Valutazione 2.0

Dell’appellativo 2.0 ultimamente in molti si stanno riempiendo la bocca, specialmente i politici che non so fino a che punto abbiano percezione del significato che la rivoluzione digitale sul web gli attribuisce.

Sta di fatto che a me, quello vero piace, tanto che ci ho scritto un ebook e sto facendo anche esperimenti in termini di valutazione, ovvero, cerco di coinvolgere gli studenti nel giudizio su ciò che producono a scuola.

Ho iniziato in autunno con esercitazioni di pallavolo proposti da me, che ciascuna coppia doveva riproporre per verificare l’apprendimento di alcuni fondamentali, associati ad esercitazioni di potenziamento organico. Al termine di ciascuna performance, ogni altra coppia doveva attribuire un punteggio da sei a dieci. Il voto finale era la media approssimata dei punteggi di tutti, compreso il mio.

Devo dire che le valutazioni finali non si discostavano troppo dalla mia, con qualche dato anomalo che veniva riassorbito nell’elaborazione statistica.

A questo proposito stamattina leggo questo articolo su Repubblica Scuola che tratta di MOOC e ad un certo punto recita:

Il problema più grosso riguardava i test a risposta aperta: chi avrebbe potuto correggere, gratis, diecimila o centomila compiti? “La soluzione che abbiamo trovato” spiegava la professoressa Koller al Ted di Edinburgo, “è quella di farli correggere agli studenti stessi. E, per quanto sembri ardito, funziona. Da nostri studi, statisticamente, la media delle valutazioni di cinque o più ‘pari’ risulta addirittura più affidabile di quella di un singolo professore, magari stanco o di cattivo umore.

La stessa operazione l’ho riproposta con un’attività creativa dove gli studenti dovevano ideare una coreografia a coppie con gli step. Hanno usato smartphone e tablet con gli auricolari per seguire il brano musicale scelto e non disturbare le altre coppie. Questo che vedi sotto è uno dei video di una delle combinazioni fatte da due studentesse di 14 anni:

 

Le mie indicazioni sui criteri da considerare per la valutazione sono stati:

  • ritmo;
  • coordinazione dei movimenti;
  • ampiezza dei movimenti;
  • sincronia di coppia;
  • originalità della coreografia;
  • quanto mi è piaciuto globalmente.

Anche in questo caso i punteggi finali sono stati in linea con i miei, a dimostrazione che anche a 14 anni si ha la capacità di individuare qualità estetiche ed esecutive relative al movimento umano.

Più in generale, averli coinvolti nel giudizio accresce la loro considerazione come soggetti capaci di dare valutazioni ed ha stimolato la loro attenzione nei confronti di ciò che altri hanno preparato, imparando anche da esperienze diverse.

La coreografia sopra ha ottenuto un punteggio di 9,5. Tu cosa avresti dato?

6 pensieri riguardo “Valutazione 2.0”

  1. da alcuni anni io utilizzo la metodologia lepida scuola su circa il 70-80% della mia attività (sono un’insegnante della scuola primaria). Si tratta di fare didattica per problemi e progetti, cercando di seguire e valutare soprattutto il processo più che il risultato finale (spesso influenzato da diversi fattori). Per fare ciò e valutare utilizziamo delle rubric che costruiamo insieme ai ragazzi e che loro usano spesso in autonomia. Credo sia davvero una metodologia che ha molto aiutato a costruire consapevolezza e responsabilità nei bambini. Se vuoi saperne di più guarda http://www.lepidascuola.it/ oppure http://enzozecchi.com/ Questo tipo di didattica è applicabile a tutti gli ordini di scuola: viene utilizzata anche all’Università di Glasgow!

  2. grazie ad entrambe! La valutazione per me (insegno filosofia e storia) è una croce, e sto disperatamente cercando di dargli un senso che non sia quello inutile dell’attribuire un voto a quello che ripetono dopo aver memorizzato (spero non senza capire) i miei appunti. Vado, mi informo, e poi semmai ritorno con commenti!

  3. ho fatto esperienza in MOOC della valutazione fra pari ed è stata molto significativa e importante. credo che abbia modificato il mio modo di valutare.

    avevo intenzione di ricorrervi anche nel mio insegnamento (scuole superiori) ma non l’ho fatto perché appena trasferito in un nuovo istituto ho preferito cercare di capire come era l’ambiente.

    nella mia esperienza la valutazione fra pari è impegnativa e comporta non solo il miglioramento del senso critico e della sensibilità per la persona valutata ma anche un aumento delle conoscenze. nel complesso lo si potrebbe promuovere ma non so se lo renderei l’unico modo di valutare.

    sicuramente la valutazione fra pari implica un percorso strutturato e condiviso.

  4. Sì, anch’io ho avuto esperienze con i MOOC e ci siamo confrontati a vicenda. Quello che propongo, come hai intuito, è quella tra studenti che, se anche giovani, hanno comunque competenze critiche. Certo, hai ragione quando dici che non tutto può essere valutato in questo modo, infatti anch’io propongo questa modalità solo in certe attività dove il giudizio è di qualità globale e non su abilità analitiche ed isolate.
    Le valutazioni che danno sono un po’ più alte, come logico aspettarsi, ma discriminanti. E questo ritengo sia positivo.
    Grazie del tuo intervento 😉

E tu, cosa ne pensi?