Erasmus+ Corso GAfE Valencia #4

 

03_mercoledì

giovedì

Al mattino l’attenzione si è focalizzata su alcuni applicativi ed estensioni di Chrome da integrare per le due modalità didattiche prese in considerazione:

  • Problem Based Learning
  • Flipped Classroom

oltre a Classroom per le sue peculiarità di piattaforma per la distribuzione di risorse, compiti e valutazioni.

05_venerdì

Il pomeriggio è stato dedicato alla conferenza che si svolgeva in un Istituto altrettanto innovativo, in cui si sono succeduti relatori che hanno dato informazioni ad una platea valenciana composta prevalentemente da dirigenti scolastici, insegnanti e tecnici. Gli interventi sono stati di carattere didattico, tecnico e promozionale sugli applicativi e dispositivi Google.

Erasmus+ Corso GAfE Valencia #3

mercoledì

Sempre con lo strumento realtimeboard, Miguel ci ha proposto una riflessione sull’analisi della nostra scuola per una possibile innovazione didattica e organizzativa. Questa volta lo schema comprendeva quattro settori di cui due verticali, riferiti alle percezioni interne (think, feel – say, do) e due orizzontali a quelle esterne (hear – see). Questo esercizio, simile ad un brainstorming, ha fatto emergere punti di forza e di debolezza nel processo educativo dai quali partire, per impostare un percorso più consono alla didattica moderna nel nostro contesto.

schema croce

La seconda parte della mattinata è proseguita con la visita alla scuola che ha ospitato questo corso, composta da classi di primaria, comprese scuola d’infanzia, e secondaria in cui, alcune classi dell’uno e dell’altro ordine hanno da tempo adottato metodi di lavoro integrati con le ICT.

E’ stato molto emozionante vedere come i più piccoli lavorano con certi strumenti, i più grandi con altri più sofisticati; tutti gestiti dai tecnici e insegnanti nel centro di controllo caratterizzato da una semplicità sorprendente.

allievo

Di fatto i contenuti del programma giornaliero iniziale sono stati affrontati anche il giorno successivo.

Erasmus+ Corso GAfE Valencia #2

colegio

In questa giornata si è proseguito sullo schema fatto con realtimeboard e prendendo in considerazione quali siano i passi successivi, secondo le buone pratiche, affinché la scuola possa progressivamente estendere i processi di innovazione. La discussione è stata molto proficua anche per gli esempi dei docenti su esperienze già consolidate in Spagna.

martedì

La seconda parte della lezione è stata più tecnica e riguardava il cablaggio della scuola e delle sue infrastrutture informatiche: hw, sw, punti di accesso, sicurezza.

Sono state date motivazioni alla scelta degli applicativi Google per economicità, efficienza, accessibilità e opportunità di condivisione degli strumenti di lavoro.

Per dare una visione delle potenzialità degli applicativi abbiamo preso come esempio docs, sheets, slides e provato ad editare dentro ad un documento condiviso, analizzando tutte le possibilità di interazione che normalmente non sono così conosciute, con relativi applicativi ed estensioni connessi a questi strumenti. Molto interessante l’utilizzo di Screencastify per la produzione di video per la flipped classroom.

Erasmus+ Corso GAfE Valencia #1

es_

​”Technological Planning for change and educational transformation”
Valencia ­ España, 15-22 November 2015

Nella serie di progetti Erasmus+ K Action1 a cui l’Istituto “Giuseppe Luosi” di Mirandola partecipa, questo di Valencia (Es) è stato strutturato ad hoc per le esigenze specifiche di innovazione didattica con le TIC della nostra scuola. I due docenti fanno parte di un’azienda, ieducando, partner di Google for Education che già opera in Spagna aiutando molte strutture educative nel passaggio verso l’innovazione didattica con le tecnologie.

In allegato puoi vedere nel dettaglio il progetto della settimana di formazione: GiuseppeLuosiCourseProgrammNovember2015.

Prima giornata: il programma

es_1

Dopo le presentazioni di rito i due docenti, Pedro Diéz e Miguel Ujeda, hanno focalizzato l’attenzione sull’analisi dello stato di innovazione tecnologica del nostro Istituto. In particolare abbiamo usato lo strumento realtimeboard, in una prima sezione per identificare i punti deboli della situazione attuale, in un’altra per immaginare quali potrebbero essere le condizioni di innovazione didattica con le IT a medio termine (entro 4 anni).

Molto si è insistito che l’innovazione parte da progetti che si basano su concetti pedagogici emergenti e non sugli strumenti. In pratica: cosa vogliamo ottenere come cambiamento nelle prassi del processo insegnamento/apprendimento? Quali step si devono seguire per ottenere una condivisione accettabile di questi cambiamenti? Chi sono i protagonisti? Che genere di intensità innovativa si deve attuare sui diversi soggetti in campo? Quali strumenti utilizzare?

La lezione si è svolta con un alto livello di interazione accompagnato da video, testi, immagini di studiosi e comunità di apprendimento che ribadiscono le tendenze mondiali in campo educativo con le ICT e relative discussioni.

Interessante è stato  l’approccio specifico, calato nel contesto della nostra realtà, con una vision globale e non solo orientata alla didattica individuale. Di fatto l’esperienza di ieducando qui in Spagna ha già aiutato parecchi istituti ad implementare progressivamente il passaggio da una modalità trasmissiva ad una costruttiva e connessa.

Sharing tools – Erasmusplus

Presentazione fatta in occasione del terzo incontro del progetto Erasmusplus con oggetto
“La risposta della scuola ai problemi giovanili”
Mirandola, MO 10 – 15 Ottobre 2015

Il mistero del Biancastello – ebook

Il mistero del Biancastello

Ebook realizzato in scrittura collaborativa dalla classe I B del Liceo “Giovanni Pico” Mirandola, Modena. Docenti: Marina Marchi, Emanuela Zibordi.

Genere Fantasy.

Scarica Il mistero del Biancastello  nei formati .epub e .mobi (Google Drive)

 

Scienze Motorie – Appunti delle lezioni

Scienze Motorie - Appunti delle lezioniScienze Motorie – Appunti delle lezioni by Emanuela Zibordi

My rating: 5 of 5 stars

 

 

In breve:

Scienze Motorie - appunti delle lezioni, II edizione: flipped classroom a.s. 2015-16. Condividi il Tweet

Il testo è stato scritto in collaborazione con la classe II A del Liceo Classico “Giovanni Pico” di Mirandola per il progetto “cl@sse 2.0” nell’a.s. 2013-14, secondo la metodologia proposta in Testi Scolastici 2.0

Questa seconda edizione raccoglie gli appunti delle lezioni come percorso operativo per le classi dell’a.s. 2015-16. Sono stati aggiornati e sviluppati alcuni argomenti, tra cui Hata Yoga, che nella prima edizione rimandavano a link esterni. Sono state inoltre adattati i punteggi da assegnare per ogni attività secondo la metodologia valutativa che prevede elementi di gamification.

Nello specifico della didattica verrei introdurre in forma un po’ più sistematica la flipped classroom, utilizzando le varie sezioni per una prima lettura da casa, in modo che ci sia da parte degli studenti una conoscenza preliminare degli argomenti e delle modalità operative proposte durante le lezioni.
Questo dovrebbe permettere di sfruttare meglio il tempo per l’apprendimento ed il gioco
.

Una copia di questo testo sarà a disposizione in scrittura condivisa per apportare nuove integrazioni ed aggiornamenti anche specifici per classi, perché la sua funzione è quella di un ebook flessibile, di contesto, lontano dai modelli dei manuali proposti per le adozioni.

N.B. Gli studenti interessati hanno ricevuto copia gratuita del testo, nei formati .epub e .mobi.

Scienze Motorie

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Ebook – Dimensione immagini con Disegno di Open Office

Open Office logo

In breve: come dimensionare le immagini da inserire in un ebook

Come saprai, se hai letto il mio ebook, io utilizzo per costruire i libri digitali con gli studenti l’applicativo Documenti di Open Office. In questa fase della costruzione, dopo che ho scaricato il libro in .odt da Google Documenti, usato per la scrittura collaborativa, inserisco le immagini che hanno prodotto gli allievi.

Normalmente me le presentano con formati ed estensioni diverse, mentre, è opportuno omogeneizzare questi attributi e far sì che nell’ebook abbiano dimensioni simili e la stessa estensione.
Succede infatti che nella trasformazione in .epub, se le immagini non sono ben dimensionate possono, sui vari dispositivi, risultare diverse da quello che ci si aspetta. Si sa inoltre che tanti applicativi di lettura permettono l’ingrandimento per poterle visualizzare meglio, come quelli in uso su smartphone, tablet e ereader.
Le immagini non ben formate e dimensionate possono appesantire molto il file dell’ebook, mentre è buona cosa, costruire ebook leggeri.

Trascuro al momento altre azioni come il ritaglio e il miglioramento della qualità dell’immagine, mi concentro solo sulla dimensione e il formato. Di seguito la procedura che utilizzo:

1.  Apro l’applicativo Disegno di Open Office, quindi Menu, Inserisci —> Immagine —> Da file

madri

Quella che vedi è l’immagine che occupa tutta la larghezza della pagina. Mantieni l’immagine in selezione, con i quadretti verdi.

2.  Sempre dal menu scelgo Formato —> Posizione e dimensioni, compare una finestra, questa:

dimensione immagine

Non interessa la posizione, bensì la dimensione. Sostituisco le dimensioni originali con le mie facendo attenzione che sia spuntata la casella Mantieni rapporto. Normalmente do all’immagine in orizzontale una dimensione massima di 10 -12 cm in larghezza. Stessa cosa per l’altezza se l’immagine si sviluppa in verticale. Guarda la trasformazione:

disegno_3

Il risultato è questa immagine ridimensionata:

madrid_p

3.  Passo ora al salvataggio dell’immagine nel formato che desidero, cioè .jpeg :

Sempre con l’immagine selezionata vado in menu e scelgo File —> Esporta

Si apre una finestra in cui nomino l’immagine e scelgo il percorso di salvataggio e, nella parte inferiore, metto le opzioni come da disegno:

salvare immagine

Adesso l’immagine è pronta per essere inserita nel documento di Open Office prima della trasformazione con Writer2ePub.

Erasmus+ K2 – il blog

IMG_1800In breve: il blog del gruppo italiano che partecipa ad un progetto Erasmus+ K2

L’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola partecipa con diversi progetti all’Erasmus+. Uno di questi riguarda la definizione di uno spazio curricolare in cui sviluppare l’intervento di:

“La risposta della scuola ai problemi giovanili”

Sono programmati diversi incontri nelle nazioni dei gruppi che partecipano: Italia, Germania, Ungheria e Portogallo. Al momento si è appena concluso il primo incontro a Dobrich in Bulgaria.
Su questo blog si posteranno i lavori del gruppo che si concluderanno a Porto nel 2016.

erasmusplusdobrich

Elevazioni matematiche

dubbio

D’oh!

In breve: i miei studenti di I e II Liceo hanno difficoltà ad elaborare un’operazione  aritmetica semplice. Come mai?

Premessa

In questi giorni sto presentando ai miei studenti un esercizio per la valutazione funzionale della forza veloce-elastica in elevazione degli arti inferiori. Si tratta di un esercizio standardizzato molto noto: il test di Sergeant.

Al termine delle prove chiedo di calcolare la differenza (sottrazione o scarto), tra l’altezza raggiunta in elevazione e l’altezza in appoggio. Tale misura dà i cm di elevazione in salto, capacità motoria utile in tante discipline sportive, espressive ed artistiche. A loro chiedo di farmi esempi concreti di attività motorie che prevedono salti, per verificare che abbiano capito cosa andiamo a misurare.
Fin qui tutto bene.

Si va invece in crisi quanto bisogna fare l’operazione a mente. Calcolare infatti cm 230 – 185 diventa un processo cognitivo quasi impossibile. Mi chiedono di usare la calcolatrice sul cellulare.
Io, cattivissima, aspetto con pazienza che ci provino senza, ma vedo gente smarrita. Fortuna che qualche anima pietosa aiuta i compagni in difficoltà a saltarcene fuori, a volte anche con il risultato sbagliato. Faccio io il controllo a mente.
Quando insegnavo allo scientifico facevo calcolare l’elevazione in salto, dato il tempo di volo preso con la pedana di Bosco/Vittori e la costante G. Era una vita fa, ora mi accontento.

Sulla didattica

So bene che la matematica non è l’aritmetica e non ho certo la pretesa che i miei studenti abbiano l’abilità di D.F.Wallace di vedere il mondo espresso in formule e funzioni, ma secondo me, un minimo di abilità di calcolo, con numeri interi, facendo conto su una rappresentazione quantitativa delle cose, su un concetto di sequenza lineare scandita dalla numerazione decimale, quella delle 5 + 5 dita delle mani, mi sembra debba essere acquisito dalla seconda elementare, competenza fondamentale per capire anche concetti più astratti successivi.

Ecco, non vorrei che le difficoltà generali dei nostri studenti, soprattutto in matematica, dipendessero anche dalla mancanza di queste competenze di base. A tale proposito mi viene in mente la maestra di una delle mie figlie che in quarta elementare fece studiare L’Infinito, che si risolse in un’azione puramente mnemonica, difficilissima, perché il nostro cervello non impara ciò di cui non riesce a dare senso.
Se devo fare un’analogia con la disciplina che insegno, sarebbe come se facessi fare esercizi ginnici segmentari e imitativi fine a se stessi. Ma quando mai? Molto meglio giocare: si prendono quattro piccioni con una fava.
In un corso di aggiornamento a docenti della primaria, presentando il possibile utilizzo di foglio di calcolo, suggerii di far misurare gli oggetti di casa e di inserire i dati per calcolare aree e volumi con disegni e grafici. La risposta delle maestre fu che si perde molto tempo e che gli alunni fanno confusione.
Bene, allora proseguiamo con il metodo “Infinito”, però poi non meravigliamoci dei risultati.

Considerazioni:

  • Sono d’accordissimo che l’uso dei dispositivi elettronici ci permetta di accedere alle informazioni, ma ci sono abilità di base imprescindibili per capire la realtà, anche quella virtuale o automatizzata.
  • Sopra facevo riferimento al gioco. Quello della matematica non è il mio campo, ma mi sembra che possa essere un’ottima occasione per sviluppare abilità che vadano oltre il tecnicismo.
  • La didattica orientata all’acquisizione dei contenuti avulsi dalla realtà, fisica e virtuale, non funziona. Diamo senso alle cose che insegniamo e diamo riferimenti se questi non ci sono. E i riferimenti si acquisiscono con tutto il corpo. Anche in età di scuola primaria si possono acquisire concetti astratti (in barba a Piaget), ma questi devono basarsi su qualche cosa, un background, un vissuto, qualcosa perdio!