DIY (do it yourself) è l’ora dei testi scolastici 2.0

Presentazione al Bar Camp Romagna  – Ravenna, 7 Settembre 2013

Qui sotto i tweet e retweet del pubblico presente. Grazie 🙂
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Innovative design dei processi educativi scolastici – Bologna 2013-04-16

Tablet weeks #5

indiana jones

Le cinque settimane successive all’esperienza del Tablet weeks #4, mi hanno vista nel gruppo del progetto Archeologia con studenti delle classi I e II  A-B-C del Liceo Classico e Linguistico “G.Pico”.

Anche in questo caso ho proposto la sequenza di procedure per mettere a sistema i tablet con moodle anche con il supporto della LIM in classe. Le due insegnanti presenti si sono attivate per imparare le operazioni fondamentali, ovvero, come inserire risorse ed attivare interazioni con i forum. Agli studenti, invece, è stato chiesto di imparare a prendere appunti con i tablet, di entrare in Internet, in moodle per rispondere ai forum allegando anche diverse risorse, di aprire dei file “presentazione” con Google Drive e, quindi, di essere in grado di elaborare delle slide a gruppo sugli argomenti che proporranno via via le docenti di latino-greco ed inglese. Al termine abbiamo anche visionato alcune apps museali facendo una ricerca incrociata, ovvero, dal motore di Play Store di Google, oppure dai siti dei musei per cercare l’eventuale applicativo per mobile. Ho dato particolare attenzione alle apps integrate tra arte-commercio -gastronomia e tempo libero che danno al turista una serie di servizi globali sul luogo che sta visitando. A margine ho parlato anche di licenze d’uso delle immagini passando dal Copy Right, al Creative Commons fino al Public Domain. Ancora un’occhiata a slideshare per reperire presentazioni già fatte e riutilizzabili o adattabili.

La seconda settimana abbiamo avuto il piacere di avere con noi Camilla Perondi che sta ultimando la specialistica in “Science for the Conservation and Restoration of Cultural Heritage” all’Università di Bologna nella sede di Ravenna, che ha tenuto una lezione su: Archeologia, Scienza e Nuove Tecnologie, di cui di seguito le slide su prezi.

Gli studenti sono stati attentissimi ed hanno posto parecchie domande soprattutto in ordine alle competenze scientifiche, tecnologiche e alle lingue straniere necessarie a svolgere l’attività dell’archeologo, ma soprattutto a quello del tecnico di diagnosi per datazione, autenticazione, documentazione e restauro dei reperti.

Al momento ritengo positiva l’esperienza di partire da un contesto di contenuti specifico, l’Archeologia, per introdurre quegli strumenti che possono aiutare nella ricerca di risorse e nell’interazione, non ultimo nella produzione di presentazioni su ricerche di gruppo. Queste competenze potranno tornare utili per altre iniziative didattiche.

“I libri di testo servono ancora?” Gino Roncaglia a Librinnovando

librinnovando.it

Sono andata a Milano il giorno 16 per seguire l’intervento che riguardava l’editoria scolastica, in particolar modo quello di Gino Roncaglia che ha proposto un percorso dal titolo “I libri di testo servono ancora?“che puoi seguire sulle slide in Prezi.

Nelle ultime settimane sono state pubblicate anche altre risorse di amici e colleghi che trattano lo stesso argomento, che sembra essere il leitmotiv del momento:

  • Gianni Marconato con “Oltre la metafora libro” in cui si puntualizza come sia necessario ed anche alternativo ai libri di testo, implementare ambienti di apprendimento;
  • Antonio Fini con il suo intervento ad “ABCD 2012” in cui si pongono anche questioni di criticità sull’introduzione degli ebook nella scuola.
Tenderei a parlare dell’intervento di Librinnovando perché l’ho seguito direttamente e in parte riprende temi che anche gli altri due hanno sollevato.
I punti di Roncaglia in questa estrema sintesi -in corsivo il mio commento-:
  • I testi in uso sono funzionali ai docenti e non agli studenti; sui testi si vuole mettere tutto, ma il tutto agli insegnanti non basta mai; per gli studenti è una quantità abnorme, dispersiva dei concetti e dei contenuti.
  • E’ necessario tornare all’essenzialità dei contenuti  ed arricchirli successivamente con percorsi di conoscenza; si deve tornare ai manuali o passare direttamente ai testi, nudi e crudi, tutto il resto sono orpelli masticati da altri, il docente ha il compito di guidare verso conoscenze integrate e personalizzate.
  • L’ebook scolastico deve mantenere una forte struttura narrativa ed organizzare la conoscenza; d’accordissimo, leggere un ebook deve essere un’esperienza accattivante emotivamente, deve raccontare e catturare.
  • Costruire ambienti di apprendimento, aperti e comuni (moodle anche per mobile), con diverse risorse; nella mia scuola moodle è aperto agli ospiti, non ci sono barriere cronologiche e spaziali, l’ambiente è fatto per condividere, discutere e mostrare ciò che si fa.
  • I tablet hanno una funzionalità rivoluzionaria che mette insieme l’antico e il moderno; ho proposto ai miei studenti come approccio all’uso dei tablet la lettura di un ebook e la scrittura. Cosa c’è di più antico? Il resto (audio, video, immagini) lo sanno già fare.
  • La normativa è inadeguata, dovrebbe adattarsi ai cambiamenti e non imporre modalità assurde; che dire?
  • Autorevolezza ed autorialità dei contenuti; Considerazioni di seguito.
Personalmente mi trovo d’accordo con tutte le affermazioni, sull’ultima vorrei aggiungere le mie considerazioni in virtù, anche, di una domanda che gli ho posto ed è questa: “Lei crede che il testo scolastico vada costruito insieme agli studenti?“. La risposta è stata a mio avviso non pertinente, in quanto ha portato come esempio quello delle fanfiction in cui si costruiscono storie alternative, ma di natura immaginaria.
Nella scuola il docente é responsabile, oltre che della didattica in generale, anche del controllo dei contenuti che, di fatto, già tanti propongono con diverse risorse più o meno validate, che integrano e spesso sostituiscono il testo in adozione e non ho ancora notizia  di docenti inquisiti per aver passato contenuti falsi.
E’ questo un nodo della responsabilità che è stata delegata agli autori (peraltro senza conseguenze legali perché anche i revisionsti possono pubblicare ciò che vogliono), che bisogna chiarire e che va a sovrapporsi al concetto di libertà di insegnamento. La mia idea è che, fin tanto che non si riconosce l’autonomia del docente, con le sue scelte e la sua capacità di discriminare ciò che è valido da ciò che non lo è, di passi avanti non se ne fanno.
Non vorrei che l’affermazione di Roncaglia tendesse a salvare capra e cavoli, nel senso di lasciare un margine -ebook snelli e “validati”- alle case editrici che si vedranno sfuggire sotto agli occhi una buona fetta di mercato con il selfpublishing.
Certo è che dal punto di vista tecnico e metodologico sono ancora pochi i docenti che possono mettere in atto quel sistema digitale che permetterebbe la sostituzione della didattica tradizionale con quella costrutivista e connettivista, ma i tempi cominciano ad essere maturi anche per una semplificazione degli strumenti adatti allo scopo.
A presto una mia proposta metodologica.

Iscrizioni in moodle: stratagemma

 

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Come ben sai ogni anno scolastico moodle si aggiorna di nuovi studenti e nuove classi ed anche quelle precedenti subiscono variazioni per l’ingresso di quelli nuovi. Noi abbiamo la versione 1.9.

Ora, nella piattaforma si pone il problema per chi deve aggiornare gli elenchi degli iscritti, di trovare subito quelli che vanno depennati dalla lista ed inserire quelli delle classi prime, tutto questo senza troppa perdita di tempo dall’area in cui sono iscritti tutti gli utenti che è generale, in ordine alfabetico, ma che antepone il nome proprio al cognome. Inoltre si devono distinguere i docenti che, nello stesso elenco, non sono differenziati.

Per evitare di scorrere l’elenco degli iscritti per individuare quelli di ciascuna classe, avrei pensato a questo stratagemma di mappatura geografica della scuola:

  • assegno il nome di un continente ai rispettivi cinque anni di corso, es: le classi prime sono l’Europa;
  • assegno ad ogni classe il nome di una nazione, es: 1A = Albania, 1B = Belgio, cercando di rispettare la sezione con la lettera iniziale dello stato. Nella mia scuola ci sono più classi con A, B, C, relativi a i diversi indirizzi. Dovessero esaurirsi cerco la nazione con la lettera successiva. N.B. Dell’Oceania ho cercato i nomi più semplici e corti;
  • su moodle, nella pagina del profilo, faccio precedere il nome proprio dalla Nazione corrispondente alla classe in modo che nella ricerca, inserendo il nome della nazione, mi compaiono contemporaneamente tutti gli studenti di quella classe per  riuscire ad inserirli nella classi virtuali, o depennarli senza doverli cercare in una lista lunghissima;
  • ai docenti faccio precedere al nome proprio, Prof.
Il nome assegnato a ciascuna classe rimane così invariato per i cinque anni di superiori e gli elenchi richiedono solo un aggiornamento individuale.
Nella foglio di calcolo che ti metto in allegato qui sotto poi, basta fare spostamenti di colonna, dove l’ultima, quella delle quinte uscite, si inserisce nella prima e si ricomincia il ciclo cambiando solo le intestazione colorate con il nuovo anno di corso.
Il foglio di calcolo (.ods) libero e aperto, è calibrato con le classi e sezioni della mia scuola, ma puoi adattarlo al tuo contesto.
Scarica il file cliccando qui: classi per moodle 13

Tablet week #2

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La seconda settimana di presentazione dei tablet nella nostra scuola, l’IIS “G.Luosi” di Mirandola, ha visto alternarsi le classi prime dell’Istituto.

Le condizioni logistiche sono state cambiate all’ultimo momento in quando nelle tensostrutture la temperatura era troppo bassa, così alcune classi hanno trovato sistemazione negli spogliatoi del palazzetto dello sport, altre migrando al ristorante per avere il wi fi quando il bel tempo della tarda mattinata l’ha permesso. (si veda foto).

La progressione didattica ha ricalcato quella della settimana con le classi terze -leggi qui– con la differenza che al palazzetto non avevamo disponibile la connessione a Internet per entrare in moodle.

Agli studenti più giovani ho proposto una sequenza un po’ più ludica permettendo loro di trovare autonomamente le funzioni multimediali come le immagini e i filmati, audio e giochi. Solo successivamente ho introdotto la scrittura, sempre con Polaris Office e la lettura scaricando, quando è stato possibile, un racconto di genere fantascientifico, “Alta Scuola Per Bambini”, che l’autrice Rosalba Cocco e Barabba Edizioni  ci hanno permesso di distribuire sulla piattaforma d’Istituto.

Dopo aver incontrato circa 400 degli studenti che saranno coinvolti nei progetti didattici con i tablet, posso azzardare un bilancio in termini sia di prerequisiti, sia di interesse verso questi dispositivi:

  1. ancora più degli studenti delle classi terze, quelli delle prime conoscono questi apparecchi o gli smartphone per averli in famiglia, con una percentuale maggiore crescente dal professionale al liceo, anche se al professionale qualcuno, soprattutto i maschi, hanno maggior competenza tanto da farmi domande su questioni tecniche specifiche. Tutti conoscono le modalità multimediali anche se, alla domanda cosa volesse dire contenuto multimediale in tanti, trasversalmente agli indirizzi scolastici, non hanno saputo rispondere. Riflettendo con una collega siamo arrivate a dedurre che per loro un contenuto è un contenuto. Sarebbe forse più indicato parlare di multisensorialità indicando l’organo percettivo della fruizione, più che il medium che lo propone, anche perché quasi tutti i contenuti hanno ormai caratteristica multimodale;
  2. la trasposizione della scrittura dal PC al tablet non ha creato problemi, a parte forse 1-2% che è del tutto fisiologico, anzi, la maggior parte ha affermato che è gradevole e non crea nessun problema. Alla domanda: “riuscireste a prendere appunti a scuola con il tablet?” la risposta è stata, sì. Si pone però il problema di quelle discipline che hanno una simbologia specifica come la matematica o formule scientifiche;
  3. quasi tutti avevano scaricato sui propri PC delle risorse in .pdf ma pochissimi conoscevano gli ebook nel formato .epub ed i loro applicativi di lettura con le opzioni interattive. (C’è da dire che l’app My Library, di default sui nostri tablet, non consente le annotazioni, bisognerà trovarne di più complete). Anche in questo caso la percentuale di gradimento della lettura digitale è stata molto elevata;
  4. l’interazione con la piattaforma moodle è stata possibile solo in poche occasioni per le prime per la mancanza di connessione, ma avremo tempo di vederla successivamente;
  5. in mancanza di wi fi uno studente ha trovato lo stratagemma di inviare via bluetooth verso i cellulari il file scritto con l’editor di Polaris Office. Non ci avevo minimamente pensato;. Altri, stranieri, hanno scritto nella loro lingua, soprattutto in cinese;
  6. tutti erano molto curiosi di conoscere come sarebbero stati integrati i tablet nella didattica facendo domande precise e circostanziate. L’atteggiamento generale è di forte interesse ma si chiedono soprattutto se i docenti saranno in grado di utilizzarli per insegnare le discipline scolastiche. Hanno subito individuato l’anello debole;
Note divertenti: quando ho scattato la foto sopra e l’ho condivisa su instagram alcuni mi hanno chiesto se potevano seguirmi su questo social network e su Facebook, una studentessa addirittura mi ha detto che mi avrebbe voluta come mamma 🙂

Tablet week #1

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La tablet week è la settimana d’inizio anno scolastico che la nostra scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola, dedica quest’anno all’introduzione dei tablet nella propria didattica.

L’idea di questa sperimentazione è venuta in tempi non sospetti pre terremoto e, successivamente proprio a causa di questo drammatico evento, sono stati erogati fondi dagli enti preposti per sopperire alla mancanza immediata di strutture edili danneggiate dal sisma, con i quali la scuola ha acquistato, per il momento, un centinaio di tablet ASUS, modello Trasformer Pad TF 300T.

Il Dirigente, Prof. Giorgio Siena, con alcuni docenti e personale ATA, ha meso a punto già dall’estate scorsa un intervento rivolto alle classi prime e terze dell’Istituto per presentare questi dispositivi alle 20 coinvolte nel progetto, di cui 6 di Liceo Classico e Linguistico, 4 di Istituto Professionale e 10 di Istituto Tecnico Economico.

Sono stata incaricata di tenere una breve lezione ai ragazzi in presenza di un collega, generalmente di materie letterarie, con il quale abbiamo proposto un percorso di approccio alle funzionalità del tablet, coerente con gli obiettivi didattici, integrato agli altri strumenti connettivi di cui dispone la scuola, senza trascurare  le conoscenze sociali e ludiche che gli studenti e le studentesse hanno dei dispositivi mobile.

Dopo aver incontrato 6 delle classi terze mi sento di stilare un breve report della progressione didattica proposta:

  1. Presentazione dello strumento: E’ stato consegnato a tutti il dispositivo con invito ad accenderlo e sboccare la pagina di accesso. Una prima indagine è stata rivolta a quanti avessero già avuto occasione di vedere e toccare un tablet o, in alternativa, uno smartphone. Circa il 50% conosceva bene lo strumento perché la famiglia ne possiede uno, o l’ha visto da amici. Per tutti non c’è stato nessun impaccio particolare, anzi, la prima cosa che hanno fatto autonomamente è stata quella di cambiare l’immagine del desktop pescando dalla galleria. Tutti ci sono riusciti. Quindi è seguita una breve presentazione delle icone di funzionamento e delle apps. Per ragioni di tempo e di spazio (non disponiamo di luoghi idonei), sui tablet consegnati sono presenti solo le apps di default, ma su quello in mia dotazione ho aggiunto anche quelle social come facebook, twitter, skype, ecc. e giochi come Temple Run, mostrando che il dispositivo può essere personalizzato secondo le proprie esigenze,  rassicurandoli anche sulla necessità di avere le apps dei propri social network perché anche un Prof ormai le ha, basta usarle con responsabilità soprattutto in ambito scolastico. Terminologia specifica
  2. Fase della scrittura: all’interno del ristorante che ci ospita non c’è sufficiente intensità per la connessione così, in questa prima fase abbiamo proposto di lavorare su un editor di testo facendo riferimento a quei programmi che gli studenti conoscono, quelli di Office, con il programma Polaris Office costituito da un editor di testo, un foglio di calcolo e un programma di presentazione. Gli studenti sono stati invitati ad aprire un nuovo documento ed iniziare a descrivere in dieci righe la trascorsa Domenica, quindi di provare formattazioni diverse, con font, grandezza carattere ecc., come avrebbero fatto sul PC. Tutti sono riusciti, chi più chi meno con qualche dritta, anche a tavoletta inclinata in modo da migliorare l’ergonomia e digitare meglio sulla tastiera virtuale. Alla fine è stato chiesto se l’operazione è stata agevole o se creava disagio. Quasi tutti, oserei dire più 90% ha detto che si trovava bene che era piacevole scrivere con quel tocco soft sui tasti. I restanti hanno detto che sarebbe stata questione di abitudine ed avrebbero migliorato la digitazione.
  3. Fase della lettura: con i tablet siamo andati in giardino dove è stata possibile la connessione ad Internet con il wi fi del ristorante. Siamo entrati nel sito della scuola e poi sulla piattaforma moodle, dove avevo preventivamente caricato i file .pdf, .epub e .mobi di un racconto tratto dall’ebook “Tremare senza paura” dal titolo “Mangiatori di carogne” di Catia Pieragostini, che gentilmente l’ha reso disponibile agli studenti. Questi sono entrati, hanno scaricato la versione .epub e quindi di nuovo all’interno, hanno aperto l’applicazione My Library che conteneva automaticamente il piccolo ebook. Una volta aperto sono stati invitati a leggerlo appena dopo una rapida carrellata delle funzioni della app come ingrandimento carattere, sottolineatura, lettura vocale, ecc. Alla fine hanno dato una valutazione di gradimento al racconto, simile a quelle del web: da 1 a 5 stelline. Anche in questo caso è stato chiesto come si sono trovati nella lettura a schermo. Quasi tutti hanno detto che è gradevole, tranne qualcuno che ha lamentato il fastidio della luce troppo intensa che comunque può essere regolata nelle impostazioni. Qualcun altro ha espresso preoccupazione per i danni alla vista. Ho spiegato loro che la stanchezza è in parte determinata dalla secchezza del globo oculare perché le palpebre si chiudono meno frequentemente determinando poca lacrimazione e sensazione di fastidio. A questo proposito ho spiegato loro che ci sono dispositivi con tecnologia e-ink che sono meno aggressivi sulla fisiologia dell’occhio ed ho mostrato il mio kindle, altro tipo di tablet, più idoneo a letture prolungate.
  4. Multimedialità: sempre in un’indagine informale ho chiesto loro se conoscevano le prerogative multimediali dell strumento. Prima ancora che finissi mi hanno fatto vedere le foto che si erano scattati. 🙂 Ho fatto accenno ai video sui social network come youtube, audio, immagini. Sapevano già tutto! Riferimenti veloci a quotidiani e riviste online, audiolibri ecc.
Conclusioni. Dalle impressioni espresse su sollecitazione dagli studenti l’esperienza è complessivamente piaciuta. Alla richiesta “Ma ce li lasciate portare a casa?” abbiamo risposto che questo primo intervento ha avuto una funzione promozionale in modo da coinvolgerli direttamente nelle scelte didattiche della scuola, successivamente saranno progettato interventi ad hoc nei diversi Consigli di Classe con la possibilità di dare in comodato d’uso i tablet agli studenti coinvolti. Anche i docenti hanno dato una risposta positiva, a volte entusiasta e l’impressione, sempre in momenti informali, è quella di un interesse e curiosità mai visti prima, né con PC né con le LIM. Credo anch’io che questi dispositivi siano attualmente i più user friendly e spaventino meno coloro che hanno poca dimestichezza con le tecnologie.
Dal punto di vista didattico, di contro, il percorso è più complesso perché mette a prova la capacità di rivedere i paradigmi consolidati. Ma questa è un’altra storia che prevede, oltre ad una formazione tecnica (che sembra essere quella meno ostica), anche una rivisitazione di concetti pedagogici ed educativi.
Alla prossima.

 

Web Lab – report ebook

archimede

“Web Lab” è un corso di progetto di “autonomia” sull’uso degli strumenti del web 2.0 che ho tenuto ad un gruppo di studenti di I Liceo, indirizzo linguistico e classico. Le lezioni si sono svolte nell’a.s. 2011-2012 presso la mia scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola – MO, sede Liceo “Giovanni Pico”

Qui sotto metto a disposizione per il download una cartella zippata che contiene l’ebook nei formati .pdf.epub e .mobi in cui sono aggregati i report delle lezioni che avevo pubblicato sul vecchio sito.

Per scaricare il file .zip clicca qui di seguito: weblab

Moodle Lab – report ebook

moodle labs
moodle labs

“Moodle Lab” è un corso di formazione sull’uso del CMS moodle nella didattica che ho tenuto nell’a.s. 2011-2012 presso la mia scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola – MO.

Qui sotto metto a disposizione per il download una cartella zippata che contiene l’ebook nei formati .pdf.epub e .mobi in cui sono aggregati i report delle lezioni che avevo pubblicato sul vecchio sito.

Per scaricare il file .zip clicca qui di seguito: moodle lab

Docenti Web 2.0 – report ebook

docenti web 2.0
docenti web 2.0

“Docenti Web 2.0” è un corso di formazione sull’uso delle tecnologie nella didattica che ho tenuto nell’a.s. 2009-2010 presso la mia scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola – MO.

Qui sotto metto a disposizione per il download una cartella zippata che contiene l’ebook nei formati .pdf, .epub e .mobi in cui sono aggregati i report delle lezioni che avevo pubblicato sul vecchio sito.

Per scaricare il file .zip vai nella pagina “ebook” nel menu della home page.