Introduzione alla filosofia – 1 – Moralità

introduzione alla filosofiaIn breve: sintesi della prima lezione del corso “Introduction to Philosophy” Dell’università di Edimburgo, su Coursera

Dopo aver frequentato alcuni corsi sul pensiero critico, ho trovato questo su Coursera, i cui temi affrontati nei moduli mi hanno incuriosita. 
Utilizzo questo sito per sintetizzare al massimo i contenuti per mia e, se desideri, tua comodità.
Al via il primo argomento.

 1 – La moralità

Lo stato della moralità: oggettiva, relativa o emotiva?

Ci sono grossomodo due grandi categorie di fatti su cui esprimere un giudizio:

Giudizi empirici: non dipendono dall’uomo, ma da fatti provati. Le opzioni di risposta sono Vero o Falso.
Giudizi morali: si suddividono a loro volta nelle seguenti forme appartenenti a scuole diverse:
1 – Oggettivismo: dove i problemi morali sono trattati come quelli empirici, con soluzioni di Vero o Falso, sono indipendenti dal gruppo a cui apparteniamo e chi siamo;
2 – Relativismo: le soluzioni non sono altro che opinioni che possono avere il risultato di Vero o Falso relativamente a un’altra cosa, ma mai oggettivamente.
Il relativismo può allora essere:
a) quando dipende dalle persone esprime il massimo Soggettivismo relativamente ai sentimenti, dove la morale è espressione delle proprie motivazioni. In questo caso si ha difficoltà a spiegare il disaccordo: perché mi piace? Perché non mi piace?
b) Relativismo culturale, ovvero quando un giudizio è approvato o disapprovato da una certa cultura. Qui il giudizio è qualitativo :buono, cattivo – giusto, sbagliato. 
3 – Emotivismo: Non può avere la soluzione di Vero o Falso (o molto vaga), né oggettivamente, né soggettivamente, ma i giudizi sono espressione delle nostre reazioni emotive con relativo accordo o disaccordo.

Si pongono a questo punto tre domande sullo stato della moralità:

1 – I giudizi possono essere espressi con Vero o Falso o sono mere opinioni?
2 – Se sono Vero o Falso, cosa li rende Vero o Falso?
3 – Se sono Vero, lo sono oggettivamente?

Obiezioni a oggettivismo, relativismo ed emotivismo

La metaetica si occupa di quale modalità tra quelle proposte dagli studiosi sia la migliore. In effetti si sviluppano teorie che prendono un po’ da tutte queste sopra, ma che richiedono visioni più raffinate.

1 – Obiezioni all’oggettivismo: c’è disanalogia tra i giudizi empirici e i giudizi morali. I primi richiedono il metodo osservativo, i secondi non si possono osservare. L’oggettività è indipendente o dipendente? I principi morali sono universali? A questo punto si impone una sfida metodologica. La finalità degli oggettivisti è quella di massimizzare la felicità generale.

2 – Obiezioni al relativismo: le persone e le culture sono diverse. Si possono avere possibilità di progresso morale intervenendo sulle persone o le culture? I relativisti dicono che culture diverse si sovrappongono con diffusione progressiva di una certa morale.

3 – Obiezioni all’emotivismo: questa pratica non dà risposte ragionate, ma solo emotive. Gli emotivisti dicono però che su queste reazioni si può inserire un ragionamento, secondo un ordine che non sia irrazionale (no pregiudizi) e rendere la reazione emotiva una preferenza morale.

I docenti del corso propongono molti esempi a titolo esplicativo ed esercizi da sviluppare nel forum.
Già questa breve sintesi, però,  dà  buoni spunti di riflessione e un metodo per affrontare questo genere di problematiche con un approccio più razionale  verso i giudizi morali.

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