Sharing tools – Erasmusplus

Presentazione fatta in occasione del terzo incontro del progetto Erasmusplus con oggetto
“La risposta della scuola ai problemi giovanili”
Mirandola, MO 10 – 15 Ottobre 2015

Valutazione a punti sì, voti no

In breve: Resoconto dell'introduzione di punti al posto dei voti Condividi il Tweet

punti tabellaimg 1 – Foglio di calcolo in Google Drive per l’inserimento dei punteggi

Considerazioni preliminari

Tempo fa scrissi il primo di cinque articoli sulla organizzazione didattica dei corsi massivi online, Cosa ci insegnano i MOOCs – #1 Valutazioni finali in cui, se hai la pazienza di leggere, auspicavo che anche nella didattica in presenza si potesse passare dalla forma a voti a quella a punti, un po’ come succede all’esame di Stato, applicando il concetto generale dell’accumulo (somma), contro quello in auge nella nostra scuola delle medie dei voti.

Ora, senza scendere nel particolare sull’opportunità della media con un numero esiguo di unità statistiche (n° di voti) che genera a volte situazioni in cui, per rimediare un 4 si deve prendere un 8, il sistema a punti, che ho sperimentato frequentando parecchi MOOCs, mi sembrava più efficace, più giusto e che desse percezione dell’aver completato i percorsi didattici, ciascuno con il proprio peso sull’apprendimento generale.

Lo scorso a.s. l’ho applicato come sistema alle mie classi e, al termine, ho inviato un questionario di feedback ai miei studenti per sapere cosa ne pensavano, se era cioè il caso di proseguire o di tornare al vecchio sistema.
I risultati nel dettaglio li leggerai sotto. Prima di proseguire, però, vorrei fare alcune considerazioni:

tabella 2img 2 – distribuzione dei punti nell’a.s.

  • Il sistema a punti che ho adottato prevede di distribuire nell’a.s. 100 punti + 5 di bonus extra a mia discrezione su obiettivi complessivi come da piano di lavoro, divisi in 4 pacchetti da 25 (si veda l’immagine qui sopra).
  • I punti andavano inseriti in un foglio di calcolo condiviso in lettura agli studenti di cui puoi vedere nel link seguente il modello per una classe generica: Foglio di calcolo punti Scienze Motorie applicabile anche in altre discipline.
  • Al termine di ogni quarto ho messo a punto un’altra tabella in cui convertire i punti in 25esimi in voti da inserire nel registro elettronico, sia per le valutazioni intermedie, sia per quelle finali.
  • Ogni classe ha avuto distribuzioni “personalizzate” in base ai tempi e alle diverse attività.

Il feedback

Hanno risposto al questionario 76 studenti su 143 (prima quindicina di Giugno 2015). Classi biennio più una quinta.
Le domande erano tutte chiuse tranne la 9, aperta, di cui darò una breve sintesi. Riporto le immagini catturate dal riepilogo delle risposte del foglio di calcolo.

Item 1

punti 1

Solo 4 studenti non hanno capito, o quasi, il funzionamento. (Dato fisiologico)

Item 2

pu

Un terzo ritiene sia migliore, l’altro terzo ritiene che siano simili, solo un decimo preferisce quella a voti.

Item 3

punti 3

I tre quarti degli studenti trova proporzione tra i punteggi assegnati e il peso dell’attività svolta; il 13% non condivide.

Item 4

punti_4

Gli studenti non sono stati generalmente ossessionati dalle valutazioni, anche perché sanno che, prima della pubblicazione sui registri, ne discuto con loro.

Item 5

punti 5

Solo una percentuale esigua, 5,2%, non ha trovato corrispondenza tra la valutazione finale e i parziali. (Dato fisiologico).

Item 6

punti_6

In alcune attività ho introdotto la peer to peer evaluation, predisponendo schede nelle quali inserire i punteggi relativi ad alcune performance sportive. Complessivamente i dati positivi, con i dovuti distinguo nelle risposte, sono intorno al 78%. A questo proposito c’è da dire che un po’ per tutti si è manifestato un certo imbarazzo nel valutare i compagni. I motivi potrebbero essere:

  • non abitudine a dare e ricevere giudizi
  • non abitudine ad osservare ciò che fanno gli altri
  • non abitudine ad eseguire performance sapendo di essere osservati (disagio emozionale)
  • timore che i compagni giudichino più per simpatia che per qualità

Le valutazioni, in effetti sono passate tramite la mia contribuzione e devo dire che, in genere, sono state equilibrate e vicine al mio giudizio. C’è stato solo qualche sporadico dato anomalo a cui ho posto rimedio.

Item 7

pun

La maggioranza, anche se stretta, ha colto nel segno.
Il sistema scolastico e l’attribuzione dei voti, spesso, non tiene conto del percorso annuale dell’apprendimento. I voti finali sono spesso quelli del secondo quadrimestre e questo è controproducente; è proprio la prima frazione dell’a.s. quella più produttiva, che subisce meno interruzioni ed è fondante per alcune discipline (lingue straniere, classiche, matematica, ecc.), oppure per diversità di obiettivi delle unità di apprendimento che devono essere comunque considerati, come nel caso della mia disciplina: Scienze Motorie.
Si consideri, inoltre, che la modalità a punti permette l’attribuzione “pesata” delle valutazioni. Se un argomento si ritiene facile, si danno meno punti, se difficile di più, oppure distinguere i punteggi tra prove scritte e orali. (Questa è la matematica della spesa, perché così difficile?)

Item 8

punti 8

Rassicurante il 78% di studenti che auspicano questo sistema invece o in alternativa a quello classico.

Item 9

In questa domanda aperta gli studenti hanno scritto liberamente, in alcuni casi interventi inerenti la ricerca, altri come consigli e suggerimenti più ampi rispetto alle nostre attività.

Li elenco qui sotto in risposta ai loro dubbi e proposte.

  1. D: vanno utilizzati più criteri oggettivi e scrupolosi per valutare R:  mi sembra di aver suddiviso in maniera abbastanza analitica le valutazioni che sono almeno 23. Quando si parla di valutazioni qualitative, poi, è molto difficile parlare di oggettività (già lo è in ogni caso sempre per ogni attività, anche quella più strettamente misurabile, figuriamoci per il movimento umano che è processo estremamente complesso che sfugge a regole stringenti, Infatti i giudici di gara sbagliano le valutazioni anche alle Olimpiadi). In ogni caso si può sempre migliorare.
  2. D: trovare un calcolo che permetta di rendere proporzionate le ore utilizzate per un’attività al punteggio massimo che si può ricevere. non tenere troppo conto delle valutazioni “inter pares”. a parte questo, posso chiederle se è possibile permettere agli studenti di dare una dimostrazione del loro sport,di modo che si possa rafforzare il legame tra i membri della classe e si possano aggiungere ulteriori conoscenze riguardo i diversi sport. così, è solo un’idea… R: alla prima richiesta: quest’anno sono andata un po’ a braccio nella definizione dei punteggi (un primo tentativo di distribuzione), in effetti il II quadrimestre ha subito molte interruzioni ed ho dovuto riaggiustare i punti attribuiti perché non c’era tempo di svolgere alcune attività. Alla II richiesta: una bella proposta, da attuare compatibilmente con l’attrezzatura e la sicurezza che abbiamo nella nostra palestra.
  3. D: Secondo me sono equilibrate e giuste. R: Bene!
  4. D: A volte i punteggi potrebbero essere un po’ più alti R: in effetti sarà mio compito riequilibrare, fermo restando che ci sono certe attività per cui si è maggiormente portati, altre meno.
  5. D: PIU’ CALCIO R: me l’aspettavo 🙂
  6. D: La valutazione da parte dei compagni è divertente ma spesso rispecchia poco il risultato effettivo , propongo si una votazione dei compagni ma dove anche il docente ha diritto di dare consigli, di verificare l’effettivo valore del voto e di spiegare così anche in sede di valutazione alcuni aspetti fondamentali per l’assegnazione del voto (tecniche specifiche ecc..) R: ti ricordo che sono sempre intervenuta nelle valutazioni anche se il dato iniziale era quello tra pari. Sulla scheda che vi ho consegnato c’erano esplicitati i criteri di valutazione. Mi rendo conto, però, che all’inizio non è facile esprimere un giudizio per attività che durano poco. Bisogna imparare ad osservare globalmente ed accordarsi con il gruppo di valutazione per distribuire i ruoli valutativi.
  7. D: Attribuire punti tenendo conto della partecipazione prestata durante l’anno R: ti assicuro che questo è stato fatto, anche con i 5 punti bonus aggiuntivi in cui ho considerato impegno, partecipazione, collaborazione. In genere, se ci sono stati questi atteggiamenti, anche il risultato delle performance è risultato migliore.

Conclusioni

Questo esperimento e il suo feedback, lungi dal voler essere qualcosa di assoluto e risolutivo riguardo al processo di valutazione, che rimane comunque attività complessa, mi soddisfa e, soprattutto, soddisfa la maggior parte dei miei studenti. Mi sento orgogliosa di averlo introdotto, così come l’ho vissuto nei corsi che ho frequentato, anche se questo  comporta un lavoro aggiuntivo. Lo riproporrò di certo il prossimo a.s.

PNSD – Libri digitali #1

corso ebook

 

In breve:  Piano Nazionale Scuola Digitale, due corsi di formazione “Libri digitali e contenuti integrativi” a Modena e Reggio Emilia – Primavera 2015 

Attenzione: in data 11-03-2015 è stato cambiato l’orario degli incontri e la sede del corso di Modena. Più in basso il link per il programma aggiornato.

Sono stata incaricata a tenere due corsi del Piano Nazionale Scuola Digitale per i docenti delle province di Modena e Reggio Emilia sull’argomento “Libri digitali e contenuti integrativi”.

Per maggiori informazioni clicca sul link qui sotto:

Programma e calendario incontri

Iscrizioni: sul portale Istanze Online:

Reggio Emilia, entro il 16/03/2015

Modena, entro il 17/03/2015

pnsd istanze online

Buongiorno Onorevole

Buna scuola

In breve: la mia risposta alla mail mandatami dall’Onorevole Davide Faraone

Copio l’immagine del logo della campagna “La buona scuola” e mi accorgo che sotto, nel festone color oro, c’è scritto “Facciamo crescere il paese”.

Non entro nel merito dettagliato della proposta a cui ho risposto nel questionario, se non puntualizzando che qualsiasi impegno innovativo ha bisogno di risorse umane, economiche, ma soprattutto di un supporto reale che si esprime con atti di fiducia e di condivisione degli obiettivi.

Da quando è partita la suddetta campagna, i messaggi di buoni propositi, che sono arrivati dalle componenti governative, sono stati falsificati e smentiti da comunicazioni estemporanee fatte indifferentemente da esponenti al top, meno top, da altri che della scuola hanno solo interessi opportunistici. Si continua a tagliare, si continua ad umiliare.

Ricevo come tanti dall’Onorevole Davide Faraone una email di cui mi ha colpito questa frase:

Questo è il nostro compito e la nostra speranza. So che chi lavora come voi 
nella scuola e per la scuola ha vissuto tempi particolarmente pesanti fatti di tagli e spesso di umiliazioni.

Ora si cambia verso!

Ecco, proprio questa mi ha indotto di rispondere all’Onorevole appena arrivato alla segreteria del MIUR. L’ho postata prima su Facebook ed ora la metto qui, in questo spazio un po’ meno liquido, così, per la memoria.

 

Buongiorno onorevole, visto che mi scrivi personalmente, ti rispondo con 
altrettanta confidenza.

Perché non pensi che la proposta economica di valorizzazione dei docenti che fa il tuo governo non sia umiliante? Si toglie a qualcuno per dare ad altri. 
Questo non è "incentivo" e riconoscimento del merito. E' un imbroglio. 
Preoccupatevi, invece, di eliminare le storture e i favoritismi e di far 
diventare questo un paese davvero democratico con una scuola laica, aiutando 
chi lavora, spesso controcorrente rispetto all'andazzo generale.

Quello che dite nella buona scuola è contraddittorio, così come le sparate che poi siete costretti a rimangiarvi perché assurde e offensive della nostra 
professione e spesso anche illecite. Sono trucchetti comunicativi che 
conosciamo e non si discostano da quelli dei precedenti governi. 
Sappiamo anche molto bene perché il presidente Renzi ha scelto come ministro laGiannini, non siamo poi così ingenui.

Per ciò che mi riguarda, indipendentemente da ciò che deciderete, cercherò di 
essere una brava insegnante, al meglio di quello che posso fare nelle 
condizioni in cui lavoro e, da buona italiana DOC, con una buona dose di 
intraprendenza, creatività, impegno e studio. 
Come diceva Gianni Agnelli: la società civile è migliore di coloro che la 
rappresentano. Molto migliore!

Cordiali saluti

Facciamo crescere il paese, si diceva.

La collettività paga profumatamente i vostri uffici stampa. Cominciamo dalla comunicazione un po’ meno schizoide, eh!

Convegno nazionale: Professionalità docente

Venerdì, 25 Ottobre 2013

Mirandola (MO) via Dorando Pietri, 4

Aula magna Scuola Secondaria I grado “Francesco Montanari”

convegno 25-10

Scarica il programma qui:

Convegno nazionale _ Professionalità docente fra ricostruzione e sviluppo

Testi scolastici 2.0 – Aggiornamento applicativi

Questo post è per chi ha acquistato o acquisterà l’ebook “Testi scolastici 2.0” per informare sulle novità degli applicativi che si utilizzano per costruire ebook scolastici in collaborazione con gli studenti.

Il primo riguarda Open Office che è passato alla versione 4.0 e successive. Io ho già installato l’upgrade sul mio mac.

open office 4

Di conseguenza è stato aggiornato anche l’applicativo Writer2ePub, creato da Luca Calcinai, che permette la trasformazione in .epub dei documenti in .odt costruiti in precedenza con Open Office.

La pagina del download per l’update dell’applicativo, la trovi qui; fai attenzione a scaricare la versione consigliata per OO4 come visualizzato nell’immagine qui sotto:

writer2ePub

Al termine della conversione da .odt a .epub, compare questa finestra che conferma la buona riuscita dell’operazione:

open office 4 w2ePub

Il file .epub così ottenuto, si trova nella stessa cartella di origine del file .odt. Seguiranno poi le altre operazioni di rifinitura e controllo, come indicato nel manuale che ho scritto.

Se non hai ancora letto il mio libro, adesso è il momento buono: puoi trovarci un’idea per impostare una didattica più partecipativa. Tanti colleghi e non l’hanno già apprezzato. I feedback li trovi qui: Testi-scolastici 2.0 – feedback.

 

Medi@tando 2013

mediatando
Rivoltella, Farnè, Ranieri, Guerra

I giorni 10 e 11 Gennaio ho partecipato a Medi@tando 2013.

Il convegno era suddiviso in sessioni plenarie e seminari tematici. Provo a sintetizzare ciò che è stato detto agli incontri ai quali ho partecipato.

Media Education al microscopio

Roberto Farnè sostiene che i media nella scuola non sono mai in linea con l’esterno e che bisogna trovare un equilibrio di sviluppo sostenibile che non causi sprechi come l’obsolescenza delle risorse. Ci sono alcuni luoghi comuni da sfatare: primo è Il termine nativi digitali, mentre sarebbe più corretto parlare di coloni digitali; secondo non è automatico che le nuove tecnologie migliorino la qualità dell’apprendimento ma si assiste  a miglioramenti dove ci sono  condizioni sociali e famigliari che lo favoriscono per stimoli e opportunità. Con i media si ha un valore aggiunto all’apprendimento ma si tratta di variabile indipendente; terzo la comunione tra scuola di massa e comunicazione di massa determina bulimia didattica che è insostenibile. Bisogna dare  pochi fondamentali affinché i processi siano sostenibili e che la mission sia possible.

Pier Cesare Rivoltella: già da alcuni anni si assiste allo spostamento della scena mediale verso la cittadinanza, dove, nella mediatizzazione della scena politica, lo Stato è diventato sociologo (comunicazione e marketing); si assiste alla contrazione del mondiale nel locale a visibilità globalizzata; infine una protesizzazione e naturalizzazione dei media. La conseguenza è una scena mediale in cui la centralità civile ed etica si raccoglie intorno ai verbi: apparire, ridefinendo spazio pubblico e regole di accesso con indebolimento del pensiero critico; rappresentare, come pratica distorsiva dell’atto linguistico e calo della responsabilità dell’agire; controllare la disintermediazione non regolata da gatekeeper, con accesso diretto senza deontologia, gruppi di potere contro altri gruppi di potere (es: primavera araba).

Come fare media education nella mediapolis? Con l’etica secondo i principi di ospitalità, essere capaci di ascoltare l’altro, le sue ragioni di genere e di cultura; di giustizia e di sincerità.

Come didattica della mediapolis la scuola deve lavorare su curricoli trasversale, i media sono cornice  di comprensione e ambiente di apprendimento, si devono insegnare i media mentre si sta insegnando altro perseguendo competenze per la società della conoscenza. Il centro è questione metodologica e si articolata anche nell’extrascuola dove la prevenzione avviene anche attraverso la peer and media education, basti pensare ai Social Network. Le competenze nello specifico sono:  saper accedere, saper leggere, saper interpretare, saper comunicare, con una agenda morale responsabile e umana.

Maria Ranieri: competenza digitali della scuola: slide (qui il link al suo profilo slideshare in cui probabilmente verrà postata la presentazione, ma ci sono già parecchie risorse). In estrema sintesi la relazione verteva su la necessità di educare ai media in quanto non è un processo che avviene spontaneamente ma bisogna avere chiare le competenze che si vogliono attivare.

La sessione comune è proseguita con interventi chiamati “Esempi WWWirtuosi”, in cui si è dato rilievo al learning e serious game con interventi e video sulle applicazioni nella didattica, argomento che è stato ampiamente ripreso anche nel pomeriggio in “Fuori dai luoghi comuni: educare ai media tra scuola ed extrascuola” coordinato da Carlo Infante, dove i concetti di gioco  entrano nelle pratiche  come stimolo alla creatività, coinvolgimento e motivazione all’apprendimento per studenti ed adulti. In particolare cito:  Whai Whai dove si sono messe a punto guide turistiche in forma di “caccia al tesoro” attivate da input con gli sms e apps. Molto interessante.

Sono riuscita a seguire, sdoppiandomi, due seminari pomeridiani:

1- L’informazione sportiva, fra educazione e diseducazione con Rosarita Cuccoli di CIME e Roberto Farné in cui, arrivando un po’ tardi, ho seguito una discussione molto stimolante sulla necessità di utilizzare i contenuti dello sport per veicolare cultura. Sono state puntualizzati questi aspetti sui quali mi trovo fortemente d’accordo (e ci mancherebbe, visto che insegno Scienze Motorie).

-valenza estetica, riconoscere il bello del corpo in movimento, capacità di percepire le sfumature coordinative;

-valenza etica come accettazione di regole su cui si basa la nostra civiltà il cui rispetto condiziona i rapporti a tutti i livelli; caduti quelli si precipita nel caos sociale;

-valenza pluri e multidisciplinare dei contenuti sportivi, umanistici, scientifici, comunicativi, tipici ma fortemente stimolanti per l’apprendimento e la connessione dei diversi saperi, non ultimo, le competenze con le nuove tecnologie.

2- Social e mobile media: declinazioni educative coordinato da Maria Ranieri che ha presentato, sempre in slide, un approccio all’uso dei cellulari e smartphon, focalizzando il loro contenuto simbolico. (Anche qui rimando a slideshare)

Il mattino successivo, in plenaria, si è trattato l’argomento: Cambiano gli strumenti: cambia anche la scuola?. Tre gli interventi di rilievo:

1- Carola Frediani: L’esperienza americana della Quest to learn dove è stata presentata una scuola nella quale si stimolano gli studenti a creare serious game per l’apprendimento. Sono rimasta colpita da una frese detta da un docente: “Il bambino che rimane alzato a leggere è incoraggiato, se gioca è dipendente” a dimostrazione che nella nostra mentalità il gioco è ancora considerato momento di pura evasione se non addirittura nocivo per la salute, mentre attraverso il gioco e la sua costruzione si attivano competenze e motivazioni fondamentali, facilitate proprio dall’aspetto emozionale che coinvolge tutte le facoltà per un apprendimento più incisivo e duraturo.

2- Giacomo Dalseno ha presentato la sua esperienza alla S.M. Montanari di Mirandola, quindi mio vicino di “casa”, dalle classi 2.0 alla scuola 2.0. Collaboreremo insieme per la formazione ai docenti delle scuole del Comune.

3- Dianora Bardi di imparadigitale.it, ormai famosa per aver messo a punto metodologie di didattica con le tecnologie, in particolar modo introducendo i tablet. La docente descrive in linea di massima il progetto partito con iPad, allora nuovi e sconosciuti, con sperimentazioni partite da zero nei consigli di classe in cui gli studenti hanno insegnato ad usare le tecnologie ai docenti, modificando i percorsi di apprendimento. In queste classi non sono necessari i testi in adozione, ma si sono utilizzate fonti multiple tra cui libreria cartacea, fonti digitale di cui la selezione e l’elaborazione dei contenuti rientrano nelle competenze da sviluppare. I docenti sono stati invitati ad aggiornarsi, ma solo 25 hanno aderito, per cui sono state attivare tante classi “tecnologiche”, quanti erano i consigli di classe disponibili. Tutto si svolge in rete usando strumenti di condivisione dei materiali e producendo risorse originali. Nelle classi si opera con un “caos” gestito in cui gli studenti sanno esattamente cosa fare in ambiente di cooperative learning. La valutazione avviene per competenze secondo rubriche definite. I punti focali di questa didattica sono:

  1. Laboratorietà;
  2. Formazione dei docenti;
  3. Didattica dove la tecnologia non è il fine ma lo strumento;
  4. Centro studi per discutere e condividere esperienze metodologiche;
  5. Scuola cloud, aperta in rete.
  6. Saper ascoltare gli studenti, altrimenti si torna a fare una scuola di vecchio stampo.

Conclusioni: tutti gli interventi sono stati estremamente interessanti. Sottolineo che la problematica sui media abbia bisogno di alcuni parametri teorici entro i quali muoversi e che definiscono le strategie di intervento didattico, più che esempi concreti è necessario fare il punto su dove, come e a cosa si vuole arrivare. Complessivamente credo che tutti i relatori fossero d’accordo che la tecnologia permetta una rivisitazione metodologica nel fare scuola; lo stesso Ispettore Giovanni Biondi, a conclusione, ha affermato che si ha bisogno anche di strutture edili coerenti al cambiamento e che la scuola del futuro non assomiglierà a quella che conosciamo. Le esperienze viste vanno in una direzione ormai inarrestabile e fungono da modelli per il cambiamento con l’attenzione che si deve dare ad una scuola aperta a tutti in cui tutti possano avere le opportunità di esprimersi e migliorare, sia nell’apprendimento, sia nell’evoluzione formativa come cittadini, in modalità più vicine alle necessità della società del XXI secolo.

 

Sul concorso insegnanti

 

http://emanuelaz.blogspot.it/2012/08/sul-concorso-insegnanti.html

Il merito dopato

 

doping
doping

Il merito dopato, qui sotto il link: http://emanuelaz.blogspot.it/2012/04/il-merito-dopato-questione-di.html