Scuola Digitale – Carpi #2

meucci

Secondo incontro.

Abbiamo proseguito nella visione delle funzioni della piattaforma ForDocenti, in particolare, di come interagire nei forum. A questo proposito vi invito a rispondere (tasto in fondo) alle discussioni già aperte. Questo per evitare che si disperdano gli interventi. Solo se volete aprirne una nuova e inedita, attivarla con il tasto “crea discussione” sempre in fondo alla pagina dell’elenco dei forum.

Poi siamo andati a vedere come scaricare e caricare risorse didattiche:

  1. dal menu edulab —->strumenti quelle che abbiamo prodotto in aula che potete scaricare e ricaricare nella vostra cartella che avete creato;
  2. scaricare dal menu risorse oggetti didattici prodotti da colleghi relativamente alla disciplina di interesse.

Attenzione: ciascuna delle operazioni precedenti, ovvero, rispondere al forum, scaricare e caricare, viene  registrata come attività online che deve raggiungere 10 ore entro la prima fase che si concluderà il 29 Maggio. Potete controllare quante ne avete accumulate entrando nel menu portfolio, in cui sono visualizzate le ore in presenza e online. Mi raccomando di raggiungere la quota 10 ore prima della scadenza. Quelle eccedenti non sono calcolate; il limite massimo è 10. Molto probabilmente per concludere la prima fase si dovrà rispondere ad un questionario di soddisfazione. Se non lo fate non potrò stamparvi i certificati finali!

LIM: secondo livello di utilizzo

Abbiamo visto ancora qualche funzione da utilizzare in scrittura. La più utile mi sembra quella della quadrettatura del foglio che permette di scrivere e disegnare schemi ordinati. Al termine si può togliere.

Entriamo nel merito dell’argomento di oggi: sulla Lim possiamo importare degli oggetti: pdf, ppt (presentazioni) e immagini (anche altri ma non li tratteremo) e su questi intervenire in scrittura ed altre funzioni.

  1. abbiamo importato il testo della Costituzione in .pdf, l’abbiamo sottolineato ed evidenziato in alcuni punti e poi abbiamo esportato, sempre in .pdf, la pagina elaborata. Quindi l’abbiamo condivisa in mailing list per far avere agli “studenti” quello che abbiamo fatto in classe.
  2. abbiamo fotogratato la pagina elaborata con la funzione “cattura schermo” (macchina fotografica) e salvata in formato .jpg, quindi sempre condivisa in mailing list. Ho già caricato entrabi i file in piattaforma.
  3. Per ultimo abbiamo creato un collegamento ipertestuale (funzione collegamento) con quel percorso un po’ macchinoso in cui si deve scegliere l’oggetto al quale applicarlo. Sembrerebbe utile, ma a conti fatti non è funzionale perché il link si perde nella trasformazione da file .flipchart (sw della lim) a .pdf. Troveremo altri modi più funzionali di utilizzo della LIM con gli strumenti del web, in particolare con Google Drive di cui vi ho fatto accenno e che cominceremo ad usare la lezione del 23 Maggio.

Ultimissima cosa: vi ho consegnato il testo cartaceo di un articolo di Mario Agati, collega del “Sigonio” di Modena, che sintetizza lo stato dell’arte della tecnologia nella scuola. Siete caldamente pregati di leggerlo e, se desiderate, aprite una discussione sul forum. Grazie 🙂

Scuola Digitale – Carpi #1

scuola digitale

 

Lavagna Digitale 2013 – presso ITE “A.Meucci” Carpi

Primo incontro della prima fase.

In sintesi gli argomenti trattati:

  • presentazione del tutor;
  • modalità dell’iscrizione si piattaforma indire fordocenti; cambio username e password;
  • iscrizione informale uditori;
  • breve tour delle funzioni principali della piattaforma;
  • breve presentazione dell’organizzazione del corso: I e II fase; calendario;
  • compilazione questionario competenze e aspettative;
  • presentazione del dispositivo LIM ed integrazione con altri dispositivi hw;
  • richiesta di attivazione di un account gmail;
  • Funzioni principali  LIM – I livello;
    • scrittura mano libera, cambio spessore e colore;
    • scrittura a stampa, formattazione, spostamento, cancellazione;
    • forme geometriche, dimensione, colorazione, connettori ecc.
    • funzioni matematiche elementari, righello, goniometro;
    • cambio e duplicazione di pagina;
    • salvare pagina in .flipchart e .pdf.

Attività assegnate:

  1. iscrizione in piattaforma, rispondere al forum “presentiamoci”
  2. comunicare a breve l’indirizzo di posta con gmail.

Prossimo incontro: Martedì 14 Maggio, re 14.30 – 17.30

 

Tablet weeks #5

indiana jones

Le cinque settimane successive all’esperienza del Tablet weeks #4, mi hanno vista nel gruppo del progetto Archeologia con studenti delle classi I e II  A-B-C del Liceo Classico e Linguistico “G.Pico”.

Anche in questo caso ho proposto la sequenza di procedure per mettere a sistema i tablet con moodle anche con il supporto della LIM in classe. Le due insegnanti presenti si sono attivate per imparare le operazioni fondamentali, ovvero, come inserire risorse ed attivare interazioni con i forum. Agli studenti, invece, è stato chiesto di imparare a prendere appunti con i tablet, di entrare in Internet, in moodle per rispondere ai forum allegando anche diverse risorse, di aprire dei file “presentazione” con Google Drive e, quindi, di essere in grado di elaborare delle slide a gruppo sugli argomenti che proporranno via via le docenti di latino-greco ed inglese. Al termine abbiamo anche visionato alcune apps museali facendo una ricerca incrociata, ovvero, dal motore di Play Store di Google, oppure dai siti dei musei per cercare l’eventuale applicativo per mobile. Ho dato particolare attenzione alle apps integrate tra arte-commercio -gastronomia e tempo libero che danno al turista una serie di servizi globali sul luogo che sta visitando. A margine ho parlato anche di licenze d’uso delle immagini passando dal Copy Right, al Creative Commons fino al Public Domain. Ancora un’occhiata a slideshare per reperire presentazioni già fatte e riutilizzabili o adattabili.

La seconda settimana abbiamo avuto il piacere di avere con noi Camilla Perondi che sta ultimando la specialistica in “Science for the Conservation and Restoration of Cultural Heritage” all’Università di Bologna nella sede di Ravenna, che ha tenuto una lezione su: Archeologia, Scienza e Nuove Tecnologie, di cui di seguito le slide su prezi.

Gli studenti sono stati attentissimi ed hanno posto parecchie domande soprattutto in ordine alle competenze scientifiche, tecnologiche e alle lingue straniere necessarie a svolgere l’attività dell’archeologo, ma soprattutto a quello del tecnico di diagnosi per datazione, autenticazione, documentazione e restauro dei reperti.

Al momento ritengo positiva l’esperienza di partire da un contesto di contenuti specifico, l’Archeologia, per introdurre quegli strumenti che possono aiutare nella ricerca di risorse e nell’interazione, non ultimo nella produzione di presentazioni su ricerche di gruppo. Queste competenze potranno tornare utili per altre iniziative didattiche.

Tablet weeks #4

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Vi ricordate che tempo fa scrissi del progetto tablet nella mia scuola? Era Settembre o Ottobre dell’anno scorso quando ho tenuto lezioni di approccio con gli studenti di prima e terza dell’Istituto, per presentare i tablet come dispositivi utili ad una didattica innovativa.

Nel frattempo, con il Dirigente, abbiamo messo a punto interventi di progettazione ad hoc negli spazi di autonomia; in particolare la sottoscritta ne segue direttamente in aula tre, con gruppi di studenti di prima Liceo Classico e Linguistico, dai titoli: corso di Giornalismo, Archeologia e Musica.

Queste lezioni, circa cinque per ciascun corso, si svolgono in compresenza con il docente titolare che si forma contemporaneamente agli studenti, ed hanno il compito di insegnare ad utilizzare i dispositivi in funzione delle esigenze specifiche degli argomenti didattici, oltre quelle di carattere generale, già viste in precedenza.

Scrivo questo report dopo aver concluso l’intervento del primo gruppo, cioè quello che segue il corso di Giornalismo.

Numero studenti 27 a cui è stato consegnato a ciascuno un tablet e poi ritirato a fine lezione. Solo dall’ultima settimana è stato possibile richiederlo in comodato d’uso e tenerlo personalmente fino al termine delle lezioni, a Giugno.

Espongo in sintesi la progressione didattica:

  • Ripasso delle funzioni del tablet viste in precedenza, in particolare la scrittura, la formattazione, il salvataggio e la condivisione dei testi. Immagini e video, come detto nei precedenti post, non hanno segreti per gli studenti.
  • Apertura e iscrizione all’aula virtuale sulla piattaforma moodle, controllo degli account e formazione del gruppo.
  • Apertura di un forum ed istruzioni su come rispondere alla discussione, concetto di thread (trama), come inserire risorse e, per il docente, come aprire un forum, come controllare e valutare le risposte e come inserire risorse e link.
  • La scrittura collaborativa su Google Drive con esempi di condivisione per poter scrivere articoli a gruppi. Alcune funzioni per inserire risorse interne ed esterne in un testo, anche sfruttando i social network.
  • Abbiamo solo sfiorato il discorso ebook che verrà ripreso alla fine quando gli studenti trasformeranno i propri articoli in una raccolta in digitale.
  • In ordine sparso, secondo necessità, le apps su Play Store: come individuarle, scaricarle ed utilizzarle per il progetto giornalismo. Abbiamo scaricato Gmail, Drive, FireFox e Chrome per la navigazione anche su moodle, Kingsoft Office e Polaris Office, My Library e Mantano Reader. Per la lettura dei quotidiani: Tutti i Quotidiani, Newspaper, Edicola news ed alcune apps di settimanali. E’ stata presentata una panoramica della lettura di giornali online facendo una distinzione tra quelli cartacei con edizione online e quelli solo online, gratuiti e a pagamento.

Tutto questo ha avuto lo scopo di mettere in autonomia il gruppo per quanto riguarda l’utilizzo integrato dei tablet con la piattaforma (è appena arrivata anche la LIM in classe), per poter proseguire nel progetto giornalismo e produrre risorse originali. Compito questo della collega di Lettere.

Prevedo negli interventi ai prossimi gruppi una progressione didattica più o meno simile, che si differenzierà per la parte specifica all’argomento di progetto. In ogni caso seguiranno i relativi report.

N.B. La nostra scuola è stata trasferita in prefabbricati perché la sede ha subito danni con il terremoto. Abbiamo avuto difficoltà a connetterci contemporaneamente con così tanti dispositivi. Allora gli studenti sono stati invitati a ripetere le procedure anche a casa sul PC, verificare, ad esempio, la diversità strutturale di un programma vs la relativa app come ad esempio, quella di Google Drive. Alla fine,  nonostante le difficoltà che ci hanno visto nei corridoi della scuola sotto gli access point per i download e gli aggiornamenti, ce l’abbiamo fatta! In certi momenti è stato anche divertente vedere l’andirivieni degli studenti che migravano a caccia delle onde. 🙂

Medi@tando 2013

mediatando
Rivoltella, Farnè, Ranieri, Guerra

I giorni 10 e 11 Gennaio ho partecipato a Medi@tando 2013.

Il convegno era suddiviso in sessioni plenarie e seminari tematici. Provo a sintetizzare ciò che è stato detto agli incontri ai quali ho partecipato.

Media Education al microscopio

Roberto Farnè sostiene che i media nella scuola non sono mai in linea con l’esterno e che bisogna trovare un equilibrio di sviluppo sostenibile che non causi sprechi come l’obsolescenza delle risorse. Ci sono alcuni luoghi comuni da sfatare: primo è Il termine nativi digitali, mentre sarebbe più corretto parlare di coloni digitali; secondo non è automatico che le nuove tecnologie migliorino la qualità dell’apprendimento ma si assiste  a miglioramenti dove ci sono  condizioni sociali e famigliari che lo favoriscono per stimoli e opportunità. Con i media si ha un valore aggiunto all’apprendimento ma si tratta di variabile indipendente; terzo la comunione tra scuola di massa e comunicazione di massa determina bulimia didattica che è insostenibile. Bisogna dare  pochi fondamentali affinché i processi siano sostenibili e che la mission sia possible.

Pier Cesare Rivoltella: già da alcuni anni si assiste allo spostamento della scena mediale verso la cittadinanza, dove, nella mediatizzazione della scena politica, lo Stato è diventato sociologo (comunicazione e marketing); si assiste alla contrazione del mondiale nel locale a visibilità globalizzata; infine una protesizzazione e naturalizzazione dei media. La conseguenza è una scena mediale in cui la centralità civile ed etica si raccoglie intorno ai verbi: apparire, ridefinendo spazio pubblico e regole di accesso con indebolimento del pensiero critico; rappresentare, come pratica distorsiva dell’atto linguistico e calo della responsabilità dell’agire; controllare la disintermediazione non regolata da gatekeeper, con accesso diretto senza deontologia, gruppi di potere contro altri gruppi di potere (es: primavera araba).

Come fare media education nella mediapolis? Con l’etica secondo i principi di ospitalità, essere capaci di ascoltare l’altro, le sue ragioni di genere e di cultura; di giustizia e di sincerità.

Come didattica della mediapolis la scuola deve lavorare su curricoli trasversale, i media sono cornice  di comprensione e ambiente di apprendimento, si devono insegnare i media mentre si sta insegnando altro perseguendo competenze per la società della conoscenza. Il centro è questione metodologica e si articolata anche nell’extrascuola dove la prevenzione avviene anche attraverso la peer and media education, basti pensare ai Social Network. Le competenze nello specifico sono:  saper accedere, saper leggere, saper interpretare, saper comunicare, con una agenda morale responsabile e umana.

Maria Ranieri: competenza digitali della scuola: slide (qui il link al suo profilo slideshare in cui probabilmente verrà postata la presentazione, ma ci sono già parecchie risorse). In estrema sintesi la relazione verteva su la necessità di educare ai media in quanto non è un processo che avviene spontaneamente ma bisogna avere chiare le competenze che si vogliono attivare.

La sessione comune è proseguita con interventi chiamati “Esempi WWWirtuosi”, in cui si è dato rilievo al learning e serious game con interventi e video sulle applicazioni nella didattica, argomento che è stato ampiamente ripreso anche nel pomeriggio in “Fuori dai luoghi comuni: educare ai media tra scuola ed extrascuola” coordinato da Carlo Infante, dove i concetti di gioco  entrano nelle pratiche  come stimolo alla creatività, coinvolgimento e motivazione all’apprendimento per studenti ed adulti. In particolare cito:  Whai Whai dove si sono messe a punto guide turistiche in forma di “caccia al tesoro” attivate da input con gli sms e apps. Molto interessante.

Sono riuscita a seguire, sdoppiandomi, due seminari pomeridiani:

1- L’informazione sportiva, fra educazione e diseducazione con Rosarita Cuccoli di CIME e Roberto Farné in cui, arrivando un po’ tardi, ho seguito una discussione molto stimolante sulla necessità di utilizzare i contenuti dello sport per veicolare cultura. Sono state puntualizzati questi aspetti sui quali mi trovo fortemente d’accordo (e ci mancherebbe, visto che insegno Scienze Motorie).

-valenza estetica, riconoscere il bello del corpo in movimento, capacità di percepire le sfumature coordinative;

-valenza etica come accettazione di regole su cui si basa la nostra civiltà il cui rispetto condiziona i rapporti a tutti i livelli; caduti quelli si precipita nel caos sociale;

-valenza pluri e multidisciplinare dei contenuti sportivi, umanistici, scientifici, comunicativi, tipici ma fortemente stimolanti per l’apprendimento e la connessione dei diversi saperi, non ultimo, le competenze con le nuove tecnologie.

2- Social e mobile media: declinazioni educative coordinato da Maria Ranieri che ha presentato, sempre in slide, un approccio all’uso dei cellulari e smartphon, focalizzando il loro contenuto simbolico. (Anche qui rimando a slideshare)

Il mattino successivo, in plenaria, si è trattato l’argomento: Cambiano gli strumenti: cambia anche la scuola?. Tre gli interventi di rilievo:

1- Carola Frediani: L’esperienza americana della Quest to learn dove è stata presentata una scuola nella quale si stimolano gli studenti a creare serious game per l’apprendimento. Sono rimasta colpita da una frese detta da un docente: “Il bambino che rimane alzato a leggere è incoraggiato, se gioca è dipendente” a dimostrazione che nella nostra mentalità il gioco è ancora considerato momento di pura evasione se non addirittura nocivo per la salute, mentre attraverso il gioco e la sua costruzione si attivano competenze e motivazioni fondamentali, facilitate proprio dall’aspetto emozionale che coinvolge tutte le facoltà per un apprendimento più incisivo e duraturo.

2- Giacomo Dalseno ha presentato la sua esperienza alla S.M. Montanari di Mirandola, quindi mio vicino di “casa”, dalle classi 2.0 alla scuola 2.0. Collaboreremo insieme per la formazione ai docenti delle scuole del Comune.

3- Dianora Bardi di imparadigitale.it, ormai famosa per aver messo a punto metodologie di didattica con le tecnologie, in particolar modo introducendo i tablet. La docente descrive in linea di massima il progetto partito con iPad, allora nuovi e sconosciuti, con sperimentazioni partite da zero nei consigli di classe in cui gli studenti hanno insegnato ad usare le tecnologie ai docenti, modificando i percorsi di apprendimento. In queste classi non sono necessari i testi in adozione, ma si sono utilizzate fonti multiple tra cui libreria cartacea, fonti digitale di cui la selezione e l’elaborazione dei contenuti rientrano nelle competenze da sviluppare. I docenti sono stati invitati ad aggiornarsi, ma solo 25 hanno aderito, per cui sono state attivare tante classi “tecnologiche”, quanti erano i consigli di classe disponibili. Tutto si svolge in rete usando strumenti di condivisione dei materiali e producendo risorse originali. Nelle classi si opera con un “caos” gestito in cui gli studenti sanno esattamente cosa fare in ambiente di cooperative learning. La valutazione avviene per competenze secondo rubriche definite. I punti focali di questa didattica sono:

  1. Laboratorietà;
  2. Formazione dei docenti;
  3. Didattica dove la tecnologia non è il fine ma lo strumento;
  4. Centro studi per discutere e condividere esperienze metodologiche;
  5. Scuola cloud, aperta in rete.
  6. Saper ascoltare gli studenti, altrimenti si torna a fare una scuola di vecchio stampo.

Conclusioni: tutti gli interventi sono stati estremamente interessanti. Sottolineo che la problematica sui media abbia bisogno di alcuni parametri teorici entro i quali muoversi e che definiscono le strategie di intervento didattico, più che esempi concreti è necessario fare il punto su dove, come e a cosa si vuole arrivare. Complessivamente credo che tutti i relatori fossero d’accordo che la tecnologia permetta una rivisitazione metodologica nel fare scuola; lo stesso Ispettore Giovanni Biondi, a conclusione, ha affermato che si ha bisogno anche di strutture edili coerenti al cambiamento e che la scuola del futuro non assomiglierà a quella che conosciamo. Le esperienze viste vanno in una direzione ormai inarrestabile e fungono da modelli per il cambiamento con l’attenzione che si deve dare ad una scuola aperta a tutti in cui tutti possano avere le opportunità di esprimersi e migliorare, sia nell’apprendimento, sia nell’evoluzione formativa come cittadini, in modalità più vicine alle necessità della società del XXI secolo.

 

Tablet week #3

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Le tablet week sarebbero finite ma l’emergenza scuola, qui al Luosi, è sempre in agguato.

Ieri sera ho “vinto” quattro ore in presenza con gli studenti della 1A e 1B del Professionale “Cattaneo” che non partecipano allo scambio con le scuole di Rovereto (TN) così, stamattina, mi sono inventata questa attività con i tablet per questi ragazzi e ragazze che sono rimasti a casa dalla gita, ma che hanno già frequentato la lezione di approccio a questi strumenti.

Ricordo che i dispositivi hanno le applicazioni di default ed ancora non si è avuto nè il tempo nè lo spazio per aggiornarli ed inserire nuove funzioni, ma poco male, ci siamo arrangiati.

L’obiettivo è stato quello di scoprire nuove opportunità tecniche con i tablet, in forma ludica.

  1. Siamo partiti ripassando le opportunità dell’app Polaris Office, questa volta aprendo la funzione “Diapositiva” dove sono stati invitati ad inserire una slide con titolo nel quale hanno scritto il proprio nome, formattato secondo il proprio gusto estetico. Successivamente hanno aggiunto un’altra slide vuota, in attesa del contenuto da inserire successivamente.
  2. Dopo ripetute raccomandazioni sull’attenzione verso i tablet, soprattutto che non cadessero, siamo andati nel parco di “Villa Tagliata” (vedi foto), che è il ristorante che ospita alcune classi della nostra scuola, a scattare delle fotografie con l’applicativo “Fotocamera“. L’indicazione è stata quella di trovare soggetti che per particolarità della luce, del colore o del soggeto li colpissero e quindi andassero catturati.
  3. Al rientro sono stati invitati a scegliere una tra le proprie immagini scattate e la elaborassero con l’applicativo “Galleria“. Alcuni l’hanno dimensionata, altri hanno aggiunto filtri, altri hanno lavorato sul contrasto. L’hanno poi inserita nella slide vuota e, chi ha voluto, ha potuto scrivere un breve testo.
  4. Ho numerato le 23 immagini così ottenute associandole ad ogni autore e poi ciascun studente ha votato fino a tre immagini dei compagni che sono piaciute di più per la competizione del contest fotografico.
  5. E’ seguita la premiazione dal terzo al primo classificato con applausi e complimenti (per la verità un po’ rumorosi).

Visita inaspettata: durante la lezione e nella fase di elaborazione delle immagini ci ha fatto visita la Dott.ssa Stellacci, capo dipartimento del MIUR, che ha chiesto informazioni sull’attività ed ha augurato buon lavoro agli studenti.

Considerazioni sulla lezione: le immagini che hanno presentato erano veramente gradevoli, sorprendenti per gusto estetico e raffintezza, con soggetti come la cattura di uno spettro di luce fra le foglie, l’elaborazione con colori tipo pop art, particolari del paesaggio che sfuggono ad una vista globale. Se si pensa che questi ragazzi hanno una capacità attentiva all’ascolto che non va oltre i pochi secondi, lascia attoniti la loro sensibilità al bello: maschi, anche abbastanza turbolenti, si sono lasciati incantare da i petali dei fiori. Sono rimasta sbalordita.

Purtroppo incombenze burocratiche hanno interrotto la lezione per cui non sono riuscita a farmi inviare le loro foto. Spero di poterlo fare nel prossimo futuro.

 

 

Tablet week #2

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La seconda settimana di presentazione dei tablet nella nostra scuola, l’IIS “G.Luosi” di Mirandola, ha visto alternarsi le classi prime dell’Istituto.

Le condizioni logistiche sono state cambiate all’ultimo momento in quando nelle tensostrutture la temperatura era troppo bassa, così alcune classi hanno trovato sistemazione negli spogliatoi del palazzetto dello sport, altre migrando al ristorante per avere il wi fi quando il bel tempo della tarda mattinata l’ha permesso. (si veda foto).

La progressione didattica ha ricalcato quella della settimana con le classi terze -leggi qui– con la differenza che al palazzetto non avevamo disponibile la connessione a Internet per entrare in moodle.

Agli studenti più giovani ho proposto una sequenza un po’ più ludica permettendo loro di trovare autonomamente le funzioni multimediali come le immagini e i filmati, audio e giochi. Solo successivamente ho introdotto la scrittura, sempre con Polaris Office e la lettura scaricando, quando è stato possibile, un racconto di genere fantascientifico, “Alta Scuola Per Bambini”, che l’autrice Rosalba Cocco e Barabba Edizioni  ci hanno permesso di distribuire sulla piattaforma d’Istituto.

Dopo aver incontrato circa 400 degli studenti che saranno coinvolti nei progetti didattici con i tablet, posso azzardare un bilancio in termini sia di prerequisiti, sia di interesse verso questi dispositivi:

  1. ancora più degli studenti delle classi terze, quelli delle prime conoscono questi apparecchi o gli smartphone per averli in famiglia, con una percentuale maggiore crescente dal professionale al liceo, anche se al professionale qualcuno, soprattutto i maschi, hanno maggior competenza tanto da farmi domande su questioni tecniche specifiche. Tutti conoscono le modalità multimediali anche se, alla domanda cosa volesse dire contenuto multimediale in tanti, trasversalmente agli indirizzi scolastici, non hanno saputo rispondere. Riflettendo con una collega siamo arrivate a dedurre che per loro un contenuto è un contenuto. Sarebbe forse più indicato parlare di multisensorialità indicando l’organo percettivo della fruizione, più che il medium che lo propone, anche perché quasi tutti i contenuti hanno ormai caratteristica multimodale;
  2. la trasposizione della scrittura dal PC al tablet non ha creato problemi, a parte forse 1-2% che è del tutto fisiologico, anzi, la maggior parte ha affermato che è gradevole e non crea nessun problema. Alla domanda: “riuscireste a prendere appunti a scuola con il tablet?” la risposta è stata, sì. Si pone però il problema di quelle discipline che hanno una simbologia specifica come la matematica o formule scientifiche;
  3. quasi tutti avevano scaricato sui propri PC delle risorse in .pdf ma pochissimi conoscevano gli ebook nel formato .epub ed i loro applicativi di lettura con le opzioni interattive. (C’è da dire che l’app My Library, di default sui nostri tablet, non consente le annotazioni, bisognerà trovarne di più complete). Anche in questo caso la percentuale di gradimento della lettura digitale è stata molto elevata;
  4. l’interazione con la piattaforma moodle è stata possibile solo in poche occasioni per le prime per la mancanza di connessione, ma avremo tempo di vederla successivamente;
  5. in mancanza di wi fi uno studente ha trovato lo stratagemma di inviare via bluetooth verso i cellulari il file scritto con l’editor di Polaris Office. Non ci avevo minimamente pensato;. Altri, stranieri, hanno scritto nella loro lingua, soprattutto in cinese;
  6. tutti erano molto curiosi di conoscere come sarebbero stati integrati i tablet nella didattica facendo domande precise e circostanziate. L’atteggiamento generale è di forte interesse ma si chiedono soprattutto se i docenti saranno in grado di utilizzarli per insegnare le discipline scolastiche. Hanno subito individuato l’anello debole;
Note divertenti: quando ho scattato la foto sopra e l’ho condivisa su instagram alcuni mi hanno chiesto se potevano seguirmi su questo social network e su Facebook, una studentessa addirittura mi ha detto che mi avrebbe voluta come mamma 🙂

Tablet week #1

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La tablet week è la settimana d’inizio anno scolastico che la nostra scuola, l’IIS “Giuseppe Luosi” di Mirandola, dedica quest’anno all’introduzione dei tablet nella propria didattica.

L’idea di questa sperimentazione è venuta in tempi non sospetti pre terremoto e, successivamente proprio a causa di questo drammatico evento, sono stati erogati fondi dagli enti preposti per sopperire alla mancanza immediata di strutture edili danneggiate dal sisma, con i quali la scuola ha acquistato, per il momento, un centinaio di tablet ASUS, modello Trasformer Pad TF 300T.

Il Dirigente, Prof. Giorgio Siena, con alcuni docenti e personale ATA, ha meso a punto già dall’estate scorsa un intervento rivolto alle classi prime e terze dell’Istituto per presentare questi dispositivi alle 20 coinvolte nel progetto, di cui 6 di Liceo Classico e Linguistico, 4 di Istituto Professionale e 10 di Istituto Tecnico Economico.

Sono stata incaricata di tenere una breve lezione ai ragazzi in presenza di un collega, generalmente di materie letterarie, con il quale abbiamo proposto un percorso di approccio alle funzionalità del tablet, coerente con gli obiettivi didattici, integrato agli altri strumenti connettivi di cui dispone la scuola, senza trascurare  le conoscenze sociali e ludiche che gli studenti e le studentesse hanno dei dispositivi mobile.

Dopo aver incontrato 6 delle classi terze mi sento di stilare un breve report della progressione didattica proposta:

  1. Presentazione dello strumento: E’ stato consegnato a tutti il dispositivo con invito ad accenderlo e sboccare la pagina di accesso. Una prima indagine è stata rivolta a quanti avessero già avuto occasione di vedere e toccare un tablet o, in alternativa, uno smartphone. Circa il 50% conosceva bene lo strumento perché la famiglia ne possiede uno, o l’ha visto da amici. Per tutti non c’è stato nessun impaccio particolare, anzi, la prima cosa che hanno fatto autonomamente è stata quella di cambiare l’immagine del desktop pescando dalla galleria. Tutti ci sono riusciti. Quindi è seguita una breve presentazione delle icone di funzionamento e delle apps. Per ragioni di tempo e di spazio (non disponiamo di luoghi idonei), sui tablet consegnati sono presenti solo le apps di default, ma su quello in mia dotazione ho aggiunto anche quelle social come facebook, twitter, skype, ecc. e giochi come Temple Run, mostrando che il dispositivo può essere personalizzato secondo le proprie esigenze,  rassicurandoli anche sulla necessità di avere le apps dei propri social network perché anche un Prof ormai le ha, basta usarle con responsabilità soprattutto in ambito scolastico. Terminologia specifica
  2. Fase della scrittura: all’interno del ristorante che ci ospita non c’è sufficiente intensità per la connessione così, in questa prima fase abbiamo proposto di lavorare su un editor di testo facendo riferimento a quei programmi che gli studenti conoscono, quelli di Office, con il programma Polaris Office costituito da un editor di testo, un foglio di calcolo e un programma di presentazione. Gli studenti sono stati invitati ad aprire un nuovo documento ed iniziare a descrivere in dieci righe la trascorsa Domenica, quindi di provare formattazioni diverse, con font, grandezza carattere ecc., come avrebbero fatto sul PC. Tutti sono riusciti, chi più chi meno con qualche dritta, anche a tavoletta inclinata in modo da migliorare l’ergonomia e digitare meglio sulla tastiera virtuale. Alla fine è stato chiesto se l’operazione è stata agevole o se creava disagio. Quasi tutti, oserei dire più 90% ha detto che si trovava bene che era piacevole scrivere con quel tocco soft sui tasti. I restanti hanno detto che sarebbe stata questione di abitudine ed avrebbero migliorato la digitazione.
  3. Fase della lettura: con i tablet siamo andati in giardino dove è stata possibile la connessione ad Internet con il wi fi del ristorante. Siamo entrati nel sito della scuola e poi sulla piattaforma moodle, dove avevo preventivamente caricato i file .pdf, .epub e .mobi di un racconto tratto dall’ebook “Tremare senza paura” dal titolo “Mangiatori di carogne” di Catia Pieragostini, che gentilmente l’ha reso disponibile agli studenti. Questi sono entrati, hanno scaricato la versione .epub e quindi di nuovo all’interno, hanno aperto l’applicazione My Library che conteneva automaticamente il piccolo ebook. Una volta aperto sono stati invitati a leggerlo appena dopo una rapida carrellata delle funzioni della app come ingrandimento carattere, sottolineatura, lettura vocale, ecc. Alla fine hanno dato una valutazione di gradimento al racconto, simile a quelle del web: da 1 a 5 stelline. Anche in questo caso è stato chiesto come si sono trovati nella lettura a schermo. Quasi tutti hanno detto che è gradevole, tranne qualcuno che ha lamentato il fastidio della luce troppo intensa che comunque può essere regolata nelle impostazioni. Qualcun altro ha espresso preoccupazione per i danni alla vista. Ho spiegato loro che la stanchezza è in parte determinata dalla secchezza del globo oculare perché le palpebre si chiudono meno frequentemente determinando poca lacrimazione e sensazione di fastidio. A questo proposito ho spiegato loro che ci sono dispositivi con tecnologia e-ink che sono meno aggressivi sulla fisiologia dell’occhio ed ho mostrato il mio kindle, altro tipo di tablet, più idoneo a letture prolungate.
  4. Multimedialità: sempre in un’indagine informale ho chiesto loro se conoscevano le prerogative multimediali dell strumento. Prima ancora che finissi mi hanno fatto vedere le foto che si erano scattati. 🙂 Ho fatto accenno ai video sui social network come youtube, audio, immagini. Sapevano già tutto! Riferimenti veloci a quotidiani e riviste online, audiolibri ecc.
Conclusioni. Dalle impressioni espresse su sollecitazione dagli studenti l’esperienza è complessivamente piaciuta. Alla richiesta “Ma ce li lasciate portare a casa?” abbiamo risposto che questo primo intervento ha avuto una funzione promozionale in modo da coinvolgerli direttamente nelle scelte didattiche della scuola, successivamente saranno progettato interventi ad hoc nei diversi Consigli di Classe con la possibilità di dare in comodato d’uso i tablet agli studenti coinvolti. Anche i docenti hanno dato una risposta positiva, a volte entusiasta e l’impressione, sempre in momenti informali, è quella di un interesse e curiosità mai visti prima, né con PC né con le LIM. Credo anch’io che questi dispositivi siano attualmente i più user friendly e spaventino meno coloro che hanno poca dimestichezza con le tecnologie.
Dal punto di vista didattico, di contro, il percorso è più complesso perché mette a prova la capacità di rivedere i paradigmi consolidati. Ma questa è un’altra storia che prevede, oltre ad una formazione tecnica (che sembra essere quella meno ostica), anche una rivisitazione di concetti pedagogici ed educativi.
Alla prossima.