Scienze Motorie – Appunti delle lezioni

Scienze Motorie - Appunti delle lezioniScienze Motorie – Appunti delle lezioni by Emanuela Zibordi

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In breve:

Scienze Motorie - appunti delle lezioni, II edizione: flipped classroom a.s. 2015-16. Condividi il Tweet

Il testo è stato scritto in collaborazione con la classe II A del Liceo Classico “Giovanni Pico” di Mirandola per il progetto “cl@sse 2.0” nell’a.s. 2013-14, secondo la metodologia proposta in Testi Scolastici 2.0

Questa seconda edizione raccoglie gli appunti delle lezioni come percorso operativo per le classi dell’a.s. 2015-16. Sono stati aggiornati e sviluppati alcuni argomenti, tra cui Hata Yoga, che nella prima edizione rimandavano a link esterni. Sono state inoltre adattati i punteggi da assegnare per ogni attività secondo la metodologia valutativa che prevede elementi di gamification.

Nello specifico della didattica verrei introdurre in forma un po’ più sistematica la flipped classroom, utilizzando le varie sezioni per una prima lettura da casa, in modo che ci sia da parte degli studenti una conoscenza preliminare degli argomenti e delle modalità operative proposte durante le lezioni.
Questo dovrebbe permettere di sfruttare meglio il tempo per l’apprendimento ed il gioco
.

Una copia di questo testo sarà a disposizione in scrittura condivisa per apportare nuove integrazioni ed aggiornamenti anche specifici per classi, perché la sua funzione è quella di un ebook flessibile, di contesto, lontano dai modelli dei manuali proposti per le adozioni.

N.B. Gli studenti interessati hanno ricevuto copia gratuita del testo, nei formati .epub e .mobi.

Scienze Motorie

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Libri fatti in casa

ebook_1

 img: pagina di ebook creato nel corso

In breve: riflessioni sulla necessità di imparare a fare libri da sé

Sto concludendo l’ultimo dei due corsi PNSD sulla costruzione degli ebook. Insieme ad altri colleghi dell’Emilia Romagna ho formato docenti in grado di costruire libri fatti in casa per le più svariate opportunità didattiche.
Sarà una mia fissa e ammetto che ci sia una componente un po’ maniacale, ma voglio ancora una volta ribadire i motivi del mio interesse per questo genere di oggetti digitali mentre intorno imperversano altre forme comunicative che, forse, hanno più appeal. Io non demordo.
Poi ciascuno, avendo a disposizione la bicicletta, decida se pedalare o meno.

Un libro è un libro

Che sia un romanzo o un saggio, che sia scritto da uno o più autori, un libro custodisce una propria completezza che, a differenza di quelli di carta o in misura molto superiore, può essere continuamente revisionata e accresciuta delle altre modalità comunicative, multimediali e multimodali, caratteristiche del digitale.
Mi viene da fare un’analogia con il gioco del golf dove ci si può esercitare con colpi specifici (strumenti diversi) ma, ad un certo punto bisogna andare in campo e provare a mettere insieme le diverse tecniche richieste dal contesto. Sport di situazione, appunto, dove il risultato è sempre maggiore della somma degli elementi, come un libro.
Si può giocare da soli oppure in compagnia; l’una e l’altra condizione presentano pro e contro, di certo la seconda è più divertente.

Docenti e ebook

Ti faccio una domanda: se tuo figlio, o figlia, frequentasse un istituto alberghiero, ti piacerebbe che i docenti di cucina li formassero aprendo delle buste Findus? Probabilmente no, vorresti che partissero dagli ingredienti base e imparassero a fare da sé sotto la guida di un esperto che conoscesse i trucchi del mestiere e che avesse la pazienza di aspettare il prodotto finale.
Allora perché tuo figlio o tua figlia devono avere testi che non prevedono lo sforzo di costruire il percorso di conoscenza, ma deglutiscono il sapere senza nemmeno chiedersi da dove arriva, dove va cercato?
Siamo sicuri che con i testi adottati stimoliamo il pensiero critico? Siamo sicuri che li motiviamo allo studio?
A quest’ultima domanda potrei anche dare risposta affermativa se la motivazione è quella di ottenere voti (estrinseca), ma questo non ha niente a che vedere con la curiosità e il piacere di apprendere (motivazione intrinseca). Senza considerare, poi, i diversi livelli di efficacia.
I docenti lo sanno bene (se vogliono pensarci), e l’evidenza lampante sta tra gli studenti entusiasti e attivi da una parte e quelli annoiati e passivi, opportunisti dall’altra.
Prova a farti i tuoi libri, non saranno capolavori, ma saranno i tuoi, così come un piatto di tortellini fatti in casa: disuguali, non perfetti ma buoni.

I docenti devono riappropriarsi della propria professionalità (lo so, è un discorso difficile: chi paga?) ma in un futuro prossimo, ormai diventato presente, dove il ruolo di erogatore di contenuti sta pian piano lasciando il posto a sistemi automatici di apprendimento, i migliori saranno quelli che sapranno maneggiare la conoscenza con gli strumenti e i sistemi informatici (informazione automatica), opportunamente supportati da competenze didattiche adeguate.

Metodo

La tecnica costruttiva, di cui parlo ampiamente nei post in questo sito, va di pari passo con l’idea di metodo che mi sono costruita e che divulgo nella speranza, da alcuni condivisa, applicata e migliorata, che costruire insieme un libro sia un’operazione impegnativa, che non può essere liquidata presentando gli strumenti e dire: si fa così. Bisogna:

  • sapere cos’è un ebook, non nel dettaglio estremo, ma tanto da poter riuscire a prendere un .epub – ad esempio un liberliber.it di Pirandello- e metterci le mani, ricostruirlo per/insieme ai propri studenti;
  • costruire ebook collaborativi: azione complessa che necessita di assegnazione di ruoli, regole, schemi, organizzazione, responsabilità, azione, ma anche creatività, espressione, fantasia, estro, talento quando c’è;
  • saper pubblicare un ebook;

Da questi obiettivi nasce la scelta degli strumenti che propongo, che a mio parere corrispondono a queste necessità. Forse non sono i più semplici e i più immediati, ma punto sulla consapevolezza di ciò che si sta facendo; non siamo meri esecutori.

Quello che non è possibile definire, ed è la variabile individuale a questo processo è che, come per tutti gli strumenti che abbiamo imparato ad usare in questi anni, i risultati sono uno diverso dall’altro, relativamente al grado di immaginazione e abilità tecnica che ciascuno sa mettere in campo.

Si parlava di bicicletta?

PNSD – Libri digitali #5

cover ebook RE

 

In breve: report della terza lezione a Reggio Emilia e Modena, Piano Nazionale Scuola Digitale “Libri digitali e contenuti integrativi”

Terzo e ultimo incontro del corso.
Prima di tutto vorrei sottolineare la partecipazione interessata e attiva alle lezioni e alle attività online. L’obiettivo di costruire insieme un ebook è stato raggiunto. Ciascun corsista, infatti, dato il file .odt risultato della scrittura collaborativa, lo ha completato con le immagini ed  ha prodotto una propria copia, caricata nella cartella condivisa su Google Drive.

In un prossimo post pubblicherò i due libri prodotti sia dal corso di Reggio Emilia e da quello di Modena, ancora in svolgimento.

Riassumo ora le ultime operazioni di raffinazione del testo uscito come .epub dalla conversione effettuata con W2E. A questo proposito si è utilizzato il programma Sigil con il quale abbiamo effettuato le seguenti operazioni (le istruzioni più in dettaglio sono sul file condiviso iniziale).

  1. In automatico (lo chiede lo stesso programma in apertura file) la correzione di alcune imperfezioni
  2. Controllo di tutti i file section a cui corrispondono le parti del libro (cover, pagine speciali, capitoli, ecc)
  3. Cancellazione di eventuali file superflui (es: sezioni bianche, indice esportato da W2E)
  4. Creazione dell’indice in HTML e suo spostamento.
  5. Salvataggio del file che si va a sostituire al precedente.

Il programma Sigil, come abbiamo visto velocemente, permette di incorporare i file audio e video nell’ebook secondo lo standard ePub 3. Questa operazione permette di visualizzare queste risorse in modalità offline, ma appesantisce molto il file. Inoltre non tutti i lettori e applicativi permettono la visione o l’ascolto.

A questo punto l’ebook è pronto da leggere sugli applicativi dedicati. Abbiamo utilizzato Readium per PC e Mac, iBooks per dispositivi Apple, Kindle per tutti i dispositivi, ma ce ne sono altri, come Google books o specifici per i mobile.

Pubblicazione dell’ebook

Si sono poi prese in considerazione le opportunità di distribuzione, che sono:

  1. Upload del file .epub in una cartella condivisa su Google Drive. (In alternativa sul sito della scuola o moodle, ecc.)
  2. Pubblicazione in selfpublishing con narcissus.me con le diverse opzioni che questa piattaforma propone.

Ricordo che sempre lo stesso portale offre un servizio di editing dell’ebookBackTypo,  di cui trovo utile anche l’opzione per creare ipertesti, cioè ebook con link interni.

Un’altra alternativa per trasformare velocemente risorse già pronte nel formato .epub è Liber.io, anche abbastanza semplice da utilizzare.

L’ ultima parte della lezione ci ha coinvolto in una discussione sulle opportunità didattiche degli ebook, anche  come sostitutivi dei libri di testo in adozione.

PNSD – Libri digitali #4

open office apps

 

In breve: report della seconda lezione a Reggio Emilia e Modena, Piano Nazionale Scuola Digitale “Libri digitali e contenuti integrativi”

Questa fase è particolarmente complessa, non tanto per l’uso degli strumenti, quanto per la metodologia e l’organizzazione dei contenuti del futuro ebook. (Guarda anche sul doc iniziale ebook condiviso su GD per seguire le procedure – Esercitazione 2).

Usiamo gli applicativi di Open Office per tre funzioni:

  1. Documenti per scaricare il file ebook_pulito da Google Drive:  File—> Scarica come—> Formato OpenDocument (.odt). Lo salviamo in una cartella dedicata all’ebook.
  2. Disegno per dimensionare le immagini secondo la procedura indicata qui: Ebook: dimensione immagini con Disegno di open office
  3. Disegno per creare la copertina dell’ebook a tutta larghezza del foglio di lavoro, che va salvata come cover.jpg

I file delle immagini è opportuno che siano poi caricati nella cartella condivisa di Google Drive in modo che, chi andrà ad inserirle nel file .odt, le possa scaricare da lì e le trovi ben nominate e ben dimensionate con n°capitolo, punto, n° posizione foto, es: img 2.4.jpg, img 2.5.jpg, img 6.3.jpg, ecc.
Caricare sempre su GD anche la copertina che, abbiamo detto, deve avere la dicitura cover.jpg

Una volta inserite le immagini si vanno a taggare i titoli:  del frontespizio (Titolo, sottotitolo), di capitolo (h2 o intestazione 2) paragrafo (h3 o intestazione 3) ed eventualmente tag successivi per parti gerarchicamente inferiori.
Ti ho mostrato come fare, in genere si trovano nella finestra a sinistra dove di default c’è scritto “predefinito“, ma alcuni bisogna cercarli nella finestra a destra “Stili di formattazione”. Per fare questo si clicca su “Extra…” e poi sulle due prime icone: Stili di paragrafo e Stili di carattere. Con un po’ di fortuna si trovano.

Dato il tempo a disposizione abbiamo inserito solo alcune foto e taggato alcuni titoli per poi passare ad esportare il nostro primo ePub. Per fare questo abbiamo usato l’estensione Writer2ePub di cui ho fornito in precedenza l’URL per poter fare il download.

writer 2 epub

Dobbiamo cliccare sull’icona a scelta rapida con la E verde (vedi immagine sopra)  che abbiamo nella barra del menu di Documenti e riempire i campi dei metadata nella finestra che appare (la data si scrive AAAA-MM-GG). Inserire la copertina andandola a prendere nella cartella delle immagini poi, nella scheda Preferences spuntare la casella crea l’indice.
Questo indice non sarà quello definitivo perché lo creeremo con Sigil, ma ad una prima lettura dell’ebook, ci permette di verificare se abbiamo taggato bene tutti i titoli.
Dai l’OK, il file .epub si salva automaticamente nella stessa cartella dell’ .odt originale.

Attività per la prossima lezione:

  1. Carica una tua immagine, ben dimensionata e nominata nella cartella condivisa. Scarica e inserisci le immagini, una per capitolo (ti consiglio di fare prima un po’ di spazio con invii sopra le didascalie).
  2. Tagga i titoli dell’ebook
  3. Esporta in .epub con w2e, ricorda di inserire i metadata
    Puoi vedere il risultato del tuo ebook usando Readium o, per chi ha il Mac, direttamente con iBooks (può darsi che si presenti qualche problemino nel layout, ma vedremo la prossima lezione come risolverlo).

Buon lavoro e alla prossima 🙂

PNSD – Libri digitali #3

ebookRE GD su iPhoneImmagine: come appare il file Documenti di Google Drive su iPhone. Le righe orizzontali corrispondono alle interruzioni di pagina, ovvero alle diverse sezioni.

In breve: formattazione del File Documenti su Google Drive per la costruzione dei libri digitali

Dopo aver predisposto il file in scrittura collaborativa su Google Drive, i corsisti hanno inserito:

  • Il testo della descrizione delle ultime vacanze;
  • le didascalie delle immagini
  • i collegamenti ipertestuali a oggetti esterni (video, doc, audio, siti, ecc.)

Tutto questo è stato eseguito online, da casa. [Sono stati bravissimi]

Il risultato è questo file ebook_pulito , che ho ripulito dal testo di servizio del file precedente, omogeneizzato nella formattazione, con l’aggiunta delle sezioni in testa e coda.
Ricordati di tenere sempre una file in copia di ciascun passaggio.

Ora questo file è pronto per l’esportazione su Open Office. Le operazioni successive saranno materia del prossimo incontro.

A presto 🙂

PNSD – Libri digitali #2

google docs

In breve: report della prima lezione a Reggio Emilia e Modena, Piano Nazionale Scuola Digitale “Libri digitali e contenuti integrativi”

Dopo le presentazioni di rito abbiamo subito affrontato il primo strumento, Documenti di Google Drive  per costruire libri digitali in scrittura cooperativa, detta anche impropriamente collaborativa, puntualizzando le differenze operative dei due termini.
Gli applicativi di GD, oltre che da PC e Mac, sono fruibili anche da dispositivi mobile come smartphone e tablet, basta cercare la app “Google Documenti”, per Apple o Android, (l’icona e quella a sinistra nell’immagine qui sopra).

Ricordo, oltre a quanto scritto in testa al file condiviso in scrittura (Esercitazione 1) al quale siete stati invitati come editor, che è sempre opportuno strutturare il file in sezioni che corrisponderanno ai capitoli o parti assegnate agli studenti o colleghi o, nella scrittura individuale, per strutturare fin da subito il proprio ebook. Può sempre essere aggiornato secondo le necessità.

Una breve descrizione delle licenze di pubblicazione di cui abbiamo parlato, la trovi in fondo a questo post: Scuola Digitale Carpi #5

Attività: per la prossima lezione:

  • scrivi il testo del compito nella tua sezione del file Documenti di GD
  • aggiungi un collegamento ipertestuale a un oggetto esterno (video, testo, audio, sito, blog, ecc.)
  • trova una o due immagini da inserire nell’ebook relative alla tua descrizione e scaricale sul tuo dispositivo
  • installa anche i programmi che ci serviranno successivamente; l’elenco è nel file del programma del corso
  • consigli di lettura: gli ebook che parlano di ebook

Nella cartella condivisa “materiale docente” di GD trovi due documenti:

  1. il programma e calendario del corso (Iniziamo alle ore 15:00)
  2. una breve biblio-sitografia
  3. una mia recente presentazione sugli obiettivi e strumenti per costruire ebook
  4. una presentazione Ebook, Liceo Bertolucci

Buon lavoro e alla prossima 🙂

PNSD – Libri digitali #1

corso ebook

 

In breve:  Piano Nazionale Scuola Digitale, due corsi di formazione “Libri digitali e contenuti integrativi” a Modena e Reggio Emilia – Primavera 2015 

Attenzione: in data 11-03-2015 è stato cambiato l’orario degli incontri e la sede del corso di Modena. Più in basso il link per il programma aggiornato.

Sono stata incaricata a tenere due corsi del Piano Nazionale Scuola Digitale per i docenti delle province di Modena e Reggio Emilia sull’argomento “Libri digitali e contenuti integrativi”.

Per maggiori informazioni clicca sul link qui sotto:

Programma e calendario incontri

Iscrizioni: sul portale Istanze Online:

Reggio Emilia, entro il 16/03/2015

Modena, entro il 17/03/2015

pnsd istanze online

Ebook – Dimensione immagini con Disegno di Open Office

Open Office logo

In breve: come dimensionare le immagini da inserire in un ebook

Come saprai, se hai letto il mio ebook, io utilizzo per costruire i libri digitali con gli studenti l’applicativo Documenti di Open Office. In questa fase della costruzione, dopo che ho scaricato il libro in .odt da Google Documenti, usato per la scrittura collaborativa, inserisco le immagini che hanno prodotto gli allievi.

Normalmente me le presentano con formati ed estensioni diverse, mentre, è opportuno omogeneizzare questi attributi e far sì che nell’ebook abbiano dimensioni simili e la stessa estensione.
Succede infatti che nella trasformazione in .epub, se le immagini non sono ben dimensionate possono, sui vari dispositivi, risultare diverse da quello che ci si aspetta. Si sa inoltre che tanti applicativi di lettura permettono l’ingrandimento per poterle visualizzare meglio, come quelli in uso su smartphone, tablet e ereader.
Le immagini non ben formate e dimensionate possono appesantire molto il file dell’ebook, mentre è buona cosa, costruire ebook leggeri.

Trascuro al momento altre azioni come il ritaglio e il miglioramento della qualità dell’immagine, mi concentro solo sulla dimensione e il formato. Di seguito la procedura che utilizzo:

1.  Apro l’applicativo Disegno di Open Office, quindi Menu, Inserisci —> Immagine —> Da file

madri

Quella che vedi è l’immagine che occupa tutta la larghezza della pagina. Mantieni l’immagine in selezione, con i quadretti verdi.

2.  Sempre dal menu scelgo Formato —> Posizione e dimensioni, compare una finestra, questa:

dimensione immagine

Non interessa la posizione, bensì la dimensione. Sostituisco le dimensioni originali con le mie facendo attenzione che sia spuntata la casella Mantieni rapporto. Normalmente do all’immagine in orizzontale una dimensione massima di 10 -12 cm in larghezza. Stessa cosa per l’altezza se l’immagine si sviluppa in verticale. Guarda la trasformazione:

disegno_3

Il risultato è questa immagine ridimensionata:

madrid_p

3.  Passo ora al salvataggio dell’immagine nel formato che desidero, cioè .jpeg :

Sempre con l’immagine selezionata vado in menu e scelgo File —> Esporta

Si apre una finestra in cui nomino l’immagine e scelgo il percorso di salvataggio e, nella parte inferiore, metto le opzioni come da disegno:

salvare immagine

Adesso l’immagine è pronta per essere inserita nel documento di Open Office prima della trasformazione con Writer2ePub.

Cosa ci insegnano i MOOCs – #5 Gamification

duolinguo

In breve: dall’analisi delle modalità didattiche dei MOOCs, ho analizzato i processi di gamification e li ho trasferiti in una progettazione didattica mista,  in presenza e attività online.

Premessa

Ci siamo lasciati all’inizio dell’estate con il post che riguardava le interazioni.
Ora, quest’altro, avrebbe la pretesa di essere conclusivo perché, di tutti gli argomenti di analisi che vi ho proposto, seppur in forma sintetica, questo sulla Gamification implica un’ulteriore integrazione nella progettazione didattica di questo processo abbastanza complesso che, però, rende più stimolante il percorso di apprendimento. Già lo scorso anno scolastico ho sperimentato in una classe terza qualche concetto di gamification in modalità analogica e artigianale e i risultati sono stati sorprendenti. Se vuoi farti un’idea, puoi leggere il post: La gamification “de noantri” – esperimento, dove ho cercato di isolare un elemento, quello dei badge, per stimolare di più la partecipazione al gioco.
Al di là dei risultati numerici valutativi, il livello di coinvolgimento è stato palesemente più alto.

Quello che andrò ad esporre oggi è l’organizzazione di gamification nelle mie classi; riguardano la disciplina Scienze Motorie nella secondaria di II grado, ma può essere estesa a tutte le discipline, adattandola alle esigenze specifiche di programmazione.

Sulla Gamification ho frequentato nei mesi scorsi un corso online su Coursera, abbastanza impegnativo perché il discorso sul “gioco” coinvolge la sfera emozionale, quella cognitiva e, naturalmente, quella che agisce (nel mio caso quella motoria). La complessità sta nel trovare equilibri tra gli oggetti che si inseriscono, che rendano i processi funzionali ed efficaci. Non si tratta solo di introdurre tecniche di game design, ma di integrarle agli gli obiettivi che, nel mio caso, sono didattici.  Ti rimando a letture o corsi specifici per saperne di più sull’argomento.

MOOCs e Gamification

Nell’ultimo anno, come saprai se hai letto i post precedenti, ho frequentato una decina di corsi, un po’ per interesse personale, un po’ per studiarne l’organizzazione didattica. Nello specifico quasi tutti i siti che erogano MOOC hanno al loro interno alcuni elementi di Gamification. Qualche portale carica troppi elementi, come Open2Study, altri ne fanno un uso limitato, mantenendo una caratteristica di corso tradizionale come Coursera; come dire: se hai voglia di studiare la motivazione ce la devi mettere tu. Addirittura il corso di Gmification che ho seguito, non aveva nessun elemento di Gamification.
Un certo equilibrio l’ho trovato in Duolinguo dove sono presenti i tre elementi riconoscibili della gamification: Points, Badges e Leaderboard, però senza eccedere, oltre ad altri elementi quali il conteggio dei giorni consecutivi di accesso alla piattaforma e svolgimento delle unità didattiche.
Certe funzioni le trovo utili, altre meno, ma io sono adulta e in genere motivata allo studio che scelgo spontaneamente.
Diversa è la condizione dei nostri studenti e lo sanno bene i portali come Edmodo e Sophia che hanno attivato al loro interno forme di gamification.

Non ritengo in questo post di essere troppo analitica,  ti basti pensare che l’inserimento di una forma di gamification va ragionata, così come si farebbe per un pianificazione di strategie di marketing.  E allora, per evitare di annoiare con nozioni teoriche, passo subito al pratico descrivendo la mia proposta.

I miei strumenti per la Gamification

Ho cercato in rete. Ho provato alcune piattaforme ed applicativi. Nessuno mi soddisfaceva.
Google Drive, come al solito, mi è venuto in soccorso. La scelta è stata determinata da:

  • autonomia di gestione: non devo ricorrere a strumenti di terzi con login da parte degli studenti se non quello di gmail, che già hanno;
  • flessibilità di design: con le apps di GD costruisco ciò che voglio;
  • integrata con tutti gli altri documenti che utilizzo per la didattica in presenza e online;
  • possibilità di coinvolgere gli studenti nella costruzione;
  • il salvataggio automatico è una manna, il cloud due.

Nel caso specifico ho utilizzato fogli di calcolo aperti in lettura, per la costruzione di un registro un po’ particolare.

Il registro su Google Drive

Il modello del registro lo vedi qui: Punteggi SM – Modello

Sono abituata da sempre ad usare fogli di calcolo per i registri digitali. Quest’anno ho deciso di passare su cloud perché mi permette di trovare i file online, quindi senza doverli trasferire dai diversi dispositivi. Ho preso la palla al balzo per aggiungere fogli ad hoc per la gamification. Guarda come l’ho strutturato:

  • ciascuna classe ha il proprio file condiviso in lettura
  • al momento è costituito da tre fogli:

Foglio punteggi

foglio punteggi

Questo è il foglio nel quale inserisco i punti ottenuti da ciascuno studente relativi alle diverse unità didattiche programmate, che assommano a 100 punti in un anno scolastico.

Per capire questo passaggio ti rimando alla lettura del primo post dal titolo Valutazioni finali, in cui sostengo che quella a somma progressiva dei voti (punti), così come pratica qualche MOOC, potrebbe essere una forma più chiara e trasparente della progettazione didattica ed anche più coinvolgente (la parola più usata nella gamification è infatti: involve). Penso proprio che quella normale, quella che viene adottata a scuola con il calcolo delle medie abbia fatto il suo tempo, che sia riduttiva perché non dà percezione dei punti forti e deboli di ciascuno studente, inoltre ha in sé i limiti che un valore medio esprime, soprattutto se calcolato con poche unità statistiche, in questo caso i voti. -Non parliamo poi dei deliri sui decimali che si vedono agli scrutini-. Anche in questo caso potrei andare avanti con la critica al nostro sistema valutativo, ma per rispetto del tempo del lettore mi fermo qui; in ogni caso quello dei 100 punti è ben conosciuto alla maturità.

Nell’immagine sotto vedi la parte sinistra della tabella:

punteggi sinistra

Come vedi nelle caselle della riga “max punti” sono inseriti in neretto i punteggi massimi assegnati ad ogni attività in base all’importanza e al peso che ha sulla valutazione finale. Sotto, in corrispondenza di nomi fittizi, quelli ottenuti da ciascuno studente. Guardiamo ora a destra:

punteggi destra

Qui ho selezionato in scuro come esempio le attività che non svolgerò con questa classe. I tre finti studenti hanno raggiunto valutazioni finali in centesimi che saranno poi trasformati in decimi sulle pagelle. N.B. I bonus rappresenta i 5 punti che mi riservo di dare a quelli che hanno dimostrato impegno, partecipazione, collaborazione, ecc.

Come dicevo in precedenza gli studenti possono accedere in lettura a questo file e verificare la progressione dei propri apprendimenti. La leaderboard è implicita, quella esplicita non è necessaria, data la funzione educativa stessa della valutazione.

Passiamo ora ai badge

 Foglio badge

foglio badge

Il foglio successivo raccoglie i badge conquistati nelle attività. Di solito li consegno a gruppi che hanno ottenuto buoni risultati o per collaborazioni speciali. Le immagini dei badge che vedi sotto sono neutre. Quelli che uso io, invece, sono stati disegnati a mano libera da una studentessa.

esempio badge

I premi ai vincitori finali saranno diversi dai voti. (Di solito vincono “una giornata da prof”)

Foglio registro

foglio registro

Il foglio è uguale ad una pagina di registro cartaceo nel quale inserire le date, le assenze e annotazioni in chiaro, in quanto anche questo foglio è visibile agli studenti.

Conclusioni

Ho provato con questo post a riassumere brevemente quella che è l’impostazione che voglio dare alla mia organizzazione didattica in ordine al cambiamento delle modalità valutative, più vicine a quella che propongono i MOOC, inserendo qualche elemento di gamification.

Passerò l’anno scolastico a verificarne l’efficacia, conscia che , strada facendo, ci possano essere adattamenti e aggiustamenti. A breve pubblicherò il testo di riferimento a questa organizzazione in formato .epub per i miei studenti, dal titolo “Scienze Motorie“, in modo che ci sia corrispondenza tra le attività proposte e le valutazioni sul foglio di calcolo. Mi riservo di riferire in futuro circa l’efficacia di questa proposta.

Termino qui i miei cinque interventi sui MOOC. Devo dire che tutti mi hanno insegnato qualcosa, soprattutto a immaginare una scuola diversa e più moderna.

I post precedenti:

1- Valutazioni finali

2- Valutare i compiti

3- Le risorse didattiche

4 – Le Interazioni:

Adotta un quadro di Vermeer – Ebook

Questo è l’ultimo ebook realizzato nell’a.s. 2013-14 dagli studenti del Liceo “Giovanni Pico” di Mirandola. Si tratta di scrittura cooperativa, di racconti che si ispirano ai quadri di Vermeer.
Puoi scaricare il file .zip dalla pagina EBOOKS che contiene i formati .pdf, .epub e .mobi.
Buona lettura!

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