Valutazione a punti sì, voti no

In breve: Resoconto dell'introduzione di punti al posto dei voti Condividi il Tweet

punti tabellaimg 1 – Foglio di calcolo in Google Drive per l’inserimento dei punteggi

Considerazioni preliminari

Tempo fa scrissi il primo di cinque articoli sulla organizzazione didattica dei corsi massivi online, Cosa ci insegnano i MOOCs – #1 Valutazioni finali in cui, se hai la pazienza di leggere, auspicavo che anche nella didattica in presenza si potesse passare dalla forma a voti a quella a punti, un po’ come succede all’esame di Stato, applicando il concetto generale dell’accumulo (somma), contro quello in auge nella nostra scuola delle medie dei voti.

Ora, senza scendere nel particolare sull’opportunità della media con un numero esiguo di unità statistiche (n° di voti) che genera a volte situazioni in cui, per rimediare un 4 si deve prendere un 8, il sistema a punti, che ho sperimentato frequentando parecchi MOOCs, mi sembrava più efficace, più giusto e che desse percezione dell’aver completato i percorsi didattici, ciascuno con il proprio peso sull’apprendimento generale.

Lo scorso a.s. l’ho applicato come sistema alle mie classi e, al termine, ho inviato un questionario di feedback ai miei studenti per sapere cosa ne pensavano, se era cioè il caso di proseguire o di tornare al vecchio sistema.
I risultati nel dettaglio li leggerai sotto. Prima di proseguire, però, vorrei fare alcune considerazioni:

tabella 2img 2 – distribuzione dei punti nell’a.s.

  • Il sistema a punti che ho adottato prevede di distribuire nell’a.s. 100 punti + 5 di bonus extra a mia discrezione su obiettivi complessivi come da piano di lavoro, divisi in 4 pacchetti da 25 (si veda l’immagine qui sopra).
  • I punti andavano inseriti in un foglio di calcolo condiviso in lettura agli studenti di cui puoi vedere nel link seguente il modello per una classe generica: Foglio di calcolo punti Scienze Motorie applicabile anche in altre discipline.
  • Al termine di ogni quarto ho messo a punto un’altra tabella in cui convertire i punti in 25esimi in voti da inserire nel registro elettronico, sia per le valutazioni intermedie, sia per quelle finali.
  • Ogni classe ha avuto distribuzioni “personalizzate” in base ai tempi e alle diverse attività.

Il feedback

Hanno risposto al questionario 76 studenti su 143 (prima quindicina di Giugno 2015). Classi biennio più una quinta.
Le domande erano tutte chiuse tranne la 9, aperta, di cui darò una breve sintesi. Riporto le immagini catturate dal riepilogo delle risposte del foglio di calcolo.

Item 1

punti 1

Solo 4 studenti non hanno capito, o quasi, il funzionamento. (Dato fisiologico)

Item 2

pu

Un terzo ritiene sia migliore, l’altro terzo ritiene che siano simili, solo un decimo preferisce quella a voti.

Item 3

punti 3

I tre quarti degli studenti trova proporzione tra i punteggi assegnati e il peso dell’attività svolta; il 13% non condivide.

Item 4

punti_4

Gli studenti non sono stati generalmente ossessionati dalle valutazioni, anche perché sanno che, prima della pubblicazione sui registri, ne discuto con loro.

Item 5

punti 5

Solo una percentuale esigua, 5,2%, non ha trovato corrispondenza tra la valutazione finale e i parziali. (Dato fisiologico).

Item 6

punti_6

In alcune attività ho introdotto la peer to peer evaluation, predisponendo schede nelle quali inserire i punteggi relativi ad alcune performance sportive. Complessivamente i dati positivi, con i dovuti distinguo nelle risposte, sono intorno al 78%. A questo proposito c’è da dire che un po’ per tutti si è manifestato un certo imbarazzo nel valutare i compagni. I motivi potrebbero essere:

  • non abitudine a dare e ricevere giudizi
  • non abitudine ad osservare ciò che fanno gli altri
  • non abitudine ad eseguire performance sapendo di essere osservati (disagio emozionale)
  • timore che i compagni giudichino più per simpatia che per qualità

Le valutazioni, in effetti sono passate tramite la mia contribuzione e devo dire che, in genere, sono state equilibrate e vicine al mio giudizio. C’è stato solo qualche sporadico dato anomalo a cui ho posto rimedio.

Item 7

pun

La maggioranza, anche se stretta, ha colto nel segno.
Il sistema scolastico e l’attribuzione dei voti, spesso, non tiene conto del percorso annuale dell’apprendimento. I voti finali sono spesso quelli del secondo quadrimestre e questo è controproducente; è proprio la prima frazione dell’a.s. quella più produttiva, che subisce meno interruzioni ed è fondante per alcune discipline (lingue straniere, classiche, matematica, ecc.), oppure per diversità di obiettivi delle unità di apprendimento che devono essere comunque considerati, come nel caso della mia disciplina: Scienze Motorie.
Si consideri, inoltre, che la modalità a punti permette l’attribuzione “pesata” delle valutazioni. Se un argomento si ritiene facile, si danno meno punti, se difficile di più, oppure distinguere i punteggi tra prove scritte e orali. (Questa è la matematica della spesa, perché così difficile?)

Item 8

punti 8

Rassicurante il 78% di studenti che auspicano questo sistema invece o in alternativa a quello classico.

Item 9

In questa domanda aperta gli studenti hanno scritto liberamente, in alcuni casi interventi inerenti la ricerca, altri come consigli e suggerimenti più ampi rispetto alle nostre attività.

Li elenco qui sotto in risposta ai loro dubbi e proposte.

  1. D: vanno utilizzati più criteri oggettivi e scrupolosi per valutare R:  mi sembra di aver suddiviso in maniera abbastanza analitica le valutazioni che sono almeno 23. Quando si parla di valutazioni qualitative, poi, è molto difficile parlare di oggettività (già lo è in ogni caso sempre per ogni attività, anche quella più strettamente misurabile, figuriamoci per il movimento umano che è processo estremamente complesso che sfugge a regole stringenti, Infatti i giudici di gara sbagliano le valutazioni anche alle Olimpiadi). In ogni caso si può sempre migliorare.
  2. D: trovare un calcolo che permetta di rendere proporzionate le ore utilizzate per un’attività al punteggio massimo che si può ricevere. non tenere troppo conto delle valutazioni “inter pares”. a parte questo, posso chiederle se è possibile permettere agli studenti di dare una dimostrazione del loro sport,di modo che si possa rafforzare il legame tra i membri della classe e si possano aggiungere ulteriori conoscenze riguardo i diversi sport. così, è solo un’idea… R: alla prima richiesta: quest’anno sono andata un po’ a braccio nella definizione dei punteggi (un primo tentativo di distribuzione), in effetti il II quadrimestre ha subito molte interruzioni ed ho dovuto riaggiustare i punti attribuiti perché non c’era tempo di svolgere alcune attività. Alla II richiesta: una bella proposta, da attuare compatibilmente con l’attrezzatura e la sicurezza che abbiamo nella nostra palestra.
  3. D: Secondo me sono equilibrate e giuste. R: Bene!
  4. D: A volte i punteggi potrebbero essere un po’ più alti R: in effetti sarà mio compito riequilibrare, fermo restando che ci sono certe attività per cui si è maggiormente portati, altre meno.
  5. D: PIU’ CALCIO R: me l’aspettavo 🙂
  6. D: La valutazione da parte dei compagni è divertente ma spesso rispecchia poco il risultato effettivo , propongo si una votazione dei compagni ma dove anche il docente ha diritto di dare consigli, di verificare l’effettivo valore del voto e di spiegare così anche in sede di valutazione alcuni aspetti fondamentali per l’assegnazione del voto (tecniche specifiche ecc..) R: ti ricordo che sono sempre intervenuta nelle valutazioni anche se il dato iniziale era quello tra pari. Sulla scheda che vi ho consegnato c’erano esplicitati i criteri di valutazione. Mi rendo conto, però, che all’inizio non è facile esprimere un giudizio per attività che durano poco. Bisogna imparare ad osservare globalmente ed accordarsi con il gruppo di valutazione per distribuire i ruoli valutativi.
  7. D: Attribuire punti tenendo conto della partecipazione prestata durante l’anno R: ti assicuro che questo è stato fatto, anche con i 5 punti bonus aggiuntivi in cui ho considerato impegno, partecipazione, collaborazione. In genere, se ci sono stati questi atteggiamenti, anche il risultato delle performance è risultato migliore.

Conclusioni

Questo esperimento e il suo feedback, lungi dal voler essere qualcosa di assoluto e risolutivo riguardo al processo di valutazione, che rimane comunque attività complessa, mi soddisfa e, soprattutto, soddisfa la maggior parte dei miei studenti. Mi sento orgogliosa di averlo introdotto, così come l’ho vissuto nei corsi che ho frequentato, anche se questo  comporta un lavoro aggiuntivo. Lo riproporrò di certo il prossimo a.s.

E tu, cosa ne pensi?