Fare ebook a scuola

In breve: slide della presentazione al corso “Editore al tempo del digitale” Bologna, 5 Marzo 2017

Innovazione didattica. Subito!

Innovazione didattica subito

In breve: un manuale per applicare innovazioni didattiche con l’utilizzo di Google Documenti.

Questo manuale si propone attivare una didattica innovativa usando principalmente lo strumento Google Documenti. La metodologia è rivolta soprattutto a quei docenti che approcciano alla didattica con le nuove tecnologie come principianti o neoassunti e che già conoscono un editor di testo. L’applicativo, abbastanza semplice, permette di porre attenzione all’innovazione metodologica, invece di concentrarsi troppo sulle procedure tecniche di strumenti più complessi.

E’ noto che l’uso degli strumenti del web, da soli, non rappresentano l’innovazione didattica. Quest’ultima è e sarà frutto di scelte che rompono con modalità superate, nel tentativo di fare proposte che coinvolgano e che motivino attraverso il piacere dell’apprendimento in forma attiva. Il breve lavoro editoriale si pone di dare una delle soluzioni possibili per perseguire un obiettivo concreto.

La proposta didattica è completa, ma si può assorbire gradualmente, in quanto propone attività che coinvolgono la collaborazione, il costruttivismo e il connettivismo, così come suggeriscono le teorie che vogliono un apprendimento più partecipativo ed efficace.

Trovi l’ebook in tutti gli store.

La strega: tra realtà e leggenda – ebook

Un altro ebook prodotto dagli studenti e studentesse della 1° e 2° B del Liceo Linguistico “Giovanni Pico” Mirandola. A.S. 2015-16.

A cura delle Prof.sse Marina Marchi, Emanuela Zibordi e la partecipazione della scrittrice Barbara Baraldi.

La strega tra realtà e leggenda

La strega: tra realtà e leggenda (.epub)

La strega: tra realtà e leggenda (.mobi)

Sport e Scuola: un conflitto da superare

Gregorio Patrinieri

Gregorio Paltrinieri, foto di Fabrizio Fogliani su Flickr

In breve: un mio breve articolo su facebook a tema sport e scuola scatena l’interesse di genitori e docenti.

La citazione

A seguito della vittoria di Gregorio Paltrinieri alle ultime Olimpiadi scrivo,  il giorno 14 Agosto 2016, un breve post su facebook che riporto integralmente:

Quest’anno ero in commissione agli esami nel Liceo frequentato da Gregorio Paltrinieri. Una collega mi raccontava le reazioni di alcuni docenti di fronte alla sua scelta di impegnarsi per il nuoto, del tipo: “…ma cosa vuoi che riesca ad andare alle Olimpiadi!”
A tutti i colleghi che pensano che i propri studenti siano come i dipendenti di una fabbrichetta, che devono fare solo ciò che l’insegnante ritiene che sia giusto secondo un modello quanto meno discutibile, chiedo di essere un po’ più intelligenti, aperti e contenti che qualcuno di quelli trovi soddisfazione di ciò che fa, a cominciare da chi desidera continuare a giocare a calcio nella squadra del paese, a quello che vince un medaglione d’oro. I ragazzi e le ragazze si aiutano a crescere anche così.

Le reazioni non si fanno attendere e, con mia notevole sorpresa, ricevo tantissimi apprezzamenti; sulla mia bacheca (ad oggi, 19/8 sono 2.500 like e più di 500 condivisioni), su quella di Your Edu Action (quasi 33.000 like più di 10.000 condivisioni) con moltissimi commenti e messaggi diretti da parte di colleghi, genitori e studenti, che leggo e a cui rispondo anche solo per presa visione.
Tanti di questi denunciano l’ostilità di alcuni docenti verso la pratica sportiva anche con umiliazioni pubbliche, alcuni genitori e studenti la tengono opportunamente nascosta, altri ancora mentono, comunicando la sospensione dell’attività che, invece, continua tranquillamente. In questo ultimo caso i risultati delle valutazioni scolastiche diventano più benevoli. Come dire che, a mali estremi, estremi rimedi, con buona pace dell’ipocrisia e dell’ottusità educativa.

Sport, dentro e fuori la scuola

La scuola, così come è strutturata nel nostro paese, non dedica molto tempo e soprattutto adeguate infrastrutture all’attività motoria, ad iniziare dalla primaria. Con la “Buona Scuola” si è prevista una massiccia rivalutazione inserendo i professionisti del settore. Non so se questo progetto sia effettivamente partito, ma sarebbe già un passo importante.

La materia Scienze Motorie, anche nei Licei dove insegno, ha una funzione formativa ed educativa, secondariamente sollecita all’agonismo, ma solo come scelta opzionale.
Dalla mia esperienza alcuni scoprono le attività sportive dalle lezioni e poi si appassionano, altri che credono, o sono stati indotti a credere, di essere negati, trovano nella scuola qualche attività che li soddisfa e la perseguono. Altri ancora sono già strutturati e sono iscritti a società sportive, partecipano ad allenamenti e competizioni. Durante le lezioni si lavora tutti insieme, giustamente, perché si impara anche per imitazione, emulazione, condivisione, collaborazione tra pari.

In altre nazioni lo Sport giovanile non è demandato ad agenzie esterne, ma è l’istituzione educativa centrale che se ne occupa. In Italia non è il MIUR direttamente ad occuparsi dello Sport in età evolutiva, ma sono il CONI e gli enti di promozione sportiva. Questo, a volte, implica che alcuni giovani tesserati siano esclusi perché non sufficientemente competitivi, con rischio di abbandono verso la pratica agonistica per i quali è difficile sostituirla con attività più semplicemente ludiche.
Come si evince, questi enti hanno obiettivi selettivi e non inclusivi come dovrebbe avere invece la scuola nella sua missione educativa e formativa.

Huston, abbiamo un problema

Anzi due:

  • Il primo è quello emerso nei thread del post che ho pubblicato. Ragazzi che praticano a livello agonistico che sono ostacolati dal sistema scolastico rigido e poco attento ai loro bisogni.
  • Il secondo è dato da quelli che vorrebbero praticare per necessità motivazionale, ma vengono esclusi perché non corrispondono ai rispettivi standard competitivi.

Nell’istituzione scolastica ci siamo abituati a progettare percorsi personalizzati per studenti che hanno problematiche diverse, basti pensare ai DSA o ai BES. Queste differenze non intaccano gli obiettivi ed i contenuti, che rimangono quelli comuni al Consiglio di Classe, ma si differenziano solo per un’organizzazione diversa dei tempi, una flessibilità maggiore che permetta a tutti di arrivare a completare il percorso.
Nella mia scuola questo si fa tranquillamente, anche con chi ha impegni agonistici o espressivi della motricità, come ad esempio concorsi di danza.

Per chi, invece, ama praticare attività ma non trova spazi nelle squadre agonistiche, sarebbe necessario un intervento istituzionale maggiore, ciò che la categoria chiede da anni, che si concretizzerebbe in disponibilità di impianti e personale specializzato che segua questi studenti i quali, spesso e sempre di più, hanno anche bisogno di sollecitare le capacità motorie di base che una volta si sviluppavano con il gioco spontaneo, ma che oggi sono sempre più carenti nei nostri ragazzi e ragazze, a volte assorbiti dalla scuola fin dalla primaria con una mole di compiti esagerata, invasiva, che preclude una crescita equilibrata della personalità.

Superare il conflitto

Insegno da 40 anni, prima Educazione Fisica, adesso Scienze Motorie nei Licei. Anch’io ne ho sentite di tutti i colori, da parte di studenti, di genitori, di colleghi. Non pensavo, però, che il problema fosse così diffuso. Pochi sono i docenti illuminati a fronte di una massa che è convinta che la scuola debba essere l’unica agenzia educativa in grado di dare una prospettiva futura agli studenti. Questo vale per tutto ciò che sta al di fuori: musica, volontariato, attività varie, strutturate e non, formali, non formali.
Quella delle attività sportive crea spesso un conflitto più acceso, forse perché evidenzia una concorrenza sbilanciata dove i giovani atleti si spendono in fatica fisica e mentale con una motivazione primaria, endogena, senza cioè aver bisogno di gratificazione dall’esterno, mentre la scuola delle materie di “studio”, punta su quelle secondarie, cioè con i voti e l’agognata promozione. Questi ultimi rappresentano un premio da conquistare, non un’esigenza intrinseca di conoscenza.
Premio e punizione, infatti, sono due parole che aleggiano spesso durante gli scrutini di fine anno.
Imparare, per alcuni docenti, ha senso se è caratterizzato dalla sofferenza, dal sacrificio, mentre queste due condizioni, nello sport, sono accettate come necessarie al raggiungimento degli obiettivi, che sono tangibili, perché si esplicitano con l’acquisizione di competenze e non solo con conoscenze labili sotto il profilo dell’apprendimento autentico. E questo crea attrito e, probabilmente scatena reazioni di chiusura, di sconcertante ottusità.

Dai commenti risentiti di chi ha messo tutti quei like, però, non è bello sentire che la categoria dei docenti venga ricordata come quella che impone per autorità le rinunce ad attività altrettanto educative come lo sport, addirittura apostrofandole come inutili o paradossalmente dannose. Magari si potessero raggiungere gli obiettivi scolastici facendo leva sulle stesse motivazioni!
Ci deve essere equilibrio ed attenzione nel riconoscere le aspirazioni di ciascuno studente, aiutarli a raggiungere i traguardi anche con un’organizzazione più flessibile e una forte motivazione.
In questo, anche le nuove tecnologie ci possono venire in aiuto, come ad esempio la solidarietà in rete che già avviene tra gli studenti, di cui alcuni docenti non hanno nemmeno percezione, o con strategie di gamification per attivare stimolanti learning game.
Queste tecniche stanno entrando nei processi educativi e sarebbe veramente ora che si procedesse ad uno svecchiamento, ad un profondo restyling della scuola, cominciando a stigmatizzare certi atteggiamenti anacronistici, purtroppo, molto diffusi.

P.S. Il giorno 21 Agosto, Eurosport pubblica il mio post:

Sport e scuola: l’esempio da seguire di Gregorio Paltrinieri

Il giorno 23 Agosto, Vita, pubblica questo articolo:

Più sport a scuola, fra promesse e realtà

Per saperne di più:

Corpus sanum in mente sana

Per i pediatri italiani vale ancora il motto “Mens sana in corpore sano”

Il testo siamo noi – ebook

In breve: pubblicazione dell’ebook in scrittura collaborativa della classe 1°B del Liceo “Giovanni Pico di Mirandola”, a.s. 2015-16

“Pensare invece di affrontare le nuove modalità di scrittura, partendo dalle conoscenze pregresse di carattere proprio descrittivo, soggettivo e fantasioso, ci è sembrato un metodo condiviso e apprezzato dagli studenti, non imposto dall’alto, ma più appropriato per fare crescere la voglia di scrivere e aprire porte inesplorate.” Marina Marchi

il testo siamo noi

Puoi scaricare l’ebook nei due formati

Il testo siamo noi (.epub)

Il testo siamo noi (.mobi)

Altri ebook prodotti dagli studenti del Liceo Pico

Il fascino dello sport – slide

In breve: descrizione della metodologia adottata per creare slide in scrittura collaborativa con oggetto gli sport.

Introduzione

Questa unità di apprendimento è stata proposta alle mie sei classi I e II del Liceo “Giovanni Pico” di Mirandola, sezioni classico e linguistico. Gli obiettivi sono stati principalmente due:

  1. Fare una ricerca online sugli sport, condividere immagini, video e riflessioni personali sulla propria scelta.
  2. Utilizzare Google slides per la scrittura collaborativa, classe per classe e produrre una presentazione da condividere ulteriormente tra le classi e sul web.

Organizzazione

Ho preparato un modello slide composto da:

  • una slide generale per le istruzioni
  • tre slide per studente di cui:
    1. per inserire immagini o video da youtube
    2. scrivere le motivazioni della propria scelta, se è uno sport che già si pratica o che piacerebbe praticare
    3. una tabella con cinque righe in cui inserire i commenti al lavoro dei compagni e una valutazione in cifra da 1 a 5.

Tempi

La prima fase consisteva nel compilare le prima due slide (circa 30 giorni)

La seconda richiedeva di entrare a presentazione terminata e inserire i commenti ad almeno 5 lavori dei compagni, come vedi nell’immagine qui sotto (circa 15 giorni):

slide commenti
Esempio di slide per inserire commenti e valutazioni

Valutazioni

Al termine ciascun allievo ha ricevuto una valutazione che, per metà (un max di 5 punti) è stata assegnata dall’insegnante e, per l’altra metà, sempre per un max di 5 punti, dai compagni che hanno scelto i contenuti dei colleghi assegnando la propria valutazione.

Criticità

Il gatto mi ha mangiato Internet! Il lavoro doveva essere svolto a casa. All’incirca il 50% ha terminato entro i tempi previsti, almeno nella I fase. Molti dei restanti hanno addotto problematiche tecniche, dimenticanza, ecc. Qualcuno ha mandato un power point, altri qualcosa attraverso la posta. In genere se sollecitati hanno poi risposto in breve tempo, terminando il compito. A lezione ho messo loro a disposizione  il mio portatile per inserire i contenuti. Solo un paio su 150 non hanno svolto l’attività.

A parte qualcuno forse già educato all’uso degli strumenti informatici, la maggior parte non ha confidenza con la scrittura in digitale, ad esempio non iniziano il periodo con la maiuscola, non mettono lo spazio dopo un segno di punteggiatura, soprattutto, tanti non rileggono quello che scrivono, ma non leggono nemmeno le istruzioni.
Per smentire in parte ciò che afferma Vertecchi sulla scrittura e cioè che “l’intervento nella scrittura digitale di correttori automatici riduce la consapevolezza ortografica”, posso dire tranquillamente che non guardano nemmeno se una parola è segnalata come errore; faccio a questo proposito l’esempio del “perchè” che vince l’oscar del disinteresse, pur sottolineato in rosso.
Ho riscontrato altre carenze abbastanza diffuse nella gestione delle immagini e dei video. Però, tutto sommato questo lavoro è stato utile per imparare ad usare lo strumento collaborativo dove, almeno, i tuoi compagni di classe vedono cosa hai fatto e questo dovrebbe indurre a fare attenzione a come si fa il compito.

Risultati

Le presentazioni finali sono state apprezzabili per la varietà degli sport proposti, più di 50, di cui alcuni, circa una decina, che proprio nemmeno conoscevo. Ora le presentazioni sono pubbliche e tutti saranno invitati a guardare quello che le altre classi hanno prodotto.

I link alle presentazioni sono qui sotto, i testi scritti dagli studenti sono ricchi di carica emozionale, così come sa suscitare un’attività vitale come quella dello sport.

Erasmus+ Corso GAfE Valencia #6

sabato

art science

L’ultima giornata si è svolta nella parte moderna della città, anche con momenti di convivialità, per fare il punto su quanto appreso e condiviso nella settimana trascorsa. Si è parlato, facendo emergere dubbi, problematiche e proposte operative in una condizione informale e rilassata.

Il nostro augurio è stato quello di mantenerci in contatto ed eventualmente organizzare altri incontri, per estendere queste proposte ai colleghi della nostra ed altre scuole in Italia. Entrambi i colleghi hanno dichiarato la propria disponibilità a questo genere di incontri.

Per quanto ci riguarda usciamo estremamente soddisfatte da questa esperienza che ha rinforzato la nostra intenzione di collaborare  per favorire nel nostro contesto la costruzione di un processo pedagogico che riconosca l’importanza fondamentale delle tecnologie come strumenti adeguati al conseguimento da parte dei nostri alunni delle competenze indispensabili previste per i cittadini del XXI secolo.