimento in forma attiva. Il breve lavoro editoriale si pone di dare una delle soluzioni possibili per perseguire un obiettivo concreto.

La proposta didattica è completa, ma si può assorbire gradualmente, in quanto propone attività che coinvolgono la collaborazione, il costruttivismo e il connettivismo, così come suggeriscono le teorie che vogliono un apprendimento più partecipativo ed efficace.

Trovi l’ebook in tutti gli store.

La strega: tra realtà e leggenda – ebook

Un altro ebook prodotto dagli studenti e studentesse della 1° e 2° B del Liceo Linguistico “Giovanni Pico” Mirandola. A.S. 2015-16.

A cura delle Prof.sse Marina Marchi, Emanuela Zibordi e la partecipazione della scrittrice Barbara Baraldi.

La strega tra realtà e leggenda

La strega: tra realtà e leggenda (.epub)

La strega: tra realtà e leggenda (.mobi)

Scrittura: sostanza o forma?

complessità linguaggio

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In breve: una modesta riflessione sull’uso della parola scritta

   Nell’ultima tornata di corsi di formazione ai colleghi, dove ho trattato quasi sempre di costruzioni di ebook, sono stata combattuta se prospettare loro uno strumento pressoché automatico o fare un percorso più complesso per capire meglio i passaggi di come un testo scritto diventi digitale, seguendo una successione di procedure standardizzate. A parte un caso dove i tempi erano ristretti, ho optato per la seconda ipotesi, conscia che sarebbe stata la via più difficile, ma anche quella che permetteva di avere consapevolezza del processo. Infatti, strada facendo, sono emerse delle difficoltà, le stesse che riscontro a scuola quando i miei studenti scrivono insieme un libro.

   La più lampante, quella di cui voglio parlare qui, è che alla parola si vuole dare spesso un significato che non le appartiene se non nel contesto dell’apparenza, del look tipico del marketing. Non me ne voglia nessuno, ma siamo un po’ lontani dall’espressione dell’avanguardia futurista.

zang tumb tuum

Il primo libro d’artista: Zang Tumb Tuuum

   Mi spiego. Il primo step nella scrittura collaborativa è quello di scrivere parole. Addirittura, con lo strumento che prediligo per questa operazione, Google Documenti, non bisogna assolutamente formattare il testo, ma scrivere pensando solo a pigiare i tasti, mettere la punteggiatura, rispettare gli spazi, con il contenuto ed il ritmo dei propri pensieri.
A volte, invece, sia gli studenti, sia gli adulti, tendono a dare enfasi formale aumentando l’ampiezza del carattere, il colore, usando i tasti B, I, S, e varie giustificazioni, insomma, mettendo mano a ciò che non è necessario secondo un impulso a rendere slogan la parola che già da sé esprime bene ciò che si vuol dire. Un’operazione di ridondanza, a mio avviso superflua.
Non parliamo poi dei copia-incolla maldestramente celati degli studenti, delle immagini prese senza considerare la licenza di distribuzione. Vabbè!

Metti dentro al libro cose tue!

Questo è uno SLOGAN 🙂

   Ritornando al tema, la considerazione che faccio è questa: ogni media ha un proprio linguaggio e propri canali percettivi. Perché si vuole a tutti i costi attribuire alla scrittura ciò che non le appartiene? Se nel libro vogliamo fare un’operazione di persuasione, si lavori sulla copertina; lo stretto contenuto parla da sé.

   Mi viene in mente la battuta di Daniele Luttazzi in quel dialogo un po’ snob in cui una persona chiede all’amico: “Hai letto Ossi di seppia?” E l’altro risponde: “No, ma ho visto il film!”
Ti chiedo, ci andresti al cinema a vedere un film dove per due ore uno recita Montale?
Da un film, da un quadro, da un concerto mi aspetto percezioni specifiche, emozioni peculiari, da un libro anche e se l’autore mi interrompe continuamente con il look, a meno di una sporadica specifica esigenza, io chiudo il libro e cambio autore.

[Tutto ciò detto da una che non sa scrivere, non sa suonare, non sa dipingere, non sa fare film, ma ha una buona disposizione a riconoscere le cose belle]