Innovative design dei processi educativi scolastici – Bologna 2013-04-16

DIY – Do It Yourself – Didattica fai da te

 

do it yourself

Sto leggendo il libro di Federico Rampini “Occidente estremo” in cui in un articolo in particolare, l’autore descrive il fenomeno “Do It Yourself” affermando che, quando negli USA un modo di dire assurge ad acronimo, significa che sta diventando un fenomeno culturale. Rimando alla lettura integrale di “Il futuro è dei dilettanti eccellenti“, definiti Pro-Am, ovvero Professional Amateur.

Stamattina, nel mio solito navigare casuale per captare qualcosa di interessante, mi sono imbattuta in questo articolo di Mariangela Vaglio da titolo: La scuola digitale con i fichi secchi. Letto l’articolo ed i relativi commenti, mi sentirei di fare qualche precisazione in ordine al problema della formazione degli insegnanti sull’uso delle nuove tecnologie nella scuola, così a random, come viene.

Alla fine degli anni ’90 il Ministero attivò corsi chiamati Fortic per l’alfabetizzazione informatica. Sapete quanti docenti della mia scuola lo frequentarono? Nessuno su centoventi circa. Solo in quattro, me compresa, scaraventati a fare i formatori conseguirono L’ECDL. Adesso, nella scuola dove insegno, che è sede esaminatrice per la patente europea del computer, sapete in quanti ce l’abbiamo? Forse due o tre. Nel frattempo personalmente ho frequentato un Fortic C, il ForTutor, il For LIM, un Master in e-learning (che ho pagato di tasca mia) e tante altre fonti di formazione non istituzionali che mi sono sciroppata negli anni.

I corsi ministeriali non sono la panacea, spesso sono spinti da interessi commerciali (vendere dispositivi) e che si basano sul concetto che, chi prende in mano uno strumento nuovo abbia un background di conoscenze delle TIC e della rete, che lo ponga in forma critica di fronte all’innovazione, che sappia cogliere il senso di ciò che propone e che nessun corso di formazione si può sostituire ad uno studio personale, ad una riflessione personale, ad una sperimentazione personale, ad un adattamento al contesto, ad una verifica di ciò che propone, oltre alla necessità di buttarsi a capofitto nell’avventura che la nostra civiltà sta vivendo, che nessuno può più fermare.

Creare, fare, sperimentare, sbagliare, riformulare. Nessuno ha la verità in tasca ma la rete e le librerie sono piene di risorse dalle quali partire. Il Social Network sono ricchi di community che condividono esperienza, aiutano chi è in difficoltà. Ma bisogna darsi una mossa e non aver paura di iscriversi a Facebook o non acquistare un ebook perché si ha terrore che clonino la carta di credito. E soprattutto si deve imparare ad imparare, anche mettendosi lì, da soli, a scervellarsi come faccio ancora io quando mi capita tra le mani un nuovo applicativo e un nuovo device.

Io credo che si debba smettere di scaricare la responsabilità sui vertici che non ci aggiornano, ormai c’è tutto quello di cui si ha bisogno ed altro ne nascerà, ogni giorno. Chi ha esperienza diretta nell’insegnamento sa essere più concreto di qualsiasi intellettuale, a cui va il merito di passare il proprio tempo a studiare e riferire, (la comunità lo paga apposta), ma non certo di dare indicazioni applicative che cambiano da situazione a situazione. Questo è un compito che spetta a quelli sul campo, non meno intellettuale dell’altro.

I nostri studenti sono inevitabilmente le cavie, guai se non si sperimentassero vie nuove, se si pensasse di aver raggiunto il nirvana didattico facendo cose che andavano bene vent’anni prima. Adesso questi sono anche risorse, affidiamoci a loro, alla loro capacità di trovare soluzioni e proviamo a costruire cose originali, ma non per dire “guarda come siamo bravi”, ma per dare senso al processo. E’ questa la valenza fondamentale, il valore aggiunto che danno gli strumenti come tablet, LIM e altre diavolerie in corso d’opera, compresi, attenzione, robot-insegnanti. Non per niente i sistemi di hardware e software si chiamano ICT: Information and Communication Technology. Connected people. E’ questa la rivoluzione.

Siamo o no professionisti? Riusciamo ad uscire dalla standardizzazione e provare a fare del nostro lavoro qualcosa di amatoriale, creativo e apprezzabile, non tanto per arrivare al bel prodotto, quanto nell’attenzione che si dà al processo che deve anche gratificare sul piano della relazione, dell’interazione, della co-costruzione? Si può cominciare con poco, ma bisogna cominciare.

 

Bricks – Siti scolastici e servizi web

bricks

Il link al numero di Settembre 2012 dedicato ai siti scolastici e servizi web:

http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/?page_id=2996

Articoli di Ardizzone, Durighello, Guastavigna, Boniello, Leonardi, Caprotti, Rota, Scimone, Varini, Paganini, Scarrione, Ongaro, Bonaglia.

Web Lab – report ebook

archimede

“Web Lab” è un corso di progetto di “autonomia” sull’uso degli strumenti del web 2.0 che ho tenuto ad un gruppo di studenti di I Liceo, indirizzo linguistico e classico. Le lezioni si sono svolte nell’a.s. 2011-2012 presso la mia scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola – MO, sede Liceo “Giovanni Pico”

Qui sotto metto a disposizione per il download una cartella zippata che contiene l’ebook nei formati .pdf.epub e .mobi in cui sono aggregati i report delle lezioni che avevo pubblicato sul vecchio sito.

Per scaricare il file .zip clicca qui di seguito: weblab

Moodle Lab – report ebook

moodle labs
moodle labs

“Moodle Lab” è un corso di formazione sull’uso del CMS moodle nella didattica che ho tenuto nell’a.s. 2011-2012 presso la mia scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola – MO.

Qui sotto metto a disposizione per il download una cartella zippata che contiene l’ebook nei formati .pdf.epub e .mobi in cui sono aggregati i report delle lezioni che avevo pubblicato sul vecchio sito.

Per scaricare il file .zip clicca qui di seguito: moodle lab

Docenti Web 2.0 – report ebook

docenti web 2.0
docenti web 2.0

“Docenti Web 2.0” è un corso di formazione sull’uso delle tecnologie nella didattica che ho tenuto nell’a.s. 2009-2010 presso la mia scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola – MO.

Qui sotto metto a disposizione per il download una cartella zippata che contiene l’ebook nei formati .pdf, .epub e .mobi in cui sono aggregati i report delle lezioni che avevo pubblicato sul vecchio sito.

Per scaricare il file .zip vai nella pagina “ebook” nel menu della home page.