ePub e mobi su wordpress

functions

In breve: come permettere a wordpress di caricare file .epub e .mobi

Da tempo avevo necessità di caricare i file degli ebook fatti dai miei studenti. Avevo più volte cercato inutilmente in rete un tutorial, ma l’unico sistema sembrava quello di zippare i file.

Finalmente oggi l’ho trovato e, con un po’ di pazienza e l’aiuto di un amico, Lillo Sciascia, siamo riusciti ad aggiungere i codici nei file.

Ho fatto riferimento a questo articolo di Adriana Napolitano ePub e Mobi su WordPress che spiega come procedere sui due file da editare, che sono:

  1. functions.php dentro la cartella del proprio tema che sta dentro la cartella content
  2. .htaccess

I risultati li vedi qui sotto con un ebook di prova:

giovani fotoreporter.epub

Giovani fotoreporter – AA.VV.mobi

Adotta un quadro di Vermeer – Ebook

Questo è l’ultimo ebook realizzato nell’a.s. 2013-14 dagli studenti del Liceo “Giovanni Pico” di Mirandola. Si tratta di scrittura cooperativa, di racconti che si ispirano ai quadri di Vermeer.
Puoi scaricare il file .zip dalla pagina EBOOKS che contiene i formati .pdf, .epub e .mobi.
Buona lettura!

Qui sotto gli altri formati
Buona lettura

Cosa ci insegnano i MOOCs – #4 Le interazioni

forum coursera

In breve: come si attua l’interazione nei MOOCs per rendere social l’apprendimento. Comparazioni e valutazioni sulle modalità che adottano i diversi portali; trasferibilità nella pratica scolastica.

Dopo aver trattato di valutazioni finali, di valutazione dei compiti e di risorse didattiche, in questo articolo vorrei parlare di interazione, quale caratteristica peculiare dell’apprendimento nei MOOCs che permette lo scambio sociale delle conoscenze, arricchendole delle discussioni dei partecipanti e rendendo l’ambiente vivace ed efficace.

Con le funzioni principali analizzate in precedenza si può organizzare una progettazione abbastanza razionale, sequenziale e funzionale ai percorsi di apprendimento. Le interazioni, invece, data una struttura di base come ad esempio quella che si vede nell’immagine sopra, nei MOOCs sono lasciate alla spontaneità degli interventi dei partecipanti.
Le tipologie di strumenti più utilizzati per far interagire i corsisti sono sostanzialmente due: 1-Forum in piattaforma; 2-Social network.
Entrambe presentano vantaggi e svantaggi e quindi si tratta di capire quale strumenti usare e come sia meglio organizzare l’interazione nell’attività scolastica, sia sfruttando la presenza degli studenti in classe, sia facendoli interagire online.

Meglio fare subito una precisazione: l’interazione richiede tempi adeguati. Se ad esempio si propone un’attività con una risorsa didattica che richiede un’attenzione di 15′, il tempo per l’interazione può essere raddoppiato o addirittura triplicato. Seguire discussioni, organizzare discorsi, rispondere, preparare documenti, infatti, non è tra le attività più semplici perché richiede la rielaborazione individuale o a gruppo dei contenuti. In ogni caso ci sono strategie che possono aiutare e facilitare questo compito che nelle attività scolastiche è spesso un po’ trascurato per la tendenza a considerare valido solo lo studio e la produzione individuale. Proprio i MOOCs ci possono insegnare come introdurre questa funzione di scambio sociale così importante per l’apprendimento costruttivista e connettivista.

L’interazione sui forum

Ogni piattaforma di e-learning ha il proprio strumento “forum”. Dei diversi portali che ho analizzato, questa modalità di interazione asincrona è utilizzata in modo più o meno aperto; mi spiego: Su Coursera, data una struttura di forum base organizzata per lezione settimanale che in teoria si dovrebbe seguire, ciascun corsista può aprire nuovi forum e nuove discussioni. Questo atteggiamento aperto ricalca la strategia che vede nel “caos” comunicativo una risorsa importante per arricchire l’apprendimento. Lascio però immaginare l’ingente numero di thread aperti, spesso difficili da seguire in cui le discussioni si parcellizzano in mille rivoli perché ciascuno, per mettere in evidenza il proprio argomento e per non perdere tempo a cercare titoli affini alle proprie necessità comunicative, apre nuove discussioni anziché seguire quelle già attive. Questo, si sa, è il grosso rischio dei forum.
Altra modalità adottano  iversity (EU), Open2Study (AUS) e Future Learn (GB) dove  forum specifici sono posti come strumento interattivo appena successivo alla lezione, con l’intento di mantenere la discussione all’interno dell’argomento. In particolare l’ultimo che ho elencato pone come titolo della discussione una domanda circostanziata, magari organizzata in più punti, e su quella i partecipanti ragionano e apportano il proprio contributo.

Il vantaggio dei forum aperti sta nella possibilità di trovare discussioni interessanti, creative, anche out of topic. La gente è invogliata a scrivere -qualcuno è anche grafomane- , a inserire oggetti multimedia e link, a proporre proprie esperienze, così da creare vere e proprie chiacchierate a ventaglio. Lo svantaggio è quello di perdersi cose interessanti perché il caso, la fortuna ed anche il tempo a disposizione, non permettono di leggere tutto o di rispondere a tutti. La serendipity fa da padrona, così come succede navigando in Internet.
Il vantaggio dei forum più strutturati sta invece nella focalizzazione specifica dell’argomento in questione, quindi può essere usato anche come elemento di valutazione da inserire nelle voci che ho trattato nei post precedenti. Lo svantaggio consiste nella connettività limitata al solo argomento o sub argomento in questione. Ciò non toglie che si possano aggiungere riferimenti esterni ed ampliare il discorso. Questa modalità permette anche al docente di seguire più agevolmente le discussioni che, nell’altro caso, diventa quasi improponibile.

Bisogna allora trovare un punto di equilibrio tra la massima dispersione e la rigidità espressiva. Fra i due estremi che ho presentato ritengo che la seconda modalità – a me piace molto quella attuata da Future Learn- sia più funzionale per l’apprendimento formale, quindi anche scolastico. Ai miei colleghi che lavorano su piattaforma, infatti, consiglio sempre di aprire discussioni con richieste interattive precise ed eventualmente di sollecitare la ricerca di risorse aggiuntive da condividere. La modalità più aperta, informale, può essere infatti trasferita sui social network.

L’interazione sui social network

Ogni piattaforma, ogni MOOC ha i propri account sui social network. Già dal primo che ho frequentato, quello della Consiglio d’Europa “Fundamental of e-learning”, le discussioni avvenivano sia sul forum del CMS moodle, sia con altri strumenti del web 2.0, lasciando liberi i partecipanti di usare quello più congeniale.
A tutt’oggi i più utilizzati sono Facebook con pagine specifiche, Twitter usando l’hashtag dedicato. LinkedIn aprendo un gruppo del corso. Whatsup sempre creando il gruppo specifico.

  1. Facebook si sa, è molto popolare tra gli studenti. Scegliendo tra le funzioni qui si può lasciare la pagina aperta ai post in scrittura, oppure solo il docente inserisce l’indicazione dell’argomento della discussione e stimola i commenti, a postare prodotti digitali e risorse esterne. Il gruppo può essere chiuso o aperto. Dal mio punto di vista lo si dovrebbe lasciare aperto – chiudere una discussione su un social network mi sembra un controsenso-, ci sono infatti altri strumenti per condividere  con maggior riservatezza le risorse ed interazioni con la classe.
  2. Twitter permette di trovare argomenti correlati, di seguire timeline delle liste, di postare link dei propri prodotti digitali e di farli girare in rete. Twitter, però, non è molto popolare tra i nostri studenti.
  3. LinkedIn è molto utilizzato negli USA e in genere all’estero. Anche questo SN è un po’ lontano dalle necessità interattive dei nostri giovani.
  4. Whatsup è comodo per le comunicazioni di gruppo immediate e le possibili sollecitazioni a completare attività e compiti. Attenzione che non diventi troppo invasivo.

Così come nella filosofia connettivista lascerei ampia libertà di scelta valutando le opportunità di utilizzo dell’uno o dell’altro strumento in base alle abitudini degli studenti o a necessità specifiche. Non mi addentro nel particolare, ma ritengo sia buona cosa un’azione di media education con questi strumenti.

Una delle pratiche interattive in presenza che si consigliano nei MOOCs a tema education è quella dei seminari: “Seminars consist of small numbers of students who engage in discussion of a subject with the aim of gaining a better insight into the topic. Seminars may also require students to prepare a short presentation. (Study skills for international students – futurelearn.com)”. Ecco che allora si ritorna alla necessità della modalità classe rovesciata, come espresso più volte in queste brevi analisi.

Conclusioni

Ho cercato con questo breve post di fare il punto sull’interazione che comunque rimane una delle fasi di maggior complessità, sia nei MOOCs, sia a scuola. Come ho imparato nel miei studi e dalla mia esperienza professionale, l’interazione sugli argomenti scolastici quasi mai avviene spontaneamente, va stimolata ed educata e soprattutto va considerata come fase integrante del processo di apprendimento, quindi anche valutata.

A conclusione dei quattro articoli di “Cosa ci insegnano i MOOCs“, seguirà una post di sintesi operative che ho messo a punto con l’esperienza della mia partecipazione ai MOOCs, da applicare nel mio contesto di insegnamento.

A presto.

Scrivere sul web – MOOC

writing for the web

In breve:  MOOC sul portale di Open2Study per una scrittura più efficace sul web.

Come altri corsi che ho frequentato su questa piattaforma, anche questo ha una struttura snella, essenziale, organizzata in quattro moduli, uno per settimana.
Nel dettaglio la distribuzione dei contenuti nell’immagine qui sotto:

writing for the web moduli

Ciascun modulo prevede una decina di video sottotitolati che puntualizzano le caratteristiche per scrivere articoli efficaci sui siti web, sia in termini stilistici, sia tecnici, specialmente in riferimento ai SEO (Search Engine Optimization).

Utile a titolo personale o aziendale, ai neofiti ma anche a chi, già esperto, vuole approfittare dei consigli della docente Frankie Madden per migliorare la funzionalità e visibilità e  dei propri post sul web.

Sushi e pizza nach der schule – ebook

Questo è un ebook realizzato con uno scambio tra classi del progetto etwinning. In fondo a questo articolo puoi scaricare il file .zip che contiene le versioni .pdf, .epub e .mobi.

 

Qui sotto gli altri formati

Sushi e pizza nach der schule.epub

Sushi e pizza nach der schule.mobi

Buona lettura!

Scuola Digitale Carpi #5

ebook devices

Primo incontro dopo la sospensione estiva, penultimo del corso.

Un ripasso veloce sulle diverse funzioni che possiamo attivare con la LIM. Ti rimando a una lettura veloce dei report delle lezioni precedenti.

Durante l’estate sei stato invitato/a a produrre scrittura collaborativa usando i tool di Google Drive. Molti di voi hanno prodotto alcuni documenti con:

  1. Documento di testo
  2. Presentazione
  3. Modulo
  4. Foglio di calcolo

Ti ricordo, come esplicitato nella mail e sul forum della piattaforma Indire, di caricare, o gli oggetti in formato .pdf,  o il link, facendo attenzione a renderlo prima pubblico sul web.

Di questi strumenti abbiamo visto come inserire testi, immagini, video e come operare la condivisione affinché si possa vedere l’intervento di ciascuno ed altri tips per usarli al meglio delle rispettive paticolarità.

Per i docenti di matematica avrei trovato un’estensione che permette la scrittura delle formule matematiche in maniera diretta sul writer di Open Office. Il programma si chiama CmathOOo, naturalmente gratuito. Io ho guardato il primo tutorial su youtube che richiede, per l’uso dell’applicativo ,una sintassi abbastanza semplice, senza programmazione. Purtroppo è solo in francese (ritengo comprensibile), ma non riesco a visualizzare sul mio writer le icone a scelta rapida che invece si vedono sul tutorial. Ho scritto nel forum e spero che mi diano una risposta a breve. Eventualmente aggiornerò questo post. P.S. (forse non è ancora aggiornato a Open Office 4).

L’argomento successivo trattava di come costruire ebook. L’abbiamo svolto un po’ in fretta, ma è un argomento complesso e lo riprenderemo di sicuro la prossima lezione. Intanto ti ricordo che gli standard per visualizzare gli ebook sui dispositivi mobile, ma anche su PC, sono .epub e .mobi (per kindle), senza trascurare il classico .pdf. Il nostro scopo è quello di passare dalla scrittura collaborativa con colleghi e/o studenti, alla pubblicazione di dispense/ebook didattici con questi step:

google drive——–>writer di Open Office———> pdf, epub e mobi.

Puoi trovare una sintesi su queste slide e riprenderemo questo discorso all’inizio della lezione del 24 Settembre in cui successivamente, come vi ho anticipato, tratteremo anche di Flipped Classroom (le slide #1 #2 #3 e #4 in italiano su questo sito, ) e di social network dedicati per costruire conoscenza connettiva.

Abbiamo fatto un inciso sulle licenze di distribuzione, ovvero: il copy write, il pubblico dominio e il Creative Commons con le sue opzioni che mantengono qualche diritto, ma permettono una distribuzione più libera delle risorse educative, così come suggerisce anche il MIUR. Sono le seguenti e possono essere combinate secondo le proprie necessità:

CC0: pubblico dominio

CC PD

ND: non opere derivate

CC ND

NC: non commerciale

CC NC

SA: condividere con la stessa licenza

CC SA

BY: attribuzione (sempre presente)

CC BY

Ci vediamo al prossimo, ultimo incontro 🙂

Flipped Classroom #4

 Questa è l’ultima presentazione del corso sulle Flipped Classroom di sophia.org. L’argomento è quello che riguarda le modalità di scelta degli oggetti di apprendimento da inserire in piattaforma per impostare una FC.

Come specificato nel primo post, è consigliabile seguire il corso in piattaforma ed usare queste slide solo come promemoria. In particolare in quest’ultima lezione, la quarta,  c’è un video che spiega come inserire le risorse didattiche per una lezione ribaltata, nella relativa piattaforma. E’ un videotutorial abbastanza semplice, intuitivo anche non conoscendo l’inglese.

Ho provato, con alcune risorse che avevo già pronte, ad impostare una lezione inserendo:

  • un testo: descrizione dell’attività;
  • un podcast: descrizione dell’attività in formato audio;
  • un video; visualizzazione dell’esercizio;
  • un pdf; scheda di valutazione peer to peer.

Il risultato è questa unità di apprendimento (loro la chiamano tutorial), che può essere fruita a casa dagli studenti e poi sviluppata in palestra lasciando libertà di organizzazione ed autonomia di esecuzione. Questo lavoretto mi ha permesso di conseguire la certificazione.

Il vantaggio di creare una FC con sophia è che l’inserimento delle risorse è abbastanza semplice, gli studenti possono accedere alle risorse senza bisogno della registrazione, basta avere il link e collegarsi online alla piattaforma o condividerlo sui social network. Consigliatissimo!

 

Flipped Classroom #3

La terza lezione fa il punto sulla opportunità di diversificazione dei contenuti per modalità di erogazione e di applicazione  e delle valutazioni degli obiettivi di apprendimento, attraverso la modalità a classe ribaltata.

Flipped Classroom #1

Ho trovato questa mattina sul portale www.sophia.org al quale mi sono registrata, alcune lezioni sulle Flipped Classroom. Il corso mi sembrava organizzato bene con video e slide chiare e sintetiche. Inoltre, per chi segue, c’è una forma di coinvolgimento a punti, tipico dei social network. Il portale funge anche da piattaforma per organizzare corsi per le proprie classi.

Ho approcciato alla prima lezione che ho pensato di tradurre per i miei colleghi in formazione. Il mio consiglio, conoscendo l’inglese, è quello di seguirla direttamente sul portale e di utilizzare queste slide come promemoria. Eccole:

 

Testi scolastici 2.0 – Aggiornamento applicativi

Questo post è per chi ha acquistato o acquisterà l’ebook “Testi scolastici 2.0” per informare sulle novità degli applicativi che si utilizzano per costruire ebook scolastici in collaborazione con gli studenti.

Il primo riguarda Open Office che è passato alla versione 4.0 e successive. Io ho già installato l’upgrade sul mio mac.

open office 4

Di conseguenza è stato aggiornato anche l’applicativo Writer2ePub, creato da Luca Calcinai, che permette la trasformazione in .epub dei documenti in .odt costruiti in precedenza con Open Office.

La pagina del download per l’update dell’applicativo, la trovi qui; fai attenzione a scaricare la versione consigliata per OO4 come visualizzato nell’immagine qui sotto:

writer2ePub

Al termine della conversione da .odt a .epub, compare questa finestra che conferma la buona riuscita dell’operazione:

open office 4 w2ePub

Il file .epub così ottenuto, si trova nella stessa cartella di origine del file .odt. Seguiranno poi le altre operazioni di rifinitura e controllo, come indicato nel manuale che ho scritto.

Se non hai ancora letto il mio libro, adesso è il momento buono: puoi trovarci un’idea per impostare una didattica più partecipativa. Tanti colleghi e non l’hanno già apprezzato. I feedback li trovi qui: Testi-scolastici 2.0 – feedback.